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martedì 13 ottobre 2015

Proprio quando dentro piove (shalom)

 Cerco di seguire il telegiornale, ma sono troppo vile. Di dolore in dolore, ecco che tutto sembra esplodere anche in Israele. Piange ancora la Terra Santa, tutta.

Tra pochi giorni i ragazzi ebrei, musulmani e cristiani guidati da Angelica Calò Livné, dalla Galilea arriveranno qui. Porteranno la pace in scena, come fa da sempre il teatro di Beresheet LaShalom. In scena, perché prima è seminata nei cuori.

Fuori piove. Dentro, pure. Come potremo mai vedere il sole o anche soltanto qualche suo riflesso? Come potranno sorridere? Come potremo sperare?

Poi, lo sento tra le lacrime: proprio quando fuori piove, quando è tempesta fino nelle pieghe più profonde, abbiamo il dovere di sperare. E lavorare per quella speranza.

Shalom, Salam 

martedì 16 dicembre 2014

Il vero Medioriente

Confesso, non so darmi pace, perché la pace per me è altro. E sento il rumore di bombe e propaganda, sento che difendiamo ciò che alimenta la guerra.

Penso di aver  avuto tante fortune nella vita, una è conoscere Angelica, mia sorella di Galilea, e i suoi ragazzi. Quando torno indietro nel tempo e rivivo gli incontri con questi ragazzi ebrei, musulmani, cristiani. La loro devozione, la loro identità, mai messa in discussione, ma arricchita dal confronto con altri. Ogni ragazzo, ogni fede.

E quel giorno, nel collegio dove imparai a dire shalom, vidi cadere il rosario dalle mani di un giovane arabo. Lo vidi raccoglierlo e tre volte baciarlo, chiedendo perdono.

Io non so cosa sono, ma probabilmente una donna di fede tiepida.

E questo è il vero Medioriente, quello che può essere.  Bisogna dargli una chance e ve lo chiedo sfacciatamente. Seguendolo, sostenendolo, aiutando a portare qui gli spettacoli di questi ragazzi straordinari, che vi insegneranno moltissimo.

Questo è il vero Medioriente, perché il più bello.


https://amicidiberesheetlashalom.wordpress.com/

martedì 29 luglio 2014

La felicità è una foto di pace

Cari esseri umani che inveite al vicino di casa o all'automobilista che vi taglia la strada e gridate agli altri di fare la pace, questo post non è per voi.

Voi e le vostre certezze traballanti mi avete aiutato a sentirmi più triste, finché ho deciso di dire basta. Anche perché niente rende più triste rispetto a vedere persone uccise in una guerra. Nelle guerre, anche di tutte le altre di cui vi frega poco, perché non potete aderire a un fan club o detestare.

Queste sono le ultime emozioni che vi dedico, perché stringo una foto tra le mani. Io, l'unico pensiero voglio dedicarlo a mia sorella e ai nostri figli. I nostri ragazzi di ogni religione, che sfidando l'odio sono tornati in Italia a raccontare cosa sono i giovani israeliani: ebrei, musulmani, cristiani.  Cosa sono tutti i giovani.

Angelica, questa in realtà è una lettera aperta a te e ai ragazzi di Beresheet. Come posso dire a voi che  sto soffrendo, per la morte e la distruzione, le minacce che non si fermano mai?


Condivido ogni messaggio di pace, come di ogni fiera consapevolezza di Angi. Quando la vedo che si infervora, penso a quella stupenda giornata del pane condiviso con la nostra sorella palestinese Samar.

Angi, ti dico, sono triste. Bella consolatrice, sono. E tu via whatsapp mi mandi il tuo sorriso, tu mi conforti. Poi mi mandi una foto, dei ragazzi della mondialità sul pullman verso Malpensa.

Israeliani, palestinesi, egiziani.

Tanti altri pontificano al sicuro, giudicano e quindi uccidono.


Voi amate. E quella fotografia mi fa credere che siete più forti di tutto e che forti di amore ci renderete.

Grazie, toda.

Shalom, salam.

giovedì 24 luglio 2014

Notte con la forza della pace e i miracoli

Il dolore non perde d'intensità, ma avanza una strana forza.

Leggo di mia sorella israeliana, dello spettacolo dei suoi ragazzi, che sono i nostri. A Siena, in una delle cornici più meravigliose del mondo, loro raccontano come sia bello, non solo possibile, stare insieme. Ebrei, musulmani, cristiani.

Quanto ho imparato da ogni incontro con "Beresheet", e il verbo imparare neanche mi piace, perché con tutto questo amore mi sembra riduttivo.

Angelica aggiorna con la sua ferma dolcezza e racconta che una donna egiziana le ha chiesto di partecipare allo spettacolo.

- Ho solo 20 costumi e ho qui 140 ragazzi.

Lei insiste, gioiosamente, e le viene assicurato: ti vestirai di bianco e porterai il pane della pace.



Notte con la forza della pace che fa miracoli.

sabato 17 maggio 2014

Quello che ti fai capitare

È accaduto proprio a me? Seguo Angelica, sorella e luce per me, nel suo cammino di pace, e questo interrogativo mi intriga. A volte ci sono gioie così potenti, miracoli che ti provocano questa domanda.

Angelica, donna di Israele, che con il tuo Yehuda e i tuoi ragazzi sai tessere veri colori di armonia tra i giovani, contagiando i grandi. Ha ragione la tua amica che ti risponde: a te può capitare tutto.

Ha ragione. Perché tu lo fai capitare, con la tua fede, il tuo lavoro.

http://www.beresheetlashalom.org