Post in evidenza

SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

domenica 3 settembre 2017

Non c'è da scegliere

Lunga fila di vite ti invita all'assaggio. Forse dovrei fare come mi accadeva a tavola da bimba: un pizzico di tutto, poi decidevo l'ultimo piatto. Quello che mi piaceva di più, per serbare e prolungare  il sapore più accattivante come congedo.

Papà ci perdeva un po' la testa: ma così prima mischi i gusti!

Adesso contemplo la varietà e scelgo, dopo un non lungo rimuginare. Scelgo a costo di sbagliare. 

Scelgo e mi lascio anche un po' scegliere, il sapore più esaltante.

Notte e quello che non puoi

Piccole verità si intrufolano nel vento che corre dentro i tuoi giorni: ci sono giorni in cui alzano di più la voce per reclamare attenzione.

Accade così che ti  trovi a riconoscere quello che non puoi fare. Ma invece di rattristarti, cogli un'armonia che ti era sfuggita fino a poco prima.

Quello che non puoi, è anche ciò che non vuoi. Forse lo voleva lo qualcun altro, o forse suonava così bene. Adesso, invece, ha una musica un po' vacillante che però appartiene proprio a te.

Notte e quello che non puoi.

Solo allo stadio

Avidamente i bimbi si girano, come solo loro sanno fare, quando sentono le parole proibite. Quelle che gli adulti pronunciano, ma non si deve, o così dicono: ma la regola sempre più valere per i piccini.

Così quando sugli spalti dello stadio i toni sono coloriti, i bambini alzano le antenne. A fianco, una nonna pragmatica dà una lezione senz'appello: "Queste cose si possono dire solo allo stadio".

Una risposta che toglie il fiato ai piccini, ora che hanno scoperto un posto dove una regola vale un po' meno (sempre per gli adulti, si intende). Una zona franca, la chiamerebbero gli adulti.

E noi sorridiamo per quel loro stupore e anche per una nonna che ha saputo escogitare questa risposta. Magari pronta a rinnegarla, con dolcezza, se a loro qualche parola proibita allo stadio sfuggirà.

sabato 2 settembre 2017

Notte e ragazzi essenziali

Nella notte incerta incontro i Def Leppard. Una visione procurata dalla radio che mi strilla nel cuore una non troppo vecchia canzone per darmi il coraggio di affrontare l'asfalto e il vento. Ma mi sorprendo a viaggiare dentro tutti i loro anni, e i miei.

Se dovessi cercare un aggettivo per questi ragazzi, mi soffermerei con l'indice puntato su "essenziale". Motivarlo, è più difficile, non impossibile.

Essenziale, quel loro modo di trascinarti dentro una loro canzone. Di farti muovere senza scomporti. Di rovesciare zucchero senza stordirti. E quanto ti scuotono, resti ancorata a qualcosa che non può sfuggire.

La cassetta ormai gracile che me li ha portati a casa, da qualche parte ha qualcosa ancora da dire. E persino io.

Ragazzi essenziali, che mi riportano a un mondo di sensazioni e persino valori.

La radio sta cambiando gruppo e io non lo riconosco. Quasi quasi spengo, perché devo godermi l'eco di una canzone ed esprimere tutta la mia gratitudine. Mi sento una ragazza essenziale, con i Def Leppard.

Notte e ragazzi essenziali.

Tempeste che non butti via

Ci sono tempeste che non butti via, addosso alla pelle delle tue riflessioni. 

Puoi volerti nascondere e tossire, tossire forte. Puoi rivolere la calma dei colori a cui credevi di essere abituato.

Poi, ti scopri diverso e profondo quasi quanto il lago. Gocce di tempesta restano su di te con un'ombra e ti accorgi che è l'ombra di un sorriso.


Non importa a che prezzo, l'infinito non costa nulla. 

Le tempeste che non butti via, sono quelle che ti fanno sentire ciò che sei.

Cosa vogliamo sapere

Una delle tante partenze, una delle tante attese. E una creatura che ci si infila dentro, con me pronta ad attribuirle i miei pensieri.

Cosa vogliamo sapere di un mondo che ci circonda, quando non lo lasciamo entrare.

Creature sparse per il globo o così vicine: in nessun caso capire cosa fare per strappare un sorriso o lasciarselo strappare, per lasciarlo in balia amorevole della brezza.

venerdì 1 settembre 2017

Notte e il profumo di settembre

Scordo di sfogliare il calendario, finché settembre mi afferra così. Con una brezza più audace dal lago e i contrasti dei colori che si rincorrono.


Io mi fermo a guardare e respirare questo profumo che mi racconta di quello che arriva e di ciò che ho alle spalle, di quanto io sia cambiata. Una stagione che prima mi afferrava alla gola con malinconia, adesso mi induce a sorridere. Guardo nell'acqua ballerina e si muovono le mie speranze. 

Voglio ritrovarmi, solo un po'.

Notte e il profumo di settembre.