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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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domenica 30 luglio 2017

Notte e dove vivo

Pensavo di sapere dove vivo, ma questa sera irrompono sui miei schermi di coscienza "I dieci comandamenti". Vedo storie dentro di me, che non so riconoscere e cerco di proiettare lontano.

Ma siamo in Calabria. In Italia. Sì, pensavo di essere in Italia.

La malavita che decide il bene e il male, gli stranieri raccolti e sbattuti senza pietà dove altri si rifiutano. Uomini buoni che provano ad aiutarli e spesso cadono.

Dove vivo. In questo Paese qua.

E poi mi viene da pensare, che neanche dietro l'angolo di casa mia probabilmente riesco a scorgere. Come se non vivessi, davvero.

Notte e dove vivo.

giovedì 13 luglio 2017

Il piccolo sorriso e un mondo grande

Sulla pelle porto il disagio che incontro per strada, quello di mondi che non si sanno incontrare. Salgo sul treno che non è un'isola felice.

Un signore indiano mi chiede se Milano centrale sia la prossima, io lo rassicuro: deve aspettare ancora. Lui mi risponde con un sorriso rapido e io vago altrove con lo sguardo.

Una donna velata (da donna, non lo dico compiaciuta) con una figlioletta di sette, otto anni, si siede a fianco; in braccio ha una bimba di poche settimane, ne vedo solo la nuca.

Poi, nel mio girovagare a caccia di scorci meno solitari, scorgo il suo volto e gli occhi che mi fissano curiosi. Le rivolgo un sorriso un po' buffo e lei si scioglie in una risatella silenziosa, prima di nascondere il viso sulla spalla della mamma. Pochi secondi dopo, però, mi guarda ancora e alla mia smorfia ride, ride di nuovo felice.

Sarebbe già bello così. Ma poi mi accorgo che il visitatore dall'India sta ridendo senza rumore, e una fanciulla italiana in attesa di scendere non è meno allegra.

Il piccolo sorriso e un mondo grande: il mio minuscolo cuore trova ristoro.

mercoledì 20 maggio 2015

Stranieri e certezze

Non è  irritazione, è ammirazione. Beati coloro che leggono raffica di righe su vitalizi, cellulari e TV agli stranieri e ci credono.

Io non so credere al display con gli orari dei treni (mica mi staranno fregando e quella fermata non c'è?).

Non so a chi credere. Detesto i buonismi di maniera  e quelli che aprono le porte altrui.

Ma forse è perché mi sento straniera, che ancor meno so credere alle certezze dei padroni di casa. Padroni che un giorno, come tutti, se ne dovranno andare. E questa sì, è una certezza.