Si può stare senza abbracci, parlano gli occhi, le risate soffocate dalla mascherina che per sicurezza copre anche le lacrime.
Quante persone abbracciamo davvero ogni giorno, quante di quelle che incontriamo lungo la nostra strada?
Mi nutro di questa razionalità a buon mercato, finché esco dalla chiesa e incontro un amico che invece si sta dirigendo lì. Ha grandi occhi buoni come sempre, ma sembrano ancora più puri sopra la mascherina: ha subìto un lutto insopportabile, ancora di più di questi tempi.
Nel porticato parliamo, a un metro di distanza e le parole mie sono così aride e raffazzonate che neanche me le ricordo. So solo che a un certo punto esclamo: è che dovrei abbracciarti, è impossibile e ingiusto non abbracciarsi.
Immersi in questo drammatico gioco di chi preserva chi, non ci muoviamo.
Quando ci separiamo, io lo sento ancora più forte: che è ingiusto non abbracciarsi.
Solo in quel momento ho compreso cosa significhi non poter dare un abbraccio, con la sua semplice immensità che copre il vuoto delle parole.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
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martedì 28 aprile 2020
venerdì 29 marzo 2019
Vittima delle parole
Sarà che ne sono attorniata da trent'anni, per non dire di più.
Che mi è entrata nell'anima, questa vigliaccheria di parlare, tanto da non sopportarla più.
Fretta di parlare. Di applaudire. Di inchinarsi o contestare, prima ancora di provare a capire.
Vittima delle parole, sono stata troppo a lungo, per non convincermi a limitarle. E a far scivolare un silenzio in più, rispetto alla tentazione di dire qualcosa a qualsiasi costo.
Come gocce in un deserto, aspettando di veder rifiorire l'umanità.
martedì 17 aprile 2018
Notte e senza troppe parole
A volte penso così intensamente che non trovo nulla da dire. Fuori, mi percuotono un sole troppo assillante, l'indifferenza che corre e le certezze servite nelle esistenze altrui.
Troppe parole attraversano l'aria e io mi ritraggo. Non per viltà o indecisione, ma perché non mi appartengono. Le lascio volare via, mentre raduno manciate d'azioni. E qualcuna andrà avanti più velocemente di me, in questo silenzio ritrovato.
Notte e senza troppe parole (io Vivo)
Troppe parole attraversano l'aria e io mi ritraggo. Non per viltà o indecisione, ma perché non mi appartengono. Le lascio volare via, mentre raduno manciate d'azioni. E qualcuna andrà avanti più velocemente di me, in questo silenzio ritrovato.
Notte e senza troppe parole (io Vivo)
venerdì 23 marzo 2018
Notte e volevo costruire
Tranne una precoce tentazione di fare la parrucchiera, forse suggestionata dall'abilità del nonno barbiere, ho poi coltivato altri desideri.
Il meccanico, ad esempio. E andavo in fibrillazione quando si rompeva qualcosa, perché potevo rimontarlo.
Poi, ho cominciato a seguire "Bob the Builder" con il mio piccolo e sono andata in fibrillazione, perché ho capito cosa volevo fare veramente.
Volevo costruire.
Chissà perché poi mi sono ritrovata a plasmare così incerto materiale. Le parole, a volte come pietre, a volte inconsistenti come quelli che le riversano in quantità.
Notte e volevo costruire.
venerdì 2 marzo 2018
Notte e tra mille una sola parola
Sembro nutrirmi di parole, ma non ne vivo. Tra mille che mi inseguono, so trovare un luogo dove rimanere in pace.
E anche se le maneggio maldestramente, sorrido felice alla fine di una giornata perché penso…
Ho una sola parola. Un volto, senza ripensamenti e lifting di sopravvivenza.
Tra mille parole, una sola conta e non la cambio.
Notte e tra mille una sola parola.
mercoledì 7 febbraio 2018
Parole come treni
Salgo in treno e sembra un momento tranquillo. C'è una studentessa con la testa negli esami. E sorrido.
Poi lei salta su, perché vede una sua compagna, che forse ha appena visto. Strilla: ma sei…? Vorrebbe insultare e usa un termine che si riferisce invece a una sindrome. Una sindrome per cui non si è affatto scemi come sembra pensare lei.
E mentre se ne va, sento questo tumulto dentro.
Le parole sono come treni. Se scendi alla mercé dei loro binari, ti travolgono.
Lei è lontana, ma i miei vicini stanno parlando di un collega. Ed ecco che viene bollato volgarmente per il suo orientamento sessuale.
Parole come treni. Schizzano via e noi colpevoli di ciò che non sappiamo fermare.
lunedì 8 gennaio 2018
Momenti in cui non dirci niente
Ci sono momenti che ci trasportano lontano nel tempo: siamo di nuovo piccini, come talvolta ci sentiamo ancora.
In quei momenti ci si incontra nel passato, assieme a mutate figure. Cercando qualcosa da dire, finché si capisce.
Quelli sono momenti in cui non dirci niente. C'è un silenzio da ascoltare.
mercoledì 26 luglio 2017
Notte e le parole più belle, le prime
Un passeggino viaggia lentamente sotto il sole e nella conversazione tra la mamma e un'amica, si insinua il vocalizzo della piccola trasportata.
- Ee oo.
Pochi attimi dopo, si ripetono, si inseguono, prendono il volo e tornano come facendo capriole nell'aria.
- Eeeeee oooooo.
Le due amiche le ascoltano e sorridono, anch'io presto attenzione e quando si moltiplicano, di nuovo, penso a quanto siano belle quelle parole. Perché quella è tutta una conversazione per la piccola, si percepisce.
Le sue prime parole, tesoro che solo lei sente in tutta la profondità eppure offre al piccolo mondo attorno a lei, che le capisca o no. Le prime parole, quelle che dici perché sono tutte tue, senza freni, senza paura.
Notte e le parole più belle, le prime.
- Ee oo.
Pochi attimi dopo, si ripetono, si inseguono, prendono il volo e tornano come facendo capriole nell'aria.
- Eeeeee oooooo.
Le due amiche le ascoltano e sorridono, anch'io presto attenzione e quando si moltiplicano, di nuovo, penso a quanto siano belle quelle parole. Perché quella è tutta una conversazione per la piccola, si percepisce.
Le sue prime parole, tesoro che solo lei sente in tutta la profondità eppure offre al piccolo mondo attorno a lei, che le capisca o no. Le prime parole, quelle che dici perché sono tutte tue, senza freni, senza paura.
Notte e le parole più belle, le prime.
giovedì 1 giugno 2017
Notte e le parole camminano altrove
In quei giorni in cui le parole escono e camminano da sole, esplorano nuovi universi e se ne vanno lontano.
Il suono lascia lo spazio al respiro: nella mente un vuoto che è musica.
In quei giorni, tu ti senti libero.
Notte e le parole camminano altrove.
sabato 15 aprile 2017
Notte e l'ultima parola (non vuole)
Mentre collezioniamo il solletico del sole, veniamo percossi da chicchi di ghiaccio. Una grandinata di primavera che strilla come un bimbo, senza allontanare tutti i raggi.
Ma come, ci diciamo, le tue prime parole erano di primavera e carezze, adesso non sappiamo dove rifugiarci.
Aspettiamo una risposta che non viene, perché l'ultima parola la natura non vuole. Solo noi, quando parole non abbiamo.
Notte e l'ultima parola (vuole).
Ma come, ci diciamo, le tue prime parole erano di primavera e carezze, adesso non sappiamo dove rifugiarci.
Aspettiamo una risposta che non viene, perché l'ultima parola la natura non vuole. Solo noi, quando parole non abbiamo.
Notte e l'ultima parola (vuole).
mercoledì 15 febbraio 2017
Notte e giochi di parole
Incontri uomini e parole che chiamano il mondo fuori dalla sua ottusa onniscienza. Anime che non sono smarrite, ma sono state buttate fuori.
E quando chiedi una frase per te, ti offrono un gioco di parole. Per questo sei grata e osservi quelle sillabe unirsi, separarsi e mischiarsi in altro modo: tutto è così fragile, che acquisti una certezza.
Giochiamo con le parole, opponendoci alla serietà della vita che suona come uno schiaffo. Perché qualcuno ci aveva convinto della sua leggerezza.
Giochiamo con le parole, per essere liberi.
Notte e giochi di parole.
E quando chiedi una frase per te, ti offrono un gioco di parole. Per questo sei grata e osservi quelle sillabe unirsi, separarsi e mischiarsi in altro modo: tutto è così fragile, che acquisti una certezza.
Giochiamo con le parole, opponendoci alla serietà della vita che suona come uno schiaffo. Perché qualcuno ci aveva convinto della sua leggerezza.
Giochiamo con le parole, per essere liberi.
Notte e giochi di parole.
giovedì 26 gennaio 2017
Ho sognato che tutti avevamo qualcosa da dire
Ho sognato che tutti avevamo qualcosa da dire, da certezze granitiche scolpite. E, improvvisamente innamorati della vita, tacevamo.
martedì 17 gennaio 2017
Sapessimo parlare con gli occhi
Quando guardo i tuoi occhi, cucciola, sento un frastuono: quella marea di sentimenti che si scaglia amorevolmente contro ogni muro per liberarmi, visto che io non riesco a farlo.
Quante parole contraddittorie ascolto ogni giorno e tu con un solo sguardo dici tutto, senza rinnegarlo mai.
In fondo penso che sia questo il grosso guaio: sparpagliamo parole per non dire nulla.
Sapessimo parlare con gli occhi, diremmo solo che conta.
Quante parole contraddittorie ascolto ogni giorno e tu con un solo sguardo dici tutto, senza rinnegarlo mai.
In fondo penso che sia questo il grosso guaio: sparpagliamo parole per non dire nulla.
Sapessimo parlare con gli occhi, diremmo solo che conta.
giovedì 12 gennaio 2017
Le parole in una notte
Ritroviamo la piccola, che si è allungata solo un poco, e ricordiamo bene le poche parole, quasi a mozziconi, che rivolgeva a me e alla cucciola.
- Uta (seduta).
- Ole (sole).
Mi sembrano trascorse poche settimane e la sua tata la invita a dirmi cosa le ha portato Babbo Natale. Mi sintonizzo e sento un fiume di parole con una vocina di donna. Mi colpisce l'ultimo dono.
- E che ci fai, con una bacchetta magica.
Penso di averla messo in crisi, perché dovrà far fiorire una frase troppo lunga, e mi rammarico. Eppure la sua pausa è solo per prendere la rincorsa.
-Con la bacchetta magica farò tanti incantesimi.
Mi viene in mente quella mattina che mi svegliai e improvvisamente riuscii a pronunciare la r: ne tirai fuori un torrente inarrestabile.
Le parole in una notte, un incantesimo bambino.
- Uta (seduta).
- Ole (sole).
Mi sembrano trascorse poche settimane e la sua tata la invita a dirmi cosa le ha portato Babbo Natale. Mi sintonizzo e sento un fiume di parole con una vocina di donna. Mi colpisce l'ultimo dono.
- E che ci fai, con una bacchetta magica.
Penso di averla messo in crisi, perché dovrà far fiorire una frase troppo lunga, e mi rammarico. Eppure la sua pausa è solo per prendere la rincorsa.
-Con la bacchetta magica farò tanti incantesimi.
Mi viene in mente quella mattina che mi svegliai e improvvisamente riuscii a pronunciare la r: ne tirai fuori un torrente inarrestabile.
Le parole in una notte, un incantesimo bambino.
sabato 7 gennaio 2017
Notte e le parole che non sappiamo più usare
Ogni freddo che ci spinga ad attrezzarci di sciarpa e cappello è polare. E le bombe d'acqua sono in agguato tra qualche mese. Del resto, partiamo dall'amore, lo facciamo scivolare con noncuranza: ci l'ovviamo, per la precisione.
Quante parole abbiamo perduto e usiamo maldestramente, come un unico catalogo dismesso. Le parole che non sappiamo più usare, ci usano.
Svaniti buongiorno, grazie, scusa, per favore e tante tracce di gentilezza o buonsenso.
Le parole che abbiamo abbandonato, ci lasceranno per sempre.
Coro di voci uniformi e sconclusionate, procediamo.
Notte e le parole che non sappiamo più usare, ci usano.
Quante parole abbiamo perduto e usiamo maldestramente, come un unico catalogo dismesso. Le parole che non sappiamo più usare, ci usano.
Svaniti buongiorno, grazie, scusa, per favore e tante tracce di gentilezza o buonsenso.
Le parole che abbiamo abbandonato, ci lasceranno per sempre.
Coro di voci uniformi e sconclusionate, procediamo.
Notte e le parole che non sappiamo più usare, ci usano.
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giovedì 24 novembre 2016
Notte e c'è un'ultima parola
Mentre la pioggia mischia le sensazioni della notte, penso che c'è sempre un'ultima parola che affiora.
Un'ultima parola che sfugge.
Un'ultima che si trattiene.
Un'ultima che si vorrebbe pronunciare intensamente. Eppure resta conficcata nell'anima e neanche la pioggia la scioglie fuori.
Notte e c'è un'ultima parola.
giovedì 30 giugno 2016
Con un sembra
Con un "sembra" ci sentiamo a posto.
Con un "dicono" facciamo scivolare via il peso dei giudizi.
Con un "io" rivendichiamo l'unica persona che per noi ha ragione.
E le parole continuano a scavare fosse di vanità.
Con un "dicono" facciamo scivolare via il peso dei giudizi.
Con un "io" rivendichiamo l'unica persona che per noi ha ragione.
E le parole continuano a scavare fosse di vanità.
domenica 26 giugno 2016
La pioggia di poche parole
La pioggia è di poche parole, concentrate in uno scroscio di gioia o di protesta. Probabilmente, di entrambe.
Non resta un istante di più, non riversa illusioni o fandonie. Si aggrappa all'aria prima di cadere ridendo. E ha già detto tutto, prima di fuggire. Libera da vincoli e voglia di emergere, cade per tornare a volare.
La pioggia, di poche parole, non può rimanere in questo mondo soffocante di chiacchiere.
Non resta un istante di più, non riversa illusioni o fandonie. Si aggrappa all'aria prima di cadere ridendo. E ha già detto tutto, prima di fuggire. Libera da vincoli e voglia di emergere, cade per tornare a volare.
La pioggia, di poche parole, non può rimanere in questo mondo soffocante di chiacchiere.
lunedì 13 giugno 2016
Le parole non volano
Le parole non volano. Quelle cattive, poi, ti restano conficcate sotto la pelle. Tu cammini, ma a volte ne avvertì il peso. Specialmente se le hanno pronunciate nello spazio del tuo cuore e sul palco fanno finta di niente.
Ma le parole restano. E non possono essere levate, se non se ne pronuncia una: scusa.
Altrimenti si può restare a parlare: da soli o con il pubblico preferito e inconsapevole.
Non con te.
lunedì 6 giugno 2016
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