Claudio posta felice l'immagine con Papa Francesco. Una gioia che vale doppio perché su una copertina del giornale del carcere Vocelibera c'è il volto di chi, in modo diverso, con una fede differente forse, si è battuto per gli ultimi. Il suo nome è Marco e oggi valgono solo i nomi di battesimo.
Perché sussurrano ciò che siamo, i doni che ci fanno e anche ciò che ci meritiamo. Perché tutti meritano un momento speciale, anticipo di vita rinnovata. Tutti conosciamo la caduta e tutti abbiamo bisogno di risalire.
Condividere con il Papa questa giornata speciale del Giubileo, la misericordia che non conosce ostacoli e sbarre, è una benedizione per tutti.
Ah se lo meritate Claudio e ciascuno di voi.
Notte e sì lo meritate.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
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lunedì 7 novembre 2016
Notte e sì lo meritate
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Papa Francesco
domenica 15 marzo 2015
Ti aspettavamo, Silvana. E ancora lo faremo
Aspettavamo che tornassi con la tua consueta energia, messa a disposizione degli altri.
Il tuo club di coscritti, gli enti di assistenza, il gruppo di donne che sapeva fare magie: ogni volta c'eri, non per apparire ma per aiutare.
Di tutte le iniziative, una ne ricordavi con maggiore emozione: il viaggio da Papa Francesco poco più di un anno fa. A condividere il compleanno con il vostro coscritto che più vi rende orgogliosi, voi del mitico '36.
Ti aspettavano in tanti, preoccupati ma fiduciosi, Silvana, e infatti non ci crediamo che ti hanno chiamata su, così, senza neanche un ultimo abbraccio. Ma si vede che anche lassù c'è così tanto da fare, che non potevano senza di te.
Ti aspettavamo, e ti aspetteremo sempre, anzi ora tu aspetterai noi, sempre dolcemente indaffarata.
Riposa in pace, cara Silvana Dell'Acqua.
Il tuo club di coscritti, gli enti di assistenza, il gruppo di donne che sapeva fare magie: ogni volta c'eri, non per apparire ma per aiutare.
Di tutte le iniziative, una ne ricordavi con maggiore emozione: il viaggio da Papa Francesco poco più di un anno fa. A condividere il compleanno con il vostro coscritto che più vi rende orgogliosi, voi del mitico '36.
Ti aspettavano in tanti, preoccupati ma fiduciosi, Silvana, e infatti non ci crediamo che ti hanno chiamata su, così, senza neanche un ultimo abbraccio. Ma si vede che anche lassù c'è così tanto da fare, che non potevano senza di te.
Ti aspettavamo, e ti aspetteremo sempre, anzi ora tu aspetterai noi, sempre dolcemente indaffarata.
Riposa in pace, cara Silvana Dell'Acqua.
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mercoledì 17 dicembre 2014
Notte con gli auguri dei bambini al Papa
Nella basilica, che quasi arrossisce di gioia, il concerto di Natale. E come per magia compare Cino Tortorella, si inserisce tra le note e porta la sua emozione per il compleanno di Papa Francesco.
Pochi istanti prima la voce potente e gentile allo stesso tempo di frate Alessandro, accompagnato dall'orchestra Gioacchino Rossini. E quei bambini, le Voci bianche di Novara, che stasera mi trasmettono colori più intensi di quelli che gridano le luci.
I bambini. Nessuno tocchi i bambini. Li guardo e ciascuno di loro mi porta il viso di un altro. In Pakistan, in ogni luogo dove è accaduto qualcosa contro di loro, anche a pochi chilometri da casa mia.
Ma questi bimbi fanno gli auguri al Papa stasera e torniamo bambini tutti, se vogliamo. Come a cantare a un nonno, che ci proteggerà ovunque siamo.
Notte con gli auguri dei bambini al Papa.
Pochi istanti prima la voce potente e gentile allo stesso tempo di frate Alessandro, accompagnato dall'orchestra Gioacchino Rossini. E quei bambini, le Voci bianche di Novara, che stasera mi trasmettono colori più intensi di quelli che gridano le luci.
I bambini. Nessuno tocchi i bambini. Li guardo e ciascuno di loro mi porta il viso di un altro. In Pakistan, in ogni luogo dove è accaduto qualcosa contro di loro, anche a pochi chilometri da casa mia.
Ma questi bimbi fanno gli auguri al Papa stasera e torniamo bambini tutti, se vogliamo. Come a cantare a un nonno, che ci proteggerà ovunque siamo.
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giovedì 3 aprile 2014
God save the Queen (and whisky)
Sì, ma che gagliarda è la regina. La signora tedesca, la chiama un mio amico scozzese. Ma come faccio a negare un minimo di ammirazione.
Visita lampo della serie: vado al cuore del viaggio, vale a dire l'incontro con Papa Francesco e non fatemi perdere tempo con sciocchezze che non c'entrano. Si porta dietro l'assistente numero uno, un secondo che in fatto di battute non è secondo però a nessuno, cioè suo marito.
E i doni? Prodotti biologici, dalla marmellata al miele, senza tralasciare il numero uno: whisky scozzese, of course.
Insomma, non so quanti di noi porterebbero una bottiglia di whisky al Papa. Lei può. memore anche dell'insegnamento materno.
Una donna di spirito, che per un attimo mi fa anche vacillare il referendum dell'indipendenza nel cuore.
God save the Queen and whisky.
Visita lampo della serie: vado al cuore del viaggio, vale a dire l'incontro con Papa Francesco e non fatemi perdere tempo con sciocchezze che non c'entrano. Si porta dietro l'assistente numero uno, un secondo che in fatto di battute non è secondo però a nessuno, cioè suo marito.
E i doni? Prodotti biologici, dalla marmellata al miele, senza tralasciare il numero uno: whisky scozzese, of course.
Insomma, non so quanti di noi porterebbero una bottiglia di whisky al Papa. Lei può. memore anche dell'insegnamento materno.
Una donna di spirito, che per un attimo mi fa anche vacillare il referendum dell'indipendenza nel cuore.
God save the Queen and whisky.
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sabato 5 ottobre 2013
Papa Francesco e i frammenti
Stordita dall'emozione, ho registrato diversi passaggi di Papa Francesco due settimane fa. Non riuscivo a memorizzarli, sotto quel cielo così coinvolgente, sotto l'impressione del suo sorriso e del suo abbraccio a tutti noi.
Così, mi son detta, registro e mediterò. Ma ascolto frammenti e ogni frammento, di primo acchito minuscolo, si dilata e mi mostra tutta la sua grandezza. Si lascia scomporre, in mille riflessioni e cose da compiere, atteggiamenti da adottare.
Non ne sono capace. Allora, mi son detta, tenterò di imitare, anche in modo minimo e mutilato. E' allora che son tornata a cercare rifugio nelle parole e quel tono buono mi ha consolata un poco del non saperle tradurre in vita.
mercoledì 18 settembre 2013
Il Papa e la nostra maglia
Il tempo di abbracciare una bimba, la maglia bianca e blu come questo cielo cade sulle spalle del Papa.
Piangiamo tutti, come bambini, perché un Papà speciale è come se ci avesse preso sulle spalle, alzati verso il cielo, consolati, giocato con noi.
Poi Francesco parla della mamma, della Chiesa. Pensiamo tutti a nostro padre, nostra madre. È così che ci si sente fratelli.
Anche grazie a una maglia a cui vogliamo bene, come quella della nostra Pro Patria.
Piangiamo tutti, come bambini, perché un Papà speciale è come se ci avesse preso sulle spalle, alzati verso il cielo, consolati, giocato con noi.
Poi Francesco parla della mamma, della Chiesa. Pensiamo tutti a nostro padre, nostra madre. È così che ci si sente fratelli.
Anche grazie a una maglia a cui vogliamo bene, come quella della nostra Pro Patria.
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Il fiume della piazza
Non c'è spazio per la canzone del giorno oggi, una piazza sta cantando a modo suo.
Inizia prestissimo, quando ancora ci sembra pazzesco essere qui di fronte al chiarore di San Pietro contro il cielo blu. Ma i gruppi scorrono, si intrecciano, voglio entrare e avvicinarsi.
Aspettiamo Papa Francesco, mentre scorre l'appello delle parrocchie, delle associazioni, di ogni gruppo che qui è pronto ad ascoltare e fare festa. Quando ci giriamo, la vista ci toglie il fiato.
C'è un fiume in piazza, e chissà in quale mare sfocia: non ne vediamo il confine.
Un gruppo di ragazzi italiani improvvisa una conversazione con giovani tedesche nella loro linda uniforme; si scalda un drappello del Brasile a essere nominato, le bandiere si levano dal fiume a ogni nome. Anche i nostri striscioni, forza Pro Patria. Lo sport è vita.
Si scherza ancora, per ingannare il tempo e l'emozione. Mentre mormora felice il fiume in piazza.
Inizia prestissimo, quando ancora ci sembra pazzesco essere qui di fronte al chiarore di San Pietro contro il cielo blu. Ma i gruppi scorrono, si intrecciano, voglio entrare e avvicinarsi.
Aspettiamo Papa Francesco, mentre scorre l'appello delle parrocchie, delle associazioni, di ogni gruppo che qui è pronto ad ascoltare e fare festa. Quando ci giriamo, la vista ci toglie il fiato.
C'è un fiume in piazza, e chissà in quale mare sfocia: non ne vediamo il confine.
Un gruppo di ragazzi italiani improvvisa una conversazione con giovani tedesche nella loro linda uniforme; si scalda un drappello del Brasile a essere nominato, le bandiere si levano dal fiume a ogni nome. Anche i nostri striscioni, forza Pro Patria. Lo sport è vita.
Si scherza ancora, per ingannare il tempo e l'emozione. Mentre mormora felice il fiume in piazza.
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