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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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lunedì 3 dicembre 2018

Notte e senza perdere la sicurezza (restare umani)

La prima immagine che mi viene offerta del decreto sicurezza, è una famiglia giovane - padre, madre incinta e bimba di pochi mesi - allontanata dal centro che li ospitava. Saranno senz'altro i media di parte, si intende: difatti vedi che commenti velenosi sui loro siti. 

Ma intanto ho una seconda immagine, che mi perseguita oggi: quella di un ragazzo del Gambia morto carbonizzato in una baraccopoli in Calabria, ancora. Non la prima, purtroppo probabilmente non l'ultima volta.

Ecco, io sarò ottusa,  ma non capisco cosa ci sia di sicuro e giusto in un Paese civile nell'avere luoghi del genere dove gli immigrati vengono reclutati a raccogliere ora gli agrumi o altro, e costretti a vivere i quelle condizioni. In questo caso, andiamo avanti così.

Del Che amo molto la frase: bisogna essere duri senza perdere la tenerezza.

Mi perdonerà se la vivo così stasera: bisognerebbe restare umani, senza perdere la sicurezza. 

Notte e senza perdere la sicurezza (restare umani)

venerdì 20 ottobre 2017

Notte e cadiamo tutti

Una giornata dilaniata dal dolore che si nutre anche di ingiustizia: sono sempre i più piccoli a cadere, nostre vittime, sempre.

E poi stasera, non credo più alle creazioni imbarazzanti del mio cervello.

Cadiamo tutti. Grandi e piccini, colpevoli e innocenti. Tutti dentro in una sofferenza senza nome o con troppi nomi frettolosamente attribuiti.

Cadiamo tutti, e il fondo non sembra mai abbastanza vicino.

Notte e cadiamo tutti.

lunedì 12 giugno 2017

Le scarpe della vita

Un giorno, il negoziante di scarpe disse che avrebbe chiuso sotto il peso degli anni.

Rammaricata ma comprensiva, continuai per la mia strada, finché non vidi la saracinesca alzata. Forse - pensai - è entrato qualcun altro.

Ma lo stile delle scarpe era uguale, come la cortesia quando entravi, quell'occuparsi di te e non poter permettere che tu uscissi senza il tuo piccolo sogno ai piedi.

Sì, era rimasto nel suo negozio, la sua vita con i suoi cari.

Un giorno, mi accorsi di un manifesto nel mio paese. E capii che il negoziante di scarpe se n'era andato, forse dopo aver infilato il paio più bello per andare nella Vita. Fedele a se stesso e a ciò che sapeva fare per rendere felice la gente.




martedì 18 aprile 2017

Notte e i pesi come palloncini

Quanti pesi erano cascati sulle mie spalle nel corso della giornata: ero tutta indolenzita nell'anima. Poi, in apparenza, è arrivato lui, il vento.

Non è riuscito a portarli via, ma i palloncini che dovevano adornare la tua partenza verso il cielo, sì, Arianna. Li ho visti volare via, sbattendo come ali d'angelo. Tutto ciò che pesava su di me, è diventato così lieve.

Avevo la tua età, quando mi hanno detto che avrebbero dovuto operarmi. Avevo la tua età quando mi hanno rincuorato: è benigno. Tutte le operazioni che seguirono, non mi hanno strappato la vita, né l'anima.

Ora una parte di me ti vede volare via. Un'altra resta qua e cerca di non fare il conto di questi anni che mi sono stati donati. Guarda ai prossimi giorni che mi chiamano. E che ci chiamano, perché tu sei qui, più che mai: lo racconta anche tutto l'amore che si respirava, tra gli sbuffi impetuosi del vento.

Sa solo che oggi c'erano molti pesi sulle mie spalle e adesso non li sente più. 

I pesi diventano come palloncini, sogni che nessuno e niente possono infrangere.

Buon viaggio, Arianna, non lontano però.

Notte e i pesi come palloncini.

http://neicassettidimalu.blogspot.it/2017/01/arianna-piena-doro.html

lunedì 27 febbraio 2017

Avere tutti un'idea precisa

Avere tutti un'idea precisa. Sulla vita, sulla morte, sul dolore, su come e quanto e se dire basta. Sulla dignità, sul soffrire, sull'essere ed esserci.

Averla e tenersela per sé, così non si aggiunge altro dolore. E magari si riesce a guardarla da vicino, se non da dentro, e così precisa non considerarla più.


giovedì 17 novembre 2016

Dialoghi reali - L'eterno

Poi incontri un amico di papà, che combatte con il cuore e il bastone. E la malinconia cresce pensando alla scomparsa degli amici.

- tutti passiamo

Ma subito alza la testa: Io no, io sono eterno.

E me lo devi giurare.

martedì 8 novembre 2016

Mio fratello e il professore in un giorno di novembre

Non pensavo novembre potesse ferirmi ancora così. Mio fratello e il professore si sono incamminati insieme in un giorno di novembre.

Il secondo mi aveva salutato, portandomi altra luce prima del suo viaggio.

Mio fratello no, non ha potuto.

In poche ore ho capito che novembre, capace di portarmi via all'improvviso chi più amavo, non avrebbe poi concesso grazia alcuna. E sotto il peso di quelle ore, li risento con il loro veleno. Ma niente può togliermi il cielo di averli conosciuti e aver camminato con loro oltre ogni giorno, mese e anno della mia vita.

domenica 31 luglio 2016

Notte e accadrà (grazie Anna)

Almeno il finale: lo vedo, ci provo, Anna. I promessi sposi, trasmessi a noi distratti dalla tv: solo tu e i tuoi amici del Trio potevate portarci sulla retta via, lasciandoci la libertà.

E solo stasera provo a riguardare le tue ultime battute, sincere e dirompenti, nell'intervista a Fazio. Così innamorata della vita, vorace, da voler spingere la curiosità fin nella morte.

Accadrà.

Lo dici e non mi sembra così terribile. Lo dice e tutti i filosofi e i poeti mica me lo ponevano con questa forza irresistibilmente dolce.

Accadrà, la morte. Come accade la vita. E bisogna attraversarle entrambe: con il sorriso viene  meglio. Grazie, Anna.

Notte e accadrà (grazie Anna)

mercoledì 27 luglio 2016

Notte e se un bimbo sorride

Anche oggi ho visto soffrire troppi bambini. I titoli scorrono implacabili e noi accompagniamo la follia dell'umanità e il suo dolore.

Piango su un bimbo prigioniero della crudeltà umana.

Piango una bimba che è volata via, croce doppia sul cuore di mamma. Che pur ha avuto la forza dell'amore inesauribile, l'ha trovata per far vivere altri piccoli grazie a lei.

Piango i bambini smarriti e nella polvere, dei quali nulla sappiamo.

Finché vedo lui. Un piccolo che sorride grazie alla musica e ai colori, nonostante la miseria della sua condizione.

E in qualche modo, sorrido anch'io. Non posso tirarmi indietro.

Notte e se sorride un bimbo.

giovedì 14 luglio 2016

Solo il vento può parlare

Chissà cos'ha da gridare il vento. Mi risveglia con ferocia e mi ricordo ciò che il sonno ha invano cercato di attutire.

La notte di Nizza e dell'uomo. In realtà è iniziata tanto tempo fa, ma ogni volta pensavamo ne saremmo usciti. 

Tante riflessioni contorte si affacciano, mischiate al dolore e alla rabbia per tutti coloro che non hanno visto le prove di guerra altrove, a partire da una terra in cui si parla solo carichi di secolari pregiudizi.

Ma non posso dire niente. Non riesco.

Solo il vento ha diritto di parlare, o se lo prende.

Solo il vento parla.

domenica 5 giugno 2016

Notte e chi ha avuto pietà una volta

Sul web la pietà sembra spazzata via troppo spesso. E in questi momenti mi ricorda le piazze vere. Fredde, taglienti, sensibili alla minima brezza.

Io piango la morte di un uomo e di un papà, che ho conosciuto solo un poco, che ha amato la sua valle, che non ha detto spesso ciò che ritenevo nelle mie corde.

Un giorno però ho letto questo e l'ho condiviso.

Perché un uomo per me è anche la pietà che esprime, con i fatti.

E chi non ha pietà davanti alla morte, mi fa pena.

O ancora, chi ha avuto pietà una volta, merita di essere rimpianto ancora di più, in un universo di perbenisti spesso poco perbene.


Riposa in pace, Gianluca. 

Notte e chi ha avuto pietà una volta.


mercoledì 1 giugno 2016

Tu sei l'unico (tempo ed eternità)

Lui ha un volto allegro e giovane, come trent'anni fa. Ogni tanto, mentre attraverso i corridoi del cimitero, lo sguardo si sofferma sul suo sorriso.

Ora, però, c'è altro che mi impone di sostare e chinarmi: è un bigliettino. L'ha scritto con la calligrafia   elegante da noi perduta la moglie: poche righe, su un foglio a quadretti, che racchiudono trent'anni di apparente lontananza. E una che scolpisce la verità su quella lapide: sei l'unico nel mio cuore.

L'unico per trent'anni di apparente lontananza, l'unico per sempre. Un foglietto che mischia al tocco del vento il tempo e l'eternità.

giovedì 3 marzo 2016

Il tempo tra due cuori

Una voce di vecchia data mi spinge da sempre a guardare i muri. Un giorno apprendo che si è spenta una donna con molti anni e amore alle spalle: le dice addio anche il compagno di una vita.

Trascorrono pochi giorni e scorgo un altro manifesto. Rileggo quel nome sul manifesto, come se mi fosse familiare. Lo è. E' il compagno della donna con molti anni e amore alle spalle.

Pochi giorni li hanno divisi e devono essere già risuonati come insopportabili.

Il tempo tra due cuori, non lo misura la vita. Figurarsi la morte.

lunedì 16 novembre 2015

Morti contro morti (per colpa dei morti)

Soffro, no, cerco di soffrire per tutti i  morti: sarei ipocrita, se lo dichiarassi come atteggiamento spontaneo. Il mio cuore bastardo corre dove si è più vicini, poi si rende conto che non esiste confine di umanità.

Ma piango ancora di più vedendo contrapporre i morti ai morti: non abbracciarli insieme, ma proclamare guerre rabbiose su chi conta di più. Questo non significa che siamo migliori. Significa solo che siamo più morti di loro.

venerdì 13 novembre 2015

Notte e feriscimi quando c'è l'amicizia

Dovrei stupirmi che il peggio avviene mentre risuona la parola "amichevole"?

In questa umanità, che comprende te e me, non esiste amichevole. Una cade e l'altra la costringe a rimanere a terra. Ma no per proteggerla.

Esiste un'umanità, quella che si accanisce in nome di poche, orribili certezze che fanno pena. E una, più silenziosa, che cerca di curarsi le ferite, con frammenti d'amore.

E' tutta qui, la nostra miseria.

Notte e feriscimi quando c'è l'amicizia.

sabato 12 settembre 2015

I bimbi, devo farli sorridere

Bambini che ridono di fronte a Tom e Jerry. Non voglio arrendermi all'amarezza di pensare: è una breve illusione.

Piccoli rifugiati, piccoli di ogni angolo del mondo: che abbiano tutto, che abbiano niente, di fronte ai cartoni il loro riso sincero.

Io i bimbi, devo farli sorridere. Non usarli da morti, per strigliare (gli altri).

non voglio che i bimbi muoiano e sono la prima a consentirlo, perdendo il tempo nelle operazioni di facciata e nascondendo il volto nella sabbia da cui fuggo.

I bimbi, devo farli sorridere. Vi prego, aiutatemi e ditemi come.

giovedì 28 maggio 2015

Notte e posso cambiare il mondo (Paula Cooper)

Perdonami, se ci ho messo un po' a scriverti. Quando ero al liceo, è bastato un attimo.

Mi dicevano: prendiamo carta e penna e scriviamo  per salvare la vita a Paula Cooper. Scriviamo a Paula Cooper.

Io potevo cambiare il mondo, come ciascuno di noi, e l'ho fatto.

Oggi tu sei andata via e ho davanti a me un pezzo di carta: eppure, non so a chi scrivere.

Potevo cambiare il mondo, adesso stringo un frammento bianco e vuoto.

Notte e posso cambiare il mondo (rip, Paula Cooper).

lunedì 4 agosto 2014

La morte così poco social

Muore una persona, non un personaggio. L'hai seguito direttamente o hai letto qualche retweet. Istintivamente, torni al suo profilo, come a fermarla.

L'ultimo tweet lo guardi convinta che passerà, che ne arriverà un altro. Poi, ti scava la sua fissità e fuggi.

I social avvicinano tutti, se vogliono. Ma anche la morte. Così poco social, così bastarda come prima, eppure capace di viaggiare a una velocità nuova e paradossale.

Rip Stefano e tutti coloro ai quali abbiamo detto addio. Anche via social, anche se così pensavamo di poter fingere che non fosse vero.