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martedì 31 marzo 2020

Lasciare accesa la luce

Come quando mio padre sopportava che io lasciassi accese le luci per notti intere, dopo aver visto un programma spaventoso alla tv.

Come quando ti coprivo gli occhi al balenare di quelle teste di mostri, nel primo film di Harry Potter, o parlavo sopra le bombe di un'altra pellicola per non farti capire cosa accadeva realmente.

Mentre gli anni si precipitano verso una meta apparentemente casuale, continuiamo ad avere paura, non per noi stessi, ma per i minuscoli esseri accanto: anche quando diventano sempre più grandi o quando lo erano, grandi, e ora diventano piccoli.

Oggi l'ho sentito più forte ancora, con una mamma preoccupata per la propria sorte, di fronte a quella della sua creatura cresciuta in fretta, e mai abbastanza.
È per la mia bimba.
Siamo sempre bambini, forse sempre genitori. Perché c'è qualcuno da proteggere e qualcuno che sopporta che non vogliamo spegnere la lampada per qualche notte. Solo che adesso sappiamo quanto sia inutile lasciare accesa la luce.

Che c'è un buio, che non si può cacciare via.


giovedì 19 ottobre 2017

Notte e scura è la città

Dentro una strada che dovrebbe essere nel cuore della città, sento un buio sconosciuto.

Sì, non vedo una sfilza di luci, ma è un'oscurità diversa, più fitta, quella che la divora. Mentre lo penso, in fondo alla penombra, scorgo un uomo giovane che fruga in un cestino. E passano ragazzi che sanno di tabacco e parolacce. 

Mi sposto in fretta e torno nella luce artificiale. 

Ma come è buia la città, lo sento ancora addosso.

Notte e scura è la città.


mercoledì 14 giugno 2017

Notte e il buio gentile

Le montagne svettano dolcemente nel buio annacquato di pioggia.  Chi viaggia con me si rammarica: avrei voluto vederle bene, con il sole.

Io credo invece che il buio sia gentile: copre le cose di scarso gusto che vi abbiamo disseminato intorno.

E chissà quante altre brutture manda a nanna, per farci sognare.

Notte e il buio gentile 

lunedì 15 maggio 2017

Notte e soli quel che basta

Dopo l'abbraccio della folla, scivoliamo nell'autostrada che si, ci consegna al vuoto. Non c'è paura del buio, ma una sensazione bizzarra, come se fossimo soli e non abbastanza. Quelle luci che gridano talvolta a fianco, rendono tutto più deserto.

Finché compare lei, quella monella di luna dalla faccia seminascosta, e ci accompagna per l'ultimo tratto. Non importa dove ci voltiamo: c'è la luna e noi siamo soli quel che basta, quasi come un gioco di parole, e più forti di ogni parola.

Notte e soli quel che basta.

domenica 1 gennaio 2017

Notte e i passi nel buio (o nelle luci effimere)

Le luci urlano ancora la loro potenza, o almeno quella in cui sembrano credere gli uomini. Ma i passi risuonano nel vuoto.

Trovi l'aspirante truffatrice, che a ogni passante offre una storia strappalacrime e le vorresti chiedere perché. Persone che si nascondono nel buio e altre che ne fuggono. Sofferenze mascherate da una risata e conversazioni solitarie per soffocare la paura.

Ti fanno affiorare brividi le vie deserte, ma anche quelle in cui appare un volto sconosciuto.

Perché ci hanno messo in testa questo: che le luci sono tutto ciò che contano. Ma non ci hanno insegnato a tenere luminoso il nostro cuore. I passi nel buio, o nelle luci effimere, ci conducono lontano da noi.

Notte e i passi nel buio ci conducono lontano da noi.


mercoledì 2 dicembre 2015

Tutta questa voglia di vederci chiaro

Tutta questa voglia di vederci chiaro, anche solo dichiarata.

Per sfuggire al nostro buio.