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sabato 1 ottobre 2016

Grazie ai giovani. Di ogni età


Quasi non ci credo. Corro indietro nel tempo, in Scozia, a quindici anni fa. E subito dopo serbo quella riflessione dentro di me e vado nelle scuole quasi timidamente.

Scusatemi, vorrei parlarvi del capitano Robert Falcon Scott. Vorrei parlarvi dell'importanza di essere secondi. Cioè di essere uomini e donne in ogni circostanza, senza lasciarsi intrappolare da medaglie e bandierine. Di come ciascuno di noi può andare in Antartide per un ideale. E' così che un viaggio tra gli studenti è diventato un libro, in occasione dei cent'anni dalla scoperta del Polo Sud.

Lo ripeto, dopo quindici anni, sul palco del teatro Lux di Sacconago. Davanti a me ci sono tanti giovani, quelli che a scuola hanno conseguito il massimo dei voti, oltre agli atleti che hanno partecipato alle Olimpiadi. Ragazzi che hanno dato tutto di sé e oggi sono qui, premiati dal Comune della mia città, Busto Arsizio. E nel mio rione, guarda un po'. Frugo nella platea per cercare il maestro, non lo vedo e devo citarlo.

- Se non puoi andare davanti a tirare, mettiti dietro a spingere.

Mica posso dirlo in dialetto, che se sbaglio è una tragedia. Già sono emozionatissima, al fianco dell'assessore Paola Magugliani che ha scelto proprio "L'importanza di essere secondi" come dono per questi magnifici ragazzi. E quanti altri ne sfilano ancora: con tutti i loro sogni dipinti negli occhi, come il capitano Scott.

Ogni premio mi porta una gioia, ma devo citarne uno in particolare. Quello al Comitato dei pendolari di Busto: un modello di lotta civile, è grazie a loro, cortesi e costanti che la città ha riavuto i treni indebitamente tolti. Persone che hanno lavorato per gli altri, che sanno cosa sia il bene comune, senza mettersi in vetrina.

E poi visto che parlo di giovani, una giovanissima.

Si chiama Olga Fiorini. Non citiamo la sua età, anche perché non ne ha. Ha solo progetti e le brillano gli occhi quando rivolge un appassionato discorso davanti al sindaco Emanuele Antonelli. Per uscire dalla crisi, mica cita strategie manageriali. Io mi aggrappo a due parole cardine: insieme e amore. La ripete tre volte, quest'ultima. 

Grazie ai giovani, di ogni età.


d

giovedì 15 gennaio 2015

I pensieri positivi sul ghiaccio

Chi mi ha seguita sulle orme del capitano Scott, sa che questo è il giorno più meraviglioso e terribile. Quello in cui siamo ormai convinti di farcela: il Polo Sud è nostro, i nostri sacrifici premiati, la durezza di una marcia oltre ogni aspettativa destinata a sciogliersi nella gioia.

Domani, il diario del capitano in Antartide si aprirà con quest'altra parola: worst. La visione della bandiera norvegese, che fa crollare ogni sfumatura di sogno. Il peggio è avvenuto, eppure non ancora.

Ma oggi è mia abitudine marciare con la squadra britannica armata di un sorriso, non inconsapevole, bensì fiducioso: scelgo in particolare quello di Bowers, del piccolo Bowers, come ama chiamarlo Robert Falcon Scott. Lui che cammina, lavora e persino nel suo sacco a pelo, nella tenda gelida, ha una missione: elaborare pensieri positivi. Gli viene naturale, cogliere un segno in ogni minuscolo accadimento.

Quando si è come Bowers, non si cade mai. O meglio, si riparte.


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mercoledì 5 novembre 2014

Notte osando sogni come Amundsen

Una foto che catturando un attimo, non conosce tempo. Amundsen. Il vincitore, l'esploratore, colui che osò sempre.

Il suo sguardo scolpito nella fierezza sostiene questa lettura. E io, vecchia romantica, vedo occhi che si sciolgono.

L'uomo che l'ultima volta che ha osato, l'ha fatto solo per gli altri, per salvare una persona, a lui neanche tanto - più - simpatica.

Notte osando sogni come Amundsen.

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martedì 13 maggio 2014

L'Antartide e un attimo di secolo

L'Antartide che si sfalda, che si scioglie, sfacciata lacrima. Sfacciati noi. Penso allo stupore, alla paura, alla gioia: quei sentimenti che si sono mischiati negli uomini del capitano Scott più di 100 anni fa. E anche quelli di Amundsen, di Shackleton. A chiunque si sia potuto meravigliare di fronte alla bellezza sconosciuta.

Poi è trascorso un secolo e ci troviamo a contare ancora il suo grido in dissolvenza. Non c'è più traccia di stupore, se non che ancora ci siamo, nonostante il male che ci siamo procurati.

Non come uomini che piangevano per un pinguino, per un pony scosso nel blizzard, per un frammento di natura troppo bello per essere amato come meritava.

In un attimo di secolo.

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