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mercoledì 1 maggio 2019

Di slancio, i sogni

Di slancio, i sogni ti portano lontano. Sopra la folla o davanti a un mare grintoso di solitudine.

L’unica certezza, che tu non hai paura ad afferrare quella corda e a viaggiare dentro ciò che vuoi. 

Ripenso a questo concerto, ai sogni dei Kiss derisi, come tanti altri, quasi cinquant’anni fa. Chi scuoteva la testa e non rispettava, quei sogni, oggi non si sa che fine abbia fatto.

Noi sì.

I sogni, di slancio, sono calati sulla terra.



sabato 27 gennaio 2018

L'eterna bellezza di essere accanto

Sfogliando i ricordi di luoghi indimenticabili, mi chiamano particolari di eterna bellezza. Dovrei chiamarla antica, ma non ne ho il coraggio. O meglio, è proprio il contrario: mi fa sentire così audace da  rinnegare il tempo.

La bellezza di stare accanto va scolpita e offerta agli occhi, alle menti, alla memoria. E' un momento che viene fissato, una certezza da cui ripartire.

Una mano che non si fa notare subito, nascosta da un lieve sorriso di pace. 
La bellezza di rimanere accanto, che lo voglia un artista o la vita.


lunedì 15 maggio 2017

I Kiss per trattarsi bene

Sto levando il trucco e le emozioni, ma queste ultime sono ancora più resistenti. Che concerto ho visto questa sera? Quale, meglio?

Se chiudo gli occhi, attraverso più vite. Le mie e quelle dei Kiss, guarda un po'. 

1984, con questi sconosciuti Bon Jovi, tutti capelli e casino. Ed Eric Carr, batterista tosto ma gentiluomo. Neanche un'ombra di make-up. La prima conquista adolescente, essere a Losanna per la mia band preferita.

Nove anni fa, a Verona. Allora, la musica aveva un sapore che non conosceva lacrime.

E ora a Torino. Terza, decima, ventesima vita, perdo il conto come per le canzoni. Paul adorabile uomo di scena, Gene mi stupisce per la voce e la forma. Ancora una volta, non sono le sue canzoni le mie favorite sui dischi (si chiamano dischi, accidenti), eppure sul palco cambia tutto. War machine, tetra e spettacolare, God of Thunder (pur scritta da Paul) come ci fa inchinare. Tommy ed Eric, non statuine, ma musicisti intensi e seri.

Però Flaming youth - sì, mi stupisce sentirla dal vivo, io la cantavo nei momenti di incazzatura adolescenziale - mi porta un brivido più profondo quando arrivano le immagini di tutte le vite dei Kiss. Anche di chi non c'è più, come Eric Carr. Ma soprattutto loro giovani, le maschere ancora abbozzate, pettinature improponibili: tutte cose che ricacciano indietro nel tempo.

E avresti voglia di fermarti lì. Invece no, devi correre avanti a prendere la vita, come loro ti hanno insegnato a modo a loro a fare. A ricordarti che devi trattarti bene, che non è un peccato essere buoni con se stessi, che si può volare a ogni età e si possono beccare tutte le note oppure no, ma importa poi veramente?

Mentre rendi felice qualcuno, mentre lo fai sentire persino un popolo in un mondo in ordine sparso, mentre - e che cavolo - contento sei tu, io penso: sì, avanti Kiss, se imparo a trattarmi bene. Avanti se questo sarà uno dei tanti concerti o l'ultimo, per cambiare vita e far correre avanti qualcun altro.

Non importa, nemmeno questo. Perché abbiamo tante vite e basta volersi trattare bene in ciascuna di esse.

15 maggio 2017, Torino. Grazie





venerdì 31 marzo 2017

Il gigante e la bambina

Pensavo di perdermi  al cospetto del grattacielo, come quando ero una ragazzina innamorata di New York.

Ma dopo averlo salutato, il mio sguardo corre via. E mi vedo attraversare la strada, facendomi largo tra le auto, per arrivare da lei: una piantina che grida un verde chiaro di vita, irresistibile come lei.

Il gigante e la bambina. La bambina, sono io. Non l'albero, miracolo di immensità che si ritrae per umiltà.

giovedì 30 marzo 2017

Notte e dall'alto

Torino sembra scorrere placida dall'alto, il traffico rimpicciolisce con i pensieri. Si riesce persino a respirare il silenzio, neanche gli occhi hanno voglia di parlare.

Dall'alto i particolari si sciolgono e si esaltano, come in un canto che non vuole sposare un unico ritmo. Tutto ciò che era importante da fare, si perde lungo l'orizzonte.

Dall'alto ti senti al tuo posto, senza dover sgomitare laggiù, anche solo per sbaglio. 

Notte e dall'alto.

venerdì 22 aprile 2016

Totti e il mio amico del Torino

Una sola cosa sa farmi domare le emozioni: l'amicizia. Ripenso a quei minuti travolgenti, con Totti e le favole che si stanno stingendo, poi mi viene in mente chi ha pagato per questo.

Il Torino, perché le favole hanno quasi sempre un retrogusto triste.

Allora scrivo  al mio amico tifoso del Toro: sono stata così felice, ma non volevo che soffriste voi, perdonami. Lui mi risponde: Totti ha reso felice anche me.

Mi soffermo sulle magie, senza titoli, senza ambizioni sfrenate, solo amore per un pallone e chi ci sa ancora fare incantesimi.

Totti e il mio amico del Torino, mi sembrano una cosa sola, finché durerà. E di più.

sabato 18 ottobre 2014

Come il miele insegna

Il miele, solitario e compagno che sa valorizzare ciò a cui si unisce: conosco pochi capaci di poter indossare simili vesti, in apparenza contrapposte.

Domenica a Torino #COLturadigitale aiuta a scoprirlo e mi rende felice come ogni volta che si offre spazio al miele. Delizia, cura, consolazione, ma soprattutto un lavoro di squadra.

Il miele insegna e i suoi colori intinti nella luce mi hanno sempre dato speranza, come una pennellata su un grigio mattino, come una lezione di armonia che ai signori uomini zucconi spesso non vuole entrare in testa.

Il miele da ascoltare, come chi vi dedica la vita valorizzando ciò che minuscole e fiere creature operano.

http://colturadigitale.wordpress.com

venerdì 10 gennaio 2014

Meroni style

Non posso far convivere tre libri, mi dico: allora apriamo la porta al quarto.

Appena a casa, cenato, ascoltato, amato, devo aprire questo libro. Gigi Meroni - vita a tutto campo. La foto mi proietta lontano e mi sembra di ripercorrere tutte le tappe di Gigi: invece, non so nulla, nulla in confronto a ciò che devo esplorare.

Una vita umana, quand'è a tutto campo? Quando è fedele a se stessa, e non goccia nell'oceano, inconsapevole, come ho imparato un poco ieri sera?

Intanto sfoglio questo libro con devozione e non lo poserò facilmente.

Gigi Meroni: Pierluigi Comerio, prefazione di Gianni Mura, postfazione di Massimo Gramellini (e sfido a tenere gli occhi asciutti), un bellissimo pezzo (che ho letto per primo) su due mamme che si devono incontrare, Carlo Pozzoni fotoeditore.