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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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giovedì 8 novembre 2018

Il sorriso tra i volantini e foglie secche

Lungo la strada immusonita di nebbia e smog, lo sguardo viene distratto da due distributori di volantini. Freno dentro di me, perché non so proprio come definire con esattezza questa professione.

Vedo in giro ragazzi e meno ragazzi, spesso con carrellini carichi di volantini destinati per lo più a una splendida indifferenza. Ma loro li difendono come se stessi, perché è la loro vita.

Un volto serio, serissimo, a tratti doloroso.

Oggi no, nella strada immusonita. Vedo su un brandello di prato in salita, due uomini seduti tra erba e foglie secche. I volantini, sono disciplinati sul carrellino. Ma loro giacciono sull'erba, commentando e sorridendo.

Mi rimane dentro quel sorriso, nel mezzo dell'astinenza dal sole.

Il sorriso tra volantini e foglie secche, e sogni che ancora non osano sorridere.

domenica 11 febbraio 2018

Giorgio e la gratitudine

Oggi tra i singhiozzi che non voglio lasciar vincere, penso a ciò che mi ha insegnato Giorgio. E la lista è troppo lunga, perché io possa consegnarla a questi minuscoli cassetti.

Non solo perché ci conosciamo da tantissimi anni. Anzi ancor prima, perché i nostri padri - come lui amava ricordare - lavoravano nella stessa azienda. 

L'ho sempre visto garbato, smorzare un problema con un sorriso, ascoltare con pazienza e molto altro.

E quando il dolore si è affacciato, Giorgio mi ha saputo ancora stupire. Perché era bello stare da lui e da sua moglie, ascoltare, imparare a smorzare un problema con un sorriso.

Più di tutto, sentirgli dire; sono stato fortunato, ho incontrato tante belle persone.

Così, Giorgio, ti risento e rivedo quella luce nei tuoi occhi: la gratitudine, sempre. La forza di vedere il bene che ha attraversato le vite e di sorridere, ancora.

Buon viaggio, Amico, sempre con quel sorriso che mi ha guidato per tanti anni e ancora lo farà.


giovedì 25 gennaio 2018

Notte e se riesci a far sorridere

Mentre fuori piomba  addosso alla giornata una tragedia, tu hai la fortuna di poter stare lontano da schermi e da  immagini di morte. Il dolore non si può ignorare, però. La morte in realtà la ritrovi, tra le paure che ti raccontano i bambini. Le appiccichi sulla Giöbia promettendo di bruciarle con l'inverno e ogni angoscia, un'idea portata avanti da noi dell'associazione B300.

Sarà per i loro sguardi, i loro canti, le timidezze dei ragazzini e la loro audacia allo stesso tempo, che puoi cercare di vedere una giornata a colori almeno per qualche istante.

Ma non solo. Perché a un certo punto una scolaresca ti rivela cos'ha fatto in queste ore.

- Abbiamo fatto sorridere cinquanta persone!

- Come avete fatto?

La bambina spiega che hanno cantato le canzoni della tradizioni e tanta gente ha sorriso loro lungo la strada. 

- Anzi, si sono affacciati gli studenti del liceo.

- Ma gli studenti sono tanti, allora i sorrisi erano molto di più.

Me lo conferma il suo sorriso che si allarga.

Se riesci a far sorridere, è già lontana la paura.

Notte e se riesci a far sorridere.
 

giovedì 13 luglio 2017

Il piccolo sorriso e un mondo grande

Sulla pelle porto il disagio che incontro per strada, quello di mondi che non si sanno incontrare. Salgo sul treno che non è un'isola felice.

Un signore indiano mi chiede se Milano centrale sia la prossima, io lo rassicuro: deve aspettare ancora. Lui mi risponde con un sorriso rapido e io vago altrove con lo sguardo.

Una donna velata (da donna, non lo dico compiaciuta) con una figlioletta di sette, otto anni, si siede a fianco; in braccio ha una bimba di poche settimane, ne vedo solo la nuca.

Poi, nel mio girovagare a caccia di scorci meno solitari, scorgo il suo volto e gli occhi che mi fissano curiosi. Le rivolgo un sorriso un po' buffo e lei si scioglie in una risatella silenziosa, prima di nascondere il viso sulla spalla della mamma. Pochi secondi dopo, però, mi guarda ancora e alla mia smorfia ride, ride di nuovo felice.

Sarebbe già bello così. Ma poi mi accorgo che il visitatore dall'India sta ridendo senza rumore, e una fanciulla italiana in attesa di scendere non è meno allegra.

Il piccolo sorriso e un mondo grande: il mio minuscolo cuore trova ristoro.

mercoledì 12 luglio 2017

Notte e il canto lieve (quanto costa la gentilezza)

Nella tempesta di un giorno, si insinua il canto lieve di una creatura che non so identificare. Un cinguettio fisso e irresistibile, che mi ispira la possibilità di stare in pace.

Eppure, il pensiero corre a una persona gentile, così gentile come raramente ricordo. Una di quelle che arriva a ogni tuo problema, sempre indossando il sorriso che ti fa sentire meno allarmata del tuo guaio. Una persona gentile, che si è fatta del male.

E mi chiedo, quanto costi la gentilezza. A che prezzo qualcuno possa dispensare tranquillità e sicurezza gli altri.

Quanto costa la gentilezza? Nessuno sa dirmelo. Forse solo quell'uccellino che ostinatamente offre un canto lieve al termine di una tempestosa giornata.

Notte e il canto lieve (quanto costa la gentilezza).

lunedì 20 febbraio 2017

Lo smartphone e il sorriso

Nel grigiore rumoroso della metropolitana si fa largo il sorriso di un ragazzo. Prima appena accennato, poi si smarca dalla timidezza e gradualmente si spalanca inondando anche gli occhi.

Il giovane sta guardando lo smartphone e ognuno forse si fa un'idea di cosa lo induca a sorridere. 

Ma presto non importa più. Perché mi viene da sorridere e a una mia vicina pure; anzi a ben guardare, ora tutti hanno volti più amichevoli.

Il sorriso dallo smartphone, si può sentenziare da brontoloni, oppure ci si può rendere conto che ogni sorriso viene dal cuore, viaggiando a modo proprio.

martedì 31 maggio 2016

Chi mi fa sorridere la mattina

Chi mi fa sorridere la mattina, con un bacio, uno scherzo, una tirata di orecchie che si scioglie in moto scanzonato.

Chi mi dice cosa fare e chi guarda ciò che faccio, entrambi con dolcezza.

Io osservo e ringrazio, la felicità che si fa strada più salda.

Voglio bene a chi mi fa sorridere la mattina. E agli altri cerco di più (ma mi sto solo sforzando).

giovedì 31 luglio 2014

Il sorriso, di chi è

Il sorriso è solo mio, il sorriso che dono. Lo offro e sembra affrontare un suo viaggio conoscendo tante persone, ma alla fine sono io. Solo io.

Quella che lo indossa o lo smette, cercando di scegliere uno più luminoso.

Nessuno lo può dare o togliere veramente, perché lo sta dipingendo il mio cuore.