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giovedì 11 giugno 2020

Finisco per ricominciare


Ho alle spalle un magnifico luogo e metaforicamente un anno spaccato quasi a metà: otto mesi sempre in viaggio, avidamente, e quattro frenata, se non chiusa in casa. 

Offro questa foto del non troppo lontano passato a me stessa, perché c'è molto di me senza urlare. Tra i vigneti e storie autentiche, un brindisi contro il cielo che vuole levarsi di dosso il grigio per mostrarmi il fascino di Soave. La maglietta della promozione della Pro Patria, a tenermi un po' di compagnia da casa.

E oggi? A cavallo tra l'11 e il 12 giugno nel momento esatto in cui sono nata, grazie al fatto che mio padre, ancora alle prese con i clienti, e il portinaio si insospettirono della chiamata guardinga di mia mamma: è ancora occupato?

Lascio il giorno di San Barnaba, il mio caro patrono dei tessitori, ed entro nel pieno della giornata in cui mi hanno registrato come nata.

Potrei dire che questo è il compleanno più strano, ma non è vero. Ogni compleanno è strano, come un continuo scoprirsi, perché magari hai occasione di fermarti un attimo in più e pensare. Non tanto contare, che gli anni ormai sono ammucchiati.

Io finisco. Io riparto. Porte che si stanno chiudendo, nuovi lockdown dell'anima e di vita. Porte che vibrano come desiderose di aprirsi.

Io finisco per ricominciare.

Buon compleanno a me.

lunedì 2 settembre 2019

Giorni come un abito fresco

Ci sono giorni che ti restano addosso come un abito fresco, uno di quelli che magari prima non avevi osato indossare. Tu ci cammini dentro lieta, persino il sole si fa leggero sul cielo buono di Soave  e vi guardate per un battito di ciglia.

Le vigne, vi hanno versato dentro volti e promesse.

Poi, li riponi nella sacca leggera e saggia della vita, con pochi gesti, veloci e delicati. Riparti consapevole di ciò che può essere e di ciò che sei tu.

venerdì 17 maggio 2019

Chissà dove inizia la primavera

Chissà dove si era ficcata, la primavera, o dove mi ero nascosta io. Incombe la pioggia, assicurano, ma sento il sole che indugia sulla pelle. Il vino si affaccia sullo spettacolo che è Soave, ma prima fruga tra le rose.

Io studio, ascolto, ma per farlo devo scivolare sull’erba. Davanti a me, ho un mondo che mi aspetta, come se io stessa fossi quella rosa.

Chissà dove inizia la primavera, forse proprio da me.