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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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domenica 30 maggio 2021

Quello che il cuore sente di più

 Sono notti in cui mi sembra di essere sulla collina, perché sento cantare ostinatamente i grilli. Forse è il desiderio che si unisce alla realtà, o forse si sono rifugiati in un angolo che io non riesco a vedere, ma i gatti intuiscono benissimo. 

Mi viene in mente Stru e di come si indigna della nostra indignazione, quando reclamiamo il nostro diritto al sonno. Chissà quante volte rompiamo le scatole noi, bulletti della natura.

Eppure mi piace anche pensare, in questo momento in cui gli umani si riversano fuori e mi sembrano più chiusi che mai, che il cuore senta di più voci e pensieri delle altre creature. Forse perché ha trovato una via per ascoltarli oppure sa di essere ascoltato.

Quello che il cuore sente di più, ti conduce a un sorriso di pace, anche quando i grilli strillano nella tua notte.

lunedì 19 settembre 2016

Nebbiuno e il cammino - grazie da Willy

L'amica volpe sta indisturbata in piazza. Su quel volantino mi ispira ancora più tenerezza e mi anticipa le emozioni di presentare "Chi ha bisogno di Willy" qui a Nebbiuno.

Vedo volti familiari, altri ai quali non riesco subito a dare un nome eppure mi comunicano un mondo vicino, e altre persone che non conosco affatto, ma con le quali avverto ben presto l'empatia.

Gino Attilio mi fa sentire a casa, come Irina, Rosanna, Fiorella e tutte coloro che ogni giorno rinnovano la magia della biblioteca. Ognuna di loro indossa un colore differente e su Casa Fassi potrebbe affacciarsi un arcobaleno.

Mauro mi rimprovera bonariamente che ho parlato poco di me. Ma questa è la festa di Willy, quello che si presenta subito eppure è difficile da scoprire. E' il momento in cui si spalanca la porta alla natura, ai suoi mormorii, ai suoi singhiozzi, alle risa salde che si rincorrono anche in autunno. Alle donne che sanno osare e a quelle che non ci riescono (più). Ai bambini che si perdono e a quelli che si ritrovano. 

A un paese che mi ha visto diventare adulta, con tutte le mie incertezze. Da quando con scioltezza scendevo dalla collina  per più di due chilometri e risalivo, magari con la spesa  (scioltezza, be', noi, questa toglila dai Marilena, ti ricordi che il prete vi dava l'assoluzione anche più benevolo vedendo come fossero sudati i bambini del Poggio). Poi me ne sono andata, ho brontolato, sono tornata, ho riaperto gli occhi e ho visto meraviglie a cui non potevo abituarmi. 

Insieme a Nebbiuno, ho camminato più che in quelle scarpinate per la spesa o per le escursioni a caccia di scorci del lago. Mi sono ritrovata a guardare dentro me stessa.

E oggi che abbraccio gli amici dell'Alto Vergante, ma anche una ragazza che ha lasciato la mia città  per correre su a far parte di questa avventura, sento tutta la gratitudine.

Per ciascuno di loro e per chi ha nominato il mago che ha reso possibile tutto questo, come ogni mio passo: mio padre.

Anche insieme a Nebbiuno, ho ancora tanta strada da percorrere. E non mi fa paura, nessuna scarpinata.

(Foto e video di Rosanna e Maria Grazia ❤️)

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domenica 14 agosto 2016

Sì, grida la farfalla

Nelle scorribande con la cucciola, ci imbattiamo in una missione terribile. È lei che nota la faccenda: nell'ultima creazione del Ragno Magnone è finita una farfalla. Ha ali rosse, intrappolate nel silenzio.

Lo so, non bisogna interferire. E commuoversi per una farfalla, e non per una mosca, è da umani. Che poi, che cavolate dico: avvertiremmo quella famosa, insopportabile fitta anche una mosca. Quindi, il vero quesito: il Ragno Magnone, che mangia? Che ne sarà?

Tutte domande legittime, ma sarà colpa dell'ultimo libro su Jim Morrison letto in questi giorni. Mi rimbomba nella mente quel desiderio immenso: sentire il grido della farfalla.

Forse lei, silenziosa nella fine, per niente amica, sta urlando qualcosa a noi.

Mi tuffo nel prato alla ricerca di un rametto, poi risalgo verso la ragnatela. Sotto lo sguardo attento della cucciola, infrango la rete che stringe la farfalla, ma lei non si muove.

Con il rametto riusciamo a sollevarla, senza che lei accenni il minimo movimento. Lo tendiamo sopra una pianta, con le speranze che ormai si sciolgono.

Finché lei sbatte lentamente le ali, ci prova. Sembrano così incollate che non c'è nulla da fare, invece il movimento riprende.

La farfalla spicca il volo. E forse stiamo urlando io e la cucciola, di gioia. Forse il Ragno Magnone, furibondo.

Forse lei.

Forse tutte le creature con le ali, dunque le creature tutte.



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sabato 9 luglio 2016

Il tuffo per gridare buongiorno

Sul sipario ancora rosato scendete voi. Sembrate le quattro sorellacce gazze di cui sono ammiratrice in Chi ha bisogno di Willy.

Vi tuffate dal cielo e chissà cosa vi strillate. Complimenti, rimproveri, i primi pettegolezzi che si aggrovigliano in questo aspro chiacchierare. E forse è solo il vostro, ruvido e splendido buongiorno.

Su il sipario.

lunedì 9 maggio 2016

La settimana da cui ripartire

Io, la scorsa settimana, l'adoro. Maggio ha fatto irruzione nella vita, non strappando le erbacce (non sono forse esse stesse creature?), ma scostandole con dolcezza.

Non importano le grane, i rompiscatole e nemmeno la bronchite. I fiori sono stati tanti, irresistibili. Gli angeli, anche di più. E' questo proprio il tuo mese, Mamma, perché mi ha aperto la porta delicatamente e mi hai fatta entrare in nuove strade.

Certo, penso a una serata magica in modo particolare. A Milano, con la febbre, con te che ti preoccupavi perché in auto non facevo che tossire. Poi, quando mi sono seduta accanto a Daniela Basilico a Orasenzombra con la sua straordinaria sensibilità,  quando ho sentito le splendide parole di Stefano Ferri, quando ho udito la musica e visto le pietre di Laura a forme di angelo che si levavano, la voce si è messa a correre per conto suo.

E mi hanno strappato promesse. Che intendo mantenere.

La settimana da cui ripartire, è quella in cui ti scopri e vuoi farlo di più.

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lunedì 2 maggio 2016

Milano e la voce della primavera

Sono lieta di portare Willy e le creature del bosco a Milano, tra gli amici di Orasenzombra. Anche se ci siamo persi tra i sentieri della collina o al cospetto del lago, non possiamo scordarci quanto amiamo questa città. Una delle poche del mondo dove riesco a provare felicità.

E' anche entrata nella storia, con un incontro, anzi più di uno, l'incantesimo di un prato cosparso di margherite che ho rivisto pochi giorni fa. Milano poi mi fa pensare a Elio, Elio Fiorucci, a quei momenti intensi condivisi poco più di un anno fa nel suo regno colorato di umiltà.

E a Fabrizio Canciani, naturalmente. Quando andai a condividere una serata di Orasenzombra per "L'importanza di essere secondi", c'era lui accanto alla splendida Daniela Basilico. Mi ricordo l'emozione di quelle ore e l'intensità di una sua telefonata, di un suo messaggio che mi sospinse ancora in viaggio nonostante la mia riluttanza.

Sono grata a ognuno di queste persone. Quelle che sembrano non esserci più, ma vegliano. Quelle che sono accanto a me e non mi perdono di vista, con la loro amicizia.

La natura è un mondo meraviglioso. Anche l'umanità può entrarvi, in punta di piedi, con quell'empatia che - credo che Elio abbia ragione - sia l'unica risorsa in grado di salvarci. Quindi farci felici.

Vi aspettiamo giovedì 5 a Milano con Daniela, Stefano, la musica, gli amici tutti.
Con Willy, il bosco e i fiori milanesi.


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domenica 20 dicembre 2015

Musetto e ti frega il nome

Il moscerino ronza poco coordinato, fino a cascare nel bicchiere. Un velo di vino lo avvolge e corro in aiuto, sollevandolo con il bordo della forchetta.

Sarà troppo tardi? No, riprende a volare con grazia. Forse anche un po' brillo, dalla prima, bizzarra curva.

Che senso ha salvare un noioso moscerino da un tuffo nell'alcol? A parte che noiosi, molto di più, sappiamo essere noi, direi che c'è un ulteriore motivo.

Qualcosa mi suggerisce che quello si chiamasse Musetto. E quando incontri qualcuno con un nome, non puoi sfuggire ai suoi dolori. Né alle tue responsabilità.

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domenica 6 dicembre 2015

Tre viaggi di Willy

Willy è impegnato in tre viaggi, questa settimana. In luoghi diversi, con un pubblico differente, e sempre desideroso di ascoltarlo. Forse di proteggerlo.

Oggi il libro va a Erba, da Agrinatura Winter. Sarà dopo le 15.30, dopo un dibattito sul green tourism. Willy non vede l'ora, perché in mezzo a tanti, deliziosi animali e a chi li ama. Perché vuole imparare e dire la sua su quanto sia prezioso amare il proprio territorio e rispettarlo.

Mercoledì, la gioia è massima, perché sarà tra i bambini sul lago di Como. E con l'aiuto di una fata! A Cernobbio, allo Spazio Anagramma alle 16.30, darà spazio agli amici animali, perché raccontino le loro avventure. Potete scommettere, che tra quei ragazzini, ci sarà anche Beniamino, il protagonista della storia con Violetta, e suo fedele amico.

Venerdì 11 il gran finale al Fratello Sole, a Busto Arsizio (ore 20.30) Willy dialogherà con altre storie e stringerà buone amicizie.

Grazie, per chi lo seguirà. Anche online dove si farà sfogliare, sempre.

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venerdì 4 dicembre 2015

Willy con i bambini

Willy riceve un invito speciale e me lo porge con delicatezza. Dovrà affacciarsi su uno dei luoghi più belli del mondo.

Sul lago, a Cernobbio. Sa quanto mi è cara Cernobbio, di cui già vi ho parlato: l'unico luogo di vacanza dei miei nonni operai in tessitura, un giorno all'anno, il tempo di prendere i mezzi, salutare il lago, posare davanti alla fontana.

E ogni volta che ci passo, che sosto, che vi respiro, è come se lo facessi con voi, nonni.

Ma è un invito speciale, anche per un altro motivo. In questo caso "Chi ha bisogno di Willy" si rivolgerà ai bambini e offrirà loro soprattutto la possibilità di incontrare gli animali che fanno parte del suo mondo. A Villa Bernasconi, mercoledì 9 dicembre alle ore 16.30 ci sarà persino una fata: non c'è da stupirsi, visto che si trova in uno dei luoghi più belli del mondo.

Un libro a merenda… e le merende si gustano tutti insieme.

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https://www.facebook.com/events/1739146209646531/


mercoledì 2 dicembre 2015

Il ragno magnone si presenta

Il ragno magnone. Si presenta così. Forse un po' arrogante: ma proprio noi, lo diciamo?

Quante volte l'abbiamo incontrato, deriso, calpestato, anche solo per paura. Io sono grata a Willy che me l'ha fatto incontrare in un modo diverso: non sono diventata migliore, ma lui ai miei occhi sì.

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domenica 22 novembre 2015

Chi aiuta il ragno magnone

Un amico, terminata la sua corsa, mi chiama: ho visto il ragno magnone, o meglio la sua creazione. Spettacolare, sotto i baci della nebbia: una ragnatela immensa e d'argento.

Io, che ho attraversato stagioni di fifa per gli insetti e non sempre mi riscatto, sono felice ogni volta che mi viene chiesto del ragno magnone, una delle prime creature che compaiono in "Chi ha bisogno di Willy". Sono felice che gli abbiate risparmiato l'umiliazione di vedere distrutto il suo capolavoro, costruito con abile determinazione. E, a volte, anche la vita, pur sapendo che nella legge della natura ciò significa che altri l'hanno persa per lui.

Chi aiuta il ragno magnone. La sua arte, la natura. In fondo, persino noi.

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giovedì 22 ottobre 2015

Notte e il calore del mulino

C'è un focolare così moderno e così antico, nel mulino, che mi sento a casa. Arrivano volti noti e altri sconosciuti, per pochi: sarà questo tepore a unirci e a diventare un tutt'uno con quello dell'anima.

Sono qui al mulino, nella meraviglia riconquistata di Baggero, e ho la conferma che qui Willy si trova a casa. Sa che a pochi metri i coniglietti si stanno riposando, e così le altre bestiole. Ma soprattutto sente il canto del Lambro, che sta ritrovando voce.

Voce. Come quella di Andrea, che ha letto e vissuto "Chi ha bisogno di Willy", perché lui sa che solo facendo la propria parte con la natura la si salva. E si salva se stessi.

Timidamente le prime domande e la serata corre dietro a un'aria che nemmeno fuori è più fredda. Siamo felici di conoscerci o di riabbracciarci, abbiamo voglia di bere un bicchiere insieme, di ridere, di cercare l'altro. Sentire anche lo sguardo buono di don Carlo Gnocchi.

Chi ha un sogno nel cassetto, chi l'ha realizzato magari capovolgendo la sua vita. Perché alla fine è tutto questo, che serve. Il coraggio. E il calore di un mulino.

Notte e il calore del mulino.

Willy è anche e-book
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