Post in evidenza

SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

Visualizzazione post con etichetta alpini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta alpini. Mostra tutti i post

domenica 22 gennaio 2017

Nel frattempo, gli alpini

Consulto nervosamente il meteo pensando alla minaccia della neve per i miei almeno cento chilometri quotidiani. Poi guardo i muri bianchi che si abbattono su chi già è ferito dal terremoto e sento tutta la mia ignavia.

Non è finita. Che cosa faccio per questi miei fratelli? Per le creature tutte che laggiù stanno pagando un prezzo troppo alto? Smanetto su Facebook? Faccio proclami impalpabili? Dico una preghiera mentre mi addormento, una preghiera che lascio a metà come troppi miei propositi? O mi decido a fare qualcosa, fino in fondo?

I miei alpini sono già arrivati, nel frattempo. Franco Montalto gira le foto per documentare. Per mostrare che c'è qualcosa più forte della neve, del silenzio che schiaccia, della paura. E' un coraggio taciturno, che sfreccerebbe via senza farsi notare se qualche voce non lo raccoglie. E anche qui, non per celebrarlo - quello è capace di scappare, schivo com'è - bensì per raccontare cosa si può fare. Cosa accade, più forte di ciò che lasciamo accadere.

I miei alpini, tra gli angeli più deliziosamente testardi della mia città, mentre parliamo sono già là. Castellalto, ma quanti altri nomi ci possono essere: un unico grande volto da accarezzare. Don Gnocchi lassù, fiero di loro. Noi quaggiù qualcosa dobbiamo fare accanto a loro, oltre a perderci nel sentiero delle parole.


mercoledì 20 aprile 2016

Quelli che restano indietro

Fossimo convinti come gli alpini. Vedessimo nitidamente come gli alpini.

Tanti rimangono indietro, nelle nostre vite. Scompaiono, senza avvisarci, quasi mai. E ci troviamo davanti una strada troppo vuota per noi vaccinati al traffico.

Ma come, quelli erano coloro ai quali tenevamo moltissimo. Guide, specchi, amici, compagni di viaggio.

Quelli che restano indietro, devono aver ragione gli alpini, corrono avanti e ci portano la luce.

giovedì 24 dicembre 2015

L'attesa con don Gnocchi

Quanto trafelata io arrivi, non importa. La messa degli alpini sta già riscaldando un'aria che in questi giorni vive di un calore innaturale: ha bisogno di carezze di realtà.

Un rito antico, sembra nuovo. Canti lontani che hanno accompagnato sofferenze e speranze, ora guardano proprio me.

E in questi istanti, nel parco pallido di emozione, sento la fede testarda di tanti alpini. Contemplano i gesti coraggiosi di don Carlo Gnocchi. Perché quanto coraggio ci vuole a combattere, per chi usa.E quanto coraggio ci vuole celebrare per anime come queste, pure e dilaniate.

L'attesa con don Gnocchi,cambia tutto.

io sono grata agli alpini, e al mio santo, perché il Natale aspetto davvero. Con loro.

domenica 18 ottobre 2015

Gli alpini e la città più bella

Lungo il mio viale ancora più stupendo, prima si accomoda il silenzio. Poi, ecco i tamburi. E le voci. Il canto sventola come i tricolori e l'applauso lo segue con naturalezza. 

Alpini, quanti siete e quanto unici, quanto uniti anche se provenienti da zone tanto diverse. 

La mia città è più bella oggi, come il mio Paese. Un popolo unico, come voi.

Grazie.



sabato 17 ottobre 2015

Notte e ci sono gli alpini

Da stamattina le piante hanno colori in più: quelli dell'orgoglio e della speranza, loro che cantano l'autunno già senza false malinconie. E cartelli che mi parlano di assembramento, di marce dolcemente testarde, di qualcuno che si mobilita per te.

Oh sì, ci sono gli alpini. Me lo ricorda la sera, quando tante persone soffrono in silenzio, ma una mano da loro sempre la ricevono. Me lo narra la notte, rammentando le tante volte in cui le penne nere sono andate a offrire un po' di luce. E me lo rivelerà la mattina, con la fierezza che non diventa superbia, perché si mette sempre al servizio.

Pazzesco, questo raduno: che emozione mi regala, che voglia di mettermi in marcia, nel mio piccolo, per un ideale. E quasi quasi dormo tranquilla.

Notte e ci sono gli alpini.

venerdì 14 novembre 2014

Notte e nessuno abbandoni l'altro

Sulla via della sera la preghiera è un canto. L'amicizia non è un luccichio, ma il buio apparente di un teatro. Voci e volti che conducono dove nessuno abbandona l'altro, neanche se si scatena l'inferno. Soprattutto se si scatena l'inferno.

Questo e molto altro sono gli alpini, e sono gli amici. Don Gnocchi vede i dolori, li vive, non si arrende e le sue parole mi confermano che c'è una luce vera.

Notte e nessuno abbandoni l'altro.

giovedì 30 ottobre 2014

Notte e basta un poco di (polenta e) zucchero

Quando ero piccola, credevo bastasse un poco di zucchero o così mi raccontavano. Adesso so che lo zucchero ha tanti volti: scompare in fretta, ce n'è troppo facilmente, te ne versano per confonderti e ci aggiungono veleno.

Sarà per questo che ne metto così poco, in tutto: per sentire i veri sapori, costi quel che costi.

Ciò che cerchi in una giornata di festa che deve aiutare a costruire, un poco. Tu sei lì, in uno dei posti più belli e spesso inosservati della tua città, e sai che comunque vada sentirai di tutto di più, che ti verseranno zucchero e veleno. Eppure non importa, perché c'è quel sapore unico, incontaminato.

L'amicizia di chi vede lo sforzo dell'altro e vuole aiutarlo. Il ritrovare e sospingere chi è rimasto indietro perché è stanco e non perché era impegnato a criticare; aggiungere chi sta già facendo altro, per farlo insieme.

E poi conta altro ancora. Il maestro è a casa. Il mio maestro è un birbante, che rende migliore il mondo.

Come gli alpini. Che cosa stanno facendo ora? Offrono polenta e zucchero. Questo è zucchero autentico, che non tradisce i sapori.

Notte e basta un poco di (polenta e) zucchero.

domenica 11 maggio 2014

Per me gli alpini sono

Per me gli alpini sono don Carlo Gnocchi e il resistere sotto il peso del dolore, ma non subirlo: offrirlo, anche il più innocente, e cercare di alleviarlo con cure e fede.

Per me gli alpini sono il Giancarlo, che consuma i metri dalla sede nel parco al Comune perché possa essere sempre più bella. Bella come la sua città.

Sono le stelle donate, con un piatto caldo. E il brindisi della domenica, che non celebra nulla, se non la gioia di essere amici.

Amis.