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domenica 4 novembre 2018

Notte e gli alberi siamo noi

Anch'io mi inquieto di fronte alla natura che si ribella. A questi comportamenti fuori dalle righe, righe che però abbiamo tracciato noi. Non in anni, non in decenni, forse in secoli.

La natura siamo noi. Gli alberi siamo noi. Voliamo via, strappati da una forza che non è del destino. Perché il destino, abbiamo assicurato che l'avremmo afferrato noi. E ora ci lamentiamo che nemmeno abbiamo fatto in tempo a sfiorarlo.

Ora la natura si ribella, ci raccontano così. E noi ci crediamo, perché piangiamo troppe sofferenze e vite spezzate.

Ma forse davvero la natura siamo  noi. Alberi, gocce d'acqua, animali, tutti insieme: in una parola, creature che in mezzo a un'alluvione, a un tornado o a mille parole che abilmente plasmano gli uomini, non dovevano stare.

Gli alberi siamo noi. E molti altri. Così vittime da poterci opporre, finalmente,

Notte e gli alberi siamo noi

mercoledì 4 aprile 2018

Notte e la ribellione di un amico (è anche la mia)

Un amico, che ha i capelli bianchi e un cuore dannatamente ragazzino, mi confida tutta la sua rabbia. Perché vede l'ipocrisia e i meccanismi che frenano ciò che ha contribuito a costruire.

Io la sento la sua ribellione, me la riversa addosso e lo ascolto come una musica inaspettata. Mi piace che non si perda la voglia di ribellarsi. Mi piace che lo dica proprio a me.

Perché a questo punto io devo raccontargli: guarda che adesso mi sto ribellando. E subito invitarlo: ribelliamoci insieme.

Mentre tanti distruggono fingendo di mettere mattoni, io sento che ribellandoci stiamo già costruendo qualcosa.

Notte e la ribellione di un amico (è anche la mia).

giovedì 30 novembre 2017

Ed era quel ribellarsi lì

Mentre sono diligente, mi tempesta la mente una canzone. Non una delle più memorabili della mia lunga colonna sonora, eppure si impossessa di me, peggio di un'epifania di Joyce. 

Così frugo tra gli album rock, che bello quando si chiamavano così, album: contenevano canzoni e immagini del cuore. Ero apparentemente diligente, ma mi ribellavo ogni giorno. Non avendo una gran voce, lo facevo senza disturbare. Sembra una contraddizione, spaccare i cocci degli altri però non mi è mai interessato.

Volevo mettere in discussione me, per farmi volare più lontano: come quando a una festa afferri il protagonista e lo lanci nell'aria.

Era quel ribellarmi lì, a base di musica e no scanditi con gli occhi e con i gesti, che mi faceva essere libera.

Ed è quel ribellarmi lì che mi scorre ancora nelle vene.

sabato 29 marzo 2014

Ribellarsi un po'

Camminare in punta di piedi, annusare un sentiero isolato, scollegare tutto ciò che non sono io, che non sei tu.

Non si può essere tutto per tutti, né gettarsi nel nulla. Si vive così, con no gentili.

Ribellarsi, un po'.