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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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giovedì 13 giugno 2019

Andarsi a prendere la luna

Finito di dire sì a tutti, ti affacci sul tramonto ma la luna subito ti distrae. Ti ricorda che cosa stai aspettando ogni giorno, forse ogni ora.

Un punto nel cielo, che prende consistenza. Un luogo dove non appendere un sogno, ma tirarli tutti giù. Ascolti una storia di coraggio, di quelle che non ti abituano mai, in una Milano che si presenta persino fresca e testarda. Il Piemonte, lo respiri nel bicchiere e in quello che sogni di fare, ancora.

Adesso sai cosa fare: bisogna andare a prendersi la luna.


 

mercoledì 4 aprile 2018

Pregare anche così

Da piccola pregavo anche così. La parola Barbera mormorata dopo papà e pappa. La perpetua che mi porgeva in Piemonte i biscottini da intingere. E don Cauda che spiegava alla mamma come i "fioretti" quaresimali non dovessero per forza riguardare il vino, che fa bene. Meglio rinunciare a qualcosa che procuri il male.

Mi piacciono i vini che assomigliano a una preghiera,  ne portano i tratti, la gravità, il profumo grato. Poi versano poche parole, appena accennate.

(Ora) pro nobis. 

Pregare anche così, con un Ruché che ti ricorda un uomo con la tonaca arrotolata alle ginocchia, per proseguire il lavoro del Signore. Un uomo che si spense dopo la processione di un Venerdì Santo, nell'anno più buio della mia vita, quando papà lo seguì. E forse insieme bevono anche questo, mentre pregano con noi.

http://neicassettidimalu.blogspot.it/2015/08/viaggio-nellarte-del-ruche.html

martedì 19 settembre 2017

Ti amo perché sei morbido

Ti amo perché sei morbido, un gesto d'amore non sbandierato. Un tuffo in qualcosa che non si può raccontare, un'armonia antica. Perché racconti una terra dai volti diversi e felici, che sfociano nella stessa dolcezza. Quella che sa spezzarsi e rinascere ogni giorno.

Bonet, o bunet, cambi vocale come una rivendicazione di cuore. Rimanendo sempre lo stesso, come vorrei fare io.

lunedì 28 agosto 2017

Circondata di bontà

Li avevamo attesi così a lungo: i funghi, i nostri funghi. Che la nostra montagna ha trattenuto, quasi a farceli sognare.

Adesso sono esplosi e mi inchino alla loro danza. Che strana, la bontà, qualcosa che potenzialmente fa male. Qualcosa che ti delizia, se non esageri. Qualcosa che ti fa sentite stranamente libero.

I nostri funghi, porcini cucinati in tre modi per stordire di gioia, nel nostro locale, quello dove siamo a casa e abbiamo portato soltanto gli amici più fraterni. 

Circondata di bontà, io assaggio la vita, che potenzialmente fa male e poi ti delizia, se non esageri.

giovedì 1 giugno 2017

C'è tutto in uno sguardo

L'arte, la parte, una pianta protettiva, la corte del Monte Rosa che dietro cova una nuova veglia, la ciminiera.

C'è tutto in questo scorcio, in questo sguardo e mi fermo a catturarlo. Mentre non so bene dove andare, ogni punto di riferimento è posto con estrema pazienza lì.

Ciò che ci viene regalato, ciò che ci rende felici, ciò che sudiamo, ciò che troviamo casualmente.

C'è tutto, piccola ricetta di vita, stampata su un cielo piemontese e senza sbarre di spazio. Fermarsi per caso e per caso trovar(si).

venerdì 12 agosto 2016

Incontri su un pezzo di pane

Adoro il mio Paese, quando si incontra persino su un pezzo di pane. 

Il burro piemontese si posa con quell'asprezza morbida che aspetta solo un incontro. Così, chiamata, scende un cucchiaio di marmellata calabrese. Sì, diciamo un paio. Clementina più peperoncino: senza inutili conflitti, solo ringraziandosi a vicenda e completandosi.

Le Terre di Zoè e il filo con la Calabria mi arrivano come scoperta dalla Lombardia, dalla Solbiate Olona che mi ha vista crescere e che mi vizia un po' ancora, con le delizie che incontro nella pasticceria di Gianluca Colombo, cugino che è un vulcano di idee e iniziative.

Pizzica, questa marmellata, e lo fa in modo irresistibile per me.


Perché dai sapori piccanti ho sempre tratto un'energia inaspettata, io lombarda. E il burro piemontese, lo sento, approva che io adori il mio Paese anche così, quando si incontra e si fonde senza perdere le proprie, orgogliose caratteristiche.

sabato 6 agosto 2016

Dove corrono le nuvole

Dove corrono le nuvole, strette tra il lago, l'aria e il nostro sguardo.

Neanche sapevo che potessero muoversi così rapidamente. Mi parevano immusonite e ingombranti.

Al contrario, ecco che corrono, inciampano, danzano persino. Sembrano dirette verso il lago, ma credo sia troppo piccolo per ospitarle tutte.

No, forse non è così. Perché vedo che il suo cuore si dilata e offre loro uno specchio per contemplare la danza.

Dove corrono le nuvole, che importa, finché ci fanno tenere lo sguardo incollato al cielo.

mercoledì 16 dicembre 2015

La Scozia, che mi ha portato a te

Molti mi chiedono perché io mi sia innamorata della Scozia, dei suoi laghi, della sua natura abbracciata alla storia, della sua ritrosia che pur è calore e amicizia per una strana alchimia.

Me lo sono domandata a lungo, anche io. E non mi sono data risposte certe e immutabili, ma forse una mi ha sfiorata.

Perché nella Scozia ho cercato ciò che non potevo ammettere da bimba e ragazzina, ribelle per contratto. I nostri laghi, i nostri fiumi, la natura abbracciata alla storia, la ritrosia che riesce a esprimersi in calore e amicizia per una strana alchimia.

Il mio andirivieni tra Lombardia e Piemonte, dovevo sconfessarlo in qualche modo e in realtà amarlo, quasi disperatamente. E adesso adoro la Scozia, adoro il mio lago Maggiore e spingo il mio amore verso altri laghi, grandi e minuscoli. Cavalco le colline piemontesi con i miei sogni smussati, vi ho intinto il mio libro e respiro giornate di primavera come questa dicembrina e altre nella nebbia o sotto una pioggia così scozzese.

La Scozia, la amo ancora di più. Perche mi ha riportato a te.

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/chi-ha-bisogno-di-willy-ebook.html



martedì 21 luglio 2015

Appuntamento al buio sul treno

Il viaggio è iniziato da pochi minuti, quando si spegne il treno per Arona. E' sera, ma sul convoglio diventa notte.

Suggestivo, all'inizio, un po' inquietante quando le luci non si riaccendono subito. Alziamo la voce della conversazione, ci scherziamo anche su, perché in quella carrozza siamo solo in tre. Diamo uno sguardo più avanti e intravediamo una luce in fondo al tunnel, ops, al treno. Fuori sembra tutto ancora più buio del solito, nonostante l'illuminazione delle case che incrociamo.

Succede, con tutti i disguidi che accadono in questi giorni, ci consoliamo. 

Il giorno dopo, una persona a me cara mi dà un appuntamento per un'ora. Poi precisa: se non mi sopprimono il treno come ieri.

Accipicchia, non è qui finiremo con il buio pesto?

#nnvabene

martedì 11 novembre 2014

Il mio lago confuso

La panchina che sembra galleggiare, ma voglio ancora pensare che sia per un sogno andato a male. Come quando perdi di vista il confine tra il giorno e la notte. E le montagne che tremano, come se non avessero creduto fino in fondo all'autunno. La mia collina confusa come il lago, il ruscello che saltella come un folletto e non vuole fare del male.

Il mio lago di piccina  e per sempre, che non tradirò mai, neanche per un loch. Morbido quando sta rinchiuso nelle sue frontiere, da amare persino adesso.

Il mio lago confuso da una pioggia che diventa un'ossessione. Ma che non smette mai di sognare, anche quando è un sogno andato a male.

venerdì 17 ottobre 2014

Notte and life is a bonet

Perché non parli? Come un'opera d'arte, mi guarda immobile il bonet. È solo l'ultimo in ordine di apparizione, ma mi ispira più filosofia di tutta la tavola, nonostante le meraviglie che Il cantuccio mi sa offrire nella tenera Brovello.

Tenera come questo bonet, che si fa esplorare senza tentennamenti dal cucchiaino. Che per me è uno dei lasciapassare del Piemonte, come un salvacondotto per tempi difficili.

E quando lo attraverso, io penso che sì, la vita è anche un bonet. L'ossimoro amaretto che ride con il cacao, poi si ferma come in un gioco ad attendere la tua mossa.

Notte e life is a bonet.