mercoledì 26 novembre 2025

IL LIBRO. Quando pensi di conoscere, hai appena iniziato

 


Da fedelissima socratica, non dovrei cadere in questi auto-tranelli. Ma quando la Pro Patria Scherma e il presidente Marino Vago mi chiesero di scrivere un libro su Giancarlo Toran, per i suoi 50 anni di maestro, pensavo: volentieri, è una persona meravigliosa e oltretutto lo conosco.

Conosco? Una minuscola parte di lui. Ho insomma percorso il ragionamento contrario rispetto a quanto era avvenuto qualche anno prima a Como: restia ad accettare un simile incarico, perché "non conoscevo" una persona, un imprenditore, benefattore, prima di tutto Uomo, che mi avrebbe cambiato la vita.

Giancarlo, lo conosco da una vita. Eppure, che cos'è una vita? Giancarlo, lo conosco per la sua incredibile carriera nella scherma: ma prima, chi era? Così sono andata da lui per la prima volta, in quella cornice unica che è il museo a Busto Arsizio e già alle prime parole ho capito che dovevo fermarmi e ricominciare, come se non sapessi chi fosse Giancarlo. Perché, non lo sapevo davvero.

È stato un viaggio incredibile, che ho affrontato con lui, ma anche con Anna, anzi la Toranna, e con i tanti compagni (non tutti, era impossibile e me ne dolgo) che avevano condiviso tratti autentici di cammino con lui. 

Ne è uscito un libro il cui titolo devo a Giancarlo (Maestro per caso, è una deliziosa ironia da predestinato e un omaggio alla libertà), dalla copertina non meno emblematica ideata da Nomos, la sensazione di far parte di un universo anche se non mi sono mai avvicinata alla pedana se non con "dumasiana" fantasia. 

Martedì sera durante la presentazione al museo della Scherma, nell'Accademia Andrea Felli, - e ringrazio Marta Cammilletti per la conversazione portata avanti con arguzia e precisione - ho rivisto volti che mi, ci hanno accompagnato da sempre. 

Abbiamo riso, scherzato, ci siamo fatti consapevolmente sfuggire delle lacrime. 

Ho riavvertito la mia inadeguatezza, accanto alla mia gratitudine. Perché quando pensi di conoscere qualcuno, hai appena iniziato, specialmente se è una persona come Giancarlo. Il viaggio prosegue, sempre.


https://www.ilbustese.it/2025/11/26/leggi-notizia/argomenti/sport-29/articolo/foto-e-video-cinquantanni-di-maestro-tutti-da-rivivere-cosi-giancarlo-toran-ha-cominciato-per-c.html


https://www.rete55.it/notizie/sport/busto-maestro-per-caso-giancarlo-toran-si-racconta/


giovedì 13 novembre 2025

LunAlba


 Ti chiamerò LunAlba, anche tu destinata a confondere di speranza le idee. La notte incombe, la notte si fa debole e tu giochi con i colori creati dal Superiore.

LunAlba, perché tutto ciò che finisce sta iniziando ancora. Fosse anche per il riflesso delle lacrime, brilliamo insieme ancora.

martedì 4 novembre 2025

Ci confonda l'autunno

 

Stretti nella giacca per il vento e per vezzo, si viene fermati energicamente dall'autunno. Una sferzata di luce si insinua tra le foglie, così tu cerchi di sottrarti a quello spettacolo dorato.

Eppure non è possibile. L'autunno mi fa ritrarre, senza rinchiudermi in me stessa, o meglio - confessiamolo - ci provo, ma lui me lo impedisce.

Ci confonda l'autunno, parlandoci di giornate più brevi e più scarse energie, ma poi ci confessi la verità: meno siamo in controllo, più siamo liberi.

sabato 1 novembre 2025

Natale, piano piano (e quel quaderno che parla di coscienza)

 

Ne sono consapevole (cribbio, una consapevolezza ogni tanto): è troppo presto. Ma chi sa quando Natale arriverà davvero: forse, solo quando il cuore è lieto, ovvero ben disposto alla speranza.

Non so quando potrò sperare, quando la vita mi schiaccerà. Allora corro nel paese del Natale a poco distanza da casa: ne sono stordita e liberata, mi lascio domare dalla coscienza della carta di credito al primo, limitato giorno.

È meglio che io mi lasci contagiare adesso dalla gioia, perché fra un giorno, una settimana, un mese chi lo sa.

Quando sto scegliendo un quaderno da colorare per la mia mamma, una signora mi taglia la strada. Penso sia una nonna, mi ritraggo di fronte alla furia dei desideri dei bambini, ma lei mi confida tenendo abbassato il capo: «È per mia madre, ha 90 anni, l'Alzheimer. Vive in Rsa, convinta di abitare con suo marito».

Le porta un quaderno da colorare, come ho fatto io, nella differenza delle situazioni. Non oso aggiungere mezza parola, è lei a precisare: «Mi spiace, mia mamma era così intelligente».

Anche la mia. Lo è ancora, lo sarà sempre. In una tempesta quotidiana di emozioni, lo dimostra oggi. Vorrei abbracciare la signora, ma resto a rispettosa distanza. È lei ad aggiungere, di sorpresa: «Sarà così anche per la sua».

Sì, la mia mamma era intelligente. È intelligente. Molto più precisa di me, afferma lei e io mi ritraggo di fronte a questa certezza. 

Non so quando potrò sperare, quando la vita mi schiaccerà. Corro nel paese del Natale e prendo quel quaderno che parla di coscienza. 

Natale piano piano, perché non si può sempre correre, ma solo vivere se si è saggi abbastanza e persino se non lo si è.



domenica 26 ottobre 2025

Tutto in volo

 

Basta che entri in gioco il vento, la sua beffarda attitudine a scompigliare nuvoli e pensieri, e il mio sguardo si perde ancora nel cielo, fra quelle strane creature. Le forme più bizzarre che si sfaldano e si ricreano, gli uccelli che sembrano cercare la corrente giusta per fare meno fatica o per scivolare verso il loro destino, le foglie che si mettono a loro volta a danzare.

Tutto in volo, nella stagione che accarezza i miei brividi e li trasforma in fragili sogni, ancora.

venerdì 24 ottobre 2025

Ti ho vista ballare

 

Sotto le carezze della pioggia, ti ho vista. Non sapevo bene chi fossi tu (figurarsi me, sento che sussurri): nella mia ignoranza completa, ti ho attribuito l'identità di una cavalletta, finché amiche più sapienti mi hanno aiutata indicando "Mantide religiosa".

Dall'etichetta leggendariamente crudele, sono scivolata a ciò che sembravi: fragile, abbarbicata per ore a un muro che confondeva con il tuo colore.

In cerca di protezione, di vita o che altro. Come noi,

Da allora, ti ho tenuta d'occhio con un'ansia crescente, io che a lungo coltivai una imbarazzante paura di creature come te. Finché è uscito un barlume di sole, finché tu ti sei spostata in modo impercettibile.

Finché tu ti sei messa a camminare, ma a me parso che tu ballassi.

Sì, ti ho vista ballare. E io senza paura né pudore, a ballare con te.

lunedì 20 ottobre 2025

Luce d'autunno

 

Non illumini che l'anima, illumini l'universo. 

Sei la nostra luce d'autunno, la compagna discreta di brevi passeggiate che per noi significano vita.