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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

domenica 11 ottobre 2026

La domanda più bella e ciò che so veramente


 A ogni presentazione di Figli del Rock, incontro la domanda più bella. Una classifica, dunque, che si aggiorna di continuo, perché le persone sono una fonte inesauribile di scoperte, prima di tutto su se stessi. 

In quello scrigno meraviglioso che è Libooks a Cantù (come sono volati gli anni, da quando appresi della decisione di Manuela, pronta a intraprendere questa strada), accanto a Carla Colmegna è affiorato un interrogativo da parte di una figlia del rock, che già mi aveva fatto riflettere molto sull'attesa e altri elementi del nostro passato.

- Che canzone, che verso ti tatueresti?

Ora, sono ribelle anche verso i tatuaggi per il semplice fatto che non mi piace qualcosa che resti per sempre addosso a me, ricercatrice perenne. Ma questa domanda mi ha costretto a sintetizzare ulteriormente ciò che conta, ciò che mi guida, ciò che cerca di restarmi impresso.

Istintivamente, sono tornata a una delle mie canzoni preferite, Sure Know Something. Per me, fedele socratica, può sembrare una contraddizione, eppure nella mia ignoranza rimane qualcosa che non si lascia travolgere, più una sensazione che una certezza razionale. Ma qualcosa senz'altro so, qualcosa che mi sprona nei momenti più bui, che mi consente, pur a fatica, di non perdermi, di cancellare anche le macchie apparentemente indelebili.

Qualcosa che non so definire, ma che mi permette, accanto alla forsennata esigenza di giudicarmi e bocciarmi, di volermi bene e perdonarmi. Solo così posso sussurrarmi, come Paul Stanley: ho giocato d'azzardo, ma non sono lo scemo di nessuno. E alzare la testa con un sorriso che gioca con una lacrima.

mercoledì 7 ottobre 2026

Tutto è scritto dall'inizio (il manuale trascurato)

 

Dalla cantina di papà affiorano con pudore le etichette di don Giacomo Cauda. Sono sempre state lì, una presenza timida, perché lui, dal parroco di Castagnole Monferrato, faceva arrivare le bottiglie, non le damigiane, a differenza di altri amici.

Mi è parsa come un'ulteriore consegna da parte del caro prete e vignaiolo che ha visto poi la bambina da lui accolta crescere e interessarsi al Ruchè. Allora, tuttavia, quelle bottiglie erano tesori quasi intoccabili in cantina, mentre si ordinavano spensieratamente Barbera e Grignolino.  

Ho deciso di prendere due di queste etichette e di posizionarle in una cornice, accanto ai ritratti di famiglia e non lontano dalla mia musica. 

Insieme, mi rafforzano in una convinzione: tutto è scritto dall'inizio, un manuale segreto ci viene fornito ai nostri primi passi. O meglio, è sfacciatamente vergato con caratteri enormi. È che noi lo tralasciamo, pensiamo in modo crescente di aver capito tutto e di più e poterne fare a meno.

Bisogna avere il coraggio di fermarsi, respirare, sentirsi anche un po' smarriti. A questo punto, la mano si tende verso quei fogli dimenticati e si viene sfiorati da un brivido: ah, ma era già scritto lì, nel manuale trascurato.
Non smettiamo di cercare, per fortuna, nuove lezioni; tuttavia, sappiamo anche guardare indietro con gratitudine e ripartiamo da noi stessi, non da quello che le esperienze ci hanno inculcato sgraziatamente e talvolta con effetti subdoli.

Quelle etichette si trasformano in un'altra pagina di consapevolezza per me.

Nessun incontro - con una persona, una volpe, un topolino, un merlo, una pianta che per quanto il Male potrà strappare ha radici nel tuo cuore - è per caso. 

Tutto, un bicchiere di vino, un disco, un libro, una carezza, è preghiera, preghiera potente che ci riporta a ciò che siamo e a un'insospettabile pace.



sabato 3 ottobre 2026

Voi siete una super band. E i tempi migliori devono arrivare



 

Sto ancora cercando non di domare, ma di mettere in uno strano ordine le emozioni di questa giornata, gioiosamente segnata dalla presentazione di Figli del Rock nella sede e nel cuore di Progetti Fantasia, a Magnago.

Strano, perché notoriamente non mi appartengono queste operazioni: mi piace lasciare che le sensazioni galoppino in me. Mentre assaggio l'autunno in uno dei miei ristoranti nel cuore, vengo catturata da una canzone dei Manic Street Preachers.

Wear your eyes as dark as nightPaint your face with what you likeWear your love like it is made of hateBorn to destroy, born to create, born to create, born to create, born to create
So when you hear this autumn songClear your heads and get ready to runSo when you hear this autumn songRemember the best times are yet to come
Come consuetudine, la musica ha già rivelato tutto: i tempi migliori, incredibilmente, devono arrivare.
 Oggi sono stata da una super band, quella di Progetti Fantasia appunto. Ho ascoltato Martina cantare i suoi prediletti Linkin Park e pure tratteggiarne un'impeccabile biografia. Ho dialogato con ragazzi e genitori e quando siamo approdati al capitolo cover, non ho potuto che citare Ace Frehley in omaggio a Sofia, accanto a me. Sofia, i suoi 18 anni, i suoi sogni che viaggiano dall'irruzione di Ace nel mondo della musica a quest'epoca dell'intelligenza artificiale. Ha interpretato "2,000 man" con una calda precisione che farà inchinare anche the Spaceman lassù, figurarsi i Rolling Stones.
E poi Mattia, quella domanda. La domanda. La domanda che mette a nudo un'anima rock: quando hai scritto questo romanzo?
Poco dopo, apprenderò che per la prima volta Mattia pone una domanda. Gli occhi illuminati dalle lacrime, a questa scoperta, come quando sento parlare di nonno Fulvio da parte di mamma e pres Simona.
Incredibili quegli anni. Eppure i tempi migliori devono ancora arrivare, ragazzi.
Grazie, di avermi accolto nella vostra super band.

Per sapere di più su Progetti Fantasia (associazione di promozione sociale rivolta a persone con disabilità e alle loro famiglie) QUI.