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mercoledì 25 marzo 2020

Un po' stanchino, abbastanza per cambiare

Su queste mie giornate, si è posato tanto, tantissimo. Ma non potrei dire: si è accumulato. Com'era invece prima.

Arrivo esausta, non faccio tempo a rispondere a tutti, però se parlo con qualcuno, ci parlo davvero. Soprattutto, da quelli da cui imparo, e sono tantissimi. 

Non posso tuttavia affermare "si è accumulato", perché qualcosa sta cambiando, se già non è cambiato. So già che accadrà come a Forrest Gump: ecco, che peccato, quando le lezioni ti arrivavano da ogni angolo, anche un film te le stampava davanti e tu non assorbivi realmente niente.

Tu corri, corri, e ti seguono anche persone di cui ti rendi conto. Anzi, forse erano già davanti a te, forse te le stavi seguendo tu: una folla informe, da cui non ti staccavi. E forse, ciascuno la pensava come te o lo sta facendo adesso.

Perché i piedi si inchiodano a terra e tu lo devi dire a te stesso
sono un po' stanchino
Non vuol dire che non farai più nulla, ma che sarà diverso. Che invece di correre starai seduto su una panchina oppure camminerai dolcemente. O saltellerai, e altri ti crederanno folle.  La gente, questa massa informe, da cui non ti stacchi. Persino adesso, che dobbiamo rimanere isolati, o a distanza, vi siamo immersi per via della tecnologia. Ma come diceva la mia nonna:
E tì, tì se non, una genti? 
Sì, sono anch'io la gente. 

Ma sono un po' stanchina. So solo che non voglio correre più. Non voglio accumulare. Che sto vedendo e vivendo troppi cambiamenti. E più importante di tutto: che questi cambiamenti non sono ancora abbastanza, tanto più considerando il prezzo terribile che stiamo pagando. 

Così devo parlare, ancora. Ma con qualcuno che sta partecipando a una videoconferenza con 30 persone e mi confessa che si sta commuovendo. O getto fuori lo sguardo in cerca delle stelle, come mi hanno promesso Dante e Virgilio o un imprenditore poche ore fa.

Sono un po' stanchino, come Forrest Gump. È il momento perfetto per cambiare, tolte le scarpe da maratoneta che neanche mi calzavano bene.

venerdì 8 settembre 2017

Notte e sono io

Che poi sono io, tutto. Quella che vale la pena cambiare, aggiustare, bastonare, più facilmente esaltare.

Quella con la quale starò sempre, che piacevole seccatura.

Quella che devo ascoltare. E mentre invoco un nuovo diluvio, non so neanche bene nuotare.

Non mi candido a cambiare il mondo e neanche chi passa per strada, o un mio devoto vicino.

Ci sono io. Quale candidata migliore.

Notte e sono io.

lunedì 18 aprile 2016

Cambiano le cose

Quanto cambiano le cose, in un anno. Ti volti ed è passato il mondo.

Ma in un giorno, le cose cambiano di più.