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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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sabato 13 luglio 2019

Mi fido di voi

Sgangherata la mia fiducia nell’umanità, a partire da me. Refrattaria a chiudermi nei confini di un pianeta, figurarsi di un Paese.

Poi alla festa del Pro Patria Club arrivate voi, ragazzi, con la vostra naturalezza persino quando ufficialmente dovreste recitare. Il caro Danielino che anno dopo anno mi sta insegnando a chiudere gli occhi e riaprirli davanti a un sogno, e tutti gli amici, guidati con la fermezza dell’amore nell’associazione Insieme è bello.

Mi sembra che la bandiera riprenda colore e l’inno non sia mai stato così sferzante.

Ho gli occhi illuminati di commozione, perché mi fido di voi, semplicemente.

domenica 9 dicembre 2018

La fiducia fa rifiorire


Come molti altri, periodicamente incorro nei ladri al cimitero. Non so quanti alberelli e fiori mi abbiano rubato, negli anni.

Difatti, non metto più nulla di fresco, mi sono arresa ai ladri come nei miei saccenti articoli chiedevo di non fare.

Due settimane fa, una sorpresa: dove ho il compito tramandato di mettere una piantina, nel dubbio che fosse secca ne portai un'altra. Risultato, il mio angelo ne ebbe tre, perché non solo era ancora intonso il fiore, ma qualcuno le aveva messo un ampio vaso bianco.

Mi viene in mente l'incursione nella fiducia, che avevo scritto qui https://varesenoi.it/fidiamoci-della-fiducia-porta-piu-lontano-e-se-va-male-ci-lascera-un-sorriso/

Non finisce qui.

La bronchite mi tiene lontano dal cimitero per troppi giorni  oggi arrivo qui con la sfiducia. Non ho potuto innaffiare le piantine, saranno state levate.

Quando vedo che una - probabilmente rinsecchita - manca, ma le altre due sono fresche di innaffiatura, arrossisco di gioia.

Qualche angelo è passato e si è preso cura di fiori e persona cara.

La fiducia rifiorisce, dove meno te l'aspetti, quando eri più scottata.

Ed è bello arrendersi.

mercoledì 5 dicembre 2018

Vorrei un test a crocette

Mettiti pure a studiare tomi di filosofia o consulta tutti gli esperti delle cose della vita moderna, anche a colpi di tweet.

Poi, basta che incroci un ragazzino su un treno e lui sa cosa vorrebbe dalla vita, leggi semplicemente il giorno dopo.

- Vorrei che domani ci fosse un test a crocette.

Ma sì, quello in cui forse te la puoi pure cavare, una x lì e una là, vuoi che il calcolo delle probabilità ti sia sfacciatamente nemico? Oppure sì, ma chi se ne frega. Qualcuno ti fornisce un'idea e una giusta là dentro ci dev'essere: anche questo infonde sicurezza.

Sempre meglio di un foglio bianco, in cui sei tu a dover scrivere tutto.

Vorrei un test a crocette.

mercoledì 3 ottobre 2018

E fidati

Sotto i raggi nebulosi dell'autostrada, mi percuote la telefonata di un signore.

- Lei ha perso un cellulare?

- Direi di no.

Sembra un dialogo di quelli reali, che infilo in questi cassetti. Ma intanto il mio sguardo fruga alla ricerca dell'altro cellulare, mica che l'abbia lasciato in qualche luogo improbabile. Eccolo lì che mi sfiora con la sua copertina rosso fiammante, adesso posso lasciarmi andare a un'ipotesi più sicura.

Sono vittima di una truffa telefonica, chissà questo dove ha preso il mio numero.

- Lo immaginavo. E' che ho trovato il suo bigliettino da visita, dentro la custodia del cellulare. Quindi ho provato a chiamarla.

Forse non mi sta truffando. Tuttavia, nel luogo da cui sta chiamando conosco pochissime persone e ancor meno hanno il mio biglietto. Faccio correre la mia mente a qualcuno nella zona che può avere i miei riferimenti e un'idea si affaccia.

Da quel momento, non solo ho perso la diffidenza, bensì mi sono lasciata contagiare dalla sua missione: se riusciamo a evitare a quella persona di girare a vuoto a caccia del suo cellulare, è meglio.

Ogni tanto lo chiamo, con un'idea: Mi mandi la foto dello schermo, così vedo se mi dice qualcosa?

 - Collegati via whatsapp che te la mando.

Ci diamo del tu, ridiamo e ci indaffariamo per aiutare qualcuno, complici nel bene. Lui, con questo gesto gentile, mi ha strappato la diffidenza e chissà se tra poche ore avremo la conferma che siamo anche dei buoni detective.

In ogni caso, ho imparato la sua lezione: e fidati, qualche volta.


martedì 14 novembre 2017

Notte e basta la fiducia

Che umanità contorta e perversa, fuori e dentro di noi. Inciampo nei volti, a partire da quello nello specchio.

Poi, vado a raccogliere una storia, una delle tante. Una in cui mi fermo ad ascoltare bene, perché altrimenti non ci credo.

Sento tre persone che hanno deciso di ricominciare, forti del loro talento. Ma non bastava. 

Ci voleva la fiducia. Tra di loro, verso gli altri, fin lassù.

Mi pare una parola stonata nella selva dei veleni, ma non se rivedo i loro sguardi.

Notte e basta la fiducia.

domenica 18 giugno 2017

Notte e non importa quante volte ti sei fidato del sole

Il sole sceglie quando giocare con te, magari apertamente scottarti. Non importante quante volte tu ti sia fidato di lui, esitando o affidandoti sfacciatamente.

Lui decide quando lasciare il segno. Anno dopo anno, l'hai imparato, dalle spiagge sferzate dal vento fino alle colline fin troppo dolci nel loro sorriso.

E ogni volta ti fidi, ancora.

Notte e non importa quante volte ti sei fidato del sole.

martedì 21 febbraio 2017

Notte e anche senza crederci

Sarà colpa di questa strada così sfacciatamente nitida, dopo aver sottomesso ogni sguardo alla nebbia, ma mi sono smarrita ancora. Il tempo di un battito di ciglia, non ci sta dentro uno sbadiglio, e mi sono trovata da un'altra parte.

E se riprendo la direzione tracciata, la meta è tutt'altro che scontata. Splendono delle stelle in cui è persino difficile credere, tanto sembrano lontano.

Ma anche senza crederci, forse proprio perché non ci credo, in viaggio già mi ritrovo.

Notte e anche senza crederci.

sabato 11 febbraio 2017

La fiducia vien sferruzzando (non esiste che non sei portata)

Se devi rivoluzionare la vita, meglio cominciare da qualcosa di piccolo e terribilmente concreto. Così incrocio la signora Nanda e mi invito da sola: verrò a riprendere a sferruzzare a maglia da lei.

Ho un peccato originale: l'obbligo del ricamo, al posto del pallone, mi fece fuggire dall'oratorio tanti anni fa.  Ancora, in casa ero circondata da mani così abili che non volevo mettermi a perdere facile. Eppure ci ho provato, signora Nanda, è che non sono portata.

- Non esiste che non sei portata.

In ogni spicchio di vita, sarebbe giusto ribellarsi alle voci che ci dicono: non sei portata. A partire dalla nostra. Oppure, la fiducia vien sferruzzando.



http://neicassettidimalu.blogspot.it/2016/10/la-signora-nanda-e-l-dell.html

venerdì 11 novembre 2016

La sfiducia umana e il test del semaforo a chiamata

Il semaforo a chiamata è uno dei luoghi dove si misura in maniera inesorabile e drammatica la fiducia negli altri. Non scomodo gli automobilisti, che neanche davanti al rosso inchiodano.

Mi riferisco piuttosto a noi pedoni. Arrivo, è rosso, pigio il pulsante ma il verde tarda un po'. Puntualmente, chi arriva pochi secondi dopo di me, guarda il rosso, quindi la sottoscritta e poi con fare guardingo schiaccia ancora il pulsante.

Leggi una serie di pensieri, occultati maldestramente.

- Questa scema non sa che bisogna pigiare il pulsante.

- Questa scema non sa pigiare bene il pulsante.

- Il pulsante si ribella a questa scema.

Insomma, mando giù fino alla prossima fermata. Quando io torno e davanti a un semaforo a chiamata con pedone fermo al rosso, mi sento nervosa perché vorrei tanto, ma tanto pigiare il pulsante. Perché mi sembra distratto, l'essere in procinto di attraversare con me, poi forse ha schiacciato male e magari lo stesso pulsante l'ha squadrato e si è preso beffa di lui.

Non gli ho dato dello scemo. Ma solo perché mi scottava ancora lo sguardo che mi appiccicava il giudizio poco prima.

Intanto è verde: alla sfiducia umana.

mercoledì 27 luglio 2016

Bisogna avere fiducia nel mondo

Bisogna avere fiducia nel mondo. Sei sul passaggio pedonale, arriva la solita auto minacciosa e non ti muovi. Poi ecco che rallenta, poco, in modo quasi impercettibile, ma forse vuole darti un segnale di speranza.

E quando stai posando il piede sulla prima striscia, la macchina accelera e ti rendi conto che gli occhi dell'automobilista sono oltre di te, invisibile o anche un po' seccante: sono rivolti alla strada a destra, dove voleva svoltare. A questo punto, per gentilezza provvisoria o postuma, mette pure la freccia.

Ogni giorno quando attraversi, oltre ogni paura, hai fiducia nel mondo. E ti può anche andar male, ma non per questo puoi smettere di attraversare.

domenica 17 aprile 2016

Fidati, e sento

Fidati. Sai che parola tremenda? Che peso e che leggerezza può contenere allo stesso modo. Ripenso al fatto che due persone me l'hanno rivolta in situazioni e maniere differenti, nel giro di poche ore.

Una, non la conosco. Conosco il suo dolore, ciò che l'ha ferita, come l'ha fatta arrabbiare, reagire, costruire. Un giorno era al bivio delle mie paure e mi ha detto: fidati di me.

Come posso? La mia fiducia è a brandelli che neanche si posano su me stessa. In qualche modo l'ho fatto.

Poi, me lo dice un altro uomo, del quale ho molta stima. Ce l'ho, perché vedo il bene che fa. Gli racconto una cosa che mi accade, un  monito che una creatura cara mi rivolge e lui usa questa parola per prima: fidati. Fidati della creatura cara, che vuole prendersi cura di te, ma tu devi compiere un passo.

Fidati, e sento una scossa dentro. E' una parola troppo importante e me la scrivo nel cuore, oltre che nei cassetti.

mercoledì 26 agosto 2015

Notte e non bisogna fidarsi (ma si fa)

In un giorno sbilenco, prende a parlarti chi finora ti ha ignorato o sbeffeggiato, o così pensavi tu. E la sua voce è musica, addolcisce il tempo, ti permette di respirare umanità.

Poi arriva una persona pragmatica: occhio, non fidarti, non fidarti mai.

Non bisogna fidarsi, lo so. Ma sai come  è bello parlare e ridere, e sentire che siamo persone? Non bisogna fidarsi, ma si fa. Costi quel che costi, anche quando oserai maledirti per questo.

E quante volte, hai sbagliato tu?

Sono felice, ora, in fiducia.

Notte e non bisogna fidarsi (ma si fa).

venerdì 3 aprile 2015

Non mi fido più

Non mi fido più delle promesse, degli slanci e delle moine. Non mi fido dei "vedremo" e ancor meno dei "certo".

Non mi fido di tanti, di me men che meno.

Non mi fido e per questo - per quanto possa sembrare - non mi arrendo.

domenica 22 febbraio 2015

Notte e fermati ad ascoltare

Tra tante storie che ho respirato oggi, di gioie e cicatrici, di indifferenza gelida e slancio d'amore, non saprei trarre un filo che le unisca.

Forse sbirciando la luna, mi offre un'idea. Fermarsi. Bisogna fermarsi per raccogliere un bacio o un singhiozzo, fermarsi ad ascoltare che facciano rumore o no.

E abituarsi a tutto il male del mondo, correndo di ora in ora, mica metterà al riparo. Oggi ritrovo la primula posata sul prato del cimitero, senza troppe convinzione, due settimane fa. La sfiducia dopo i tanti furti in condizioni meno favorevoli, mi ha ispirato meraviglia. Ma poi no, mi dico, è bello anche stupirsi di questo, finché dura, e se per sempre meglio ancora.

Mi fermo a guardare la primula, fiera dei suoi petali bagnati che si fanno baciare dal sole. E so che questa è la via.

Notte e fermati ad ascoltare.

sabato 29 novembre 2014

Notte con un velo di fiducia

Poiché il freddo si rifiuta di esplorare questi luoghi, la notte si accontenta di un velo per ripararsi.

Un velo che non copre, ma rinfranca. Ha il volto di levrieri strappati alla tortura dell'umanità. Di chi crede ancora che le fedi siano capaci di ascoltarsi, prima che parlarsi. Di chi vuole aiutare, senza clamore e senza avere neppure fondamento di ragione.

Si chiama fiducia e forse ne prendiamo un lembo, un lembo solo.

Notte con un velo di fiducia.

mercoledì 2 ottobre 2013

Italia, per un attimo che spavento

Guardo la tv solo da ospite, perché come sapete la spina è fuori da me. Ma mi assale una paura, un senso di smarrimento.

Vedo scene strane, gente che  - assicura lo schermo - è stata eletta da noi. Non solo non mi piace come si comporta in Parlamento, bensì ci va poco perché in televisione viene meglio. O così ritiene.

Sapevo che era uscito un film horror di Slash e meditavo: forse non avrò il coraggio di guardarlo fino in fondo.

Ma oggi spengo subito la tv, spaventata, di fronte a queste follie.

Per un attimo pensavo tutto ciò accadesse in Italia, che spavento.