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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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lunedì 17 dicembre 2018

Cercando un lavoro (o forse Natale)

Ci sono giorni un po' più complicati, che ti scaraventano addosso raggi di sole e scrosci di tempesta, senza che tu possa capire da cosa ripararti.

Giorni in cui senti le emozioni di tanti addosso a te, perché ce le hai dentro da prima ancora.

Io oggi vedo mio nonno, quando gli dicono che la sua azienda chiuderà. Lui ha i bambini piccoli, sua moglie fragile anche se non ancora apertamente malata: lei lavora tuttora, con fierezza. Lui prende le sue cose, dalla sua valle e decide che deve fare come gli altri: andare in città, dove tutti trovano lavoro.

Quando sei un contadino, prima che un operaio, è dura spingerti via dalla campagna, dalla sua consolazione anche solo temporanea. Ti infili in un palazzo che pur è una reggia rispetto al tuo cortile; ti fai docilmente portare in tintoria, a bere latte per contrastare tutto ciò che respiri. Ce la fai, perché hai i bambini piccoli. Perché sopra di te, hai persone che di te si prendono cura.

Ce la fai, ma raccomandi a tua moglie, prima che si ammali, si ammali troppo per poter lavorare se non seduta davanti a una macchina da cucire: donna, non restiamo nella stessa ditta, è troppo pericoloso. Se perdiamo il lavoro, che cosa facciamo. Se perdiamo il lavoro, non sarà più Natale.

Chissà come ce la fai, nonno, a stare chiuso dentro tra quattro mura, a bere latte, a poter respirare solo di tanto in tanto l'orto che ti sei faticosamente ricavato per ricordare un poco la tua valle, anche nella grande città. Conti i giorni, e anche i centesimi, per poter tornare a casa: fabbricarti una piccola dimora e  fare il contadino, prima che l'operaio.

Cercando un lavoro, o forse il Natale: oltre alle buste paga, la tua luce viene dai gesti di riconoscenza del Tognella, il tuo titolare.

E in tutto questo cercare, mi raccontano proprio oggi, solo oggi di quando mio padre portava i clienti dell'azienda in cui lavorava, a pranzo in una trattoria. Ogni tanto vedeva il cavalier Tognella, sì, che era lì a mangiare.

A mangiare una minestra.

Cercando un lavoro (o forse il Natale).

domenica 2 settembre 2018

Notte ed è tutto troppo bello per non essere vero

La terra si è trasformata in fango dopo queste ore di pioggia, ma questo la rende solo più profumata. Incontro creature così reali, da essere fiabesche. In una giornata così, persino la mia anima potrei toccare.

La campagna, che non conosce le menzogne dell'asfalto, mi rilascia un'infusione di abbracci. E quando mi risveglio nei primi fremiti della notte, io riassaporo ogni istante di verità condivisa.

E' tutto troppo bello, per non essere vero.

Notte ed è tutto troppo bello, per non essere vero.

martedì 5 settembre 2017

Notte e ogni cielo

Mentre solchiamo l'asfalto, mi devo fermare a respirare il cielo. E guarda che cielo, si sta già vestendo di rossore pensando alla sera.

Anch'io.

Mi fustigo perché non mi ero accorta che ogni cielo è bellissimo. Quella bellezza, nelle nostre mani, nel nostro coraggio di alzare lo sguardo e cadere innamorati.

Notte e ogni cielo.

lunedì 10 luglio 2017

Notte e anche le luci si sciolgono

Anche le luci si sciolgono, come il trucco dei pensieri rimossi alla fine della giornata.

Le scompiglia la pioggia rovente e ne porta via le sfumature.

Contro il cielo nero lampi di vita ed eco di guerra, come se fossero entrambe lontane.

Anche le luci si sciolgono, perché sanno che entrambe albergano in noi.

Notte e anche le luci si sciolgono.

giovedì 2 marzo 2017

Notte e se un giovane ama la sua città

Come un focolare, il lavoro di una innamorata della storia mi scalda il cuore la sera. Come vedere tante persone riunite nella biblioteca della mia città, ad ascoltare, raccontare, emozionarsi, meditare.

Basterebbe a farmi dormire felice, se non avessi incrociato tre sguardi formidabili. Tre giovani, che sono lì per la loro professoressa e perché vogliono conoscere meglio la storia della loro città. L'ultimo sul finale si infervora e il volto si illumina mentre dichiara: io amo la mia città!

E tu pensavi di aver già visto tanto per cui guardare avanti, adesso ti viene voglia addirittura di correre. A quando questi giovani potranno rimediare ai tanti mali da noi seminati con tanta cura, a partire dall'indifferenza per i luoghi che noi attraversiamo.

Notte e se un giovane ama la sua città.


mercoledì 3 agosto 2016

Prima che le città si sveglino

Le città che si conoscono in profondità, audacemente e timidamente allo stesso tempo, sono quelle che si sfiorano presto. Prima che si sveglino.

Albe svogliate e dissolute, che si offrono ai primi sguardi. Ne ho collezionate alcune, non per rinchiuderle in un album fotografico, ma per lasciarle correre nel cuore.

L'alba sfacciata di Andros.

L'alba sorpresa di New York.

L'alba odorosa di Marsiglia.

L'alba tersa di Portree, a Skye, con i colori che fanno confusione.

Poche altre si sono concesse e hanno strappato il velo della pigrizia.

Ma prima che le città si sveglino, tu puoi essere già loro.

martedì 24 novembre 2015

Ogni cento luoghi

Ogni cento luoghi, puoi forse dire di aver vissuto almeno un poco la città. L'impegnativa lista, che non è un elenco ma un cammino, mi ha rimesso in viaggio.

Quante cose non sappiamo dove affermiamo di avere le radici. Penso di comprare un volume dell'architetto Augusto Spada, presentato lunedì sera dagli amici di Tradanogn per un amico straniero. Ma so che una copia, presa per me, mi mostrerà quanto non so.

Le vie, gli edifici non mentono. Non si prestano a interpretazioni, come la carta: questo pensiero attraversa l'aria e  mi scuote. Forse per questo li abbattiamo facilmente, per disfarci delle verità.

E anche quando pensiamo di aver studiato abbastanza c'è sempre una fotografia antica che ci inchioda al silenzio, allo stupore: dov'è questo posto?E che ne è stato, di esso, di noi?


lunedì 23 novembre 2015

Quella natura più forte

Volevo stare rintanata nell'oscurità protettiva che avevo trovato. Era così bello sostare lì: ci avrei trascorso autunno e inverno.

Ma qualcosa, qualcuno mi ha cacciato. E gli occhi non volevano alzarsi, finché hanno dovuto arrendersi alla meraviglia. Un cielo stupendo, vario e indescrivibile nella città sotto l'assalto gioioso del tramonto.

Sbuffi rossi e allegri dalla punta del grattacielo. Carezze rosa sulla fabbrica abbandonata, dove già si insinua la natura. E lassù, un combattimento buono di sfumature, come l'intera tavolozza del cuore.

La natura è più forte, mi dico, nel bene e nel male. Ma mai mi incute lo stesso timore di noi esseri umani. E almeno, sa consolare.

giovedì 30 ottobre 2014

Büsti (la ballata del maestro) - canzone per la notte

I tempi 'indré forse più del lavoro, del denaro, della sensazione di stare tutti bene, son racchiusi in quel cuén delle feste. Davvero, sembravano interminabili o comunque con quel ritocco perfetto, quell'aggiunta discreta, ma non frettolosa. Mentre ora già il Natale vola via.

Il maestro ci riporta a quei momenti, guarda la decadenza, fa vivere il rimpianto, cunsciá come non pensavamo, ci ride su con una pennellata che non riesce a essere irriverente.

Eppure ci consegna anche la fiducia e la speranza, quattro gatti che siamo rimasti. C'è sempre qualcosa di antico, qualcosa che possiamo tenere saldo di centocinquant'anni: lavorare  insieme, con tutti quelli che lo vogliono fare, fuasté che sono già dentro i nostri cuori.
 
Stem chi non a piàangias' adossu

Büsti, Büsti gran citá (la ballata dei 150 anni), Ginetto Grilli con Raffaele Viganò, canzone per la notte

martedì 30 settembre 2014

Notte alla mia città di 150 anni

E' un mese come gli altri, è un mese importante. Per la mia città, per la mia Busto, si avvicina il traguardo dei 150 anni, festeggiati proprio il 30 ottobre al parco Milani.

E che cosa significa? Niente, città si è nel cuore, prima che per regio decreto.

E che cosa significa? Tutto, se è occasione per ritrovarsi, guardarsi nel cuore. Non apparire, ma abbracciarsi tra il verde della natura, all'ombra di una ciminiera, scambiarsi gli auguri e rivelarsi comunità.

Ci sarà sempre chi cerca di apparire (e perde tutto dallo spettacolo a se stesso), e chi invece devi pregare per farlo, perché ti guidi.

E' la festa di tutti e io sono felice. Ringrazio la Famiglia Bustocca e la Famiglia sinaghina. Ringrazio una comunità, la mia casa.

Notte, alla mia città di 150 anni.

https://www.facebook.com/auguribustoarsizio/posts/805460396159062?fref=nf