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sabato 20 dicembre 2025

Ancora in punta di piedi


 La mattina non si è ancora accesa e noi ci chiniamo sulle ultime carezze della notte, che tutto sfuma.

Ancora in punta di piedi, avanziamo. Ancora in punta di piedi, attendiamo. Non so quando riusciremo ad avvicinarci, ma la direzione è tracciata.

Lentamente, usciamo dai nostri pensieri dove la Luce non vuole che ci perdiamo. In punta di piedi, speriamo. 

sabato 4 gennaio 2020

Inesauribili le magie

Le magie, sono quelle che ti aspettano ma non ti mettono fretta: perché sanno che tu arriverai.

Le sfiori, ti sfiorano, poi ti prendi del tempo e le osservi, grata. Le luci, la musica, i fremiti di gioia. Ad un tratto, senti che ne sei immersa e non potrai farne a meno. Che non si esauriranno, che il Natale non si porterà via tutte le luci.

E mentre cammini nella Città dei Balocchi a Como, che regala gioie, non illusioni, in questi ultimi lampi di feste, ti viene da pensare.

Inesauribili le magie. Danzanti sulle mura o nel segreto del cuore.

giovedì 5 dicembre 2019

Frammenti che attendono

Statue sospese sulla piazza che riversa l'attesa del Natale a Roma. E gli uccelli che sembrano trattenere la loro corsa sotto il cielo, come si fa con il fiato davanti a una sorpresa. Pezzi di marmo, noi creature tutte e persino quella luna che si ferma lassù ad aspettare il suo turno, distratta dai colori.

Forse siamo tutti frammenti che attendono. Briciole di un universo che va a pezzi e si ricompone senza spazientirsi.

martedì 25 dicembre 2018

Natale, senza diventare di gesso

In questo Natale ci sono dei super fortunati. Sono i sinaghini, gli abitanti del mio rione, ex Comune, che hanno potuto stringere tra le mani il racconto di Natale di Ginetto Grilli.

Il maestro ha scoperto un segreto. Sant'Antonio, il Gesù Bambino e il ragazzino scalzo che tende la mano per ricevere  il pane, non sono sempre di gesso. E hanno tanto desiderio di sentire i vecchi canti di Natale.

Io non posso svelare tutto il racconto, ma lo assaporo di parola in parola.

E penso anche questo.


A volte si può, mi verrebbe da dire si deve per non andare a pezzi, diventare di gesso. 

Ma c'è sempre un modo per restare intrisi di umanità. O divinità.

C'è veramente poi differenza?

Buon Natale.


mercoledì 21 novembre 2018

Notte e già troppe luci

Quando scende la sera a novembre, avverto che ci sono già troppe luci fuori di me. Troppa voglia di esclamare che stiamo bene, benissimo. Che tutto splende, anche dentro di noi.

Che Natale è così vicino, forse per questo passerà anche prima. Avrà trovato traffico, per non dire vuoto assoluto.

Già troppe luci scorgo, contro il buio sincero. Eppure le luci, colorate, cerco, incontentabile come da bambina.

Notte e già troppe luci.

sabato 6 gennaio 2018

Notte e i canti di Natale (la coerenza prima di tutto)

I canti di Natale, l'eco che ha inseguito per tutte le feste.

Tutti si affidano alle canzoni di Natale. La vicina le suona al piano e io per sicurezza nascondo gli spartiti, mica che io cada in tentazione. Già ho preso l'album completo di Metal Christmas, che è il massimo di natalizio che mi possa concedere da adulta in salsa rock.

Allora basta con i canti di Natale, su, che da più di un mese mi rimpinzano le orecchie.

Poi, oggi sento le campane che eseguono fedeli "Astro del ciel" e so anche che sarà l'ultima volta, per un bel po'.

E i canti di Natale mi mancano già.

Notte e i canti di Natale (la coerenza prima di tutto)


lunedì 25 dicembre 2017

Notte e insieme a Natale

Voglio essere felice, non paziente. Attraverso la festa fin dai primi passi, lasciando alle spalle ciò che tenta di intralciare la mia salda convinzione. 

Mi premiano incontri cercati e a sorpresa. Anche in chiesa, a fianco una donna preziosa. Solo che ben presto siamo tutti affranti per un problema. Nella preoccupazione vediamo però persone che subito danno una mano, il prete che rassicura.

Ci sentiamo uniti e preghiamo che vada tutto bene. 

Quando finisce la messa, tutti siamo  invitati a salire verso l'altare, al cospetto del presepe. Chi deciso, chi timido, strette di mani e sorrisi mentre si inizia a cantare. 

Insieme come si può. Piangendo o sorridendo. Insieme come a Natale.

Notte e insieme come a Natale.




domenica 24 dicembre 2017

Notte e c'è un'armonia

Ci sono giorni in cui perdersi di più, per ritrovarsi.

E notti così fredde, da trasmetterti inusuale calore. Forse il mondo si scioglie, magari persino il tuo cuore.

Accosti sapori, come non osi i pensieri. Natale è un respiro coraggioso, come quello di un amico che non si arrenderà. Non ancora.

Notte e un'armonia.

mercoledì 13 dicembre 2017

Notte e poi c'è ancora la festa di Natale

Stordita dai bassi e dagli alti (mettiamoli in ordine) della giornata, ho un barlume che si chiama sorriso.

Qualcuno che mi ha osteggiato, in modo solo in parte inaspettato, poi si trova a dire ad altri che aveva torto. Non che avevo ragione, questo è troppo.

Mi basterebbe per sorridere, nonostante me ne importi  poco.

Allora mi arriva un altro dono, quello sì inaspettato. La festa di Natale, quella che da vent'anni organizzava un mio amico. E io negli ultimi tempi, la sfioravo, ma non me la godevo mai. Quest'anno, che ero pronta e felice anche per questo, scopro che non si farà: troppe cose sono cambiate.

Finché apro la posta elettronica, tra spam di varia entità, e vedo un suo messaggio.

FESTA DI NATALE

C'è ancora la festa di Natale.

Io sorrido.

Notte e poi c'è ancora la festa di Natale.

mercoledì 6 dicembre 2017

Il mio primo regalo di Natale

Vi presento il mio primo regalo di Natale. Non è mai uscito in società, quindi perdonerete le sue buffe espressioni.

Avevo sei mesi e ancora poca consapevolezza del mondo, per fortuna. Che regaliamo a questa bimba, si chiesero i miei?

Arrivò Fifì ed era così pigro che si mise a dormire con me. Lo fece per lunghi anni. Non era morbido e se lo toccavo, urlava. Poi scoprii che era Lilli, innamorata del Vagabondo.

Ma per me era Fifì, non so se perché faceva quel fischio allegro anche nel lamentarsi.

Oggi si nasconde tra i pupazzi più morbidi, fiero persino dei colpi di pennarello.

Il mio primo regalo di Natale, un'emozione che non posso ricordare: allora è rimasta con me.

lunedì 26 dicembre 2016

È arrivato

La mattina non si è ancora tolta il velo della (nostra) notte e la chiesa tace intensamente.

La coda della Comunione poi si stacca come un fiume attirato da acqua più chiara.

Nel presepe ora c'è, il Bambino.

È arrivato e adesso possiamo sostare da lui, ritrovarlo, ritrovarvi, perdere l'inquietudine o intingerla nell'amore.

Notte e se la notte resta vuota (dov'è finito il Natale)

Sembra già spenta qualche luce. Si è gridato di essere sazi, a suon di foto e proclami. Non sono ancora finite, le feste, ma già la notte mi appare più vuota.

E forse è davvero così. Perché poco resta se tanti di noi sembrano così concentrati su se stessi, assenti da pensieri reali che non spicchino in lettere dorate sui social, traboccanti di doni e cibo ma così poveri di compassione, verso il più povero o l'ultima star che si spegne.

Notte e se la notte resta vuota, dov'è finito il Natale


sabato 24 dicembre 2016

Va bene

Nel cuore tumultuoso della notte tutti avevano qualcosa da dire.

Tu in silenzio ci amavi.

Va bene.

Passerà tutto. 

Tranne quel tuo gesto taciturno e reale.

Buon Natale.

Notte e buon Natale a te unico (per il quale sono unica)

È la festa che devo a te. A nessuna convenzione, solo al Tuo Amore.

Tu sei unico, mio Signore. E per te sono unica. 

Come tale mi ami. Non mi scrivi messaggi fotocopia. Non mi ami quando hai tempo. Non mi rimproveri la mancanza nel mio disperato tentativo di stare a galla. Non mi dici: scusa ma sono troppo indaffarato.

Unico al punto tale da ritenermi unica.

Notte e buon Natale a te unico (per il quale sono unica).

martedì 6 dicembre 2016

Tutti questi alberi

Tutti questi alberi si accendono.

Anche per combattere o nascondere il buio dei cuori.

venerdì 25 dicembre 2015

Vincibile come la luna

I primi passi della sera di Natale, quando tutto è compiuto e sta per iniziare ancora. Sono già magici di solito, sotto ogni cielo. La pace delle strade, e forse è persino fresco stasera.

Ma oggi si mette di mezzo lei. La luna. Placida, morbida e vincibile. Sì, vincibile. Di un'arrendevolezza che cerco di copiarle.

Mi guardano con gioia? Io sorrido. Fingono di non vedermi, mi usano, magari mi gettano improperi da ubriaco? Io sorrido. 

La luna sembra proprio così: nulla le importa, diceva qualcuno di speciale. Perché tutto le sta a cuore, aggiunge uno spiritello bambino. 

Ed è invincibile, proprio per questo: perché lascia vincere, sapendo che altro conta. Come stare in un luogo meraviglioso, placide e morbide, e farsi abbracciare dalla natura e da chi l'ha plasmata.

Il vento e ciò che aspettavamo

Le tapparelle tremano un poco, e ci diciamo che non è per l'attesa.

Sembra un filo di vento, uno di quelli che stenterebbe a farsi notare, se i pensieri  non fossero desiderosi di confusione.

Forse aspettavamo il vento, anche solo un filo di quelli che stentano a farsi notare.  O forse un sorriso, meglio da uno sconosciuto, perché non vorrà niente da noi.

Forse volevamo che un  regalo, spogliandosi della carta, si rivelasse un sogno, anche il più impossibile.

O forse volevamo aspettare e basta.

Ciò che aspettavamo, è il vento un regalo, un sorriso, un desiderio impossibile. O forse aspettavamo e basta.

giovedì 24 dicembre 2015

Notte e la notte più bella

Abbiamo attraversato tante notti meravigliose: perché mai questa ci sembra più bella?

Dopo un giorno di corsa, un  rito intenso, va bene, ma poi ci troviamo in un locale semivuoto, seppellito dalle urla dei bambini, perché tu non vuoi che io sia ancora più stanca.

Poi arriva una telefonata preziosa. Un'altra ancora. E tu hai una faccia da teppistello e mani da artista: come da sempre.

Anche questa notte, in fondo, è la stessa da tanti anni: cosparsa di luci, e di aspettative. I bimbi che si trovano qui oppure a casa, avranno un unico sogno.

Perché questa notte di Natale ci sembra la più bella? Perché lo è.

Notte e la notte più bella.

L'attesa con don Gnocchi

Quanto trafelata io arrivi, non importa. La messa degli alpini sta già riscaldando un'aria che in questi giorni vive di un calore innaturale: ha bisogno di carezze di realtà.

Un rito antico, sembra nuovo. Canti lontani che hanno accompagnato sofferenze e speranze, ora guardano proprio me.

E in questi istanti, nel parco pallido di emozione, sento la fede testarda di tanti alpini. Contemplano i gesti coraggiosi di don Carlo Gnocchi. Perché quanto coraggio ci vuole a combattere, per chi usa.E quanto coraggio ci vuole celebrare per anime come queste, pure e dilaniate.

L'attesa con don Gnocchi,cambia tutto.

io sono grata agli alpini, e al mio santo, perché il Natale aspetto davvero. Con loro.

Dialoghi reali - sei con me

- Comunque, anche questo Natale, dopo tanti anni hai me accanto a te.

- Che culo.

- Ehm… ma ti sembra un commento natalizio. Comunque, anch'io ho accanto te…

- Questa è una fortuna, proprio.

Sei con me. E mi fai sempre sorridere. Oltre ad aiutarmi con i dialoghi reali.


Buon Natale a chi si ama!