Non entro nel parco oggi e il tempo pazzerello non c'entra: i folli, siamo noi.
Noi umani da strapazzo, che osserviamo felici i bambini giocare nel parco. E non ci rendiamo conto che non ci sono più.
In un giardino del Pakistan questo stavano facendo, dei bimbi con le loro famiglie: giocando e festeggiando la Pasqua.
Noi siamo andati avanti a brindare, indignandoci il minimo sindacale. Tanto crediamo di poter continuare a osservare felici i nostri figli nel parco. Ah, anche prendere un aereo con loro, scendere in metropolitana, mangiarci un gelato, tutti quegli atti banali di vita.
No, non entro nel parco, perché anche se oggi la pioggia l'ha cosparso di lacrime, non vedo le nostre. Quelle vere, che scavano, ribaltano il mondo, difendono i più piccoli.
Non vedo la nostra voglia di svegliarci.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
Visualizzazione post con etichetta Pakistan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pakistan. Mostra tutti i post
lunedì 28 marzo 2016
lunedì 12 gennaio 2015
Notte con l'ultimo bimbo
A Peshawar i bambini tornano a scuola e le loro foto mi raccontano di adulti. Seri, consapevoli, le braccia conserte, lo sguardo con la gravità di fanciulla celebrato da Chesterton.
Sarei quasi felice e fiera, senonché leggo del dilemma di due genitori: mandare o no a scuola l'ultimo figlio, dopo aver perso l'altro.
Io credo che non ce la farei, e mi sento un fallimento. Di più, mi sento colpevole.
A Peshawar i bambini tornano a scuola, a costo di essere gli ultimi.
Notte, con l'ultimo bimbo.
Sarei quasi felice e fiera, senonché leggo del dilemma di due genitori: mandare o no a scuola l'ultimo figlio, dopo aver perso l'altro.
Io credo che non ce la farei, e mi sento un fallimento. Di più, mi sento colpevole.
A Peshawar i bambini tornano a scuola, a costo di essere gli ultimi.
Notte, con l'ultimo bimbo.
Etichette:
bambini,
Pakistan,
peshawar,
terroristi
mercoledì 17 dicembre 2014
Non in piazza per i bambini
Non scendiamo in piazza, perché sono lontani. Sono sempre troppo lontani: da dove respiriamo noi o la nostra coscienza.
Non scendiamo in piazza, perché non fa figo. O perché è meglio fare i fighi contro chi non ti spaventa veramente.
Non scendiamo in piazza per i bambini. Non scendiamo in piazza, perché siamo nel nostro orticello. E caviamo frutti secchi, come i nostri cuori. Aspettando un motivo per scendere in piazza, che non viene mai.
Non scendiamo in piazza, perché non fa figo. O perché è meglio fare i fighi contro chi non ti spaventa veramente.
Non scendiamo in piazza per i bambini. Non scendiamo in piazza, perché siamo nel nostro orticello. E caviamo frutti secchi, come i nostri cuori. Aspettando un motivo per scendere in piazza, che non viene mai.
Etichette:
bambini,
indifferenza,
lontananza,
Pakistan,
strage
Notte con gli auguri dei bambini al Papa
Nella basilica, che quasi arrossisce di gioia, il concerto di Natale. E come per magia compare Cino Tortorella, si inserisce tra le note e porta la sua emozione per il compleanno di Papa Francesco.
Pochi istanti prima la voce potente e gentile allo stesso tempo di frate Alessandro, accompagnato dall'orchestra Gioacchino Rossini. E quei bambini, le Voci bianche di Novara, che stasera mi trasmettono colori più intensi di quelli che gridano le luci.
I bambini. Nessuno tocchi i bambini. Li guardo e ciascuno di loro mi porta il viso di un altro. In Pakistan, in ogni luogo dove è accaduto qualcosa contro di loro, anche a pochi chilometri da casa mia.
Ma questi bimbi fanno gli auguri al Papa stasera e torniamo bambini tutti, se vogliamo. Come a cantare a un nonno, che ci proteggerà ovunque siamo.
Notte con gli auguri dei bambini al Papa.
Pochi istanti prima la voce potente e gentile allo stesso tempo di frate Alessandro, accompagnato dall'orchestra Gioacchino Rossini. E quei bambini, le Voci bianche di Novara, che stasera mi trasmettono colori più intensi di quelli che gridano le luci.
I bambini. Nessuno tocchi i bambini. Li guardo e ciascuno di loro mi porta il viso di un altro. In Pakistan, in ogni luogo dove è accaduto qualcosa contro di loro, anche a pochi chilometri da casa mia.
Ma questi bimbi fanno gli auguri al Papa stasera e torniamo bambini tutti, se vogliamo. Come a cantare a un nonno, che ci proteggerà ovunque siamo.
Etichette:
Busto Arsizio,
Cino Tortorella,
compleanno,
frate Alessandro,
Natale,
Pakistan,
Papa Francesco
martedì 16 dicembre 2014
Notte e cosa non mi comando
Ah sì, li ascolto i dieci comandamenti. Li sento ogni giorno dalla voce più meravigliosa, quella della Bibbia. Ma quanto li rispetto?
Stasera, meno che mai. Ammiro chi ammira la lettura dei Dieci Comandamenti. E chi si proclama amante eterno della pace e della pietà, in perfetta sintonia di un Dio che magari di solito guarda distrattamente e scopre alla tv.
Io stasera non mi comando pietà alcuna, verso quegli esseri vuoti che hanno massacrato i bimbi in Pakistan. Io quelle bestie, che hanno ucciso i piccoli, non le risparmierei. E chiedo perdono a Dio per questa convinzione, chiedo perdono a me stessa per assomigliare forse a loro.
Notte e cosa non mi comando, lo so bene e piango.
Etichette:
comandamenti,
Pakistan
Iscriviti a:
Post (Atom)