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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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sabato 27 gennaio 2018

Il treno oltre la logica

In questi giorni così dolorosi, i tempi di pendolare  si riaffacciano anche in modo strano. Ultimamente salgo, salivo in treno con la serenità di chi lascia le code lungo l'asfalto per essere più libera anche solo di pensare.

Ma non può più essere così, dopo ciò che è successo con l'incidente.

Penso e ripenso, appunto, a quando ogni giorno prendevo il treno, per andare a studiare. E l'insensatezza del dolore è tale che una memoria mi colpisce, ossessiva: quando mi affidavo alla prima corsa, penso fosse alle 6.30 o giù di lì, per arrivare in tempo  al corso di Logica.

Devo rendere omaggio peraltro alla mia personale insensatezza. Ero arrivata puntualissima, sfidando viaggi, trasbordi difficili e inverni testardi, a ogni lezione; alla fine di quell'anno complesso ho deciso che non mi andava di sostenerlo. Paradossalmente mi è rimasto dentro più di altri: ho adottato anche diversi simboli per la mia personale stenografia.

Ma oggi neanche importa quel mio rapporto complicato con la Logica. Rivivo ogni singolo viaggio, scomodo, caldissimo, gelido, rumoroso, silenzioso di stanchezza. E me lo sento ancora addosso.

Ci affidiamo a qualcuno per fare qualcosa di così naturale e doveroso, come studiare o lavorare. Ci affidiamo sempre, per vivere. E paghiamo per ciò che decide il destino o chi quel destino può cercare di governarlo.

Il treno oltre la logica, come ogni istante, passaggio, situazione della vita.

domenica 5 giugno 2016

Notte e chi ha avuto pietà una volta

Sul web la pietà sembra spazzata via troppo spesso. E in questi momenti mi ricorda le piazze vere. Fredde, taglienti, sensibili alla minima brezza.

Io piango la morte di un uomo e di un papà, che ho conosciuto solo un poco, che ha amato la sua valle, che non ha detto spesso ciò che ritenevo nelle mie corde.

Un giorno però ho letto questo e l'ho condiviso.

Perché un uomo per me è anche la pietà che esprime, con i fatti.

E chi non ha pietà davanti alla morte, mi fa pena.

O ancora, chi ha avuto pietà una volta, merita di essere rimpianto ancora di più, in un universo di perbenisti spesso poco perbene.


Riposa in pace, Gianluca. 

Notte e chi ha avuto pietà una volta.


mercoledì 4 novembre 2015

I quaderni di Lauretta. E basta

Come, Lauretta. Mi hai dato i primi quaderni. I fogli protocollo che servono tanto a mia mamma. Mi hai sorriso, in ogni sorte, l'ultima volta settimana scorsa. E adesso te ne vai così, attraversando il viale delle nostre vite.

L'hai fatto ogni giorno, e anch'io per quarant'anni e più. Andando a scuola, a catechismo,  a mangiare il gelato, a fare merenda dagli amici, a recitare una preghiera.

Tu, Lauretta, molte di più, con il tuo Peppino. Era il nostro viale, il nostro cuore: quello in cui dovremmo forse solo passeggiare e vivere, invece c'è un traffico da autostrada.

Lauretta, i tuoi quaderni, sono diventati i miei per quarant'anni. La tua gentilezza, come una polvere d'oro ogni volta che varcavo quel confine impossibile. Sono diventata grande, o ci ho provato. Ho perso molte occasioni di crescere, ma mai quella di incontrare il tuo sorriso.

Così oggi, sono triste e ripeto ciò che non osavo dire, scrivere, da anni: non è giusto, Lauretta, andarsene così. Se un angelo sulla terra a un certo punto mette le ali, deve esserci una ragione. Solo che non la vedo, non mentre le righe dei tuoi quaderni si inumidiscono delle lacrime, non solo mie.

Perdonami, Lauretta. perdonami buon Dio. E basta.

mercoledì 29 luglio 2015

I miracoli forse sono questi

Scoppia il mondo e io che sono aliena a scoprire le disgrazie dell'isolato, mi trovo stranamente ad affacciarmi. Di più, scendo come trascinata da una forza strana.

C'è il finimondo sì, tutti sconvolti e un'auto si è ribaltata, ma per fortuna nessuno sembra si sia fatto veramente male. Il colorito commento di un soccorritore ci fa capire che davvero Qualcuno ci ha pensato.

Un miracolo, mi dico, e vale la pena mormorare un grazie. Poi c'è bisogno di aiutare qualcuno, con un bicchiere d'acqua, un abbraccio, una pratica, l'ascolto.

Penso, i miracoli forse sono questi e non fanno rumore.

sabato 4 luglio 2015

Con tuo figlio, sempre

Ho tentato di metabolizzare la notizia della tua scomparsa, nonostante dovessi sapere che è impossibile.

Sono cocciuta come tanti anni fa. Sì, come in quel periodo terribile in cui ho dovuto scrivere di troppe tragedie, tra cui la morte di tuo figlio.

Da allora sei stato un padre dilaniato e dignitoso, impegnato a portare il messaggio della generosità del tuo ragazzo e della tua famiglia, con il dono finale degli organi.

Pallidi flash di quei giorni, perché sono stata impegnata nel tentativo maldestro di rimuovere. Solo il tuo sguardo che incrociavo, specialmente nel mio rione natio, mi riapriva tutte quelle sequenze.

Ma ora che lo raggiungi, senza farti troppo notare,  il libro si chiude con un per sempre. Per sempre la pace, che ci attende ogni oltre dolore. E per sempre il coraggio che consegni, come tanti padri provati. A noi il compito di usarlo per non dimenticare come solo dare conti , per il tempo che qui saremo.

Ciao Gildo.