Si può stare senza abbracci, parlano gli occhi, le risate soffocate dalla mascherina che per sicurezza copre anche le lacrime.
Quante persone abbracciamo davvero ogni giorno, quante di quelle che incontriamo lungo la nostra strada?
Mi nutro di questa razionalità a buon mercato, finché esco dalla chiesa e incontro un amico che invece si sta dirigendo lì. Ha grandi occhi buoni come sempre, ma sembrano ancora più puri sopra la mascherina: ha subìto un lutto insopportabile, ancora di più di questi tempi.
Nel porticato parliamo, a un metro di distanza e le parole mie sono così aride e raffazzonate che neanche me le ricordo. So solo che a un certo punto esclamo: è che dovrei abbracciarti, è impossibile e ingiusto non abbracciarsi.
Immersi in questo drammatico gioco di chi preserva chi, non ci muoviamo.
Quando ci separiamo, io lo sento ancora più forte: che è ingiusto non abbracciarsi.
Solo in quel momento ho compreso cosa significhi non poter dare un abbraccio, con la sua semplice immensità che copre il vuoto delle parole.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
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martedì 28 aprile 2020
sabato 27 agosto 2016
Monferrato song
Non si può viaggiare nel Monferrato senza perdersi, non si può senza ritrovarsi. Ci sono luoghi che cantano come il loro vino e gli occhi della loro gente.
Nel nostro pellegrinaggio verso Castagnole, don Cauda e il Ruché, dobbiamo fermarci alle cantine Sant'Agata. Incontrare ancora Claudio, la sua umanità e la sua cultura (imprescindibili l'una dall'altra), è un piacere che va oltre l'incanto delle bottiglie. Come un piacere è incontrare sua moglie e sua figlia, una ragazzina ferma e adorabile che sa riconoscere gli aromi con spontaneità invidiabile.
È vita solcare queste valli e ribadire ai propri occhi che un vigneto, un campo, un bosco mostrano sfumature completamente diverse l'uno dall'altro.
Da Scurzolengo ci rechiamo (da giornalista frustrata ho una terribile voglia di scandire "ci rechiamo" invece del placido "andiamo") a Castagnole. Dove ci chiedono cortesemente che acqua preferiamo, ma sul tavolo scende implacabile il Ruché.
Sento altri aneddoti su don Giacomo Cauda, lo saluto nel luogo in cui ci ha lasciati dopo una processione del Venerdì Santo. Il sole scotta, come la voglia di respirare questa bellezza.
Salgo idealmente sullo scuolabus con la saggia bambina e ne conosco le tappe, i compagni. Mi fermo con gli altri ad accarezzare i grappoli e il pianeta: perché quando arrivo a un piazzale naturale, scandito dal noce, su queste dolci curve, penso che solo qui puoi sentirti il re del mondo.
E nell'aria i profumi si uniscono, in attesa della vendemmia. Un giorno, presto, i colori si impossesseranno di nuovo della scena.
Ma adesso in questa canzone struggente e implacabile che è il Monferrato, i fortunati siamo noi.


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venerdì 6 maggio 2016
Le nuvole non ci abbracciano
Le nuvole ci accerchiano, ci aspettano, ci soffiano addosso, si sciolgono, fuggono. Ma non ci abbracciano.
Accade raramente, quando lasciamo cadere la nostra pesantezza. Allora, lievi come loro, ci troviamo così vicino al cielo da poterle abbracciare.
Le nuvole ci abbracciano, quando crediamo di poterlo fare noi, forse per riconoscenza.
Accade raramente, quando lasciamo cadere la nostra pesantezza. Allora, lievi come loro, ci troviamo così vicino al cielo da poterle abbracciare.
Le nuvole ci abbracciano, quando crediamo di poterlo fare noi, forse per riconoscenza.
domenica 1 maggio 2016
Expo senza gridare
Non sono ancora le nove, aspetto e fremo di entrare. Ma è fuori che inizia il confronto con il mondo. Un australiano, una svizzera e un abitante di Rho: potrebbe sembrare una barzelletta,invece è Expo.
In fin della fiera, da fiera potevo trattarla. Penso a quelli che - spesso dalla comoda e noiosa sedia - mi hanno etichettata come fanatica, o come Expo ottimista in termini ironici.
Eppure ho vissuto un unico ottimismo: la possibilità di incontrare il mondo, di stupirmi, di trovare ciò che mai avevo cercato.
Non so quante volte io sia stata a Expo. Per lavoro più che altro, poche volte spensierata, una volta per esperimento social.
So solo che ogni volta ho imparato qualcosa. E non conosco niente di più bello.
Expo, senza gridare, solo sforzandosi di imparare, per migliorare se stessi, se non il mondo.
http://www.amazon.it/Expo-nessuno-uscir%C3%A0-uguale-qui-ebook/dp/B01B0460DA
mercoledì 20 aprile 2016
Credevo alle parole (prima che l'anima)
Da sempre preda di pensieri e parole, per ventisei anni persino ne ho fatto un lavoro. Poi ho cominciato a incontrare - davvero - le creature. Non sapevano dirne mezza, di parola. Peggio, a loro non importava o così pareva.
Credevo alle parole, prima che l'anima si palesasse sotto forma di creature fiduciose. Su questa terra, non per ambizione, ma per amore.
Credevo alle parole, prima che l'anima. Finché l'anima non mi ha spiegato, con un abbraccio.
http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/chi-ha-bisogno-di-willy-ebook.html
Credevo alle parole, prima che l'anima si palesasse sotto forma di creature fiduciose. Su questa terra, non per ambizione, ma per amore.
Credevo alle parole, prima che l'anima. Finché l'anima non mi ha spiegato, con un abbraccio.
http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/chi-ha-bisogno-di-willy-ebook.html
giovedì 22 ottobre 2015
Quanto dura un abbraccio
Medito sulla strana mattina che mi ha strappato lacrime di gioia.
Ho un'amica che vive lontano in un luogo meraviglioso e sofferente: da tempo non riuscivo a vederla.
Ho un amico che si è trasferito: meno distante, ma sempre troppo. In questi mesi ci eravamo ripromessi di vederci a Expo, anche perché lui è intelligente e oltre alla felicità di un abbraccio avrei imparato molto.
Tutto in una mattina. Riesco ad abbracciare lei, a girare i video che le servono per i suoi laboratori, a farle foto, a stringerci anche in un selfie. Un'ora che misura di immensità.
Sono contenta, peccato solo che forse oggi dovevo vedere anche il mio amico e non ci sono riuscita, devo scappare.
Alla stazione sbuffando e correndo, una voce - anzi due, in simbiosi - grida: Marilena.
Mi giro ed è lui, con sua moglie.
Ci siamo abbracciati qui, a pochi metri dal mondo, e mi è parso di abbracciare il mondo.
Quanto dura un abbraccio...
Grazie.
Ho un'amica che vive lontano in un luogo meraviglioso e sofferente: da tempo non riuscivo a vederla.
Ho un amico che si è trasferito: meno distante, ma sempre troppo. In questi mesi ci eravamo ripromessi di vederci a Expo, anche perché lui è intelligente e oltre alla felicità di un abbraccio avrei imparato molto.
Tutto in una mattina. Riesco ad abbracciare lei, a girare i video che le servono per i suoi laboratori, a farle foto, a stringerci anche in un selfie. Un'ora che misura di immensità.
Sono contenta, peccato solo che forse oggi dovevo vedere anche il mio amico e non ci sono riuscita, devo scappare.
Alla stazione sbuffando e correndo, una voce - anzi due, in simbiosi - grida: Marilena.
Mi giro ed è lui, con sua moglie.
Ci siamo abbracciati qui, a pochi metri dal mondo, e mi è parso di abbracciare il mondo.
Quanto dura un abbraccio...
Grazie.
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