Post in evidenza

SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

Visualizzazione post con etichetta Como. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Como. Mostra tutti i post

mercoledì 26 gennaio 2022

Cambiandomi la vita in silenzio (buon compleanno, Giannino)

 


Se ripenso a quando mi chiesero di scrivere la tua storia, faccio fatica a orientarmi in tutti i dubbi che mi stavano frenando. Non averti conosciuto e non essere di Como, i più immediati.

Poi, un'immagine ha spazzato via tutto. Ero in un ufficio, con il cielo indeciso tra sole e tempesta, quando mi raccontarono di te bambino, come nella foto che mostri: solo, a dover raccogliere l'erba per il fieno ad appena dieci anni mentre le nubi si avvicinavano. Ma più veloci furono le persone che vollero accorrere per il ragazzino rimasto senza papà.

Un dono che hai voluto restituire infinite volte nella tua vita e che è arrivato fino a me. Perché anche se non ti avevo conosciuto, tu sembri aver conosciuto me. Sei entrato nella mia esistenza, mi ci hai fatto guardare dentro, mi hai aiutato a prendere le decisioni, mi hai permesso di incontrare un'altra famiglia e condiviso i tuoi amici.

Mi hai cambiato la vita in silenzio, Giannino Brenna, e se oggi penso che avresti compiuto 90 anni, mi commuovo. Perché, a tratti, vedo ancora il bambino che mi ha preso per mano. E mi guidava lui.

sabato 4 gennaio 2020

Inesauribili le magie

Le magie, sono quelle che ti aspettano ma non ti mettono fretta: perché sanno che tu arriverai.

Le sfiori, ti sfiorano, poi ti prendi del tempo e le osservi, grata. Le luci, la musica, i fremiti di gioia. Ad un tratto, senti che ne sei immersa e non potrai farne a meno. Che non si esauriranno, che il Natale non si porterà via tutte le luci.

E mentre cammini nella Città dei Balocchi a Como, che regala gioie, non illusioni, in questi ultimi lampi di feste, ti viene da pensare.

Inesauribili le magie. Danzanti sulle mura o nel segreto del cuore.

sabato 29 settembre 2018

La natura e il nostro miracolo

Vengo da una giornata fortunata, termine che non posso che declinare in benedetta. Sono stata nel Giardino condiviso di San Vittore. Dove non c'era niente, se non terra che pareva condannata nel non generare più niente e invece da ieri ha ripreso a fiorire accanto al centro clinico del carcere di Milano.

Non improvvisamente: quest'ultima parola è sconosciuta alla natura, e persino agli uomini che si ritengono  un universo a sé.

Su La Provincia di Como, grazie a Luca Nespoli, domenica racconto cosa sia questo progetto. Questa sera, vi porto profumi e colori delle mie emozioni. Penso a uomini e donne che hanno creduto che Milano fosse ovunque, anche qui. Soprattutto qui, mi viene da dire oggi.

Riascolto le storie di uomini che hanno zappato. Che hanno il cuore altrove, nella famiglia lontana, nella terra che li ha accolti e li ha fatti crescere, eppure hanno lavorato questa terra, seminato, curato, e ancora lo faranno in nome di una responsabilità antica. Che sperano di andarsene presto e quindi questo lavoro  l'hanno compiuto anche per altri.

Perché questa è la natura e il suo miracolo. Anzi, il nostro miracolo se accettiamo di essere parte di lei.

sabato 2 giugno 2018

Ma io mi sostengo?

Sono in viaggio verso un'esperienza che sono pronta ad accogliere, o forse non vedo l'ora di accogliermi. Un punto di incontro tra creature, in una terra come il Collio naturalmente d'incontro.

Eppure il pensiero fisso in me riguarda un passerotto ardito. Sono abituata, sul lago di Como, ad assistere alle incursioni di questi animaletti a caccia di briciole. Ieri, tuttavia, è successo qualcosa di più.

Un passerotto, più minuscolo del solito, si è posato sul nostro tavolo e ha scelto di volare su ciascuno dei nostri bicchieri. Ci abbiamo scherzato su, o bestiola che ama il vino, prima che uno di noi gli offrisse briciole di pane.

Il passerotto aveva invaso il nostro spazio di fieri umani, ma poi ho pensato alla bella foto del cervo che attraversa la strada tra i due lembi di bosco. E il lapidario commento sotto: ma non è la strada, che attraversa il bosco?

Ad un tratto ho sentito di aver invaso io, lo spazio del passerotto. Ho pensato alla giornata di fronte, come tante altre: zeppa, e senza spazio quasi per respirare. Ho pensato, ancora, che quell'animaletto grazioso e ardito volesse dirmi qualcosa di più.

Malu, tu vai ad assaporare una terra e la sostenibilità. Ma tu, ti sostieni? Stai davvero vivendo rispettando ciò che sei, che puoi, che vuoi, o ti stai sfruttando?

Io non so fornire risposte certe, ma aleggia quella domanda.

Ma io, mi sostengo?


http://www.collio.it/blog-della-sostenibilita/marilena-lualdi/

giovedì 8 marzo 2018

Notte e l'educatore e la benzinaia

La lotta delle operaie in Inghilterra per una paga giusta scorrerà anche tra troppi vestiti e chiome impeccabili. Ma mi scardina anche per la data, scolpita dal film "We want sex". Nascevo io dentro quell'anno, una piccola grande battaglia come altre che avrebbero attraversato il mondo.

Adesso dovrei scrollare il capo e dire: è trascorso mezzo secolo e si vede. Ma non riesco. Perché esaminando il mondo, il cammino compiuto e ancora più quello da compiere, non lo vedo affatto.

Esco con qualche lacrima di troppo dalla proiezione del cinema Gloria per la festa delle donne, lacrima che faccio sparire in fretta: si sa come sono le donne secondo l'austero verdetto (maschile, ma forse un po' anche nostro), quando frignano, come ama dire chi ci critica e dunque anche un po' noi.

Allora, mi ribello. Non le cancello troppo bene, quelle lacrime e partecipo al dibattito organizzato da Cgil, Cisl e Uil con gli studenti. Ascolto e mi confronto prima con Adria e Chiara, quindi aspettiamo, chiediamo l'intervento dei giovani. Sono una giornalista, mi piace ascoltare storie. Ascoltare è termine freddo, sentirle e provare a farle rivivere. Domando ai ragazzi che cosa vorrebbero fare da grandi, anche se mi sembrano già grandi dai loro discorsi.

Sono tutti mestieri belli, se li renderanno felici, ma stasera ne scelgo due per ringraziarli. Un giovane vuole fare l'educatore negli asili nido e io esulto. Perché i bimbi hanno bisogno  di figure maschili e femminili, anche nei nidi: non potrà che giovare loro.

L'altra ragazza confessa che vorrebbe fare la benzinaia, ma a casa nicchiano. Allora le rivelo io qualcosa. Ci sono due distributori dove vado abitualmente: uno ha tanti uomini, ciascuno di un Paese diverso, e adoro fermarmi, trovarli sempre disponibili e pazienti, buttare lì un aneddoto o una battuta.

L'altro impianto dove sosto volentieri, ha una benzinaia. Lei è delicata d'aspetto e ha occhi sinceri: conosce la gentilezza. Accanto a lei, c'è anche un signore non meno cortese, con i capelli bianchi. Sa che sono una grande viaggiatrice e qualche volta mi domanda, quasi preoccupato: signora, fin dove va oggi?

Io adoro però la mia benzinaia, perché sembra contagiare tutti con il suo garbo. Fa un lavoro duro e lo rende così lieve agli occhi di chi passa. 

Io non so se perché sia donna. So che ti vorrei dire, ragazza del Gloria: fai la benzinaia.

Perché stanotte sento così: che il mondo ha bisogno di un educatore di nidi e di una benzinaia.

Notte. 

mercoledì 19 luglio 2017

Fermarsi per volare

Giù la testa immersa in una realtà, finché la brezza ti saluta con un fruscio per ricordartene un'altra. E tu, suggestionata, alzi gli occhi.

Sai bene che quelle creature dipinte lassù non si muovono, ma vorresti comunque inseguirle. Allora fermi ogni istante per volare più veloce.

Sotto meraviglie, puoi sentirti un capolavoro, senza farti notare. Quel fruscio, un applauso anche per te.

venerdì 7 luglio 2017

Onde nella vita

Ogni tanto scopro onde nella vita, non importa di che lago. 

Mi muovo sotto il sole o sotto una nuvola non meno ostinata. E solo allora, tra vapori che mi rispecchiano, percepisco che sono lì.

Onde nella vita, mi rinchiudono e mi sprigionano.

Non importa dove, perché è sempre il lago che racconta, come un vecchio saggio.

lunedì 26 giugno 2017

Notte e una giornata avvolgente

Una giornata che ti avvolge con un abbraccio capace di fissarti negli occhi. Giovani che mettono i loro sogni davanti ai loro occhi, come al Fashion Graduate Show. Ragazzi che stanno affrontando una battaglia e forse più, che si prendono cura dei propri desideri e degli altri attraverso i desideri.

C'è un capo che non avresti più osato sognare. Un ragazzo che porta dentro di sé la propensione a occuparsi di chi è lontano dagli sguardi, come il fondatore di quell'azienda capace di far fiorire stampe magiche che ti ha cambiato la vita.

E giovani donne strappate o fuggite dai loro Paesi, che fanno indossare la libertà.

Una giornata avvolgente, quella che mi lascio alle spalle.  Ed è solo all'inizio, anche se ora sembra affacciarsi il buio.

Notte e una giornata avvolgente.

martedì 13 giugno 2017

Notte e se si è felici

C'è voluto un po', mi è occorso arrivare fino a questa serata con Veltroni per condurci al film "Indizi di felicità".

C'è voluto un po' perché io capissi cos'era ciò che scorreva nella storia che mi raccontava Angelo un giorno di tante settimane fa. Un fiume in piena, irresistibile, quasi in contrasto con la tranquillità del lago a pochi metri da me. Avevano salvato e rimesso in piedi la loro vecchia azienda, ora tenevano le redini della rinascita nelle loro mani.

La felicità. Quella per cui  non hai qualcosa, ma hai, meglio sei tutto. E non lo sei da solo. Che sei stanco, ma non svuotato, che non stai in piedi ma stai già volando.

Così stasera mentre mi allontano, accarezzando con un sorriso anche quel giorno caldissimo di 22 anni fa, quando Veltroni e io ci trovammo compagni d'esame di giornalismo a Roma, penso a quanto fossi felice a mia volta quel luglio. Perché ero arrivata a un traguardo, da dove ripartire.

Se si è felici, bisogna correre a raccontarlo a qualcuno. O forse correre ancora, e basta.

Notte e se si è felici.

venerdì 21 aprile 2017

Notte e uno scandalo di felicità

Come separare le lacrime dalle risa: qualcosa che non ha senso imparare. Scorrono insieme in una serata come questa, una delle magie di Oltre il Giardino, uno degli ennesimi doni di Giannino Brenna da lassù.

"Non tutti i matti vengono per nuocere", forse chi si crede normale sì. E siamo qui a risentire le voci di chi non è stato mai ascoltato, a chiudere gli occhi sull'eccessivo dolore, a battere le mani e le ali.

Afferro un frammento di frase e lo poso sul principio dei sogni questa notte: oltre tutto e tutti, c'è uno scandalo di felicità.

notte e uno scandalo di felicità.

sabato 28 gennaio 2017

Notte e oltre il giardino


In ventiquattr'ore, tutto accade, anche se travestito da niente. Tu continui a camminare lungo la tua vita, che ormai però è irrimediabilmente cambiata.

E c'è quella frase che corre nella tua  mente.

Oltre il giardino. L'ha nominato un amico, che sa sempre tutto in anticipo. L'ha detto prima ancora colui del quale hai iniziato a scrivere, quando ancora solo intravedevi la sua grandezza sussurrata.

Un film, con il tuo attore preferito, Peter Sellers. E la certezza che i saggi sono quelli che vivono con semplicità. Forse per questo vanno aiutati, in questo complesso mondo. Forse anche per salvarci.

Se avessi un telecomando stasera, lo userei per riavere coloro che mi guidavano, che io lo volessi o no.

Ma intanto sono già oltre il giardino.

Notte e oltre il giardino.

Sosteniamoli con il libro su Giannino Brenna
https://www.facebook.com/Oltre-il-giardino-onlus-168763697524/?fref=ts
http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Economia/un-fiume-di-bene-libro-su-giannino-brenna_1221381_11/
foot by brown



sabato 10 dicembre 2016

Notte e hai pensato anche a me

Dicono che non ci sei più, che ora sei indaffarato tra gli angeli. Eppure hai trovato il tempo e il modo di pensare anche a me.

Di farmi incontrare tanti tra coloro che erano importanti per te. Di raccontarmi di una terra ciò che non avevo mai appreso veramente. Di  convincermi che il bene sia qualcosa di contagioso, mentre il male prima o poi si ferma.

Non hai permesso che nemmeno nel giorno della riconoscenza espressa ufficialmente a te rimanessi lontano dai tuoi amici. Ciascuno troppo preso dalle lacrime dell'altro, per rendersi conto delle proprie. E per un attimo guardando il tuo lago, ho pensato fosse il mio.


Notte e  hai pensato anche a me.

lunedì 24 ottobre 2016

Solo a un bivio del lago

Solo, a un bivio del lago. Perché c'è sempre un bivio, anche nell'acqua.

Tutti attorno i compagni strillano, ma tu hai qualcosa che puoi urlare solo dentro il cuore. 

Solo di fronte a un velo affamato di argento, che prova ad attutire i graffi di autunno.

giovedì 28 aprile 2016

La fontana della nonna

La mia nonna era un tipo tanto bello quanto preciso. Organizzava il suo unico giorno di vacanza sul lago di Como con la meticolosità che il tempo non mi ha consentito di conoscere. Figurarsi l'unica foto che doveva consacrarla.

Sarà per questo che davanti alla fontana riesco a infliggermi solo un selfie penoso.

Lei con lo sguardo orgoglioso davanti a un estraneo.

Io già in fuga davanti a me stessa.

domenica 9 marzo 2014

Chiamali cuccioli se vuoi

Son ragazzi. Ti fanno venire i brividi qua e là, per le ragazzate proprio, l'ingenuità di cuccioli. Ma accidenti se sono cresciuti e come vendono cara la pelle.

Con la formazione che doveva farci perire, ci sembra di vedere un'altra vita, una speranza che corre più veloce dei due colombi passati per caso o per un rituale di ogni primavera.

Son ragazzi e strepitano, incassano il gol e potrebbero crollare. Invece no, si riprendono, non ci stanno perché sanno di aver dato il massimo. Ghidoli star finalmente, Ghidoli che poi crolla rocambolescamente e mentre la barella lo porta via, vorremmo fermarlo e abbracciarlo.

A proposito di rituali, venite qui ragazzi: abbracciamoci come solo qui a Busto sappiamo fare.

Chiamiamoli ancora cuccioli se vogliamo, ma ci sbagliamo di grosso.

Grazie Pro Patria di un pareggio che per noi vale come una coppa.


venerdì 10 gennaio 2014

Meroni style

Non posso far convivere tre libri, mi dico: allora apriamo la porta al quarto.

Appena a casa, cenato, ascoltato, amato, devo aprire questo libro. Gigi Meroni - vita a tutto campo. La foto mi proietta lontano e mi sembra di ripercorrere tutte le tappe di Gigi: invece, non so nulla, nulla in confronto a ciò che devo esplorare.

Una vita umana, quand'è a tutto campo? Quando è fedele a se stessa, e non goccia nell'oceano, inconsapevole, come ho imparato un poco ieri sera?

Intanto sfoglio questo libro con devozione e non lo poserò facilmente.

Gigi Meroni: Pierluigi Comerio, prefazione di Gianni Mura, postfazione di Massimo Gramellini (e sfido a tenere gli occhi asciutti), un bellissimo pezzo (che ho letto per primo) su due mamme che si devono incontrare, Carlo Pozzoni fotoeditore.