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martedì 22 ottobre 2019

Dieci anni fuori dai cassetti

Quando tiri fuori i tuoi scritti dal cassetto
Mai, papà. Non mi interessa. 

Scrivere per me era altro: scrivere oltre la cronaca, attingere da ciò accadeva dentro di me e non fuori. Né mi importava che ciò uscisse. Anzi.

Finché ci fu un patto, un patto neanche segreto, fra me e mio padre. Lui si sarebbe messo a scrivere, il titolo era già pronto prima del racconto grazie all'intrepida azione del nonno Giannino all'inizio del Novecento. E quel libro sarebbe uscito.

Quando il nonno prese per il naso il Re.

E mío padre Nino ha scritto, scritto. Di quel gesto, della sua famiglia, di sé e del suo viaggio con i telai in tutto il mondo. Poi, un giorno ha posato la penna. E ha atteso che la prendessi in mano io. Che lo completassi, quel libro, mentre lui tifava da lassù.

Ecco perché questa data la metto a fuoco così: il 22 ottobre di dieci anni fa. Con una locandina, un giorno più volte benedetto: il compleanno di nonno Giannino, la prima presentazione  di questo libro scritto da me e papà, a pochi metri da dove venne alla luce proprio Giannino e da dove era stato a lungo  barbiere. E se don Gnocchi ci riporta al 25 ottobre, data della nascita, il processo sul miracolo si aprì qualche giorno prima.


Non potevo negare a mio padre e a tutta la famiglia la gioia di poter stringere quel libro: se chiudo gli occhi, rivedo i volti intensi e commossi. Alcuni, oggi non li posso scorgere più.

Ma da allora, ho dovuto anche tirare fuori dai cassetti tanti pensieri e qualche altro libro. Io che starei dichiaratamente rifugiata in un bel faro, come asseriva fosse suo sogno anche papà, mi trovo qua fuori, con le parole che non sono più mie. E anche se questo significa spesso avvertire il tonfo del vuoto nel cuore, anche se nei cassetti entra la polvere del tempo, li lascio spalancati alla speranza di un altro passo, un'altra storia.

lunedì 22 ottobre 2018

Il primo passo, con voi

Il compleanno del nonno, una data così bella da farmi superare anche quel ghiaccio di nome pudore. Se ho avuto il coraggio non solo di scrivere, ma di pubblicare il primo libro, è perché non era solo mio. Perché mio padre Nino si era portato avanti e io dovevo solo completare. 

- Quando pubblichi tutti quegli scritti che hai nei cassetti?

Bisogna rivelarsi, bisogna soffocare lo sgomento, bisogna fermare poi la paura di dire troppo o troppo poco. Quel giorno in cui decisi che questo libro doveva uscire e con l'immagine di mio nonno Giannino in copertina, era immerso in un mese e anno da spavento: novembre 2008.

L'anno dopo "Quando il nonno prese per il naso il re", edito da Nomos, era pronto a uscire e la sera giusta era il 22 ottobre: per il compleanno del Giannino, appunto. Quella sera che è rimasta unica. Accanto a me due amici speciali e pazienti. Le prime file occupate da volti emozionati: appartenevano tutti alla mia famiglia. Ai discendenti di Giannino e a quelli delle "piccole donne", le sorelle della nonna Giuseppina. Una piccola grande famiglia, che si radunava.

Così a volte dico a mio padre: il primo passo, ancora una volta, sono riuscita a compierlo con te. Ma poi aggiungo: con voi. Alcune delle persone in prima fila e non solo, nel frattempo, sono andate via. A compiere altri passi in altri luoghi che non si vedono e forse persino a vegliare sui miei.

Ma sono grata di quella sera, unica e inimitabile.

Buon compleanno, nonno Giannino, e chissà se prendi per il naso gli angeli, con timore reverenziale.

venerdì 23 marzo 2018

Io fieramente sentimentale

Quando non sanno come ferirti, balbettano banalità varie, del tipo: ma che ti prende? Oppure ti danno apertamente della sentimentale.

Un marchio di fabbrica da femmina, altro termine che usano ormai solo loro. Perché io sono una persona, di sesso femminile fieramente. 

Quando mi danno della sentimentale, persino quando me lo rifilo io persino, penso a te, nonno Giannino.

Un uomo, immenso ai miei occhi. Così grande… non hai preso in braccio in me, nelle mie foto, ma il mio ugualmente immenso papà sì. E so che quando c'era qualcosa che ti sfiorava, ti segnava. Un'opera lirica, la sofferenza di tuo figlio, una perdita amara.

Ti rivedo in ogni istante, che non abbiamo condiviso. Quando ti sei trovato la casa depredata. Quando hai accompagnato tuo figlio sulla tomba dei tuoi fratelli. 

E quando hai trovato la soluzione a un dolore superato: scampato pericolo, beviamo un bicchiere.

Io sono una sentimentale, come te. E non mi faccio calpestare da alcuna osservazione banale.

Io seguo le tue orme, testarda e leale. Come quando passo davanti alla lapide dei tuoi fratelli. Si chiamano Paolo ed Enrico, bello e delicato il primo, il secondo solo apparentemente più forte. Quando li lascio, dopo una preghiera, li sento che mi inseguono come miei guardiani.

Quasi quanto te.

Io fieramente sentimentale, nonno Giannino.

Io una Lualdi. 

domenica 27 agosto 2017

Dialoghi reali - quanto sono famosa

Dopo una piacevole conversazione, un signore mi richiede il mio cognome per memorizzare. Per aiutarlo, attuo i due piani collaudati, uno a dire il vero avviato verso il declino. Il problema del mio cognome, in effetti, è che nella mia città è diffusissimo, ma basta varcare il confine se non comunale, provinciale per creare qualche difficoltà.

- Prima (gli spiego) dicevo Lualdi, come Antonella, l'attrice. Ma adesso con i giovani non funziona più. E allora…

- Adesso Lualdi come Marilena, perché è famosa lei? Chiede il simpatico signore.

- No, faccio lo spelling.


venerdì 21 ottobre 2016

Scherziamo ancora, nonno

Caro nonno Giannino, sai che sto conoscendo meglio una persona che porta il tuo nome. Tu sei nato prima, quindi mi perdonerà se ti concedo un vantaggio.

Del resto, tu mi hai insegnato - che io lo capissi o meno - a commuovermi, a giocare a carte, a provare un solenne magone e a bere un bicchiere quando un pericolo era scampato.

sono trascorsi tanti anni e avrei voluto sentire da te la storia di quando hai preso per il naso il re.

Ma me l'ha raccontata mio padre, Nino, e non c'è una voce che potesse farmi sorridere di più.

Buon compleanno in cielo.

http://www.nomosedizioni.it/catalogo.php?b=09NMS266

lunedì 19 settembre 2016

Nebbiuno e il cammino - grazie da Willy

L'amica volpe sta indisturbata in piazza. Su quel volantino mi ispira ancora più tenerezza e mi anticipa le emozioni di presentare "Chi ha bisogno di Willy" qui a Nebbiuno.

Vedo volti familiari, altri ai quali non riesco subito a dare un nome eppure mi comunicano un mondo vicino, e altre persone che non conosco affatto, ma con le quali avverto ben presto l'empatia.

Gino Attilio mi fa sentire a casa, come Irina, Rosanna, Fiorella e tutte coloro che ogni giorno rinnovano la magia della biblioteca. Ognuna di loro indossa un colore differente e su Casa Fassi potrebbe affacciarsi un arcobaleno.

Mauro mi rimprovera bonariamente che ho parlato poco di me. Ma questa è la festa di Willy, quello che si presenta subito eppure è difficile da scoprire. E' il momento in cui si spalanca la porta alla natura, ai suoi mormorii, ai suoi singhiozzi, alle risa salde che si rincorrono anche in autunno. Alle donne che sanno osare e a quelle che non ci riescono (più). Ai bambini che si perdono e a quelli che si ritrovano. 

A un paese che mi ha visto diventare adulta, con tutte le mie incertezze. Da quando con scioltezza scendevo dalla collina  per più di due chilometri e risalivo, magari con la spesa  (scioltezza, be', noi, questa toglila dai Marilena, ti ricordi che il prete vi dava l'assoluzione anche più benevolo vedendo come fossero sudati i bambini del Poggio). Poi me ne sono andata, ho brontolato, sono tornata, ho riaperto gli occhi e ho visto meraviglie a cui non potevo abituarmi. 

Insieme a Nebbiuno, ho camminato più che in quelle scarpinate per la spesa o per le escursioni a caccia di scorci del lago. Mi sono ritrovata a guardare dentro me stessa.

E oggi che abbraccio gli amici dell'Alto Vergante, ma anche una ragazza che ha lasciato la mia città  per correre su a far parte di questa avventura, sento tutta la gratitudine.

Per ciascuno di loro e per chi ha nominato il mago che ha reso possibile tutto questo, come ogni mio passo: mio padre.

Anche insieme a Nebbiuno, ho ancora tanta strada da percorrere. E non mi fa paura, nessuna scarpinata.

(Foto e video di Rosanna e Maria Grazia ❤️)

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http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/chi-ha-bisogno-di-willy-ebook.html

domenica 6 dicembre 2015

Tre viaggi di Willy

Willy è impegnato in tre viaggi, questa settimana. In luoghi diversi, con un pubblico differente, e sempre desideroso di ascoltarlo. Forse di proteggerlo.

Oggi il libro va a Erba, da Agrinatura Winter. Sarà dopo le 15.30, dopo un dibattito sul green tourism. Willy non vede l'ora, perché in mezzo a tanti, deliziosi animali e a chi li ama. Perché vuole imparare e dire la sua su quanto sia prezioso amare il proprio territorio e rispettarlo.

Mercoledì, la gioia è massima, perché sarà tra i bambini sul lago di Como. E con l'aiuto di una fata! A Cernobbio, allo Spazio Anagramma alle 16.30, darà spazio agli amici animali, perché raccontino le loro avventure. Potete scommettere, che tra quei ragazzini, ci sarà anche Beniamino, il protagonista della storia con Violetta, e suo fedele amico.

Venerdì 11 il gran finale al Fratello Sole, a Busto Arsizio (ore 20.30) Willy dialogherà con altre storie e stringerà buone amicizie.

Grazie, per chi lo seguirà. Anche online dove si farà sfogliare, sempre.

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/chi-ha-bisogno-di-willy-ebook.html