Post in evidenza

SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

Visualizzazione post con etichetta violenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta violenza. Mostra tutti i post

sabato 24 luglio 2021

Le parole alle donne che non dicono tutto. O troppo

Non tollero e non tollererò più le parole rivolte alle donne che hanno subìto una violenza, di diverse forme, e non dico livelli. Perché non ci sono livelli: ci sono un dolore, un'angoscia, un'incredulità che ti restano addosso, per sempre, quando un uomo alza le mani. E un senso di colpa: quello che cercano di trasmetterti con alcune espressioni.

Quelle che minimizzano, quelle che scherzano, quelle che ammiccano, quelle che ci girano attorno.

Non c'è niente da girare attorno. Non c'è niente da scherzare.

«Il tuo amico...».  Chi alza le mani su di me, non è mio amico.

«Se ci sono problemi tra voi...». No, io non ho problemi. Io non sono un problema. Rinfrescatina di memoria: il problema è l'uomo violento. Il problema sono quelli che non lo capiscono o fingono di non farlo.

Ci sono parole, sguardi, espressioni, gesti che sono bastardi. Complici delle violenze. Non dicono tutto, ma in realtà rivelano anche troppo: che per troppi, ancora, uno schiaffo alla donna non è una violenza. Non sanno che spesso dietro, dopo uno schiaffo la violenza continua, magari cercando di fare terra bruciata in altri modi. Non sanno che dopo uno schiaffo, quando quella persona ti si avvicina come se niente fosse, tu senti il sudore sulla pelle, la nausea che ti afferra lo stomaco, uno stordimento come se ti obbligassero a rivivere quel film ancora, e ancora. 

Anche quando il mostro che hai davanti, ormai lo vedi com'è: vuoto. Non ti fa più paura. Ma ti fanno paura gli uomini - e le donne - che minimizzano, scherzano, ci girano attorno. Quelli sì. Perché sono complici delle violenze che accadranno e perché sono complici della paura che avranno le donne di denunciare.

Perché sono complici e basta.

Mi scorrono lontano, perché io adesso so cosa fare, se uno alza le mani. Ma intanto, in questo mondo assurdo pieno di giornate antiviolenza - in cui parlano tutti, a volte anche qualche carnefice e una platea di complici - io mi sento proprio libera.

Canticchiando con il mio vecchio amico, Umberto Tozzi.

«Così libero di essere sincero, se mi va un po' un po' eh no...».

Eh sì, Umberto, mi va, moltissimo.

E dico che no, non tollero più.

sabato 24 novembre 2018

Notte e un uomo che si emoziona (ci salverà)

Da donna, ho incontrato tanti pirla in vita mia; uomini perbene di più, ma non si facevano notare, giustamente.

Oggi stavo facendo un'intervista o almeno ci provavo. Ma lui è scoppiato in lacrime, perché si è emozionato a un ricordo.

Imbarazzato, si è scusato e mi ha chiesto di richiamarlo nei prossimi giorni.

Lo farò volentieri. Tra tanti pirla, me ne ricordo uno che mi ha fatto male nell'anima prima che sulla pelle, davanti a tanti vigliacchi. Nessuno si è emozionato, neanche quando si affettava a chiamarmi dopo per capire come stavo, o meglio per spettegolare.
 
Nonostante le cicatrici dentro di me, penso che mi è andata bene di fronte ad altre donne che hanno sofferto ben altro, altre donne che non ci sono più.

E sorrido di felicità pensando al fatto che ci sono uomini che si sanno emozionare. 
Perché sono - anche - loro che ci salveranno. Anche se lo so, dovremo salvarci da sole.

Notte e un uomo che si emoziona, ci salverà. 

giovedì 24 novembre 2016

Se volete rispettare le donne

Non prendo più sul serio i proclami ufficiali di chi urla il rispetto alle donne. Più o meno da quando ha fatto il prepotente con me anche chi blatera di rispetto alle donne.

Se volete rispettare le donne, siate uomini. Parlo degli uomini che fanno proclami, ripeto, e calpestano le donne ogni giorno.

Io credo che ci possano essere una serie di tecniche utili per non incentivare il male alle donne. E ne cito alcune alla rinfusa, perché sono abbastanza incavolata.

Tipo non dire quando una donna vi sta sul piloro: quella è una puttana. (E questo vale anche per le donne...)


Tipo non dire quando una donna fa troppo: quella è un'isterica. A maggior ragione quando quel troppo, gliel'avete chiesto voi.

Le donne sono persone: vi faccio questa rivelazione. Che sbagliano e vivono, che lottano e affondano, che ridono e piangono. Che fanno del male, esattamente come gli uomini a volte. E se devo trovare una differenza, eccola e maledettamente di parte.

Che ridono più forte quando devono piangere. E stanno ridendo proprio di voi, che pensate di averle umiliate, mentre 
annaspate per avere un minuto di vetrina.

lunedì 30 maggio 2016

Notte e scusami Sara per l'eternità

Per l'intera giornata ho cercato di rimuovere invano questa angoscia. Questo dolore fitto e insopportabile della tua fine, Sara.

E quanto orrore. E quante parole. Io posso solo donarti il mio silenzio, Sara.

Potevi essere mia figlia e ti cerco, in quella strada maledetta. Sentirò ancora altre parole e mi faranno solo più male.

Non a te, che di male non hai fatto nulla e quindi nulla potrai più subire. Scusami, Sara, che non ho saputo proteggerti. Scusami Sara, se non mi sono fermata, se non ho capito, se sono passata troppo tardi o troppo tardi. Perché ciò che fa o non fa ciascuno uno di noi, ci unisce tutti. Scusami Sara, se faccio parte di questa umanità fottuta.  E fottuti siamo, se sappiamo concepire simili delitti.

Scusami Sara per l'eternità.

Notte e scusami Sara.