Non è semplice ricavare il tempo di un caffè: che brutto termine, ricavare, o forse solo onesto. Nel calcolo quotidiano, anche sotto pelle, un caffè tra due persone che pur si vogliono bene, sembra così arduo da piazzare.
Piazzare.
Poi arrivano questi tempi folli. Non è che tu abbia meno da fare, solo in modo diverso.
E la vita ha un sapore diverso, aspro e irresistibile, specialmente quando se ne va un nostro amico, senza dare un minimo preavviso: come se un preavviso ci potesse salvare dal dolore, è vero.
Ma magicamente, trovi il tempo di un caffè. Uno sguardo nello sguardo di chi ti sta a cuore. Spezzoni di ricordi di film lontani. Sorrisi per placare le lacrime.
I tempi di un caffè, sono questi. Assurdi, anormali, e così schietti da farci ritrovare, ancora. Quelli che buttano in aria ogni calcolo, anche sotto pelle, e ti fanno abbracciare un amico.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
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giovedì 5 marzo 2020
mercoledì 20 settembre 2017
Se mi accogli così, mattino
Quando piombo nel mattino milanese, devo credere nella legge del cioccolato. Quella che ti migliora la vita, che tu lo voglia o no.
E penso alle mattine giovincelle, quelle in cui correvi all'università senza delizie che richiedevano una sosta. Adesso mi metto in coda per un "biceren" e penso di meritarmelo, perfino.
Se mi accogli così, mattino, quasi quasi non torno indietro. Anche se "indietro" mi ha condotta fino a qui.
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lunedì 1 maggio 2017
Come se tutto fosse Colombia
Mi manca la Colombia: dai, diciamo la verità. E non (solo) il caffè che scandiva i miei ingressi a Expo. Due anni dopo, sfoglio con una certa fretta difensiva le immagini e prima di tutto mi colpisce quest'idea, intinta nel ricordo. E' entrando, quasi per caso, in Colombia che ho avvertito per la prima volta in maniera così intensa la mia ignoranza sul mondo. Sulla geografia, sulle persone, sugli usi, mica quei cliché che afferravo di tanto in tanto sullo schermo televisivo.
Mi manca quel Paese o ciò che ha provato a comunicare e vorrei ancora di più ritrovare dentro di me quella resa all'evidenza: non conosco quasi niente del pianeta. A dire il vero, nemmeno della mia terra: ma in questo caso non l'ho imparato a Expo.
Mi stacco rimproverandomi e cammino fino al Giardino di Israele. Sono tanti i momenti incredibili collezionati, e forte è l'impatto di una giornata intera in salsa social con il collega e amico Andrea Della Bella a fare un po' i matti e a imparare così: prima di tutti i profumi.
In Israele però mi ferma un'immagine di me e della mia amica Angelica Calò Livné: lei sta tenendo un laboratorio, che parola fredda quest'ultima. Neanche una lezione. E' un incontro, di ragazzi, tra ragazzi di diverse religioni e provenienze. I gesti, la musica, la danza, l'esempio per sciogliere in un abbraccio i conflitti. Quando ci abbracciamo, io sento ancora una volta che la pace non è solo possibile, anche quando dobbiamo metterci al riparo.
Che è qui, tra di noi, dentro di noi, se vinciamo l'istinto di contrastare e contestare gli altri per dimostrarci vivi.
Come se tutto fosse Colombia.
Come se tutto fosse amicizia.
E quindi lo è già un poco.

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martedì 21 febbraio 2017
La cura
Tra i doni che rimangono, quello di chi svolge solo il proprio lavoro, ma rivolgendo a ciascuno uno sguardo tutto per sé.
Una domanda di rito, un sorriso di panna, un "Mangi e beva piano o sta male". Tanto, che fretta c'è. Realmente, che fretta c'è.
Sguardi e cure tutte per sé, anche sotto forma di caffè. Fuori, tutti stanno correndo; qui si stanno prendendo cura di te.
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venerdì 12 dicembre 2014
Dialoghi reali - il caffè virtuoso
Memore del gelato colpevole fuori stagione pochi giorni prima, entro nel bar cioccolatoso con fare dimesso. A dire il vero, sbircio se c'è una lista con i caffè che - cribbio - dovranno avere pur tracce di cioccolato. Ma non la trovo. Quindi procedo con l'autofustigazione.
- desidera?
- Un caffè.
- liscio?
(sospiro): sì.
- va bene. La prossima volta però signora, abbiamo altri caffè, come questo con cioccolato e frammenti di nocciola.
- DIO MIOOOOO LO VOGLIO GIA' ORA.
tradotto in civilese: lo prendo. Ora.
Obbedisce e io con fare dimesso lo bevo. Finché sento una donna appena entrata, che commenta: voglio quello che ha appena preso la signora.
Meg Ryan mi fai un baffo. Di cioccolato.
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