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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

venerdì 2 novembre 2018

And nothing else matters (eppure importerà sempre)

Sotto le gocce  di cose dichiaratamente ininfluenti arriva questa notizia nella mia anima.

Una bimba che non c'è più. Che abbiamo lasciato morire, in qualche modo. Perché è anche colpa mia, come sento e come so, nella mia splendida indifferenza quotidiana.

Yemen, e quale altro nome indosserà la morte.

Questo piccolo volto infranto mi fa pensare a una nenia rock che mi divora dentro, firmata Metallica.

And nothing else matters.

Perché nient'altro importa, mentre ti strappano via una bimba. Eppure qualcosa importerà, ancora. Qualcosa ti farà indignare, qualcosa ti farà piangere, qualcosa ti farà persino sorridere un giorno. Anche se nient'altro importa.

giovedì 1 novembre 2018

Notte e quelli che ti capiscono

Secondo il filosofo Bigazzi, in comunione con Tozzi una manciata di anni fa:

Quelli che ti capiscono sono tutti dietro a te. Voci forti eppure spente ufficialmente, che rompono il silenzio nei ricordi. Voci che vorresti destare, anche se quando c'erano non le ascoltavo quasi mai se non borbottando.

E adesso le senti di più, anche se le hanno ricacciate dietro le nuvole.

 Ma nel silenzio attuale di nome frastuono, ogni tanto arriva una voce inaspettata. Quella di un amico che non distribuisce complimenti, eppure accade che ti fotografi con una precisione di cui nemmeno tu sei capace.

Prima ti chiama tessitrice, poi spirito libero.

E tu ti commuovi perché qualcuno l'ha capito. Magari prima di te.

Notte e quelli che ti capiscono 

mercoledì 31 ottobre 2018

Notte e se il passo ti sembra pesante

In queste ore se n'è andata una signora. Con tanti anni sulle spalle, che pur sembravano così leggeri. La vedevo alla finestra e sulla soglia di casa, con i suoi piccoli riti e un sorriso delicato.

Oltre a questi incontri rapidi e gentili, serbo un ricordo speciale di qualche anno fa. Lei, aveva già superato i novant'anni e ancora guidava la macchina. Un giorno ci troviamo insieme in un negozio e lei sospira brevemente che le dolgono le gambe. Poco dopo, aggiunge: forse viaggio troppo in auto, devo camminare di più.

Questa nota mi ha suscitato prima tenerezza, poi una riflessione. Non si era lamentata, aveva solo esternato un problema e l'aveva addebitato a tutto, tranne che agli acciacchi dell'età, cioè qualcosa di ineluttabile e soprattutto ingovernabile.

Perché così è. Se il passo ti sembra pesante, devi ritrovare un po' di leggerezza. Non rinchiuderti nella convinzione che ci sia un destino incamminato più velocemente di te, a indirizzarti.

Buon viaggio, signora gentile. E il tuo passo è lieve, non perché ora hai le ali. E' perché lo è sempre stato.

notte e se il passo ti sembra pesante.

martedì 30 ottobre 2018

Notte e cambi più veloce di Milano

Tra un fuoco pallido di sole e gocce non meno svogliate, contemplo Milano che cambia.

Se chiudo gli occhi indietro di anni che mi sembrano giorni, queste torri, questo fermento non c'erano.

Milano cambia in fretta e tu stai per correrle dietro. Finché non inciampi in un pensiero.

Ciò che andava bene, o che era tollerato, ciò che accettavi per creanza o per abitudine, ad un tratto trabocca dalla tua vita. 

E tra un fuoco pallido di sole e gocce anche più svogliate, ti rimetti a correre.

Perché Milano cambia in fretta e forse tu di più.

Notte e cambi più veloce di Milano

lunedì 29 ottobre 2018

Notte e il tempo è un'onda

L'immagine di un negozio invaso dal mare si posa davanti ai miei occhi, poi accanto all'altra, scattata da me settimana scorsa: quella della spiaggia immersa più nel sole che nell'acqua.

Sembra passato un secolo, non una manciata di giorni, specchio di quei grani di sabbia ancora annoiati d'estate.

E penso che il tempo è un'onda, come la vita, come una gioia o una paura. E non importa se tu sappia nuotare o no, perché tutto ciò che puoi fare è seguirlo: peggio, cercare di correre avanti.

Notte e il tempo è un'onda.

domenica 28 ottobre 2018

Umanamente, Aranzulla

Quando smanettavo e la scatola della tecnologia rimaneva cocciutamente chiusa (più o meno come adesso), digitavo quelle parole su google: come…. aranzulla.

E ufficialmente è per capire meglio quel mondo che mi reco puntuale all'Aranzulla Day a Milano, sfidando pure lo sciopero dei trasporti. Solo che mi accade ciò che già avevo provato qualche mese prima, intervistandolo: mi distraggo dalle indicazioni di metodo tecnico, per fare qualche riflessione umana.

Sarà colpa della solita cicatrice che mi porto dietro da una vita, quella di filosofa testarda. Salvatore guida, fornisce un sacco di indicazioni, non vacilla mai, ma c'è qualcosa che mi colpisce più di tutto.  Lo vivo soprattutto durante la fase delle domande.

Non ce  n'è una di fronte alla quale scuota il capo; anzi spesso annuisce. A volte nei commenti esordisce con un "assolutamente". Le ritiene importantissime, le domande, e piano piano anche  noi, tanto che non ci vergogniamo. Mi viene in mente ciò che mi disse in quell'intervista, purtroppo telefonica (detesto essere separata da un mezzo, perché di solito siamo già abbastanza separati dalle nostre idee), ovvero quanta attenzione dedicasse alle mail che indicano gli errori.

Quanto cresci, con gli errori. E allora, vuoi non avere pazienza con gli altri e persino con te stesso.

Mi piace che in un campo così tecnologico scorra tanta umanità. E' come se contassimo ancora un po', noi umani. E vuoi vedere che contiamo davvero.

venerdì 26 ottobre 2018

Happy veg (troppo felice per desistere)

Un amico carnivoro mi porta da qualche tempo queste delizie. Lui non mi contesta, come io non contesto lui. 

Da molti altri battute sarcastiche, altri scuotono la testa. Lui mi vizia.

Ma io sono in cammino e la strada è lieve. Infatti sorrido, a poco a poco più libera. 
  

Troppo felice per desistere, pazienza se qualcuno pensa ancora a un vegetariano dallo sguardo triste o invasato.

Eccomi, happy veg. Perché sono in cammino con tante creature.