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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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lunedì 17 luglio 2017

Le canzoni come le capiamo ora

Non distrattamente, intercetto dalla tv canzoni di Giancarlo Bigazzi. Il primissimo, che stava più dietro le quinte possibile. Primo anche nelle incursioni in tempi che ancora non si fiutavano nemmeno, nella tenerezza e nell'ironia, nella malinconia e nel dissacrante.

Casco ancora su "Ti amo" e la eleggo a simbolo di una riflessione, già masticata frettolosamente in passato e ora capace di contagiare altre canzoni.

Ma perché quando riempiva l'aria, non capivo tutte le sue contraddizioni, alcune anche intrise di coraggio? Perché come piccole sognatrici ci perdevamo nell'ostinazione romantica del ritornello e non coglievamo l'ondeggiare di lui tra varie destinazioni? Parole così chiare, che non volevamo sentire veramente.

Le canzoni come le capiamo ora, sono terribili e più vere. Ma qualche volta, mi piacerebbe tornare a non capirle, come una volta, e cullarmi di qualche illusione.

http://www.nomosedizioni.it/limportanzadiesseresecondi

sabato 1 luglio 2017

Chi è invecchiato più di Harry Potter

Si scrive Harry Potter, si legge Flintstones. Di vent'anni fa ricordo un aspetto che mi fa sentire l'età della pietra nelle mie ossa, non solo per come mi muovo.
Sta uscendo il libro di Harry Potter, mi intriga, lo voglio conoscere. Per averlo in inglese, dovrei attendere mesi, invece la mia amica dall'Inghilterra non me lo fa sospirare. Quando arriva, lo divoro, sospirando su incantesimi e arte linguistica, rintracciandovi persino indizi di filosofia.

Eccezione, all'ultima puntata. Sono così scossa dal fatto che sia quella conclusiva (e fiuto che finirà male il mio eroe) che stringo un patto con me stessa: non lo sbranerò come al solito in pochi giorni, ma mi costringerò a leggere un solo capitolo quotidiano. Ok, qualche volta sono due, ma devo dire che mi rivelo piuttosto osservante.

L'anno scorso fiuto un libro che non è proprio la continuazione, ma almeno placa l'appetito. Lo trovo agevolmente già in inglese, in libreria. Lo appoggio un attimo, senza neanche aprirlo: al momento giusto lo gusterò e già lì dovrei insospettirmi.

Invece, me ne dimentico. Addio trepidazione. Fino a stasera, quando lo apro e scopro che è una sorta di sceneggiatura. Non mi sento nemmeno delusa. Forse perché io, per Harry Potter, non c'ero già più.

Non so se sia invecchiato Harry Potter. Io, immagino, un pochino.

venerdì 9 giugno 2017

Notte e la vita che indossi

Ormai inchiodata all'epifania di Jim Morrison, conto le vite come un gatto e non so scegliere la più strana. Quella attuale, mi dico: risposta troppo facile.

Ma non capisco mai abbastanza tutte le vite che ho attraversato fino a quando non incontro i compagni di infanzia. Quelli con i quali non sei stato neanche troppo amico, perché non ce n'era bisogno. Quelli accanto ai quali sei cresciuto, e questo era già una certezza.

Li incontri, i capelli grigi e le spalle un po' curve, mentre ti domandano: come va.

E pensi che prima, quando eravate bambini, ragazzini, e persino giovani donne e uomini neanche ve lo chiedevate. Adesso, ascoltate persino le risposte. Vi confidate i pesi, in una battuta, e ringraziate Dio per averli.

La vita si presenta così e anche questa sera scegli quella che indossi, o che indossa te.

Notte e la vita che indossi.

venerdì 19 maggio 2017

Mai più rosso

Un giorno, varcata la soglia dei quaranta e dopo uno strappo di vita, ho dichiarato guerra al colore: mai più rosso.

Non si può più indossare.

Non si può più sentire.

Non si può più respirare.

Non è più tempo.


E nell'addossare una colpa a questo colore, gli ho scaricato addosso molti altri no.

Un giorno, ho trovato un impermeabile rosso che mi ha fatto pensare al soprabito che tanto piaceva a mio fratello. Poi mi ha assalito un folle pensiero: ho sempre desiderato un impermeabile rosso, di quelli che brillano. E questo birbante si è trascinato dietro altri capi rossi, ma più di tutto la mia nuova convinzione.

Non si può dire: mai più, a qualcosa.

Non si può dichiarare: adesso basta a se stessi, negandosi qualcosa. Perché prima o poi, grazie a Dio e a volte persino a noi stessi, quel qualcosa riaffiora. E veste come gli pare.

lunedì 10 ottobre 2016

Momenti senza via di fuga

Sono pochi, ma quanto meno cocciuti. I momenti senza via di fuga.

Tipo quando devi congedarti per sempre dalla vecchia patente. E poi vecchio, a chi. Se è carta straccia lei, mica lo sarò io: ricaccio il dubbio, per precauzione. 

Guardo la foto, senza trascurare un po' di masochismo malinconico. Cavolo, diciotto anni  e uno sguardo fessacchiotto, perché adesso la fiducia non riesco a definirla altrimenti, va bene, almeno nelle fasi di cinismo.

Devo strapazzarla un po', quell'immagine, non per stringere un altro, effimero documento in cui la foto - per inciso - fa pure schifo perché è minuscola e in bianco e nero. Meglio, così non si vede bene il decadimento, sussurra Arguta Paffuta.

No, voglio mandare via quella tizia dall'aria da Alice (purtroppo, non Cooper), giusto un poco perché ho bisogno di riflettere. E senza via di fuga, solo con un interrogativo: quando ho preso la patente, era per andare da qualche parte, mica per girare a vuoto. E neanche per scappare da me stessa, anche se la via è la più breve.

sabato 4 giugno 2016

Dialoghi reali - Compleanno o antiquariato

- Come, dove andiamo: non ti ricordi che quel giorno è il mio compleanno?

- Ancora?!

- Eh, sono ancora qui. Quindi sì. ancora.

- Ma che cos'ho in casa, un pezzo di antiquariato.

- …


- Dialoghi reali. Vai.