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lunedì 13 marzo 2017

Il primo Tito

Da un cassetto viene fuori una mia caricatura a opera di Tiziano Riverso. Ero più giovane e magra rispetto alla più recente, ma immagino che non debba dare la colpa a lui.

Tuttavia mi accanisco ugualmente, perché oggi Tito compie 16 anni (visti allo specchio). Non posso ripensare al cammino condiviso in questa manciata di anni, praticamente una trentina.

Roba tranquilla all'inizio, dalle visite quotidiane con (tante) notizie e (pochi, giuro) Martini in Comune, alla caccia a verificare riti oscuri notturni nella valle. Ad affrontare i deliziosamente scabrosi temi della Baraonda e arrivando ora a raccontare il mondo a fumetti, vignette (avevo scritto originariamente vigneti e ci sarà un motivo) e video. 

L'unica certezza: lavoriamo bene divertendoci. Ah no, ce n'è un'altra: che deliziosa compagna di vita l'amicizia. Quella che arriva con tratti di penna e risate graffianti, che arruola nuovi volti e anime, che fa sentire in famiglia e che ti riporta indietro con naturalezza: tanto che il primo Tito, sembra quello di oggi. Vuoi vedere che sono trascorsi solo alcuni mesi dal primo incontro?

Grazie Tito di ciò che mi hai insegnato. Però adesso non montarti la testa e versami qualcosa che quel bicchiere è vuoto, per favore.

sabato 21 maggio 2016

Il rosso e la rinascita

Sono felice. Non posso ignorare questo. So quanto mi costi essere felice.

Stamattina ho acquistato un vestito (anche) rosso dopo non so quanti anni. Poi ho avuto una notizia terribile.

Ho pianto, pregato. E scelto di essere felice, anche per chi non c'è più.

Un giorno vi spiegherò forse cosa significhi il rosso. Oggi mi ricordo grazie a un magnifico libro e a un incontro non meno magnifico cosa significhi la vita.

Il bambino che torna da lontano: l'ho già divorato metà e ho fretta di tornare da lui.

Anche il suo autore, Stefano Ferri, è nato l'11 giugno. Anch'io, pur indebitamente segnata il 12. 

Nella vita si trovano persone che cercano di annullarti. E altre che ti curano: non è una terapia tutta rose, perché bisogna passare dal dolore, esserne marchiati.

Non detesto chi ha provato ad annullarmi: non dovevo dare loro questo potere.

Sono grata a chi mi ha aiutato a curarmi. A entrare nella fase: non ho paura.

Se ripenso a questi meravigliosi fili, che non si possono spiegare.

Stefano, conosciuto grazie a Daniela Basilico, dono del nostro angelo Fabrizio Canciani, incontrato grazie a Tiziano Riverso.

La rinascita è colore. Forse rosso.


sabato 6 febbraio 2016

Far ridere, far pensare

Leggere o ascoltare Flavio Oreglio: un piacere che non so esprimere. Perché anche quando qualcuno può pensare che giochi sul filo del sorriso, sente che c'è qualcosa di più saldo a cui aggrapparsi.

Ieri riflettevo alla presentazione di "Catartico!" alla Galleria Boragno e proprio questo è il punto. Dopo la risata, tutto era serissimo. Brevissimo, calzante, eppure capace di restare nell'anima.

Perché c'è sempre qualcosa da assorbire dal passato, qualcosa da inventare anche se nulla mai si inventa. C'è sempre quella voglia di vivere che incespica in problemi e banalità, ma poi si rialza con un sorriso.

Anche con la speranza espressa in uno degli aforismi di Flavio. Siamo nelle mani di Dio, speriamo non applauda.