Non basta che si inabissi un aereo carico di vita, anche appena sbocciata. Oltre al velivolo si inabissa la nostra coscienza.
Del resto, è successo in Egitto: ci siamo già allontanati e rassegnati. Italiani? No. Europei? Va be', ma mica siamo di mezzo davvero noi. E altre nazionalità ancora: mica saremo umani tutti.
Scivola via la notizia, in altro affaccendati.
Anche quando si inabissa un aereo carico di vita, riusciamo a non farci troppo caso.
Non basta che si inabissi: va a fondo la nostra coscienza.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
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sabato 21 maggio 2016
martedì 29 luglio 2014
La felicità è una foto di pace
Cari esseri umani che inveite al vicino di casa o all'automobilista che vi taglia la strada e gridate agli altri di fare la pace, questo post non è per voi.
Voi e le vostre certezze traballanti mi avete aiutato a sentirmi più triste, finché ho deciso di dire basta. Anche perché niente rende più triste rispetto a vedere persone uccise in una guerra. Nelle guerre, anche di tutte le altre di cui vi frega poco, perché non potete aderire a un fan club o detestare.
Queste sono le ultime emozioni che vi dedico, perché stringo una foto tra le mani. Io, l'unico pensiero voglio dedicarlo a mia sorella e ai nostri figli. I nostri ragazzi di ogni religione, che sfidando l'odio sono tornati in Italia a raccontare cosa sono i giovani israeliani: ebrei, musulmani, cristiani. Cosa sono tutti i giovani.
Angelica, questa in realtà è una lettera aperta a te e ai ragazzi di Beresheet. Come posso dire a voi che sto soffrendo, per la morte e la distruzione, le minacce che non si fermano mai?
Condivido ogni messaggio di pace, come di ogni fiera consapevolezza di Angi. Quando la vedo che si infervora, penso a quella stupenda giornata del pane condiviso con la nostra sorella palestinese Samar.
Angi, ti dico, sono triste. Bella consolatrice, sono. E tu via whatsapp mi mandi il tuo sorriso, tu mi conforti. Poi mi mandi una foto, dei ragazzi della mondialità sul pullman verso Malpensa.
Israeliani, palestinesi, egiziani.
Tanti altri pontificano al sicuro, giudicano e quindi uccidono.
Voi amate. E quella fotografia mi fa credere che siete più forti di tutto e che forti di amore ci renderete.
Grazie, toda.
Shalom, salam.
Voi e le vostre certezze traballanti mi avete aiutato a sentirmi più triste, finché ho deciso di dire basta. Anche perché niente rende più triste rispetto a vedere persone uccise in una guerra. Nelle guerre, anche di tutte le altre di cui vi frega poco, perché non potete aderire a un fan club o detestare.
Queste sono le ultime emozioni che vi dedico, perché stringo una foto tra le mani. Io, l'unico pensiero voglio dedicarlo a mia sorella e ai nostri figli. I nostri ragazzi di ogni religione, che sfidando l'odio sono tornati in Italia a raccontare cosa sono i giovani israeliani: ebrei, musulmani, cristiani. Cosa sono tutti i giovani.
Angelica, questa in realtà è una lettera aperta a te e ai ragazzi di Beresheet. Come posso dire a voi che sto soffrendo, per la morte e la distruzione, le minacce che non si fermano mai?
Condivido ogni messaggio di pace, come di ogni fiera consapevolezza di Angi. Quando la vedo che si infervora, penso a quella stupenda giornata del pane condiviso con la nostra sorella palestinese Samar.
Angi, ti dico, sono triste. Bella consolatrice, sono. E tu via whatsapp mi mandi il tuo sorriso, tu mi conforti. Poi mi mandi una foto, dei ragazzi della mondialità sul pullman verso Malpensa.
Israeliani, palestinesi, egiziani.
Tanti altri pontificano al sicuro, giudicano e quindi uccidono.
Voi amate. E quella fotografia mi fa credere che siete più forti di tutto e che forti di amore ci renderete.
Grazie, toda.
Shalom, salam.
giovedì 24 luglio 2014
Notte con la forza della pace e i miracoli
Il dolore non perde d'intensità, ma avanza una strana forza.
Leggo di mia sorella israeliana, dello spettacolo dei suoi ragazzi, che sono i nostri. A Siena, in una delle cornici più meravigliose del mondo, loro raccontano come sia bello, non solo possibile, stare insieme. Ebrei, musulmani, cristiani.
Quanto ho imparato da ogni incontro con "Beresheet", e il verbo imparare neanche mi piace, perché con tutto questo amore mi sembra riduttivo.
Angelica aggiorna con la sua ferma dolcezza e racconta che una donna egiziana le ha chiesto di partecipare allo spettacolo.
- Ho solo 20 costumi e ho qui 140 ragazzi.
Lei insiste, gioiosamente, e le viene assicurato: ti vestirai di bianco e porterai il pane della pace.
Notte con la forza della pace che fa miracoli.
Leggo di mia sorella israeliana, dello spettacolo dei suoi ragazzi, che sono i nostri. A Siena, in una delle cornici più meravigliose del mondo, loro raccontano come sia bello, non solo possibile, stare insieme. Ebrei, musulmani, cristiani.
Quanto ho imparato da ogni incontro con "Beresheet", e il verbo imparare neanche mi piace, perché con tutto questo amore mi sembra riduttivo.
Angelica aggiorna con la sua ferma dolcezza e racconta che una donna egiziana le ha chiesto di partecipare allo spettacolo.
- Ho solo 20 costumi e ho qui 140 ragazzi.
Lei insiste, gioiosamente, e le viene assicurato: ti vestirai di bianco e porterai il pane della pace.
Notte con la forza della pace che fa miracoli.
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