Le ali si fanno sentire, quando meno te l'aspetti. Non importa quanto tu sia pesante, loro sanno quando metterti quello strano solletico, quella voglia di esistere e respirare dalle nuvole.
Oggi tutto il giorno a camminare, scherzare, ascoltare seri discorsi, nutrirci, ingolosirci, smarrirci e ritrovarci. Tutto insieme, con un'armonia non invadente, che mi lascia ancora ricolma di sani dubbi.
A Expo, con Andrea, ho attraversato due Paesi straordinari, come il Giappone e la Svizzera, nel loro interpretare il messaggio di questo evento e non solo.
Ho avuto voglia di tendere la mano e mi sono arrabbiata dove ho visto esibire la politica pro domo propria: mi vendicherò, non diventando così.
Ho sentito il bisogno di partire e in fondo l'ho già fatto. Anche attraverso una delle immagini più belle: la gente in fila al padiglione di Israele, sotto tanti ombrelli colorati, al cospetto del magnifico giardino verticale.
Io quasi quasi prendo uno di quei solari ombrelli e volo via.
Notte e le ali si fanno sentire.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
Visualizzazione post con etichetta svizzera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta svizzera. Mostra tutti i post
giovedì 8 ottobre 2015
venerdì 23 gennaio 2015
Dialoghi reali - Il mozzicone svizzero
Premessa: il giorno prima ho confidato al mio compagno di parco, che mi sarei presa arrabbiatura doppia. Dopo aver raccolto escrementi non solo dei nostri cani: domani vado in Svizzera e ammirando la pulizia mi indignerò ancora di più.
Il giorno dopo arrivo oltre confine con un gentile signore. Scendo dall'auto e il mio sguardo inorridito si inchioda all'asfalto del marciapiede.
- Ma... quello è un mozzicone. E quella è una cartaccia.
- Anch'io mi chiedevo...
Silenzio di meditazione.
Io quasi sto godendo. E capisco quanto sono finita in basso.
Il giorno dopo arrivo oltre confine con un gentile signore. Scendo dall'auto e il mio sguardo inorridito si inchioda all'asfalto del marciapiede.
- Ma... quello è un mozzicone. E quella è una cartaccia.
- Anch'io mi chiedevo...
Silenzio di meditazione.
Io quasi sto godendo. E capisco quanto sono finita in basso.
venerdì 25 luglio 2014
Veloci come uno svizzero
No, non ce l'ho con lo svizzero che mi sorpassa e sta violando il limite, così posso sfornare una serie di luoghi comuni: eccotuacasatuacosìrispettosoquiinvece.
La mia è sincera ammirazione, memore anche di quando dovevo cercare i politici di casa nostra e più vicini erano, più difficile parlare.
Scrivo una mail a un amministratore svizzero, mi avvisa un feedback che è in ferie. Oh, anche gli svizzeri sono in ferie. Un nanosecondo dopo essere tornato, però, questo signore mi risponde.
Io me ne avvedo solo il giorno dopo, lo ringrazio e gli chiedo se possibile un altro piccolo dato. Che non ha - grazie al cielo, non potrei sopportarlo - però mi risponde con gentilezza e spiegandomi quando sarà in grado di darmelo.
Orario della mia mail: 12.21.
Orario della risposta: 12.23.
Non scrivo più, me ne vado.
La mia è sincera ammirazione, memore anche di quando dovevo cercare i politici di casa nostra e più vicini erano, più difficile parlare.
Scrivo una mail a un amministratore svizzero, mi avvisa un feedback che è in ferie. Oh, anche gli svizzeri sono in ferie. Un nanosecondo dopo essere tornato, però, questo signore mi risponde.
Io me ne avvedo solo il giorno dopo, lo ringrazio e gli chiedo se possibile un altro piccolo dato. Che non ha - grazie al cielo, non potrei sopportarlo - però mi risponde con gentilezza e spiegandomi quando sarà in grado di darmelo.
Orario della mia mail: 12.21.
Orario della risposta: 12.23.
Non scrivo più, me ne vado.
Iscriviti a:
Post (Atom)