A dieci anni non mi avventuravo cento metri da casa. A tredici ho percorso la strada più lunga da sola per raggiungere la classe in pizzeria, una sera: ricordo mio padre che scrutava dal balcone e vegliava. Tempi antichi: infatti adesso i bambini, li scortano con l’auto quasi fin sul marciapiede della scuola, spesso.
E oggi un bimbo trovato morto nel carrello di un aereo, arrivato dall’Africa.
E prima, il ragazzo fuggito con la pagella sul cuore.
E quanti bambini scivolati via dal mondo, senza che ce ne accorgiamo.
Tanti piccoli del mondo, diventati grandi così in fretta e mai cresciuti, volati via mentre cercano la vita. Mi sembrano oggi tutti i piccoli del mondo, tanto procura dolore.
E noi, qui a spacciarci per adulti, inconsapevoli, vigliacchi o impotenti, alla deriva sul mare dell’umanità.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
mercoledì 8 gennaio 2020
martedì 7 gennaio 2020
La terra, sotto i piedi
Fossi un’esperta di politica estera (perché interna, è anche più complicato) mi metterei ad analizzare gli scenari tra America e Iran.
La terra, la terra, i confini, gli umani che cavalcano i cieli.
Intanto in Australia la terra ci brucia sotto i piedi. O meglio, la bruciamo.
La terra, la terra, i confini, gli umani che cavalcano i cieli.
Intanto in Australia la terra ci brucia sotto i piedi. O meglio, la bruciamo.
domenica 5 gennaio 2020
La vita zeppa di agende
Nei raid periodici di pulizia sostenuta bisogna prestare molta attenzione prima di buttare le agende.
Dentro, ci puoi trovare pezzi di vita insospettabili. Quando la vita era zeppa di agende, perché ogni ente del mondo te le riversava, ciò si tramutava anche in un’abbondanza di pensieri, ispirazioni, brividi che restavano impigliati nelle pagine.
Oggi si contano sulle dita e tendo a usarle per il loro originario scopo. Ma ogni tanto ci scappa dentro una riflessione, un sospiro, un punto esclamativo che resta sospeso.
Mozziconi di pensieri sui fogli, chissà se nella mente.
Perché la vita zeppa di agende ti faceva sembrare saggio, anche quando non lo eri affatto.
Dentro, ci puoi trovare pezzi di vita insospettabili. Quando la vita era zeppa di agende, perché ogni ente del mondo te le riversava, ciò si tramutava anche in un’abbondanza di pensieri, ispirazioni, brividi che restavano impigliati nelle pagine.
Oggi si contano sulle dita e tendo a usarle per il loro originario scopo. Ma ogni tanto ci scappa dentro una riflessione, un sospiro, un punto esclamativo che resta sospeso.
Mozziconi di pensieri sui fogli, chissà se nella mente.
Perché la vita zeppa di agende ti faceva sembrare saggio, anche quando non lo eri affatto.
sabato 4 gennaio 2020
Inesauribili le magie
Le magie, sono quelle che ti aspettano ma non ti mettono fretta: perché sanno che tu arriverai.
Le sfiori, ti sfiorano, poi ti prendi del tempo e le osservi, grata. Le luci, la musica, i fremiti di gioia. Ad un tratto, senti che ne sei immersa e non potrai farne a meno. Che non si esauriranno, che il Natale non si porterà via tutte le luci.
E mentre cammini nella Città dei Balocchi a Como, che regala gioie, non illusioni, in questi ultimi lampi di feste, ti viene da pensare.
Inesauribili le magie. Danzanti sulle mura o nel segreto del cuore.
Le sfiori, ti sfiorano, poi ti prendi del tempo e le osservi, grata. Le luci, la musica, i fremiti di gioia. Ad un tratto, senti che ne sei immersa e non potrai farne a meno. Che non si esauriranno, che il Natale non si porterà via tutte le luci.
E mentre cammini nella Città dei Balocchi a Como, che regala gioie, non illusioni, in questi ultimi lampi di feste, ti viene da pensare.
Inesauribili le magie. Danzanti sulle mura o nel segreto del cuore.
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venerdì 3 gennaio 2020
Il film che non rivedrò
Sono abbastanza rassegnata all’idea di non poter sviluppare una saggia scorza. Forse persino di perdere quelle briciole che ritengo di possedere.
Una lezione mi arriva dai film. È vero, fin da ragazza ho evitato frammenti di film che facevano male. Spesso i finali e siccome adoro i musical, ne cito due follemente diversi: Hair e il Rocky Horror.
Via via la faccenda si è fatta ulteriormente impegnativa. Già la prima scena dell’Attimo Fuggente mi risulta insopportabile, perché mi fa venire in mente una raffica di sequenze finali. E anche l’uscita di scena di un grande attore.
Ho già avuto molto coraggio a vedere “Pinocchio”, considerando i terribili e temibili passaggi che lo attraversano. E non so se potrei rivederlo.
Anche quando conosco il rassicurante finale, evito il film come la peste se so che in mezzo dovrò soffrire.
Perché un film, come la vita, può mostrarti il senso di una sofferenza, ma non la smorza.
Il film che non rivedrò, per provare a vivere, ancora.
giovedì 2 gennaio 2020
Il giorno in cui nessuno ti dice cosa fare
Scivolare nel secondo giorno dell’anno è un piacere lento e irresistibile. Non ha nulla di speciale, come l’inizio del dissolversi delle feste.
Schiacciato dall’eco del frastuono e dal ritmo della musica gentilmente travolgente in tv. Già un po’ a dieta, anche solo a provarci.
Eppure camminarci dentro è affascinante, come il freddo lieve che accarezza la pelle.
È il giorno senza etichette, cliché, abitudini a cui sottomettersi o sottrarsi.
È il giorno in cui nessuno ti dice cosa fare.
Schiacciato dall’eco del frastuono e dal ritmo della musica gentilmente travolgente in tv. Già un po’ a dieta, anche solo a provarci.
Eppure camminarci dentro è affascinante, come il freddo lieve che accarezza la pelle.
È il giorno senza etichette, cliché, abitudini a cui sottomettersi o sottrarsi.
È il giorno in cui nessuno ti dice cosa fare.
mercoledì 1 gennaio 2020
Cuore di pietre
I primi passi dell’anno devono condurmi da mio padre. So che lui è già al mio fianco, sempre, in ogni tempo, ma mi pare di rivolgergli un’altra carezza. A lui e a tutti coloro che mi hanno permesso di arrivare fino a qui, senza disturbare il loro riposo.
Attraverso i viali ghiaiosi e salgo le scale del mio tragitto, imbronciata per non poter più deporre una piantina, viva di colori, davanti a una lapide con un volto caro. Avevo promesso di farlo sempre, ma il signor regolamento ammonisce con i cartelli: fiori e lumini sul pavimento verranno rimossi.
E mentre borbotto, non lontano scorgo delle ombre minuscole e sorridenti. Sono pietruzze posate sul pavimento: insieme formano un cuore.
Cuore di pietre, omaggio e forse morbida sfida a cuori di pietra.
Attraverso i viali ghiaiosi e salgo le scale del mio tragitto, imbronciata per non poter più deporre una piantina, viva di colori, davanti a una lapide con un volto caro. Avevo promesso di farlo sempre, ma il signor regolamento ammonisce con i cartelli: fiori e lumini sul pavimento verranno rimossi.
E mentre borbotto, non lontano scorgo delle ombre minuscole e sorridenti. Sono pietruzze posate sul pavimento: insieme formano un cuore.
Cuore di pietre, omaggio e forse morbida sfida a cuori di pietra.
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