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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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giovedì 11 giugno 2020

Finisco per ricominciare


Ho alle spalle un magnifico luogo e metaforicamente un anno spaccato quasi a metà: otto mesi sempre in viaggio, avidamente, e quattro frenata, se non chiusa in casa. 

Offro questa foto del non troppo lontano passato a me stessa, perché c'è molto di me senza urlare. Tra i vigneti e storie autentiche, un brindisi contro il cielo che vuole levarsi di dosso il grigio per mostrarmi il fascino di Soave. La maglietta della promozione della Pro Patria, a tenermi un po' di compagnia da casa.

E oggi? A cavallo tra l'11 e il 12 giugno nel momento esatto in cui sono nata, grazie al fatto che mio padre, ancora alle prese con i clienti, e il portinaio si insospettirono della chiamata guardinga di mia mamma: è ancora occupato?

Lascio il giorno di San Barnaba, il mio caro patrono dei tessitori, ed entro nel pieno della giornata in cui mi hanno registrato come nata.

Potrei dire che questo è il compleanno più strano, ma non è vero. Ogni compleanno è strano, come un continuo scoprirsi, perché magari hai occasione di fermarti un attimo in più e pensare. Non tanto contare, che gli anni ormai sono ammucchiati.

Io finisco. Io riparto. Porte che si stanno chiudendo, nuovi lockdown dell'anima e di vita. Porte che vibrano come desiderose di aprirsi.

Io finisco per ricominciare.

Buon compleanno a me.

lunedì 27 aprile 2020

Cos'è l'oro


Sono rimasta quella creatura lì, solo che la torta devo tagliarla io. Credevo di aver osservato con sufficiente cura come procedere, ma devo essere stata sbadata una volta di troppo.

Forse perché si stava troppo bene lì, tra le tue braccia, papà. Anche quando si era distanti, anche quando lo si è, come ora.

Questo è il primo compleanno di questi dodici celebrati non abbastanza vicini, in cui non sono potuta venire a trovarti al cimitero. Non posso negare che mi sia sentita anche incavolata, che lo si sia ancora, come probabilmente saresti stato tu, perché un assembramento al camposanto non mi è mai pervenuto. Nemmeno il 2 novembre, perché in quei giorni non mi faccio vedere proprio a causa della folla.

Per me, il cimitero è pellegrinaggio in solitudine.

Mi viene in mente quando tu avevi il permesso speciale per entrare in auto, due giorni la settimana. Ingresso contingentato, guarda com'eravamo avanti. Eppure avevi un pudore tuo nell'usarlo, quel permesso. Quando lo facevi, parcheggiavi nello slargo sotto il colombario dei nonni. Non potevi procedere oltre, io salivo le scale e tu restavi lì a pregare.

Poi quel pudore è cresciuto. Ti portavo io e posteggiavo addirittura fuori dal cimitero, dovevo entrare io a salutare i nostri cari. Una volta mi sono soffermata un po' troppo, era primavera forse come adesso. Quando rientrai all'auto, tu avevi la testa appoggiata al finestrino, gli occhi chiusi e mi spaventai moltissimo. Tu allora apristi subito gli occhi: era uno scherzo dei nostri sciagurati, ma mica era finita lì, fieramente hai aggiunto.

- Stavo chiamando i vigili, perché avevi abbandonato un povero anziano sull'auto.


E chi era, quel povero anziano?

Oggi volevo venire al cimitero, costasse quel che costasse, e salutarti come facevi tu quando non potevi entrare: restare fuori, con una preghiera. Poi ho optato per andare nella chiesa che lentamente è diventata la nostra: è pure a soli 200 metri. Ho pensato che fosse più dolce farlo lì, dove ti ho detto anche addio.

Quando vengo dove riposi - mi viene da dire fingi di riposare, poiché sei un birbante - io compio tutti i riti che mi hai affidato, consapevolmente o no. Non solo la visita ai nonni, ma da ogni componente della famiglia, ogni amico. Mi mancano tutti ugualmente, dopo questi due mesi, però devo dire che una coppia speciale sono i prozii, quelli che ci affidò il nonno Giannino. Paolo ed Enrico morti giovanissimi, sepolti l'uno accanto all'altro, quando li lascio con una carezza, mi sembra che mi seguano dolcemente, come due guardie del corpo. E poi, loro sono vicini alla piccola Chiara e al campo degli angeli volati via subito.

Però lo so che stai borbottando. È il mio compleanno e guarda che discorsi tristi fai. Vivi! Non lo ha detto, non lo ripete la mamma di Chiara alla sua farfalla, tre volte?

Allora, tra i gesti di vita, ho preso la nostra torta. Di questi tempi, una conquista e devo dire grazie a Lele Magni, perché trovare le mandorle non era affatto scontato. Piccoli sacrifici, che mi ricordano da lontano i vostri grandi: tu me li hai sempre raccontati poco, come il nonno, non volevi affidarmi ricordi tristi. Le privazioni durante la guerra: per fortuna la bisnonna Maddalena aveva un negozio, per cui qualcosa in più si riusciva talvolta a mandar giù.

Cos'è l'oro. Trovare le mandorle per celebrarti. Il gesto di un amico. Tu che mi fai uno scherzo. Io che ti cerco e in qualche modo ti trovo. Perché sono una Lualdi testarda.

Il mio oro, sei tu.

martedì 27 agosto 2019

Settant'anni, a una certa distanza

Ho lasciato scivolare qualche giorno tra me e un compleanno carico di suggestioni. Gene Simmons - che per non farsi mancare nulla è nato lo stesso giorno di Sean Connery - ha compiuto settant'anni. Sì, settanta.

I conti non tornano. Io ho undici anni, il Demone dei Kiss una trentina.

Come siamo finiti qui? 

Questo è il primo ragionamento, che cerco di spazzare via. L'altro, mi raggiunge dopo la pioggia di auguri sui social. Tra questi si infila una foto di una passeggiata qualunque a New York: Gene Simmons e Paul Stanley a spasso per la città dove hanno dato via al sogno.

Accade ora, eppure potrebbe essere di quarant'anni fa. C'è il tempo che galoppa, tra trionfi o piccoli successi, piccole delusioni o bastonate, nelle nostre vite: spesso, tutto insieme.

E poi c'è qualcosa di noi stessi che resta, testardo e delizioso. Lo copre qualche ruga, ma non lo può oscurare.

Quasi due mesi fa, ho mancato l'ultimo concerto dei Kiss, consapevolmente. Oggi sento ancora di più quella scossa dentro: non solo tornerò, in qualche modo, si dovrebbe dire.

Non ce ne siamo mai andati. Con i nostri sogni a spasso per le vie di una città, magari proprio dove tutto è iniziato.

sabato 25 agosto 2018

Notte e provando a essere liberi (grazie Gene)

Sfiorare i settanta e raccontarmi ancora questo: che si può provare a essere liberi. Il compleanno di Gene Simmons mi riporta a troppe estati indietro.

Alla prima, di qualche decennio fa, quando mi muovevo come rocker al ritmo di un disco che non avrebbe fatto furore. Ma da allora tornai indietro ed ebbi anche il coraggio di guardare avanti. Capii che puoi mascherarti sinceramente o fingere di essere te stesso, eppure hai sempre quella chance.

Provare a essere libero.

Non è detto che ci riuscirai, anzi spesso ti troverai così in gabbia da chiederti perché.

Ma ogni volta che ti sentirai dietro quelle sbarre, ti incavolerai; non sopporterai i sorrisetti di quelli che credono sia giusto, persino piacevole così. E questo è sufficiente per dirsi vivo.

Sono trascorsi quasi quarant'anni da quel primo giorno, da quando si spalancò la porta sul rock. Io suonavo al piano tenacemente Bach, ma dovevo concluderlo con qualche sacrilegio. Zampate sulla tastiera per raccontare sempre la stessa cosa, tanto pochi volevano ascoltare.

Io volevo provare a essere libera.

Ho suonato e ascoltato pezzi di pochi musicisti che stimavo. Altri, molti di più di cui non condividevo mezza filosofia di vita. Ma poco importava, di fronte a quella sensazione stupenda.

Ho versato lacrime amare, non ancora esaurite, all'addio a Eric Carr.

Ho pianto e riso al funerale di Lemmy, che mi disarmava con il suo candore. Tanti altri in mezzo, con una consapevolezza.

Nessuno nel rock se ne va mai veramente, forse persino nella vita.

Ma oggi voglio celebrare un giorno come tanti altri, così lo definisce credo il Demone dei Kiss: un altro giorno in cui provare a essere liberi.

Buon compleanno, Mr. Simmons

Notte e provando a essere liberi (grazie Gene)


giovedì 29 marzo 2018

L'amica che per prima

Torna rapidamente lei, l'amica di una vita. Quella hai incontrato per prima. Per prima con lei hai giocato, bisticciato, studiato, condiviso la festa della cresima, frequentato la scuola guida.

Così diverse, da essere sorelle. Da andarsene via a lungo e poi ritrovarsi come se fosse ieri, in diverse fasi dell'esistenza: forse, è proprio così, solo ieri.

L'amica che per prima taglia il traguardo del mezzo secolo e tu mica sei sicura che le donerai qualcosa che apprezzerà.

Perché l'amica che per prima con te ha fatto tutto ciò che le amiche fanno, è sempre un mistero. Ti sorprende, ti disorienta, anche quando sai benissimo cosa aspettarti.

L'amica che per prima, riparte con te.


domenica 31 dicembre 2017

Ginetto e il bene dal bene

Un anno passa velocemente quando ci si vuole bene. Quando si vuole il bene. Quest'ultima parola splende, abbracciando il maestro e amico Ginetto Grilli. Oggi compie 92 anni ed è un ragazzino che poche settimane fa in Alsazia mi sgridava bene(volmente) alle 7.35 perché non ero scesa ancora a fare colazione, ma ero impegnata a chiacchierare.

Vedete, ricorre quel termine. Bene. La nonna Argia assicurava: il bene viene dal bene. Sembrerà formula non molto magica, scontata insomma, eppure funziona: così dovrebbe andare per le formule magiche, no?

Il Bene inizia con la b, seconda lettera. Ma si lega a un sacco di A, come la serie del Ginetto. 

A come affetto e amicizia. Li offre a coloro che incontra e con i quali costruisce. Ai volti che non dimentica, alle storie che vive e riporta per non farle sbiadire.

A come attenzione. Anche questa, l'ho vista riversare su persone amate e incontrate per caso, per un'ora, una volta nella vita. Perché tutti meritano di essere ascoltati con attenzione. Come ha scritto lui due anni fa "Sètas giù un mumentu". Anche se corri, se hai un sacco di cose da fare, bisogna fermarsi, sedersi, prestare attenzione.

A come Amore. Quello che nutre per la sua Agnese e per tutta la famiglia. Per la sua città, Busto Arsizio, e per il suo paese, Sacconago. E per Chi tutto ha creato, perché Ginetto mi ha insegnato anche questo: l'importanza della fede. La preghiera, la Scrittura, il suonare per devozione e la cosa più importante di tutte: l'esempio. Perché anche per i sinaghini, parlà a l'é fià. Meglio fare, provarci, mischiare azioni e silenzio, con un sorriso se si può. 

Ginetto, il bene viene dal bene e altro bene diffonde, in ogni passo. Anche il poter viaggiare con te, ogni giorno, lontano e vicino, per le strade alsaziane e i cortili di Busto, sul lago di Como dai nostri amici e nei luoghi che ancora dobbiamo scoprire.

Buon compleanno, ragazzino. 



sabato 22 ottobre 2016

Quando nasci tu (il mondo racconta)

Poche sera fa, ero tra te, Luigi, e il nostro cantastorie. Pensavo: ma come posso essere così fortunata e di cosa mi lamento poi, quando ho accanto due maestri così.

Luci che ammiri, senza avvicinarti troppo, ma attenzione: ammirazione è una parola scarna, fredda. Perché sui loro passi, ti senti dentro anche se sei piccola e inadeguata.

Innamorati della loro terra, del battito dei suoi telai, che si senta ancora o no.

Luigi, oggi tagli il traguardo degli ottant'anni e sei ragazzino quasi quanto Ginetto.

Nasci il 22 ottobre, quando venne alla luce anche il mio nonno Giannino.

Quando nascete voi, quando nasci tu,  il mondo racconta una storia nuova. E io come una bambina ad ascoltarla. 

venerdì 21 ottobre 2016

Scherziamo ancora, nonno

Caro nonno Giannino, sai che sto conoscendo meglio una persona che porta il tuo nome. Tu sei nato prima, quindi mi perdonerà se ti concedo un vantaggio.

Del resto, tu mi hai insegnato - che io lo capissi o meno - a commuovermi, a giocare a carte, a provare un solenne magone e a bere un bicchiere quando un pericolo era scampato.

sono trascorsi tanti anni e avrei voluto sentire da te la storia di quando hai preso per il naso il re.

Ma me l'ha raccontata mio padre, Nino, e non c'è una voce che potesse farmi sorridere di più.

Buon compleanno in cielo.

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venerdì 1 luglio 2016

Happy birthday, Olivia (and your eyes)

Olivia de Havilland is 100 years old. I can hear so many people say: aw, she was Melania in "Gone with the wind", so sweet… well too sweet. You can't compare her with Scarlett O' Hara.

A character and an actress aren't just the same thing, of course. And yet it's so difficult for us to feel the difference and the truth. Olivia won two Academy Awards, best actress in a leading role. No, not in "Gone with wind". Yet, how perfectly she acts as Melania. And how powerful Melania is. Of course, I loved Scarlett and I fancy I could be her when I was a girl. Then I grew up and perhaps the biggest help came from Kabbalah. Melania is neither silly nor blind. She sees things as she is, and this happens to everyone, I guess.

If we can't see the Evil, there could be a beautiful reason: we are good. This hardly happens, yet Melania is there to remember it's possible. When there's a danger, like a soldier who's stealing and raping, she can be strong enough to come out with a sword. Brave and swift, as you need it. Generous and kind even in front of people who try to poison her life, as she knows no poison inside.

I think Olivia de Havilland gave Melania the best light and strength. Yet she did a lot of other things and I must confess I've loved "Hush Hush, Sweet Charlotte": I watched it the first time for Bette Davis. Can't you see… Olivia in what looked like the second character, while she was as good as the first one. Looks like Melania's style.

Happy birthday, Olivia. I read so much about your life, pain, love, courage. You're not a movie, but a wonderful lady. And I wonder every time I meet your eyes on the screen.

I can't remember your dresses, I can remember your eyes.

***
Posso ricordare i tuoi occhi, non i tuoi vestiti. Come in un specchio ricomincio dall'altra parte. Perché oggi compie 100 anni, Olivia de Havilland, e tutti ci citano Melania. Subito osservando: oh dolce, troppo dolce.

Olivia ha vinto due Oscar come attrice protagonista, in altri due film. Ma qui com'era meravigliosa, e il suo personaggio. Chiaro, da ragazzina volevo essere Rossella O'Hara. Crescendo, grazie anche alla Kabbalah ho capito: Melania mica è scema o cieca, semplicemente vede ciò che è.  Non vede il male, perché dentro di lei non c'è. Il che non le impedisce di arrivare con la spada, quando piomba in casa il soldato ladro e stupratore.  Eppure rimane generosa e gentile nei confronti di chi cerca di avvelenarle la vita, perché non conosce veleno.
Credo che il suo successo sia legato anche all'interpretazione di Olivia. Che pur fece molte altre cose e devo confessare di aver amato e visto "Piano piano dolce Carlotta" attirata da Bette Davis, non da lei. Sembrava la seconda, era brava quanto la prima, proprio come nello stile di Melania

Auguri, Olivia. Ho letto così tanto sulla tua vita, il dolore, l'amore, il coraggio. Non sei un film, ma una persona meravigliosa. E ogni volta mi meraviglio quando incontro i tuoi occhi sullo schermo.

sabato 11 giugno 2016

Un doppio giorno

Per (in)sicurezza sono nata a cavallo di due giorni. Da adulta mi dico: per riuscire a ringraziare tutti, così ho doppio tempo a disposizione.

L'amica che da più di trent'anni mi è fianco senza selfie e urla social, è la prima con la quale tagliare una fetta di torta.
 
Poi la mia famiglia, gli amici vicinissimi e quelli lontani per finta.

La mamma borbotta, il papà ride in cielo. Se lo ricorda quel giorno in cui lei si informava al lavoro se ne avesse ancora per molto. A cavallo di due giorni ci fu il miracolo, come amava definirlo lui.

Ovvero questa pasticciona.

E a cavallo dei due giorni io sono con te, che ogni giorno mi rendi migliore.



sabato 4 giugno 2016

Dialoghi reali - Compleanno o antiquariato

- Come, dove andiamo: non ti ricordi che quel giorno è il mio compleanno?

- Ancora?!

- Eh, sono ancora qui. Quindi sì. ancora.

- Ma che cos'ho in casa, un pezzo di antiquariato.

- …


- Dialoghi reali. Vai.


giovedì 4 febbraio 2016

Rassicurami, Alice Cooper (happy birthday)

Ero così distratta di me, che mi stavo dimenticando del tuo compleanno. Per fortuna, quel ragazzaccio intelligente di Nikki Sixx me l'ha ricordato.

Sono 68, e scolpisco queste cifre così preziose per me. Come se ci rispecchiassimo, noi creature così diverse.

Ma in questo mondo così serio, che diventa ridicolo, sai quanto ho bisogno delle tue sagge farse.

Buon compleanno, Alice Cooper. E continua, ti prego, a rassicurarmi che siamo una specie seria, una specie con un cuore.

martedì 12 gennaio 2016

Nonno balliamo fino a scoppiare a ridere

Nonno. Sei il più alto. Il più maestoso, lì sulla destra. La nonna va fiera di te. Balli da Dio. Balli che vinci tu, persino con la tua piccola, attorno al tavolo.
Balli fino a scoppiare a ridere, e lei con te.
Nonno. Hai il nome umile di Mario. E sei nato il giorno di San Modesto.
Forse è per questo - dai, offri un alibi alla tua ratelata preferita - che non sopporto chi fa sempre il personaggio.
Ogni volta che passo da Cernobbio, è più bello perché penso a voi, al vostro unico giorno di vacanza, alla mia fortuna immeritata.
Ma io preferisco chiamarla dono.Come quello che rinnovi a me, ogni volta per il tuo compleanno.
Balliamo fino a scoppiare a ridere.

mercoledì 17 dicembre 2014

Notte con gli auguri dei bambini al Papa

Nella basilica, che quasi arrossisce di gioia, il concerto di Natale. E come per magia compare Cino Tortorella, si inserisce tra le note e porta la sua emozione per il compleanno di Papa Francesco.

Pochi istanti prima la voce potente e gentile allo stesso tempo di frate Alessandro, accompagnato dall'orchestra Gioacchino Rossini. E quei bambini, le Voci bianche di Novara, che stasera mi trasmettono colori più intensi di quelli che gridano le luci.

I bambini. Nessuno tocchi i bambini. Li guardo e ciascuno di loro mi porta il viso di un altro. In Pakistan, in ogni luogo dove è accaduto qualcosa contro di loro, anche a pochi chilometri da casa mia.

Ma questi bimbi fanno gli auguri al Papa stasera e torniamo bambini tutti, se vogliamo. Come a cantare a un nonno, che ci proteggerà ovunque siamo.

Notte con gli auguri dei bambini al Papa.

giovedì 6 novembre 2014

Notte e tu hai già sedici anni

Brandelli di tempo, che neanche hanno un senso. Tu sei il topolino che ci conquista con tenere marachelle. Che se cerchi di combinarne una più consistente, ti fai scoprire subito. Che se ti dico: devo andare in discoteca, vuoi venire anche tu, corri a prendere le scarpette e te le infili con aria serissima.

Adesso ci vai tu, in discoteca? Hai già sedici anni. Non so come sia accaduto, così in fretta, quasi di nascosto. Forse è uno scherzo, anche che tu sia più alto di me.

Pratichi uno sport meraviglioso e nessuno sa educare i cagnolini come te; il tuo futuro scorre come il fiume che domi. Sei di poche parole, come dev'essere un ragazzo di sedici anni. Ma non so bene come sia successo, che tu sia cresciuto così.

Notte, topo, e tu hai già sedici anni.

giovedì 30 ottobre 2014

Abie baby - canzone per il giorno

E i nostri padri? Hanno scherzato? Non avevano niente di meglio da dare? Far nascere nazioni, liberare gli schiavi,festeggiare per ricordare che il lavoro non è finito.

Abie Baby, buon compleanno. E inverto le iniziali per fare gli auguri alla mia città, che è andata nel mondo e il mondo ha accolto.

Tutti gli uomini, creati uguali.

Happy Birthday

Abie Baby, Hair, canzone per il giorno.

sabato 27 settembre 2014

Just France' - auguri

Perché non abbandonare il calcio, così sommerso da ciò che nulla c'entra, e continuare a emozionarmi per la Roma, come quando ero bambina?

Francesco, tu sei una delle ragioni. Una bandiera, uno che ha la maglia incollata al cuore, e neanche ne puoi vedere i confini perché sono un tutt'uno. Un capitano e un ragazzino ancora, in barba ai 38 anni.

Le bandiere esistono. Poche e inossidabili, come te. Non importa essere perfetti, nessuno lo è: importa essere veri.

Auguri e just Totti, just France' #daje.