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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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lunedì 25 maggio 2020

L'unico punto che conta

Accanto al fiume, sfrecciano pochi umani, ma basterebbero a far fuggire molte creature. Non lui, l'airone. Una statua che sfida le frenate delle biciclette, il fruscio dei piedi sui sassolini, i gridolini delle famiglie.


C'è l'airone
Sì, lui c'è, ma il suo sguardo corre altrove. Forse fino all'unico punto che conta, mentre noi ci aggiriamo a caso.

mercoledì 20 maggio 2020

La vita nascosta

Incontenibile la voglia di vivere: esplode la vegetazione con un grido silenzioso. Ma intanto il rumore c'è, anzi il fracasso di tutte le bestiole che stanno creando sano assembramento vicino al fiume.

Solo ogni tanto spunta un becco, un altro animaletto si espone con una nuotata a cielo aperto.

La vita nascosta, però, è quella che scorre. Rumorosa e sincera, capace di immobilizzarsi a un cenno di pericolo, per poi riemergere. 

Tutto attorno, ronza l'estate e io non mi stupire di vedere il nonno, fradicio dopo il suo tuffo nell'Olona, quel tuffo che finora avevo solo immaginato.

domenica 23 febbraio 2020

Seguendo il suo corso

Ci siamo lasciati alle spalle una città fredda d’agosto, tracce di fermento controvoglia.

Lombardia, sempre in movimento, di corsa, febbrile, feroce, poche volte festosa. Dove sei. Lombardia. Italia. Mondo.

Ti, vi trovo qui, al cospetto del mio fiume, l’Olona che sbircia tra i boschi, i prati, i capannoni vivi e quelli addormentati. Pochi passaggi umani, le altre creature che sussurrano.

Che ne sa il fiume dell’emergenza coronavirus. Segue il suo corso, per natura e non abitudine, e offre lampi di pace a chi li cerca. 

Così distante da noi, così simile.

Ciascuno di noi, seguendo il suo corso, si può allontanare dal rumore e dalle paure. E offrire lampi di pace a chi li cerca.

lunedì 25 giugno 2018

Il fiume e la sorpresa

Se avessi studiato geografia come si deve, invece di perdermi in proteste autopunitive, avrei saputo che la tua bellezza è di smeraldo. Per consolarmi, mi dico: meglio così.
E' bello sobbalzare davanti all'intensità del tuo colore, poi farlo ancora quando riguardo le immagini.

Isonzo, ripeto, mentre lo supero in una manciata di attimi. Le piante che lo abbracciano, quasi gelosamente, e io che capisco di aver varcato un confine importante.

Quello della sorpresa, che sa destarsi ancora a un colore, un respiro, una traccia di speranza.

domenica 7 maggio 2017

Primo fiume

Dal finestrino appari più pallido e la pioggia fa i dispetti alle tue sfumature. Ma sei il primo fiume. Se chiudo gli occhi, posso tornare piccina e vedermi a casa impaziente: perché papà arriverà e mi porterà con sé.

Fremerò vedendo il ponte e quando mi poserà sull'erba, strillerò di gioia. Chi se ne frega se le zanzare mi pungeranno. Io sto ammirando tutto questo verde che in città mi è ignoto e poi sento il canto, il canto dell'acqua.

Me lo indica papà e i nostri occhi ascoltano insieme.

Il primo fiume, la prima sensazione che si possa andare da qualche parte per il solo motivo di gioire e stare insieme. E inseguendo quell'acqua che cammina, cogliere che anche quando si fugge, c'è sempre un luogo dove andare.

Tanto è maestro il primo fiume, se qualcuno che ti ama  ti porta alla sua scuola. E con te in silenzio assapora la lezione.

venerdì 3 febbraio 2017

C'è sempre un fiume

C'è sempre un fiume che sospinge le nostre vite. In un libro, mi ha portato così lontano, o forse estremamente vicino. In un altro mi sta facendo sentire le emozioni di una creatura calpestata dentro di me.

C'è un fiume che  mi separa dal mio paradiso di collina.

E c'è un fiume in cui si tuffava il nonno Mario, prima che lo martoriassero. Ci sono passata accanto, Olona silenzioso. La gente che correva o passeggiava, io con la cucciola provavo ad imitarla, ma nessuno può riportarmi quel profumo di primavera che cozzava contro i vapori di morte. Una battaglia infinita, a cui mi sottraevo.

Perché era sempre il fiume dove il nonno si tuffava con gli amici e mi sembra di sentire le risate di quella ingenuità libera.

domenica 29 gennaio 2017

Il fiume da dove viene

La mente risale il fiume,viaggiando negli anni lontani e mai vissuti, ma ugualmente veri perché li hanno vissuti coloro che hanno permesso ci fossi tu.

Volti conosciuti, o accarezzati solo in fotografia, oppure neanche dalle immagini concessi. Eppure tu sai che appartieni a loro. Devi avere un loro guizzo, un'efelide, forse la sfumatura degli occhi quando il sole corre via. Devi avere il loro orgoglio o le loro esitazioni. La voglia rabbiosa di leggere e cercare nomi strani.

Oppure non assomigli per niente a loro, ma ti ostini a pensarlo. Perché devi cercarli, devi cercarti. E quando ti sembra di averli trovati, ti specchi nel fiume, il tempo necessario per distogliere poi lo sguardo.

Il fiume, da dove viene. O importa più dove scorrerà, ancora.

mercoledì 5 ottobre 2016

Il fiume e il signor Attilio

Attilio, anche lui si è messo in viaggio, e io lo immagino sul fiume. Sul suo, il nostro fiume. 

L'Olona. Quello che dà vita e conforto. Quello che dà lavoro. Quello che chiede di essere aiutato a fare solo del bene. E una notte che ne conosco la rabbia, torno a casa con difficoltà. estrema Ma la mattina dopo, sono a Fagnano, dal signor Attilio e dai suoi figli, che stanno cercando di salvare ciò che hanno creato con tanta fatica, dall'impeto del fiume.

Riascolto i discorsi appassionati sull'Olona. L'unica foga deliziosa e paragonabile, nelle parole che prima riguardavano i figli, poi i nipoti. Non troppe, non si usa così. Misurate, come per differenziarsi dall'immensità dell'affetto.

Il fiume e il signor Attilio. Adesso che lui è in viaggio, non riesco a dividerli nella mia mente. 

Il fiume riguarda tutte le persone che vi si affacciano. Il fiume era già bene comune prima che noi provassimo a concepire questo concetto. Sul fiume, vengono idee magnifiche e la capacità di tutelarle.

Buon viaggio, buon riposo, signor Attilio.