Post in evidenza

SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

Visualizzazione post con etichetta Sacconago. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sacconago. Mostra tutti i post

martedì 25 dicembre 2018

Natale, senza diventare di gesso

In questo Natale ci sono dei super fortunati. Sono i sinaghini, gli abitanti del mio rione, ex Comune, che hanno potuto stringere tra le mani il racconto di Natale di Ginetto Grilli.

Il maestro ha scoperto un segreto. Sant'Antonio, il Gesù Bambino e il ragazzino scalzo che tende la mano per ricevere  il pane, non sono sempre di gesso. E hanno tanto desiderio di sentire i vecchi canti di Natale.

Io non posso svelare tutto il racconto, ma lo assaporo di parola in parola.

E penso anche questo.


A volte si può, mi verrebbe da dire si deve per non andare a pezzi, diventare di gesso. 

Ma c'è sempre un modo per restare intrisi di umanità. O divinità.

C'è veramente poi differenza?

Buon Natale.


venerdì 13 aprile 2018

I bambini che ti scrivono nell'anima

Invitata alla Settimana della lettura tra i bambini, porto con me il capitano Scott. Non posso presentare  le storie più recenti che ho scritto  - penso - troppo dure per i più piccoli.

Porterò "L'importanza di essere secondi" che mi fu tracciata nell'anima più di quindici anni fa e proprio passando dalle scuole decisi che dovevo metterla nero su bianco.

Questa mattina sono all'Ada Negri, l'istituto del rione dove mi sono trasferita da qualcosa come vent'anni. Eppure - mi dico - non vivo ancora lì, ci abito.

Sì, racconterò di Scott, dei suoi amici, del Polo Sud, di come arrivare primi sia fantastico, ma rimanere fedeli agli altri e battere la paura nel gelo antartico lo sia ancora di più. Poi vedo gli occhi chiari di una bambina, tingersi di lacrime quando il capitano sta scrivendo le sue righe d'addio.

E decido di cambiare registro. Di passare alle storie successive, di narrare le più divertenti. Di sobillare dolcemente le ragazzine raccontando delle donne più determinate di Braveheart in Scozia. Naturalmente, narrerò solo le storie a lieto fine.

Lei alza la mano: ma come termina la storia della giovane Isabella, che sfidò tutto e tutti per andare a reclamare un diritto che gli uomini ripudiavano, posare la corona sulla testa di re Bruce.

Non mi posso tirare indietro, così incalzata, e sono pronta a incassare nuove lacrime. Allora giro la frittata: adesso ragazzi, parlate voi, fatemi delle domande.

E di domande mi riempiono. Molte, terribilmente sagge, roba che io le ascolterei per ore, per crescere. C'è una ragazzina che ha tante storie in testa e deve assolutamente metterle per iscritto. C'è chi vuole conoscere il libro precedente, qualcuno indaga sul primo.

Il primo - spiego -, l'ha scritto mio padre e parla di mio nonno. Io l'ho solo concluso. Uso un'espressione che svela la bambina che sono: non so parlare di morte. Dico, che l'ho terminato quando mio padre se n'è andato.

A fine incontro, una bimba alza disperatamente la mano: ma poi il tuo papà è tornato?

No, piccola, non è tornato. E' proprio lassù.

E io piccola mi sento, davanti a voi. Specialmente alle ragazzine - scusate la discriminazione, maschietti - che se ne vanno malvolentieri, a un paio che improvvisamente mi abbracciano, a quelle che mi dicono: ma tornerai?

Io oggi più che mai so che posso scrivere tutto ciò che sento e voglio.

Ma i bambini, ti scrivono nell'anima.

domenica 31 dicembre 2017

Ginetto e il bene dal bene

Un anno passa velocemente quando ci si vuole bene. Quando si vuole il bene. Quest'ultima parola splende, abbracciando il maestro e amico Ginetto Grilli. Oggi compie 92 anni ed è un ragazzino che poche settimane fa in Alsazia mi sgridava bene(volmente) alle 7.35 perché non ero scesa ancora a fare colazione, ma ero impegnata a chiacchierare.

Vedete, ricorre quel termine. Bene. La nonna Argia assicurava: il bene viene dal bene. Sembrerà formula non molto magica, scontata insomma, eppure funziona: così dovrebbe andare per le formule magiche, no?

Il Bene inizia con la b, seconda lettera. Ma si lega a un sacco di A, come la serie del Ginetto. 

A come affetto e amicizia. Li offre a coloro che incontra e con i quali costruisce. Ai volti che non dimentica, alle storie che vive e riporta per non farle sbiadire.

A come attenzione. Anche questa, l'ho vista riversare su persone amate e incontrate per caso, per un'ora, una volta nella vita. Perché tutti meritano di essere ascoltati con attenzione. Come ha scritto lui due anni fa "Sètas giù un mumentu". Anche se corri, se hai un sacco di cose da fare, bisogna fermarsi, sedersi, prestare attenzione.

A come Amore. Quello che nutre per la sua Agnese e per tutta la famiglia. Per la sua città, Busto Arsizio, e per il suo paese, Sacconago. E per Chi tutto ha creato, perché Ginetto mi ha insegnato anche questo: l'importanza della fede. La preghiera, la Scrittura, il suonare per devozione e la cosa più importante di tutte: l'esempio. Perché anche per i sinaghini, parlà a l'é fià. Meglio fare, provarci, mischiare azioni e silenzio, con un sorriso se si può. 

Ginetto, il bene viene dal bene e altro bene diffonde, in ogni passo. Anche il poter viaggiare con te, ogni giorno, lontano e vicino, per le strade alsaziane e i cortili di Busto, sul lago di Como dai nostri amici e nei luoghi che ancora dobbiamo scoprire.

Buon compleanno, ragazzino. 



giovedì 28 dicembre 2017

A cosa appartengo

Ho amato una (sola) terra lontana, la Scozia. Invece, mi sono trasferita di pochi chilometri e di un mondo.

Quando mi affaccio su questo quartiere, che un tempo era fieramente paese e anche un po' ora, sono attraversata da una sensazione strana. Quasi vent'anni che transito da queste parti. Quasi metà della mia vita.

Eppure - sorridono i miei concittadini - non basta. Perché bisogna aver versato molti più pensieri ed emozioni per dirsi parte della comunità.

Io non appartengo. Forse, a niente davvero, viaggiatrice cocciuta.

Ma quando il tramonto si posa quasi per caso su queste corti, sui campanili e sui  monti dissolti in fondo, potrei quasi crederci, che appartengo. E mi ricordo della prima sensazione, qui. Quando spalancai le persiane sul retro, sulla parte addormentata del paese, e sentii il fremito di una settimana di libertà a Firenze su cortili nobili.

Sentii che la storia è storia, dappertutto. E così la vita, le sue radici, persino quando le hai appena sfiorate.

A cosa appartengo, non lo so. Ma a qualcosa, sotto un tramonto audace, senz'altro. 

sabato 1 ottobre 2016

Grazie ai giovani. Di ogni età


Quasi non ci credo. Corro indietro nel tempo, in Scozia, a quindici anni fa. E subito dopo serbo quella riflessione dentro di me e vado nelle scuole quasi timidamente.

Scusatemi, vorrei parlarvi del capitano Robert Falcon Scott. Vorrei parlarvi dell'importanza di essere secondi. Cioè di essere uomini e donne in ogni circostanza, senza lasciarsi intrappolare da medaglie e bandierine. Di come ciascuno di noi può andare in Antartide per un ideale. E' così che un viaggio tra gli studenti è diventato un libro, in occasione dei cent'anni dalla scoperta del Polo Sud.

Lo ripeto, dopo quindici anni, sul palco del teatro Lux di Sacconago. Davanti a me ci sono tanti giovani, quelli che a scuola hanno conseguito il massimo dei voti, oltre agli atleti che hanno partecipato alle Olimpiadi. Ragazzi che hanno dato tutto di sé e oggi sono qui, premiati dal Comune della mia città, Busto Arsizio. E nel mio rione, guarda un po'. Frugo nella platea per cercare il maestro, non lo vedo e devo citarlo.

- Se non puoi andare davanti a tirare, mettiti dietro a spingere.

Mica posso dirlo in dialetto, che se sbaglio è una tragedia. Già sono emozionatissima, al fianco dell'assessore Paola Magugliani che ha scelto proprio "L'importanza di essere secondi" come dono per questi magnifici ragazzi. E quanti altri ne sfilano ancora: con tutti i loro sogni dipinti negli occhi, come il capitano Scott.

Ogni premio mi porta una gioia, ma devo citarne uno in particolare. Quello al Comitato dei pendolari di Busto: un modello di lotta civile, è grazie a loro, cortesi e costanti che la città ha riavuto i treni indebitamente tolti. Persone che hanno lavorato per gli altri, che sanno cosa sia il bene comune, senza mettersi in vetrina.

E poi visto che parlo di giovani, una giovanissima.

Si chiama Olga Fiorini. Non citiamo la sua età, anche perché non ne ha. Ha solo progetti e le brillano gli occhi quando rivolge un appassionato discorso davanti al sindaco Emanuele Antonelli. Per uscire dalla crisi, mica cita strategie manageriali. Io mi aggrappo a due parole cardine: insieme e amore. La ripete tre volte, quest'ultima. 

Grazie ai giovani, di ogni età.


d

lunedì 11 aprile 2016

Notte e più di Milano

Lo so, solo a Milano tra le città la primavera sembra montarsi la testa. E non paga dei colori che sfoggia, si carica come se fosse estate.

Sì, lo so, Milano sa scavare strade verdi nelle pietre e non c'è nulla, almeno nel suo cuore, che mi appaia grigio.

Eppure stasera, mi affaccio sul mio borgo, quando la luna si è appena sistemata comodamente in cielo. Guarda indecisa la mia chiesa vecchia e quella chiamata anche nuova, pur non essendo poi così nuova agli occhi di questo rapido mondo.

Più di Milano, c'è solo il mio borgo, che si fa viziare dalla luna.

Notte e più di Milano.

giovedì 31 dicembre 2015

Il mio maestro ha novant'anni, dicono

Il mio maestro ha novant'anni, dicono. Roba da non crederci, perché è sempre un cortese ragazzo, pieno di energie e di voglia di creare.

- Ginetto, si potrebbe fare così?

- Aspetta un momento.
Due minuti dopo, arriva con un'idea, una soluzione, di solito già un foglietto elegantemente vergato.
Io mi sento minuscola e fiera, davanti a lui, come le pianticelle che abitano vicino alle querce. Ne sento ogni beneficio, perché lui vuole condividere la gioia di vivere con gli altri: come quando mi offrì questo melograno del suo giardino, specchio di un augurio infinito.

Ecco, che auguri porgo a Ginetto Grilli, poeta, scrittore, musicista, organista dalla stupenda voce, a essere precisi,  artista insomma che parlá l'é fiá. E ottimo marito, papà e nonno. Ma qui non si finisce più e io arrivo in ritardo. Arrivo in ritardo a dire: grazie Ginetto.

Se lo dici anche tu, che hai novant'anni oggi, ci credo. Anche perché le tue parole sono sempre sincere, scorrono in scioltezza ma mai una di troppo. E mai una contro gli altri, il che - l'ho sempre pensato - è forse il tuo vero ingrediente segreto.

AUGURI E GRAZIE
 

 

domenica 28 giugno 2015

Le nozze, i sentimenti

Delicatezza di sentimenti, da condividere, non esibire.

Le nozze, questo viaggio tenero della Famiglia sinaghina nel tempo e nello spazio. Più di cento anni fa, nel cortile di Sacconago o fino a Buenos Aires. Tra i detti raccolti dal maestro, commenti che esultano come se questo matrimonio s'avesse da fare anche oggi.


Sullo sfondo la patronale del mio paese (vedi che in fondo sono sinaghina e non lo posso chiamare rione), quella che la scorsa notte ha fatto dannare di lavoro i cuochi, ma quanto sono felici delle migliaia di volti.

E c'è già voglia di darsi da fare ancora, mentre risuonano i campanelli delle bici.

Questa mostra bellissima, andate a vederla se potete oggi o domani sera. Troverete anche i libri di Ginetto Grilli.


Ricordare per costruire.

Buona patronale, Sacconago.


mercoledì 29 ottobre 2014

Grazie città mia (cittadina del mondo)

Fa figo essere cittadini del mondo, ma esserlo è duro, durissimo. Significa capire che in ogni angolo di pianeta abitiamo e dunque dobbiamo anche soffrire.

Viaggi infiniti per il globo. E fa figo prendere le valigie, non i fardelli dei popoli. C'è una via che aiuta, e non perché sia facile.

Amare la propria terra, io credo che possa dare una mano. E io amo la mia città. Per questo la striglio, all'occasione, e non la riconosco, perché la amo tantissimo. Le sue rughe sono le mie, legate ai sorrisi e alle lacrime. Sono nata e rinasco ogni giorno, accanto alla sua basilica. Mio nonno ha pianto la prima volta lì, e cento volte ha riso. La voce testarda, quasi monella, della campane ha ispirato una delle liriche più irriverenti di mio prozio Angelo Bottigelli: e cavolo, quanto mi piace quella poesia.

I miei cugini si innamorarono e sfidarono i tempi di dolore. Mio nonno percorse pochi metri e incontrò mia nonna. E tanti fili si unirono. Mio padre si spostò poco più in là: la vita legò a una ragazza della Valle e fece fiorire il loro amore oltre il confine del centro, dove c'era la loro ditta. Perché quella ditta era - anche - loro. E di mille persone, e del mio maestro.

Io ho fregato tutti e mi sono spostata nel rione che era stato Comune non mi ha ancora nominata figlia, perché il tempo non basta; mi  consola il fatto che quel rione  è del mio maestro.

Tutto questo casino, di viuzze, viali e fili, mi rende felicemente una bustocca. E cittadina del mondo.

ecco perché giovedì 30 ottobre io voglio festeggiare i tuoi 150 anni di città.

http://lafamigliabustocca.org/2014/10/buon-compleanno-busto-arsizio/

venerdì 29 agosto 2014

Il mio maestro e la canzone per la notte

Non ho una canzone per la notte, ma tutta una musica che mi rincorre da oggi pomeriggio.

Da quando ho scoperto che il mio maestro e il gruppo intrepido di miei "concittadinipiù" hanno fatto risuonare la loro voce in Germania.

Sì, dai cassetti tiro fuori anche nome per chi non conoscesse e dettagli quasi da cronaca. Chiudo gli occhi e vedo il coro della comunità di Sacconago. Perché non è un rione, è una comunità ed è questo che me la fa amare. Sono a Lipsia e le loro voci si fondono per la Matthäuspassion, vedo una barba bianca e autorevole spuntare tra di loro.

E' quella di Ginetto Grilli. Lui è un maestro, un amico. Mi fa partecipe della commozione. E io la sento tutta, vibra con quelle note.

Per questo motivo, oggi non riesco ad ascoltare veramente canzoni.

Nel cuore c'è il mio maestro e un coro sinaghino, che risuona in terra di Germania, fino a qui.