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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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mercoledì 20 settembre 2017

In ogni abbraccio

In ogni abbraccio, nella buona e nella cattiva sorte. Oggi mi ripeto questa formula, e mi sento di interpretarla con una forza che non mi appartiene.

Ma perché so che l'ho già vissuta, con te, papà.

L'obbedienza e la ribellione. La felicità e il cascare più a fondo di quanto si possa. Il morire e il rinascere. Il giocare e il perdere, sempre ridendo.

In ogni abbraccio, siamo stati, rimarremo noi.

sabato 22 luglio 2017

Notte e non ci si può perdere

Nella folla che deve gridare qualsiasi cosa sul treno, vicino alla porta mi riposa la vista di una madre e una figlia. La prima con i capelli bianchi raccolti e occhi colore del mare, è un po' ansiosa per l'approssimarsi della meta; la seconda, la tranquillizza e allo stesso tempo benevolmente la richiama perché non si agiti per niente.

C'è un altro figlio che aspetta - apprendo - e la madre non vede l'ora di abbracciarlo. Di fronte a un moto di dolce gelosia di colei che ha vicino, spiega con tenerezza: non lo vedo da una settimana, mentre ho goduto di te in questi giorni.

Questo pensiero smorza tutto, ma non come la visione che ho poco dopo: le due donne si tengono per mano. Mi viene da chiudere gli occhi e vederle nella stessa posa, trenta, quarant'anni fa. La madre sicura che guida la bimba, la richiama perché non si faccia prendere dalla foga, perché non si perda…

Chi guida, nella notte dei timori e delle incertezze, delle ansie e dell'amore. Un tempo la madre, oggi la figlia. Eppure quella stretta mi dice che entrambe stanno tracciando la direzione a modo loro, i piani del tempo scomposti e intrecciati come quelle dita. Che non ci si può perdere.

Notte e non ci si può perdere.

lunedì 5 dicembre 2016

Sempre contro, sempre a fianco (grande papà)

Mettendo ordine o disordine - quanto è sottile il confine - tra i miei cassetti di ricordi, mi rendo conto che dall'età di 19 anni ho adottato sempre decisioni in cui c'era un voto contrario. Nettamente contrario. Quello di mio padre.

- Fai Economia o Lingue, Marilena.

Eccomi entrare nella Facoltà di Filosofia e appassionarmi pure.

- Non ti venga in mente di fare la giornalista.

Penna in mano (che bei tempi, nota da vecchietta) e via nelle strade a prendere nota di tutto e cercare quel barlume di verità che nemmeno sappiamo decifrare.

Era solo l'inizio. Ripenso al volto grave di mio padre quando ho preso altre decisioni ardite. Lui, che amava scuotere la testa di fronte alle follie del mondo, non lo faceva alle mie scelte. Certo, diceva di essere contrario e con forza. Poi mi vedeva partire per la mia strada.

Eppure, quando mi giravo, una figura costante che mi seguiva, mi spronava, mi spingeva era visibile sempre. E si trattava di lui.

Penso alla mia fortuna, penso certo anche quanto mi manca adesso. Perché c'è sempre una decisione difficile e definitiva da prendere. Ma forse la differenza ora è proprio questa: non ho bisogno di girarmi.

Sempre contro, sempre a fianco: dal cielo forse persino di più.

lunedì 29 agosto 2016

Notte e cos'è una figlia

Finalmente ho lampi di coraggio che mi consentono di abbracciare una figlia. Lei che ha perso una luce e combatte per aiutare l'altra.

Sono imbranata abbastanza da non poterla aiutare, mezzo abbraccio malriuscito, e sento dentro di me cosa sia una figlia. Una che aveva tutto, nulla le faceva paura. Una che si scopre più forte di ciò che credeva e immensamente fragile.

Arrampicata su una parete, che sta in equilibrio: non lei. Passo dopo passo, una forza che non poteva appartenerle. Eppure.

Notte e cos'è una figlia.

martedì 6 ottobre 2015

Notte e una figlia si affida a una stella

In quest'ondata di parole stampate senza forma, senz'anima, su uno schermo, arriva una lettera. Sì, dentro c'è un biglietto con una poesia dattiloscritta (posso usare questo termine antico, in ribellione contro l'onnipresente tastiera troppo morbida), ma una persona l'ha preso, firmato, messo la data. E ha ugualmente scritto sulla busta.

Una figlia. Siamo precisi, una figlia. Non l'ho mai incontrata, né le ho scritto mai. Ho conosciuto suo padre e mi ha messo dolcemente in crisi, cosa di cui gli sarò sempre grata. Ero già su una via spogliandomi dell'illusione di creatore, riscoprendomi creatura fragile e in cerca di (offrire) solidarietà. Ma i passi si sono fatti più decisi, dopo quell'incontro.

Oggi stringo una lettera di una figlia che non ho conosciuto, non ancora, ma si affida a un libro stupendo e a una promessa di eternità. A una stella che guarda e invita a non piangere, perché non si può rischiare - attraverso quel velo di dolore - di non vedere la luce.

Notte e una figlia si affida a una stella.