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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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giovedì 4 maggio 2017

Ciascuno offre qualcosa

Sarà l'aria di questi giorni di cinquecentesimo compleanno, ripongo nel cassetto la poesia di Angelo Bottigelli. Zio Angelo. Non era mio zio, bensì marito della cugina di papà: mi veniva da chiamarlo così, per sfuggire alle complicazioni delle reti di parentela e obbedire alla differenza di età. 

La sua devozione alla Madonna espressa così mirabilmente qui. Vedo la statua della Madonna dell'Aiuto, che per noi bustocchi alzò la mano e fermò la peste. Ogni peste, mi vien da dire. E la nostra offerta.

Sul piatto le nostre debolezze, i nostri tentativi di virtù, i nostri fiori, i nostri sorrisi, le nostre lacrime.

Ogni epoca ha da offrire qualcosa, anche ogni cuore. E il cuore più grande accetta tutto, senza portar via nulla. 

Ciascuno offre qualcosa. Pochi non portano via nulla.

domenica 20 dicembre 2015

Capolavoro a fianco

Sei nata centocinque anni fa. Il tuo compleanno oggi nell'aria non troppo gelida, all'ombra della foto con il tuo sorriso, ha il sapore di un vezzo.

Sempre a fianco dell'artista, impegnato a realizzare meraviglie: e ciascuna aspirava a essere capolavoro. Ma poi, Angelo Bottigelli guardava te e chinava il capo: il Signore aveva creato ciò che lui non poteva eguagliare. Così la sua poesia si scioglieva in preghiera.

Buon compleanno in cielo, Antonietta.

mercoledì 29 ottobre 2014

Grazie città mia (cittadina del mondo)

Fa figo essere cittadini del mondo, ma esserlo è duro, durissimo. Significa capire che in ogni angolo di pianeta abitiamo e dunque dobbiamo anche soffrire.

Viaggi infiniti per il globo. E fa figo prendere le valigie, non i fardelli dei popoli. C'è una via che aiuta, e non perché sia facile.

Amare la propria terra, io credo che possa dare una mano. E io amo la mia città. Per questo la striglio, all'occasione, e non la riconosco, perché la amo tantissimo. Le sue rughe sono le mie, legate ai sorrisi e alle lacrime. Sono nata e rinasco ogni giorno, accanto alla sua basilica. Mio nonno ha pianto la prima volta lì, e cento volte ha riso. La voce testarda, quasi monella, della campane ha ispirato una delle liriche più irriverenti di mio prozio Angelo Bottigelli: e cavolo, quanto mi piace quella poesia.

I miei cugini si innamorarono e sfidarono i tempi di dolore. Mio nonno percorse pochi metri e incontrò mia nonna. E tanti fili si unirono. Mio padre si spostò poco più in là: la vita legò a una ragazza della Valle e fece fiorire il loro amore oltre il confine del centro, dove c'era la loro ditta. Perché quella ditta era - anche - loro. E di mille persone, e del mio maestro.

Io ho fregato tutti e mi sono spostata nel rione che era stato Comune non mi ha ancora nominata figlia, perché il tempo non basta; mi  consola il fatto che quel rione  è del mio maestro.

Tutto questo casino, di viuzze, viali e fili, mi rende felicemente una bustocca. E cittadina del mondo.

ecco perché giovedì 30 ottobre io voglio festeggiare i tuoi 150 anni di città.

http://lafamigliabustocca.org/2014/10/buon-compleanno-busto-arsizio/