martedì 29 marzo 2022

La pioggia e quello che non sapevo di poter fare

 

Apro la finestra su un buio silenzioso, ma avverto un profumo che combatte tra l'ancestrale e il nuovo: è quello della pioggia.
Svogliata o timorosa, non lo so, ma intanto lei è qui e io ho imparato qualcos'altro.

Rain in the dark - Pexels

Non sapevo di poter sentire l'odore della pioggia, cantato dalla terra stanca e dall'aria, sussurrato persino dall'asfalto. Non sapevo neanche di poter guardare, rarissimamente, oltre una guerra. Non sapevo di poter stare in un ospedale e diventare cabarettista pur di combattere le lacrime. Non sapevo di poter camminare nel buio senza il tuo sguardo.

Una pioggia svogliata o timorosa, ritrovata in modo commovente, subito qualcosa mi ha insegnato.

lunedì 28 marzo 2022

Voglia di nascere


 Aspettando una carezza di pioggia, c’è chi ha voglia di nascere. Persino in un arido terreno di umanità.

martedì 22 marzo 2022

Fiori e coriandoli

Fiori e coriandoli nel prato, pegni di primavera contro la miseria umana. Stelline cadute dalle mani dei bambini o forse incuriosite sono volate via: c'era il cielo a chiamare, eppure hanno scelto la terra.

Tra gli occhi della Madonna, lacrime colorate dei bambini: come una preghiera sfuggita alle labbra.
 

domenica 20 marzo 2022

La luce nei germogli

Ho rincorso le masse di petali lungo le vie, giardini che tradivano abbondanza di primavera, scorci imprendibili con una misera macchina fotografica e con gli occhi. E tutto perché avevo desiderio di primavera

Poi, davanti alla mia chiesa, vedo qualcosa brillare timidamente. Non sono cascate di fiori, bensì silenzioso procedere di germogli. Controluce, osano un poco cantare, ma altrimenti cercano di non dare nell'occhio.
La luce nei germogli, che devi andare a cercare, e le fioriture vistose che vanno a stingersi in tutta fretta.

 

lunedì 7 marzo 2022

Tutte le bambole del mondo

 

Tutte le bambole del mondo, quelle che papà portava a casa dai suoi viaggi perigliosi, per conquistare la mamma. Finché sono nata io e del mondo non gli è importato più tanto perché il mondo suo ero io.

Tutte le bambole del mondo, in questi giorni di guerra a cui guardo negli occhi, non mi consolano più.

venerdì 4 marzo 2022

Scivolando senza voce, ogni volta un po’ di più


Sono solita sognare tanto e ricordare troppo. Appunti di una sceneggiatrice mancata, dialoghi o sguardi fitti, a volte entrambe le cose.

Questa notte, avevo uno spazio angusto dove coricarmi, pochi centimetri e un gradone o un altare dietro a cui aggrapparmi: dove finiva il mio provvisorio spazio, di un certo pallore, c’era l’acqua. Ogni notte, una voce diceva, dormivo lì e quello spazio sembrava ritirarsi, sempre più. Accanto, in un’area più libera c’era un uomo in piedi, forse un pescatore.

Quando i miei pochi centimetri si sono ridotti ancora, io, sdraiata, ho chiesto aiuto perché neanche aggrapparmi all’altare o gradone poteva impedirmi di cadere, sotto gli occhi impotenti della mia cagnolina. Ma non udivo la mia voce, anche se provavo ad alzarla, figurarsi quel signore dallo sguardo impenetrabile rivolto al mare.

In qualche modo, per questa volta, non sono scivolata.

Ma ho pensato a quanti l’hanno fatto, anche questa notte, e hanno chiesto vanamente aiuto. E io, a guardare davanti a me, senza sentirli.

Scivolando senza voce, ogni volta un po’ di più.