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martedì 9 ottobre 2018

Notte e non sono come le mie sorelle

Le (mie) sorelle Angelica e Samar, conosciute quasi vent'anni fa.

Le cronache annotano: israeliana e palestinese. Allora mi insegnarono a fare il pane insieme, o almeno a provarci.

A qualcuno pareva gesto politicamente meraviglioso. Mentre era meravigliosamente umano.

Io non sono brava come loro, non metto le mani nella pace.

Facciamo mega dibattiti politici, per non prenderci le nostre responsabilità.

Oggi le ritrovo insieme dopo tanti anni e sono grata, perché magari un granello della loro benedizione  un giorno si poserà su di me.

Notte e non sono come le mie sorelle (ma un granello di me forse un giorno potrà diventarlo)

martedì 29 luglio 2014

La felicità è una foto di pace

Cari esseri umani che inveite al vicino di casa o all'automobilista che vi taglia la strada e gridate agli altri di fare la pace, questo post non è per voi.

Voi e le vostre certezze traballanti mi avete aiutato a sentirmi più triste, finché ho deciso di dire basta. Anche perché niente rende più triste rispetto a vedere persone uccise in una guerra. Nelle guerre, anche di tutte le altre di cui vi frega poco, perché non potete aderire a un fan club o detestare.

Queste sono le ultime emozioni che vi dedico, perché stringo una foto tra le mani. Io, l'unico pensiero voglio dedicarlo a mia sorella e ai nostri figli. I nostri ragazzi di ogni religione, che sfidando l'odio sono tornati in Italia a raccontare cosa sono i giovani israeliani: ebrei, musulmani, cristiani.  Cosa sono tutti i giovani.

Angelica, questa in realtà è una lettera aperta a te e ai ragazzi di Beresheet. Come posso dire a voi che  sto soffrendo, per la morte e la distruzione, le minacce che non si fermano mai?


Condivido ogni messaggio di pace, come di ogni fiera consapevolezza di Angi. Quando la vedo che si infervora, penso a quella stupenda giornata del pane condiviso con la nostra sorella palestinese Samar.

Angi, ti dico, sono triste. Bella consolatrice, sono. E tu via whatsapp mi mandi il tuo sorriso, tu mi conforti. Poi mi mandi una foto, dei ragazzi della mondialità sul pullman verso Malpensa.

Israeliani, palestinesi, egiziani.

Tanti altri pontificano al sicuro, giudicano e quindi uccidono.


Voi amate. E quella fotografia mi fa credere che siete più forti di tutto e che forti di amore ci renderete.

Grazie, toda.

Shalom, salam.

giovedì 24 luglio 2014

Notte con la forza della pace e i miracoli

Il dolore non perde d'intensità, ma avanza una strana forza.

Leggo di mia sorella israeliana, dello spettacolo dei suoi ragazzi, che sono i nostri. A Siena, in una delle cornici più meravigliose del mondo, loro raccontano come sia bello, non solo possibile, stare insieme. Ebrei, musulmani, cristiani.

Quanto ho imparato da ogni incontro con "Beresheet", e il verbo imparare neanche mi piace, perché con tutto questo amore mi sembra riduttivo.

Angelica aggiorna con la sua ferma dolcezza e racconta che una donna egiziana le ha chiesto di partecipare allo spettacolo.

- Ho solo 20 costumi e ho qui 140 ragazzi.

Lei insiste, gioiosamente, e le viene assicurato: ti vestirai di bianco e porterai il pane della pace.



Notte con la forza della pace che fa miracoli.