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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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martedì 2 gennaio 2018

E se avessi paura

Un velo fitto di neve che copre il sonno di tante creature, sveglia me.

Socchiudo gli occhi al sole, al cospetto del mio lago, e mi racconto una favola, così vera.

E se avessi paura, dell'inverno e del tempo, del sortilegio della realtà, di un blu dolcemente straziante, dei rami infreddoliti.

Se avessi paura, qualcosa mi inventerei, ancora.

domenica 31 dicembre 2017

Notte e senza paura di volare (coraggioso anno)

Mi complimento per il coraggio, che fosse mio e no. Non me ne rimprovero mai, mi sgrido solo quando mi sono tirata indietro: eppure neanche so alzare la voce troppo.

Perché sono felice del coraggio, che me lo fossi data o fosse un dono puro. Ho rinunciato alle certezze, in  nome di una Certezza. Immune dai sorrisetti e dai proclami, ho camminato e ora guardo le mie scarpe impolverate.

A un concerto rock, qualcuno quasi settantenne ha osato volare. Io mi avvio a un anno importante, e non ho puntato così alto, ma forse mi è costato persino di più.

Senza paura di volare, neanche di mettermi in discussione, ma più di tutto di mettere in discussione ciò che altri mi propinavano per verità di vita.

La verità passa da una lacrima, di dolore o di gioia. Dal sudore di un concerto. Dalla capacità di rinunciare a ciò che offre false sicurezze, per ascoltare umili dogmi che non chiedono giuramenti. 

Grazie per il coraggio a chi l'ha avuto e a chi me l'ha dato. Intanto, un anno più coraggioso si sta affacciando e non mi fa paura.

Notte e senza paura di volare (coraggioso anno)


martedì 5 dicembre 2017

Certo, riusciremo

Certo che è un gran casino, che tutto si aggroviglia o così finge. Ma certo che riusciremo.

A districarci.

A liberarci da corde che non proteggono, ma tolgono il respiro.

A fiorire contro stagione.

A colorare la notte e le sue gabbie scure.

Certo che riusciremo. Perché siamo fortunati, bravi e tutte due le cose.

Perché abbiamo coraggio, anche quando fuggiamo. 

Certo, riusciremo.  

martedì 4 luglio 2017

Notte e con la faccia di Marsiglia vado nella notte

Mi capita di dover attraversare luoghi bui, dell'umanità e dell'anima, al che mi affido alla faccia di Marsiglia. Non una maschera, bensì i muscoli contratti che ho indossato nel doverla percorrere da sola una notte di tanti anni fa.

Persino il suo profumo sincero ora mi spaventava, il vecchio porto sogghignava, la metropolitana si chiudeva ai miei piedi e alla fermata del bus scoprii che il mezzo non passava: una ragazza si era seduta, solo per sentirsi più tranquilla in mia compagnia.

Ho piagnucolato un poco, come da copione, poi sono partita in quarta e ho viaggiato con il mio passo fin troppo deciso. La faccia di Marsiglia, ho messo, quella per cui ti devi difendere che tu ne abbia bisogno o no.

Ogni tanto la tiro fuori e non è che io superi tutti i pericoli. La indosso, senza tenerla troppo a lungo.

Ma almeno con la faccia di Marsiglia io per un po' vado e un profumo sincero si posa sulla mia risata quando me ne libero.

Notte e con la faccia di Marsiglia vado nella notte.

giovedì 29 giugno 2017

Notte e le tempeste che non ti spaventano

Vorrei tornare alle tempeste che non ti spaventano, quelle che hanno il luogo sicuro come le canzoni dei Guns. Quelle che non devo affrontare cavalcando l'asfalto con gli Iron Maiden.

Quelle che si abbattono sul traliccio sotto casa e tu sei lì a contemplarle, mentre infiammano i fili. E sotto questo infernale spettacolo, mi sento al riparo da ogni inferno.

Notte e le tempeste che non ti spaventano.

domenica 30 aprile 2017

Notte e su coraggio (Bigazzi style)

Con tutta la serietà del caso, ma mentre chiudo mese, cassetti e cd sono garbatamente sfiorata da un pensiero.

Che la mia generazione sarà in gran parte (l'ho scientificamente provato, quindi in modo fallibile, lasciatemi fare la filosofa ) tentata da rispondere ogni volta che sente:

Primo Maggio.

Su coraggio.

E questo per la canzone dal titolo più semplice e meno scontato del mondo, Ti amo. Dal duo Tozzi-Bigazzi. E siccome io sarò sempre una bigazziana sfegatata, questa sera mi va di dedicare un sorriso a Giancarlo, al suo essere sempre avanti senza mai volersi far notare.

Notte, buon primo maggio. E su coraggio. (Bigazzi style).

venerdì 21 aprile 2017

Notte e uno scandalo di felicità

Come separare le lacrime dalle risa: qualcosa che non ha senso imparare. Scorrono insieme in una serata come questa, una delle magie di Oltre il Giardino, uno degli ennesimi doni di Giannino Brenna da lassù.

"Non tutti i matti vengono per nuocere", forse chi si crede normale sì. E siamo qui a risentire le voci di chi non è stato mai ascoltato, a chiudere gli occhi sull'eccessivo dolore, a battere le mani e le ali.

Afferro un frammento di frase e lo poso sul principio dei sogni questa notte: oltre tutto e tutti, c'è uno scandalo di felicità.

notte e uno scandalo di felicità.

mercoledì 19 aprile 2017

Notte e timidi con se stessi

La timidezza è rimasta indietro, impigliata negli anni ragazzini o comunque del millennio scorso. L'ho riposta da qualche parte e ora non ricordo più dove sia.

C'è soltanto una timidezza che mi concedo ed è quella con me stessa. Perché arrossisco di fronte a me, un lato che non avevo messo a fuoco, un pensiero scoperto all'improvviso. Timida con me stessa, solo per la gioia di trovarmi diversa o forse così incredibilmente uguale a ciò che avevo sognato.

Notte e timidi con se stessi.

mercoledì 1 marzo 2017

Ti dicono

Ti dicono: brava. Ti dicono: beata te. Come se qualcuno ti regalasse mai qualcosa. Ti dicono: purtroppo io non posso.

Ti dicono un sacco di cose, che pensano oppure per nulla.

Poi arriva una persona e ti dice: hai coraggio e ce la farai. E allora gli occhi si offuscano. Perché sai che è vero, perché te lo sei già detta tu.

giovedì 8 settembre 2016

Se non vi parleranno di papà Placido (Gli amori che non fanno rumore)

Speravo di fare una sorpresa a papà Placido. Di regalargli ciò che altri gli avevano tolto, negando le promesse: una piccola cosa, che l'avrebbe reso felice. E come una bambina goffa e pentita ora vado a salutarlo per sempre.

Speravo anche e di più, signor Placido, che avrebbe sconfitto questa malattia. Ha superato tanti ostacoli, pure dopo la perdita di mamma Luciana. Una parte dell'anima si era già staccata, ma piccola perché il vostro grande amore restava lui: vostro figlio. Il suo futuro, scandito da quel dubbio angoscioso, "dopo di noi", che accomuna i genitori con bimbi frenati da più difficoltà: ma spinti da quanto amore.

Vostro figlio. Quello che vi ha uniti ancora di più, che ha donato i sorrisi più belli, quello per cui avete combattuto una battaglia troppo soli in nome dei suoi diritti. Mamma Luciana in prima fila a chiedere equità per le rette, anche a suon di poesie, e quando è andata, io in un articolo l'ho definita così, mamma coraggio.

Mio Dio, quando facciamo i giornalisti quante parole di troppo usiamo. Avrei dovuto scrivere "mamma" e dentro c'era tutto.

Poi è rimasto lei, signor Placido, e mi ha insegnato tanto. La fedeltà all'amore. La fedeltà all'amicizia, anche con le sue telefonate, perché non c'era festa in cui non ci sentissimo. Lei mi parlava di suo figlio, naturalmente. E di Lourdes, di quando ci andava, di come poi ogni giorno accendeva la tv per ritrovarsi nella grotta anche se il cuore, per quanto fragile fosse, era già corso avanti.

Vengo in ospedale e mi spiace vedere la nuova sofferenza, la nuova lotta. Ma c'è anche un nuovo sorriso, perché lei sa che comunque vada ha fatto ciò che doveva: è riuscito a costruire quel "dopo di noi" con lealtà, pazienza, amore. Suo figlio ha già un futuro tracciato e non rimarrà solo.

Eppure ci speravo ancora, signor Placido. Speravo di riascoltare la sua voce, di incontrarvi, di ridere e di farle la piccola sorpresa che pregustavo.

Invece, un annuncio mi gela il sangue e ora vengo da lei a salutarla come non volevo fare.

Se non vi parleranno di papà Placido, sui giornali o in tv, è perché non sanno che è un papà coraggio, modesto e silenzioso. Quindi un papà. Se non ha preso premi come tanti personaggi di rito, è perché ci sono amori che non fanno rumore: forse i più.

Allora non lo griderò. Sussurro solo che è un papà e secondo me Luciana gli ha preparato una poesia per accoglierlo. E lui, così fiero dei suoi versi, per una volta se li perderà, dovrà farsi ripetere qualche parola: perché sono i suoi occhi che vogliono ascoltare, riscoprire quel volto tanto amato. Possono distrarsi un attimo, un attimo soltanto, Placido e Luciana, perché anche sulla terra esistono gli angeli che sanno prendersi cura di tesori nascosti, figli frenati da apparenti difficoltà eppure spinti da un immenso amore.

Se non vi parleranno di papà Placido, è perché lui non vuole. Perché si schermisce: ha  fatto il suo dovere e ora vuole amare in pace.

giovedì 25 agosto 2016

I've had enough - canzone per la notte (e grazie Kiss)

Ne ho abbastanza. Lo puoi gridare, quando passi nel fuoco. Quando incontri bugiardi che si truccano gli occhi con la verità, quando dai di più di ciò che hai e senti che tutto vola via.

Ma "ne ho abbastanza" va oltre le parole. È trovare la forza di dire: be', ora non mi ferma più nulla. Agire e sapere che ce la farai nel modo più sincero: in qualche modo.

Di questa canzone adoro anche il secondo ritornello, il suo viaggio dall'amarezza alla grinta. E stasera mi ispira particolare gratitudine e un paio di pensieri.

Mi commuove, e mi rende ancora più felice di aver amato i Kiss fin da ragazzina, constatare come Paul Stanley sia stato tra i primi a preoccuparsi delle vittime e della bellezza ferita a causa del terremoto. Dal pragmatico Gene Simmons analoga solidarietà e una lista di cose da fare per aiutare i terremotati: ok le preghiere, ma servono le azioni, ha raccomandato.

Oggi è anche il compleanno di Gene, spesso nel mirino perché parla troppo (e a volte è vero) e dice ciò che pensa fregandosene delle correnti di pensiero dilaganti (deliziosamente vero).

Grazie ragazzi. E adesso questa è l'ora, tutti insieme.



Wishin' and hopin' won't get you nothin'
Prayin' and schemin', no time for dreamin'
I've got the power, this is the hour now
Wishin' and hopin' won't get you nothin'
Prayin' and schemin', no time for dreamin'
I've got the power, this is the hour now




I've had enough, Kiss, canzone per la notte.

martedì 9 agosto 2016

Notte e se sono coraggiosa

La tempesta comincia a sussurrare e io la ascolto con piacere. Coraggiosa, eh? Sotto un tetto, nell'apparentemente più tranquilla città, mi piace vincere facile. Magari in preda a un'illusione.

Ed è bello parlare di coloro che scappano, quando noi siamo seduti.

Di coloro che sbagliano, quando i nostri errori sono invisibili.

Che sarà mai una tempesta, quando non devo affrontare la traversata dei sottopassi. Quasi quasi ci palleggio un po'.


Notte e se sono coraggiosa (è perché mi sento al sicuro)

martedì 24 maggio 2016

Tempesta del mare (un giorno avrò il coraggio)

Un giorno avrò il coraggio di ammirarti. Di incontrarti. Di attraversarti, senza trattenere il fiato.

Tempesta del mare.

martedì 19 aprile 2016

La mia amica coraggiosa con una risata

Della mia amica sapevo che fosse creativa, che fosse buona come il pane e più, che non potesse fare male ad anima viva. Potevo sapere anche che è coraggiosa.

Ma adesso lo so con certezza. E me l'ha insegnato, anche con una risata.

lunedì 7 marzo 2016

Pensavo fosse coraggio

No, ma… le scelte coraggiose che ho abbracciato, quasi con furia in passato?

Pensavo fosse coraggio, almeno. Invece, è che c'eri tu, papà.

martedì 22 dicembre 2015

Il coraggio

Il coraggio non si cerca. Si chiama.

sabato 5 dicembre 2015

Notte e fatti coraggio

Mentre ti ascolto - e Dio sa quanto è preziosa la tua voce - si insinua uno spezzone di un film agrodolce.  Uno di quelli che ti inietta l'amarezza della povera vita, strappandoti solo un sorriso per ostinazione, giusto perché Manfredi.

E senti questo scambio di battute, mentre incombe un uomo armato al servizio del potere.

- Ora, che cosa faccio?

- Fatti coraggio.

Tutto ciò che ci serve fare, è lì.

Notte e fatti coraggio.

giovedì 3 dicembre 2015

Sono una vigliacca

Sono una codarda, che neanche la viltà ha voluto. Le ha detto: accomodati più in là, il coraggio non c'è ma dovrà pur sopportarti.

Le mie ferite sono andate avanti, ma io vagavo nella nebbia. La stessa che incontro ora, sorpresa. E ho sopportato, perché neanche potevo dire: mi tiro indietro. Qualcos'altro mi sospingeva, senza che io lo volessi.

Sono una vigliacca, prestata al coraggio, senza volerlo.