Incroci saggi dappertutto, roba da non poter chiudere gli occhi di continuo. Neanche ti conoscono, ti avranno incontrato tre volte. Fanno finta di essere in altro impegnati, poi ti osservano, ti interrogano e ti dicono.
- Hai fatto anche questo? Guarda che non puoi andare avanti così, o un giorno o l'altro…
Tu ti senti rispondere: quel giorno è già arrivato.
Esci convinta di essere più saggia e stai lasciando già cadere fardelli sulla strada che ti conduce lontano.
Notte e un giorno o l'altro.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
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lunedì 13 novembre 2017
mercoledì 11 ottobre 2017
Se non metto lo zucchero (mi commuovi)
Attraverso un luogo prestigioso e prendo un caffè di fretta. Senza zucchero, prego, a me piace così.
Ritorno dopo tre ore, anonima come la folla che mi circonda, e prendo un altro caffè.
Il cameriere mi chiede: lei senza zucchero, vero?
E quando mi commuovo, eterna bambina, che si ricordi di questo dettaglio nella folla, mi racconta la sua storia. Di giovane che appena ha una certezza sul lavoro la cambia, al contrario della vita. Io sento che devo ascoltarlo, ma anche un po' fuggire altrimenti mi vedo dentro i suoi occhi saggi.
Una persona che si ricorda, non solo per mestiere, ciò che desiderano gli altri, è una grande lezione per me.
Se non metto lo zucchero, mi commuovi, ragazzo. Buona vita, sempre cambiando, fedele a te stesso.
Ritorno dopo tre ore, anonima come la folla che mi circonda, e prendo un altro caffè.
Il cameriere mi chiede: lei senza zucchero, vero?
E quando mi commuovo, eterna bambina, che si ricordi di questo dettaglio nella folla, mi racconta la sua storia. Di giovane che appena ha una certezza sul lavoro la cambia, al contrario della vita. Io sento che devo ascoltarlo, ma anche un po' fuggire altrimenti mi vedo dentro i suoi occhi saggi.
Una persona che si ricorda, non solo per mestiere, ciò che desiderano gli altri, è una grande lezione per me.
Se non metto lo zucchero, mi commuovi, ragazzo. Buona vita, sempre cambiando, fedele a te stesso.
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venerdì 26 maggio 2017
Twin Peaks, se sono cambiata io
Torna Twin Peaks. Tornerà tutto come prima. Io ogni sera in cui scorrono i suoi segreti e le sue incomprensibili verità, mi rintano in casa. Non posso mangiare la torta di ciliegia, ma il caffè lo preparo: ottimo e abbondante. Deve crollare il mondo per tirarmi fuori di qui.
Mi scuoto. La televisione, non la guardo quasi più. Non ho neanche quel canale, detesto gli abbonamenti alla tv e nel mio caso sarebbero pure insensati vista la scarsa attitudine a seguire qualcosa sullo schermo. Del resto, quella sera dovrei andare a un evento. Quella dopo, idem. Dovrei registrare, ogni volta. E pensare che 25 anni fa avevo perso una sola puntata, naturalmente subito catturata su videocassetta e vista la sera dopo.
Twin Peaks forse non è cambiato. Ci dice la cosa più ovvia e meno simpatica del mondo: che possiamo dare la caccia al colpevole all'infinito, ma sarà inutile finché non osiamo guardare dentro di noi.
Io però, lo sono. E questo - devo pur ammetterlo - mi lascia un velo di malinconia che non riesco a scostare.
Mi scuoto. La televisione, non la guardo quasi più. Non ho neanche quel canale, detesto gli abbonamenti alla tv e nel mio caso sarebbero pure insensati vista la scarsa attitudine a seguire qualcosa sullo schermo. Del resto, quella sera dovrei andare a un evento. Quella dopo, idem. Dovrei registrare, ogni volta. E pensare che 25 anni fa avevo perso una sola puntata, naturalmente subito catturata su videocassetta e vista la sera dopo.
Twin Peaks forse non è cambiato. Ci dice la cosa più ovvia e meno simpatica del mondo: che possiamo dare la caccia al colpevole all'infinito, ma sarà inutile finché non osiamo guardare dentro di noi.
Io però, lo sono. E questo - devo pur ammetterlo - mi lascia un velo di malinconia che non riesco a scostare.
mercoledì 3 maggio 2017
Notte e come una yes city
Sarà questa serata che voleva parlare di primavera, ma poi si trova a raccontare altro e si perde persino tra le strade di settembre. Mi arrampico sopra Dundee per prendere le distanze. Sono trascorsi quasi tre anni e io sono con amici cari. Una accanto a me da tantissimi anni, gli altri scoperti proprio lì, in terra di Scozia, e mai più lasciati.
Abbiamo discusso di referendum, di matrimoni scozzesi e persino della mia noiosa tosse. Di come cambia Dundee. Ma chissà se questa sua propensione perigliosa al cambiamento, sempre, mi abbia contagiata oppure se ci siamo trovate sulla stessa strada. Ma poi, perché domandarsi troppe cose.
Diciamo la verità, che mi manchi, Dundee. Sei la prima città di Scozia che ho visitato e prima ancora avevo scritto storie su di te, senza averti neanche accarezzato. Mi hai preso sulla ginocchia e mi hai spiegato: di' qualche no di più, ma mai a te stessa.
Sarà per questo motivo che rivedo le tue luci stasera e dalla collina ti ammiro, con buoni amici e il sapore del mio whisky sul palato.
Come una yes city, vorrei vivere.
Notte e come una yes city.
domenica 30 aprile 2017
Metamorfosi (fedele a se stesso)
Si può cambiare così rapidamente, restando sempre se stessi. La metamorfosi del rododendro, affamato di vita grazie alla primavera eppure da chissà quante stagioni di emozioni prima. Un fiore che sembra goffo e interessante a modo suo già mentre offre un esordio di colori, poi come un cigno lascia alle spalle i primi tentativi.
Metamorfosi di cui pochi si accorgono, ma molto più difficile forse è cogliere quanto tu sia rimasto uguale, fedele a te stesso e persino a chi ti ha voluto, cambiando.




martedì 28 marzo 2017
Notte e se non cambia
Incontri, incroci, incastri di passato. E sotto la luce affievolita della sera mi viene da pensare che proprio non cambia niente. Nel tuo cortile, nella tua città, negli angoli che si sottraggono solo agli sguardi.
E se non cambia niente, che facciamo? Buttiamo in aria anche solo un granello di polvere, che magari nessuno noterà, ma che ad altri granelli si unirà. All'inizio senza farsi notare, poi dando fastidio. Ma che danza si può innescare nel grigiore della sera.
Io ci credo ancora.
Notte e se non cambia (cambialo tu)
E se non cambia niente, che facciamo? Buttiamo in aria anche solo un granello di polvere, che magari nessuno noterà, ma che ad altri granelli si unirà. All'inizio senza farsi notare, poi dando fastidio. Ma che danza si può innescare nel grigiore della sera.
Io ci credo ancora.
Notte e se non cambia (cambialo tu)
mercoledì 15 marzo 2017
Notte e imparo che (non) posso
Mentre cammino nella notte, imparo che non posso controllare quasi nulla, se non frammenti di me stessa. Che peraltro potrebbero contraddirmi nel giro di un nanosecondo.
Non posso impedire a quella luna furbetta di velarsi. A una piccola creatura di mettersi nei guai giocando. A una lacrima di scendere e una risata di esplodere, che appartengano a me o no.
Come in "Walking in space", so che poche cose girano in un'orbita, disciplinate. Io imparo che non posso essere tra loro, la mia anima deraglia troppo di gioia e vita. E che molto altro posso fare.
My soul is in orbit
With God face to face
Notte e imparo che (non) posso.
giovedì 2 febbraio 2017
Notte e se rimango uguale (è merito mio)
Ogni tanto trovi sulla tua strada personaggi che provano a cambiarti. Che sfoggiano delle regole e ne vivono delle altre. Che ti mordono o ti accarezzano, senza che ci sia reale differenza.
Sfoglio l'album che ho messo insieme lungo questi anni e non mi stupisco, se non di una cosa. Sono rimasta uguale, non mi hanno cambiato. Sì, ho avuto qualche aiuto, ma con forza riaffermo dentro di me qualcosa di cui potrei persino essere sicura.
Non so se si chiami coerenza.
So che è merito mio.
Notte e se rimango uguale (è merito mio).
Sfoglio l'album che ho messo insieme lungo questi anni e non mi stupisco, se non di una cosa. Sono rimasta uguale, non mi hanno cambiato. Sì, ho avuto qualche aiuto, ma con forza riaffermo dentro di me qualcosa di cui potrei persino essere sicura.
Non so se si chiami coerenza.
So che è merito mio.
Notte e se rimango uguale (è merito mio).
martedì 20 settembre 2016
sabato 9 luglio 2016
Come si cambia
Un saggio mi chiede dove abito e afferma: sa che volevo parlare della sua città. È diventata così silenziosa, non si sentono più i telai.
I telai cantavano, e ad alta voce, anche nelle case: lì tacciono da molto tempo e mi viene da chiedermi se sia stata causa e metafora del silenzio più profondo che spesso la attraversa.
Sospiro e gli dico: dobbiamo cambiare, trovare un modo.
Lui mi fissa, con i suoi occhi che hanno attraversato i decenni: per cambiare, bisogna avere voglia di vivere.
I telai cantavano, e ad alta voce, anche nelle case: lì tacciono da molto tempo e mi viene da chiedermi se sia stata causa e metafora del silenzio più profondo che spesso la attraversa.
Sospiro e gli dico: dobbiamo cambiare, trovare un modo.
Lui mi fissa, con i suoi occhi che hanno attraversato i decenni: per cambiare, bisogna avere voglia di vivere.
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sabato 25 giugno 2016
Cambiare idea
In troppi cambiamo idea troppo spesso, aggrappati a un vento malizioso. Mica di correre il rischio di cambiare noi stessi.
venerdì 19 febbraio 2016
Se non siamo obbligati a cambiare il mondo
No, non siamo obbligati a cambiare il mondo. Neanche noi stessi, impresa persino più difficile.
Ma a voler ben guardare, neanche a vivere.
Ma a voler ben guardare, neanche a vivere.
sabato 30 gennaio 2016
Cosa puoi fare
Non puoi cambiare il mondo. Non puoi spazzare via i vecchi vizi dalla tua città. Non puoi mettere in ordine il tuo rione. E neanche nel tuo palazzo sempre portare un po' di armonia.
Però forse puoi dare una sistemata alla tua scrivania: quello sempre è in tuo potere.
Però forse puoi dare una sistemata alla tua scrivania: quello sempre è in tuo potere.
martedì 26 gennaio 2016
Non chiediamo più a Expo, ma a noi
Eravamo all'ombra di una quercia, vera e profonda, che respirava il lago a Ispra quasi un anno fa. Ci siamo emozionati come e più dell'Albero della Vita.
Mi ricordo l'intensità di quel dibattito, come di quello successivo quando Expo già si avvicinava a metà percorso. È anche per questo che è sorta l'idea: perché non raccogliere questa intensità e farla rimanere. I padiglioni se ne andranno, chi avendo colto l'occasione di un messaggio bellissimo, chi no. Chi griderà al successo, chi allo scandalo.
Ma noi, rimarremo uguali? In questo caso, sarebbe una sconfitta. Per noi, per il futuro. Un discorso che abbiamo provato a impostare con persone alle quali sono grata. Perché sanno guardare, analizzare, responsabilizzare, con uno sguardo speciale.
Ecco il libro: Expo, uscirà uguale da qui. Con Expovillage
Raffaele Nurra è stato un cardine per me, fin dall'inizio: grazie alla sua esperienza e alla sua arte, mi ha guidato subito a percorrere Expo nei suoi tracciati e nella sua anima.
Monsignor Franco Agnesi ci ha trasmesso la forza del nostro cambiamento. Non il cambiamento da chiedere sempre agli altri, ma a noi stessi. Alle tante opportunità che abbiamo di migliorare il nostro mondo.
Roberta Bertolini e Andrea Della Bella non sono Expottimisti nel senso un po' superficiale che spesso sento dare. Hanno scoperto, vissuto, messo a fuoco il loro punto di vista e non solo, come scoprirete anche voi. Ho imparato tanto grazie a questi due colleghi straordinari.
Paolo Genoni è un medico e una persona che abbraccia, non esclude. Le sue riflessioni sono preziose.
E il maestro.... Be', Ginetto Grilli ha scoperto Expo dove nessuno sospettava, da bravo poeta.
Volevamo sorridere, anche criticare, prendere in giro, ma soprattutto cambiare. Hanno cercato di raccontarlo le nostre parole, a maggior ragione le vignette di Tiziano Riverso. Abbiamo cercato di amare e spronare il nostro territorio. La provincia di Varese, che unisce città e luoghi così diversi: sai quanto costa a una bustocca sbilanciarsi così, lasciatemi scherzare un po'.
Ama la tua terra, per amare il mondo.
Credo che l'aspetto più Expo di questo libro sia rappresentato da coloro ai quali è destinato. Suor Marcella e la sua gente, ad Haiti. Non uscire uguali da Expo significa anche continuare a ricordarsi dei più poveri.
Grazie a tutti i compagni di viaggio, oggi e domani.
http://www.amazon.com/dp/B01B0460DA
Mi ricordo l'intensità di quel dibattito, come di quello successivo quando Expo già si avvicinava a metà percorso. È anche per questo che è sorta l'idea: perché non raccogliere questa intensità e farla rimanere. I padiglioni se ne andranno, chi avendo colto l'occasione di un messaggio bellissimo, chi no. Chi griderà al successo, chi allo scandalo.
Ma noi, rimarremo uguali? In questo caso, sarebbe una sconfitta. Per noi, per il futuro. Un discorso che abbiamo provato a impostare con persone alle quali sono grata. Perché sanno guardare, analizzare, responsabilizzare, con uno sguardo speciale.
Ecco il libro: Expo, uscirà uguale da qui. Con Expovillage
Raffaele Nurra è stato un cardine per me, fin dall'inizio: grazie alla sua esperienza e alla sua arte, mi ha guidato subito a percorrere Expo nei suoi tracciati e nella sua anima.
Monsignor Franco Agnesi ci ha trasmesso la forza del nostro cambiamento. Non il cambiamento da chiedere sempre agli altri, ma a noi stessi. Alle tante opportunità che abbiamo di migliorare il nostro mondo.
Roberta Bertolini e Andrea Della Bella non sono Expottimisti nel senso un po' superficiale che spesso sento dare. Hanno scoperto, vissuto, messo a fuoco il loro punto di vista e non solo, come scoprirete anche voi. Ho imparato tanto grazie a questi due colleghi straordinari.
Paolo Genoni è un medico e una persona che abbraccia, non esclude. Le sue riflessioni sono preziose.
E il maestro.... Be', Ginetto Grilli ha scoperto Expo dove nessuno sospettava, da bravo poeta.
Volevamo sorridere, anche criticare, prendere in giro, ma soprattutto cambiare. Hanno cercato di raccontarlo le nostre parole, a maggior ragione le vignette di Tiziano Riverso. Abbiamo cercato di amare e spronare il nostro territorio. La provincia di Varese, che unisce città e luoghi così diversi: sai quanto costa a una bustocca sbilanciarsi così, lasciatemi scherzare un po'.
Ama la tua terra, per amare il mondo.
Credo che l'aspetto più Expo di questo libro sia rappresentato da coloro ai quali è destinato. Suor Marcella e la sua gente, ad Haiti. Non uscire uguali da Expo significa anche continuare a ricordarsi dei più poveri.
Grazie a tutti i compagni di viaggio, oggi e domani.
http://www.amazon.com/dp/B01B0460DA
giovedì 31 dicembre 2015
Cambiare come te
Il cielo è cupo, il cielo si illumina con poco. E tu non gli sei da meno.
Se uno ha la pazienza di fermarsi e guardare oltre i cliché ("oh, i laghi sempre uguali"), scorge che basta un minuscolo raggio, o un tocco di vento come un vezzo di aggiustarsi i capelli, o un sospiro, un battito d'ali.
Basta poco, per cambiare, mio lago amato che osservi il cielo, grato, mai spaesato.
Vorrei cambiare come te e diventare più simile a ciò che sono, realmente.
Se uno ha la pazienza di fermarsi e guardare oltre i cliché ("oh, i laghi sempre uguali"), scorge che basta un minuscolo raggio, o un tocco di vento come un vezzo di aggiustarsi i capelli, o un sospiro, un battito d'ali.
Basta poco, per cambiare, mio lago amato che osservi il cielo, grato, mai spaesato.
Vorrei cambiare come te e diventare più simile a ciò che sono, realmente.
lunedì 20 aprile 2015
Sai che cambierà
Un vestito in cui non entri, ma non ti ritrovi più. Un colore sul volto che non basta o è grottesco. È un colpo di spazzola all'anima, che rimane sospeso.
Quando sai che cambierà, è perché sei già cambiato.
Quando sai che cambierà, è perché sei già cambiato.
giovedì 22 gennaio 2015
Non cambio
Non cambio, se mi minacci con le tue guerre sante da strapazzo. Non cambio, se eserciti il tuo piccolo potere nel tuo piccolo orto in assenza di vita. Non cambio se alzi la voce.
Io cambio, se e quando lo decido io.
Io cambio, se e quando lo decido io.
venerdì 31 ottobre 2014
Notte e voglio provare a cambiare
Poi mi sento dire: ma non vedi che tutto è finito? Che tutto è distrutto? che non c'è più speranza?
No, non lo vedo. Ma siccome voglio ascoltarti, voglio costruire un ponte, sono pronta a darti ragione.
Mettiamo che tutto è finito, distrutto, che non ci sia più speranza.
Che cosa dovrei fare? Andarmene? Restare e criticare? E a che cosa servirebbe quest'ultima scelta? A consolarmi di essere nel giusto? E che me ne fregherebbe? Essere nel giusto, mentre tutto svanisce, bella storia: non resterebbe nessuno nemmeno ad applaudirmi.
allora ti dico cosa vorrei fare: provare a cambiare.
Notte e voglio provare a cambiare.
No, non lo vedo. Ma siccome voglio ascoltarti, voglio costruire un ponte, sono pronta a darti ragione.
Mettiamo che tutto è finito, distrutto, che non ci sia più speranza.
Che cosa dovrei fare? Andarmene? Restare e criticare? E a che cosa servirebbe quest'ultima scelta? A consolarmi di essere nel giusto? E che me ne fregherebbe? Essere nel giusto, mentre tutto svanisce, bella storia: non resterebbe nessuno nemmeno ad applaudirmi.
allora ti dico cosa vorrei fare: provare a cambiare.
Notte e voglio provare a cambiare.
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