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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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domenica 31 gennaio 2016

Non c'erano dieci persone

Visto che tutti si dilettano a scontrarsi sui numeri, forse per non guardare negli occhi le persone, io stamattina mi godo un video di 43 anni fa.

Una delle prime esibizioni dei Kiss, mascherati di tutto punto e con la musica che voleva fuggire fuori dalle dita, dalla gola, a New York.

Una folla con meno di dieci persone, avvisa il post.

Non c'erano dieci persone, c'era pure la raccomandazione di chiudere in fretta questa sciocchezza e dedicarsi altro. Se chiudo gli occhi, mi rivedo all'Arena di Verona, otto anni fa, con i Kiss e più di dieci persone.

Ma per me non è cambiato niente rispetto a trentacinque anni fa, quando presi in mano il primo disco dei Kiss. Possiamo essere in quattro gatti o cinque milioni, ma io sono grata di ciò che ho provato e provo, prima di tutto di ciò che mi hanno insegnato.

Tra le varie cose, a fregarmene di chi ti vuole stroncare.

A ricordarmi che tutti, specialmente chi lo nega, portano una maschera di tanto in tanto.

A non voler imporre niente e a non credere che qualcuno abbia più ragione di un altro.

E a non contare mai chi ti applaude, of course.

mercoledì 3 giugno 2015

Notte e numeri che giocano

Nell'ultimo respiro del parco prima del buio, giocano due ragazzini, superstiti al richiamo di casa.

E ridono, si arrampicano su altalene troppo piccole per loro, sparano una parola forte per sentirsi grandi. Poi, si guardano un po' spaesati e tentano la carta di un gioco.

Cifre che si rincorrono, si sommano, si dividono. E tu sai cosa fa ottocentomilatrentaquattrovirgolaventi diviso trevirgolacinque. L'altro ride e ci prova, quindi rilancia. Finché annoiati si arrendono alle più semplici tabellone. Quando uno sbaglia e l'altro accusa, replica: lo so, l'ho fatto per confonderti.

Ultimo sguardo, ultima risata. Ragazzini che giocano coi numeri, o numeri che giocano come ragazzini.

Notte e numeri che giocano.

giovedì 31 luglio 2014

La contabilità della morte

La contabilità della morte, ottima per non andare a scavare. Nessuno pensa a mettere le possibili vittime al sicuro, meglio farlo solo con le proprio certezze.

E così si condanna a morire di più, sotto i riflettori e dove questi neanche  si affacciano.

A proposito: delle oltre 200 ragazze rapite in Nigeria, giusto per fare un esempio numerico che tanto va di moda, importa a qualcuno? Undici dei loro genitori sono già morti.