Ogni tanto mi arrabatto con dichiarazioni d'amore. Volo alto, perché la terra mi fa girare la testa.
Oggi mi trovo con amici insieme quasi di più che da una vita. Lui, dolcemente, le rimprovera che lei è troppo apprensiva: a ogni passo lo segue; se non lo vede per un po', controlla che sia in giardino o alla scrivania.
Ma lei gli posa addosso gli occhi, con una velatura di bambina, e spiega senza giustificarsi: «Mi piace vederti».
Spodesta anche suo marito da una risposta saggia. Perché nulla si può di fronte a una simile dichiarazione d'amore.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
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domenica 23 giugno 2019
mercoledì 26 settembre 2018
Dialoghi reali - Chi (ama) prima
- Ma secondo te ti ho amato prima io o prima tu?
- Non ne ho idea.
- Dai, credi di aver capito prima di tu di amarmi?
- Non lo so.
- Credo di essere stata io.
- Perché?
- Perché io arrivo sempre prima di te, alle cose.
Chi (ama) prima
- Non ne ho idea.
- Dai, credi di aver capito prima di tu di amarmi?
- Non lo so.
- Credo di essere stata io.
- Perché?
- Perché io arrivo sempre prima di te, alle cose.
Chi (ama) prima
lunedì 21 maggio 2018
I baci non finiscono
Una scena alla stazione Centrale mi insegue, anche quando varco i cancelli. Una signora elegante quanto basta, si congeda dal marito che stenta a lasciarla partire: un bacio, un altro ancora, una raccomandazione, una carezza quasi invisibile.
Stanno insieme da una vita e non lo narrano solo i capelli bianchi. Alla fine, lui rispettoso si ferma sulla soglia e lei va oltre. Sto camminando anch'io vicino alle banchine, quando la noto ancora.
Lei sta cercando il suo treno, ma c'è qualcosa che le preme di più. Ecco che si ferma, sbircia indietro oltre i cancelli e stringendo gli occhi, manda un altro bacio.
Che lui la possa vedere o no, non importa. I baci non finiscono, i viaggi non separano.
Stanno insieme da una vita e non lo narrano solo i capelli bianchi. Alla fine, lui rispettoso si ferma sulla soglia e lei va oltre. Sto camminando anch'io vicino alle banchine, quando la noto ancora.
Lei sta cercando il suo treno, ma c'è qualcosa che le preme di più. Ecco che si ferma, sbircia indietro oltre i cancelli e stringendo gli occhi, manda un altro bacio.
Che lui la possa vedere o no, non importa. I baci non finiscono, i viaggi non separano.
mercoledì 3 gennaio 2018
Notte e dell'amore dei figli
Dell'amore dei figli si parla poco. E' scontato, si dirà: fa notizia quando viene meno. E che differenza c'è allora, con quello dei genitori?
In questi giorni, in queste ore in particolare vorrei dedicargli un pensiero. Forse perché ho visto figli che in silenzio, senza farsi troppo notare, dicono addio ai loro cari, accuditi fino all'ultimo istante e più. E altri lo stanno facendo, ugualmente dietro le quinte, senza proclami. Una carezza, minuti che diventano ore, sacrifici che sono un balsamo.
Perché è giusto, perché è bello, perché un sorriso o anche la sua ombra spazzano via la fatica.
Che cos'è la fatica, quando si tuffa nell'amore.
Dell'amore dei figli si parla così poco. Io vorrei dire loro grazie, stasera.
Notte e dell'amore dei figli.
In questi giorni, in queste ore in particolare vorrei dedicargli un pensiero. Forse perché ho visto figli che in silenzio, senza farsi troppo notare, dicono addio ai loro cari, accuditi fino all'ultimo istante e più. E altri lo stanno facendo, ugualmente dietro le quinte, senza proclami. Una carezza, minuti che diventano ore, sacrifici che sono un balsamo.
Perché è giusto, perché è bello, perché un sorriso o anche la sua ombra spazzano via la fatica.
Che cos'è la fatica, quando si tuffa nell'amore.
Dell'amore dei figli si parla così poco. Io vorrei dire loro grazie, stasera.
Notte e dell'amore dei figli.
venerdì 15 dicembre 2017
Notte e quello che è fondamentale
Ogni tanto mi perdo nei miei labirinti. Ogni tanto nel voler salvare il mondo. Ogni tanto, mi allontano per combattere fondamentali battaglie, e ancora più spesso inutili.
Ogni tanto ho impegni irrinunciabili, altrettante volte banalissimi.
Quello che è fondamentale, è ascoltare il vento distrattamente mentre i tuoi riccioli si impigliano dolcemente tra le mie dita. Ogni tanto qualcuno penserà che sia stucchevole. Io che è vita,e che può gentilmente andare al diavolo.
Notte e quello che è fondamentale.
Ogni tanto ho impegni irrinunciabili, altrettante volte banalissimi.
Quello che è fondamentale, è ascoltare il vento distrattamente mentre i tuoi riccioli si impigliano dolcemente tra le mie dita. Ogni tanto qualcuno penserà che sia stucchevole. Io che è vita,e che può gentilmente andare al diavolo.
Notte e quello che è fondamentale.
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mercoledì 20 settembre 2017
In ogni abbraccio
In ogni abbraccio, nella buona e nella cattiva sorte. Oggi mi ripeto questa formula, e mi sento di interpretarla con una forza che non mi appartiene.
Ma perché so che l'ho già vissuta, con te, papà.
L'obbedienza e la ribellione. La felicità e il cascare più a fondo di quanto si possa. Il morire e il rinascere. Il giocare e il perdere, sempre ridendo.
martedì 12 settembre 2017
Notte e mantenendo la fede
Viviamo attraverso la pioggia, poi compare questa luna a metà, arancione e contorta. Lungo la strada, vediamo persone così diverse: e ciascuno può esserci madre, padre, figlio, fratello.
Tanti impegnati a bisticciare, altri a distrarsi, e pochi a vedere briciole di luna. Se ci provo, mentre il mio lago cede il posto all'asfalto, potrei credere a Bon Jovi.
E' bello mantenere la fede, anche quando non ti ricordavi nemmeno più dov'era riposta. Non aver bisogno di qualcuno di odiare, mentre la strada scorre più forte di noi.
Notte e mantenendo la fede.
Tanti impegnati a bisticciare, altri a distrarsi, e pochi a vedere briciole di luna. Se ci provo, mentre il mio lago cede il posto all'asfalto, potrei credere a Bon Jovi.
E' bello mantenere la fede, anche quando non ti ricordavi nemmeno più dov'era riposta. Non aver bisogno di qualcuno di odiare, mentre la strada scorre più forte di noi.
Notte e mantenendo la fede.
martedì 5 settembre 2017
A cosa servono le anticipazioni
Risalgo alla preistoria, ovvero ai tempi in cui mi rifiutai di ascoltare ciò che veniva dalla fonte autorevole, e unica, di Cossiga sulle sorti di Beautiful.
Adesso sono ricca di fonti, perché ho le anticipazioni. Da eremita della tv, seguo scarsamente queste profezie sulla soap: qualche volta, giusto per sentirmi giovane con il mantra "Ridge e Brooke" (accidenti a quest'ultima).
Ma cado vittima delle anticipazioni di "Tempesta d'amore". Che guardo anche meno, più che altro per il potere terapeutico. D'estate, quando l'afa mi stordiva, già intravedere le sue salde e innevate montagne mi offriva sollievo. Poi qui sono tutti carini. Si innamorano, si cornificano, si ammazzano pure, ma se c'è da darsi del lei da una vita, si va avanti imperterriti.
- Lo sa che lei è un grandissimo cretino?
Vuoi mettere come suoni meglio, più garbato e dunque più convincente in questa rissosa epoca. Così guardo e scopro che l'amore congelato per mesi - anche se mi creava qualche turbamento nella sigla, vedere che per amarsi bisogna tirarsi i cuscini invece di baciarsi un po' più spesso - rischia di rimanere congelato davvero, per una tempesta di neve.
Solo che congelato è anche l'andamento della puntata, che si smuove meno del ghiaccio sulla baita. E nessuno arriva a salvarli; ah sì, qualcuno si sta svegliando. Mio Dio, sono così pallidi, ce la faranno poi?
Certo che ce la faranno, Marilena, ti ricordi le an-ti-ci-pa-zioni?
E se invece fossero una bufala? No, almeno le anticipazioni no. Ti danno inoppugnabile certezza. Anche di non gustarti la rivelazione del finale, di perderti quella trepidazione fino all'istante conclusivo, a essere fiscali. Ma come si fa a essere fiscali in mezzo a una "Tempesta d'amore"?
Adesso sono ricca di fonti, perché ho le anticipazioni. Da eremita della tv, seguo scarsamente queste profezie sulla soap: qualche volta, giusto per sentirmi giovane con il mantra "Ridge e Brooke" (accidenti a quest'ultima).
Ma cado vittima delle anticipazioni di "Tempesta d'amore". Che guardo anche meno, più che altro per il potere terapeutico. D'estate, quando l'afa mi stordiva, già intravedere le sue salde e innevate montagne mi offriva sollievo. Poi qui sono tutti carini. Si innamorano, si cornificano, si ammazzano pure, ma se c'è da darsi del lei da una vita, si va avanti imperterriti.
- Lo sa che lei è un grandissimo cretino?
Vuoi mettere come suoni meglio, più garbato e dunque più convincente in questa rissosa epoca. Così guardo e scopro che l'amore congelato per mesi - anche se mi creava qualche turbamento nella sigla, vedere che per amarsi bisogna tirarsi i cuscini invece di baciarsi un po' più spesso - rischia di rimanere congelato davvero, per una tempesta di neve.
Solo che congelato è anche l'andamento della puntata, che si smuove meno del ghiaccio sulla baita. E nessuno arriva a salvarli; ah sì, qualcuno si sta svegliando. Mio Dio, sono così pallidi, ce la faranno poi?
Certo che ce la faranno, Marilena, ti ricordi le an-ti-ci-pa-zioni?
E se invece fossero una bufala? No, almeno le anticipazioni no. Ti danno inoppugnabile certezza. Anche di non gustarti la rivelazione del finale, di perderti quella trepidazione fino all'istante conclusivo, a essere fiscali. Ma come si fa a essere fiscali in mezzo a una "Tempesta d'amore"?
lunedì 29 maggio 2017
A perfect pair
La giusta distanza, si chiama forse giusta vicinanza, mi raccontano le margherite. E' stare accanto in modo da inciampare nell'ombra dell'altro e non cadere. In un equilibrio donato, senza dare troppo nell'occhio, amarsi in una distesa di fili d'amore.
A perfect pair, una coppia che solo si ama, senza perdere tempo nel proclamarlo.
ciao signora Giovanna (tutta la vita)
Adesso mi siedo qui, mando ragionevolmente al diavolo tutti e piango. È un mio diritto.
Tutta la vita, signora Giovanna. Se chiudo gli occhi, la vedo scorrere così rapidamente che mi manca il fiato. Sono bambina e lei già una distinta signora, una mamma e donna innamorata.
Poche settimane fa, mentre lei mi parlava accanto a suo marito, i suoi racconti erano sempre eleganti com'era nel suo stile e più forti, più forti di tutto, anche della malattia. Eppure quel giorno c'era qualcosa di ancora più irresistibile della determinazione nel vivere per cui l'ho sempre ammirata in questi anni.
Era la dolcezza. Quella che riversava sui nipoti, parlando di loro e dei loro talenti, così diversi, ciascuno prezioso. Sulle figlie delle quali andava così fiera, e naturalmente di lui: dell'uomo che per tutta la vita aveva avuto al suo fianco e ogni sera con dolcezza dovevate salutarvi, come era accaduto fin dal primo giorno.
Tutta la vita, tutto ciò che so ripetermi mentre lei va via con l'ultimo sorriso. E io trovo un angolo in cui piangere e mandare ragionevolmente al diavolo chi chiede soltanto.
Non dà, come ha sempre fatto lei. E credo continui a fare, lassù. Per tutta la Vita.
martedì 14 febbraio 2017
Notte e forse è meglio amare
Uno si arrabbia perché accenni a San Valentino, solo un'altra occasione per dire grazie di amare. Solo, l'ha messo la mano maligna, forgiata dai social.
Ma perché giustificarsi? Perché incavolarsi? Perché versare veleno su tutto ciò che si incontra lungo la via?
Si può polemizzare sul mondo intero, ma forse è meglio amare. Ciascuno chi, cosa può.
Notte e forse è meglio amare.
Ma perché giustificarsi? Perché incavolarsi? Perché versare veleno su tutto ciò che si incontra lungo la via?
Si può polemizzare sul mondo intero, ma forse è meglio amare. Ciascuno chi, cosa può.
Notte e forse è meglio amare.
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domenica 12 febbraio 2017
L'amore e il coraggio di scriverlo
L'amore, difficile frenarlo anche sui fogli, sul tablet, negli scritti febbrili della mente. Dev'essere così anche in un'epoca come la nostra, che butta troppo spesso le parole a caso e i sentimenti brucia.
Dev'esserlo se sempre più numerose creazioni arrivano sulle sponde del lago e del concorso letterario "Scrivi l'amore - Premio Mario Berrino".
Ho avuto la gioia, e la trepidazione, di leggere tutte queste opere, di fluttuare tra le mille sfumature di questo sentimento, con la tentazione a volte di tendere una mano ad asciugare una lacrima, dare una carezza o fermare un addio.
E oggi che a Ispra si rinnova un appuntamento così importante - con il canto del lago a pochi metri che rimanda al concerto più impetuoso del mare ad Alassio - penso al coraggio di parlare di amore, di sussurrare nel fracasso virtuale, di aprirsi e raccontarsi senza perdere il pudore che quell'amore riveste. Come un antidoto a ciò che ci porta via a noi stessi, prima che all'amato.
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sabato 14 gennaio 2017
Sperare come Diana
Anche se tutti i cani mi sembrano stupendi, irresistibile mi appariva Diana. Eppure con quell'ombra negli occhi di chi si è rassegnato a non avere amore in una casa tutta per sé.
Che bello scoprire che quell'ombra, l'abbiamo appiccicata noi su quel volto. Perché Diana oggi non si ricorda nulla, credo, la sua sofferenza, il suo vagare tra coccole meravigliose, ma condivise.
Diana oggi ha una casa e deve ricordarsi solo questo: l'amore, tutto per sé, che pur si ha fretta e gioia di restituire.
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martedì 25 ottobre 2016
La neve che sale (vivi, Chiara)
Penso che non ci siano più parole, quando sento quelle meravigliose e potenti di papà Marco e mamma Stefania.
E quelle ultime, scandite proprio con la forza della loro bimba.
Chiara, vivi, vivi, vivi. Tre volte, il che mi riporta alla fede e a Colui che ha voluto che noi vivessimo.
Invece, fuori mi devo sorprendere ad ascoltarne tante, ciascuna preziosa. Sono quelle dei bambini. Stanno affidando i loro palloncini bianchi, con foglietti che restano candidi nonostante ci abbiano scritto sopra: perché quei pensieri sono puri come i loro occhi, che frugano nel cielo.
Il cielo, è pallido d'amore come loro e sento una bambina dire: guarda i palloncini, sono neve che sale. La natura che capovolge tutto, si fa accettare con il loro sguardo. Che continua a seguire avidamente quelle creature leggere, non fragili.
Chiara, non era fragile. Chiara forse gioca con i palloncini o forse non ha tempo di giocare, perché forte com'è ha già troppo da fare. Deve costruire una casa per altri piccoli e poi deve prendersi cura della famiglia, e chissà cos'altro ancora.
Deve vivere. Chiara, lassù, vive.
http://www.unacasaperchiara.it
E quelle ultime, scandite proprio con la forza della loro bimba.
Chiara, vivi, vivi, vivi. Tre volte, il che mi riporta alla fede e a Colui che ha voluto che noi vivessimo.
Invece, fuori mi devo sorprendere ad ascoltarne tante, ciascuna preziosa. Sono quelle dei bambini. Stanno affidando i loro palloncini bianchi, con foglietti che restano candidi nonostante ci abbiano scritto sopra: perché quei pensieri sono puri come i loro occhi, che frugano nel cielo.
Il cielo, è pallido d'amore come loro e sento una bambina dire: guarda i palloncini, sono neve che sale. La natura che capovolge tutto, si fa accettare con il loro sguardo. Che continua a seguire avidamente quelle creature leggere, non fragili.
Chiara, non era fragile. Chiara forse gioca con i palloncini o forse non ha tempo di giocare, perché forte com'è ha già troppo da fare. Deve costruire una casa per altri piccoli e poi deve prendersi cura della famiglia, e chissà cos'altro ancora.
Deve vivere. Chiara, lassù, vive.
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domenica 16 ottobre 2016
Quello che conta per un Uomo
Poi incontri uomini che non sono tanto in forma o così dicono. E tirano in ballo i mali di stagione, al che bisogna ironizzare sulla scarsa reattività maschile agli acciacchi.
Ma quando se ne vanno, tu lo capisci.
Non è perché non stanno bene, ma perché sono preoccupati per la moglie che si sta sottoponendo a delicate terapie.
Quello che conta per un Uomo è essere al fianco di colei che ama. Anche a costo di starnutire più forte, per non farsi capire.
Ma quando se ne vanno, tu lo capisci.
Non è perché non stanno bene, ma perché sono preoccupati per la moglie che si sta sottoponendo a delicate terapie.
Quello che conta per un Uomo è essere al fianco di colei che ama. Anche a costo di starnutire più forte, per non farsi capire.
giovedì 15 settembre 2016
Scrivo con una mano sola
Scrivo con una mano sola, per non sottrarti nemmeno una carezza. E non so trovare parole che più esprimano quanto ti amo.
giovedì 8 settembre 2016
Se non vi parleranno di papà Placido (Gli amori che non fanno rumore)
Speravo di fare una sorpresa a papà Placido. Di regalargli ciò che altri gli avevano tolto, negando le promesse: una piccola cosa, che l'avrebbe reso felice. E come una bambina goffa e pentita ora vado a salutarlo per sempre.
Speravo anche e di più, signor Placido, che avrebbe sconfitto questa malattia. Ha superato tanti ostacoli, pure dopo la perdita di mamma Luciana. Una parte dell'anima si era già staccata, ma piccola perché il vostro grande amore restava lui: vostro figlio. Il suo futuro, scandito da quel dubbio angoscioso, "dopo di noi", che accomuna i genitori con bimbi frenati da più difficoltà: ma spinti da quanto amore.
Vostro figlio. Quello che vi ha uniti ancora di più, che ha donato i sorrisi più belli, quello per cui avete combattuto una battaglia troppo soli in nome dei suoi diritti. Mamma Luciana in prima fila a chiedere equità per le rette, anche a suon di poesie, e quando è andata, io in un articolo l'ho definita così, mamma coraggio.
Mio Dio, quando facciamo i giornalisti quante parole di troppo usiamo. Avrei dovuto scrivere "mamma" e dentro c'era tutto.
Poi è rimasto lei, signor Placido, e mi ha insegnato tanto. La fedeltà all'amore. La fedeltà all'amicizia, anche con le sue telefonate, perché non c'era festa in cui non ci sentissimo. Lei mi parlava di suo figlio, naturalmente. E di Lourdes, di quando ci andava, di come poi ogni giorno accendeva la tv per ritrovarsi nella grotta anche se il cuore, per quanto fragile fosse, era già corso avanti.
Vengo in ospedale e mi spiace vedere la nuova sofferenza, la nuova lotta. Ma c'è anche un nuovo sorriso, perché lei sa che comunque vada ha fatto ciò che doveva: è riuscito a costruire quel "dopo di noi" con lealtà, pazienza, amore. Suo figlio ha già un futuro tracciato e non rimarrà solo.
Eppure ci speravo ancora, signor Placido. Speravo di riascoltare la sua voce, di incontrarvi, di ridere e di farle la piccola sorpresa che pregustavo.
Invece, un annuncio mi gela il sangue e ora vengo da lei a salutarla come non volevo fare.
Se non vi parleranno di papà Placido, sui giornali o in tv, è perché non sanno che è un papà coraggio, modesto e silenzioso. Quindi un papà. Se non ha preso premi come tanti personaggi di rito, è perché ci sono amori che non fanno rumore: forse i più.
Allora non lo griderò. Sussurro solo che è un papà e secondo me Luciana gli ha preparato una poesia per accoglierlo. E lui, così fiero dei suoi versi, per una volta se li perderà, dovrà farsi ripetere qualche parola: perché sono i suoi occhi che vogliono ascoltare, riscoprire quel volto tanto amato. Possono distrarsi un attimo, un attimo soltanto, Placido e Luciana, perché anche sulla terra esistono gli angeli che sanno prendersi cura di tesori nascosti, figli frenati da apparenti difficoltà eppure spinti da un immenso amore.
Se non vi parleranno di papà Placido, è perché lui non vuole. Perché si schermisce: ha fatto il suo dovere e ora vuole amare in pace.
Speravo anche e di più, signor Placido, che avrebbe sconfitto questa malattia. Ha superato tanti ostacoli, pure dopo la perdita di mamma Luciana. Una parte dell'anima si era già staccata, ma piccola perché il vostro grande amore restava lui: vostro figlio. Il suo futuro, scandito da quel dubbio angoscioso, "dopo di noi", che accomuna i genitori con bimbi frenati da più difficoltà: ma spinti da quanto amore.
Vostro figlio. Quello che vi ha uniti ancora di più, che ha donato i sorrisi più belli, quello per cui avete combattuto una battaglia troppo soli in nome dei suoi diritti. Mamma Luciana in prima fila a chiedere equità per le rette, anche a suon di poesie, e quando è andata, io in un articolo l'ho definita così, mamma coraggio.
Mio Dio, quando facciamo i giornalisti quante parole di troppo usiamo. Avrei dovuto scrivere "mamma" e dentro c'era tutto.
Poi è rimasto lei, signor Placido, e mi ha insegnato tanto. La fedeltà all'amore. La fedeltà all'amicizia, anche con le sue telefonate, perché non c'era festa in cui non ci sentissimo. Lei mi parlava di suo figlio, naturalmente. E di Lourdes, di quando ci andava, di come poi ogni giorno accendeva la tv per ritrovarsi nella grotta anche se il cuore, per quanto fragile fosse, era già corso avanti.
Vengo in ospedale e mi spiace vedere la nuova sofferenza, la nuova lotta. Ma c'è anche un nuovo sorriso, perché lei sa che comunque vada ha fatto ciò che doveva: è riuscito a costruire quel "dopo di noi" con lealtà, pazienza, amore. Suo figlio ha già un futuro tracciato e non rimarrà solo.
Eppure ci speravo ancora, signor Placido. Speravo di riascoltare la sua voce, di incontrarvi, di ridere e di farle la piccola sorpresa che pregustavo.
Invece, un annuncio mi gela il sangue e ora vengo da lei a salutarla come non volevo fare.
Se non vi parleranno di papà Placido, sui giornali o in tv, è perché non sanno che è un papà coraggio, modesto e silenzioso. Quindi un papà. Se non ha preso premi come tanti personaggi di rito, è perché ci sono amori che non fanno rumore: forse i più.
Allora non lo griderò. Sussurro solo che è un papà e secondo me Luciana gli ha preparato una poesia per accoglierlo. E lui, così fiero dei suoi versi, per una volta se li perderà, dovrà farsi ripetere qualche parola: perché sono i suoi occhi che vogliono ascoltare, riscoprire quel volto tanto amato. Possono distrarsi un attimo, un attimo soltanto, Placido e Luciana, perché anche sulla terra esistono gli angeli che sanno prendersi cura di tesori nascosti, figli frenati da apparenti difficoltà eppure spinti da un immenso amore.
Se non vi parleranno di papà Placido, è perché lui non vuole. Perché si schermisce: ha fatto il suo dovere e ora vuole amare in pace.
venerdì 26 agosto 2016
Notte e un giorno tra le dita
Il grappolo d'uva muto testimone delle vallate. Tu che sorridi: Venere, Bacco e tabacco.
Tutto vibra in un giorno memorabile, un giorno che ti fa respirare ogni atomo di vita. Non puoi dimenticarti ciò che stanno soffrendo tanti fratelli, ma è come se ti ricordassi che la natura è anche questa.
Ferite e benedizione, quest'ultima sempre presente anche quando non possiamo vederlo. Uno sbuffo d'aria nella calura, un grappolo che vuole rendersi speciale, tu che lo sei.
Questi sono giorni unici, quelli che restano tra le dita.
giovedì 4 agosto 2016
Il fuoco, l'acqua e l'amore
Come riuscire a trovare pace, di fronte alla terribile realtà che un uomo dà fuoco a quella che chiamava amata?
Forse nell'uomo che si tuffa nell'acqua sconvolta dallo tsunami - una ricerca che si cristallizza in interminabili anni - a ritrovare anche solo una traccia della donna che è la sua amata.
Forse nell'uomo che si tuffa nell'acqua sconvolta dallo tsunami - una ricerca che si cristallizza in interminabili anni - a ritrovare anche solo una traccia della donna che è la sua amata.
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giovedì 21 luglio 2016
Notte e nella sorte
Non ho mai capito perché la formula di amore e lealtà sia accompagnata da "nella buona e nella cattiva sorte".
Dal primo momento in cui ti ho guardato, ascoltato, respirato, ho percepito che dovevo condividere la sorte con te. E dell'aggettivo che ci sta addosso, non importa quanto faccia male: non esiste.
La sorte ci guarda e ci attraversa: non possiamo sceglierla noi. Ma neanche farle decidere quale vestito indossare per tentare di cambiarci.
Restiamo io e te. E la sorte che ci attraversa.
Notte e nella sorte.
Dal primo momento in cui ti ho guardato, ascoltato, respirato, ho percepito che dovevo condividere la sorte con te. E dell'aggettivo che ci sta addosso, non importa quanto faccia male: non esiste.
La sorte ci guarda e ci attraversa: non possiamo sceglierla noi. Ma neanche farle decidere quale vestito indossare per tentare di cambiarci.
Restiamo io e te. E la sorte che ci attraversa.
Notte e nella sorte.
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