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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

sabato 17 gennaio 2026

Io oggi sono libera, anche grazie a te (per il popolo iraniano)

 

Sotto il peso liberante delle cuffie, oggi scrivevo e ascoltavo. Ad un tratto, mi sono reso conto della mia immensa benedizione.

Qualcuno veniva a rompermi per le canzoni rock che le mie labbra replicavano? Col cavolo, come col cavolo che da qualsiasi parte mi imponessero un velo, sul corpo o nella mente. Già, la mia mente febbrilmente pensa e di questa sua musica si inebria. Vuole scegliere lei, la musica della sua vita, da ogni punto di vista. 

Io oggi sono libera, mi dicevo, e grazie a chi? A coloro che hanno combattuto perché la democrazia sapevano cosa potesse essere, ma non la vivevano. Non certo ai tanti, troppi che sulla democrazia sputano perché ci sguazzano beati nella loro ignoranza.

Io oggi sono libera, grazie a chi mi ha dato tutto questo, eppure sento che ciò rischia di sfaldarsi se gli oppressori sono applauditi o tollerati (il che, in questo momento, è la stessa cosa). 

Io oggi sono libera, anche a grazie a te, popolo iraniano. Calpestato, ma non schiacciato, ignorato da tanti che preferiscono aderire al pensiero schiavo delle ideologie (e chiedo scusa per la parola "pensiero"), ma capace di commuovermi fino allo sfinimento per un coraggio che a molti di noi noi non appartiene e chissà se apparterrà mai.


sabato 10 gennaio 2026

Tu mostri solo il cielo bello


Lui mi sussurra, con crescente convinzione: ma tu mostri solo il cielo bello, indichi le luci, i sorrisi, le gioie, non tutto l'inverno (e balla la v) che c'è dietro, che ti scava, ti dilania.

È vero, gli rispondo, già pronta a sprofondare. Ma tutto l'inverno (e balla la v) che c'è dietro, lo gridano tutti e tutto ogni giorno. 

Io mostro solo il cielo bello, perché non c'è altro da rivelare: tutto il resto è così noto, che un sorriso conquistato fa notizia. Prima di tutto, nel mio cuore.

mercoledì 7 gennaio 2026

È tutto scritto nella prima canzone (sei veramente tu?)

 

Perché questa cosa qua è la vita: accade che ti rimescoli le carte. Non molte volte, ma quella giusta. Tu ti ritrovi a compiere un gesto e un rito di parecchi anni fa, così senti nell'aria ciò che ti lasciavi sfuggire.


Say good night when we should say good bye, oh yeah

Sì, perché ogni sconclusionato epilogo di sera ci sussurriamo buona notte, eppure dovremmo usare un'altra espressione. 

Addio.

Domani rinasceremo. Domani ci rivolgeremo la domanda che irrompe all'inizio del disco.

Ma sei tu?

È tutto scritto nella prima canzone. E io che mi sono persa in una mole di cd, che mi conduceva lontano quando voi urlavate tutto subito.

Chissà com'è possibile che io sia così consapevole, e persino vagamente felice, ora.

lunedì 5 gennaio 2026

Punti fermi e leggeri. Perché l'inverno è nella testa

 

Correndo, chiusa in me stessa, per sfidare l'inverno, sono incappata in un urbano tramonto. Distratta, o riportata alla consapevolezza, da un cinguettare teneramente sospetto.

Punti fermi e leggeri nell'aria: uccelli che in gruppo tessevano un canto per noi indecifrabile. Se non fosse che stiamo piangendo innocenti ragazzi da giorni, penserei fosse sereno.

Forse, è sereno.

Punti fermi e leggeri ci dicono che quando tutto finisce, forse sta cominciando. E che l'inverno è dentro la testa, promettendo insopprimibili primavere.

venerdì 2 gennaio 2026

Chissà come facevi a ridere (con tutto il frastuono)

 

Chissà come facevi a ridere,  bambina, con tutto il frastuono attorno. Io non me lo ricordo, ma me l'hai lasciata tu, questa memoria: era un mondo che ti pareva terribile, quello che ti inseguiva, solo io conosco i tuoi tentativi di libertà.

Perché me l'hai detto tu, prima di fingere di allontanarti.

Eri così fragile, tempestata da umori variabili, bullismo da quattro soldi e persino zanzare (ti ricordi la tua pelle percossa, specialmente sul Ticino). Ma ridevi, ridevi con una luce che ti invidio.

Come faccio a ridere oggi, con tutto il frastuono. Dovrei avere la scorza, eppure è sempre più sottile, sì perché non posso attribuire tutte le colpe fuori, a quel mondo che, vicino o lontano, urla sempre di più.

Lo so come facevi, a ridere così. Tu avevi i tuoi sogni. E qualcosa, dev'essere rimasto anche a me. 

domenica 28 dicembre 2025

Il ghiaccio e il fiore

 

L'universo di luci non scalda il cuore: si scava con prepotenza il proprio spazio il ghiaccio sulla città. Nessuna illusione, di fronte alle blande temperature che sbadigliano di un lontano inverno.

Lo senti proprio, il ghiaccio dentro. Vorresti allungare una mano o il passo, ma nulla di te si muove: neanche i pensieri sembrano volersi scostare. 

Tutto è bloccato in una trappola di ghiaccio e luci, avvolta dalle sembianze beffarde di un fiore.

Scenderà la notte e forse sarai libero, ma intanto contempli, quasi ipnotizzato, ciò che fuori si fissa sui tetti e sul cielo. C'è troppo rumore attorno per parlare, del resto le labbra non riescono nemmeno a tremare. 

Ci vuole un raggio potente, che io non conosco, ma tu possiedi, per sciogliere questo gelo. Lo aspetto, senza esigerlo, in quest'anno che si allontana.

sabato 20 dicembre 2025

Ancora in punta di piedi


 La mattina non si è ancora accesa e noi ci chiniamo sulle ultime carezze della notte, che tutto sfuma.

Ancora in punta di piedi, avanziamo. Ancora in punta di piedi, attendiamo. Non so quando riusciremo ad avvicinarci, ma la direzione è tracciata.

Lentamente, usciamo dai nostri pensieri dove la Luce non vuole che ci perdiamo. In punta di piedi, speriamo.