mercoledì 26 luglio 2017

Dialoghi reali - quando ci credo

- comunque te l'ho detto, per il tuo segno zodiacale è previsto un periodo terribile.

- ma no dai... ehi guarda, il tuo segno ha quattro stelle,  va a gonfie vele.

- non credo a queste cavolate


Credenza a intermittenza.

Dialoghi reali - Perdersi

- Pensa, in questo punto mi perdevo sempre.

Silenzio di concentrazione.

- Dove siamo?

- Mi sono persa.

martedì 25 luglio 2017

Tutti gli ingredienti

Una domanda prima di mettersi alla tavola della vita.

Ma quelli che si vantano di conoscere tutti gli ingredienti, perché non cucinano mai?

Notte und ich weiß nicht

Mi perdonerà, Heine, se ripasso i versi della sua Lorelei. Attraverso il vento e le rupi, finché mi infrango.

Forse per colpa di un suo verso. Non trovo irresistibile capelli dorati o la canzone riversata sul Reno.

C'è quello spezzone di canzone: non so cosa significhi che io sono così triste.

Non so. Niente è più sublime.

Notte und ich weiß nicht.

Mia - canzone per la notte

Non piangere, bambina: guarda che sei a casa.

(chissà se è così, per davvero)

E so che sono al sicuro, ma potrei esserlo ancora di più, mentre ascolto questa ninna nanna rock. Mentre il vento sussurra il mio nome.

don't you cry, the wind she's a screamin' your name.

Mia, Aerosmith, canzone per la notte.

Così sicura

Non so quante volte io ho osservato questa foto: lo sguardo che si posava su mio padre, il tempo di annebbiarsi.

Nella casa dove sono cresciuta, solo i primi anni. Quei tasselli verdi sul muro mi sembrano brillare ancora quando passo, di sfuggita.

A lungo, ho guardato solo mio padre, io minuscola e ininfluente, esposta a qualsiasi graffiata del mondo. Poi, gli occhi sono scivolati sulla mia manina. Un giorno, all'improvviso mi sono accorta di come mi aggrappassi al tuo dito. E se questa è fragilità bambina, poi mi trovo a pensare: no.

E' sicurezza. Quella di trovarti sempre, punto di appoggio e per volare, e ancora per tornare da noi, su un balconcino che ci sembra il posto più bello del mondo.

lunedì 24 luglio 2017

Io sto con il controllore (cronache da un treno)

Non ho brontolato contro lo sciopero di oggi sui treni, da brava italiana perché non andava a toccare i miei viaggi, spostati oltre l'orario del blocco.

Poi salgo sul convoglio riconquistato e passa un controllore. Donna. Ma questo lo aggiungo, perché per me lei è un controllore e basta. Una persona con un ruolo, che passa, controlla, verifica che tutti siamo a posto e tutto sia a posto. Non lo è. Qualcuno viene dall'aeroporto, gli è sfuggito che doveva obliterare. Soliti, piccoli inconvenienti. 

Finché un uomo con la bici e lo sguardo cupo, viene invitato a mostrare il biglietto. Lui borbotta, sono rogne e lei non demorde. Adesso, la vedo come donna. So che siamo più esposte: so che gli uomini fanno più facilmente i prepotenti. 

Ma lei non cede.

Lui non ha il biglietto e scende non senza dirle cose spiacevoli.

L'ultima: vai ad ammazzarti.

Il controllore si sporge e gli dice: hai la bicicletta, pedala. Poi ci guarda e ci spiega: abbiamo fatto sciopero per questo, per la sicurezza. Gli occhi sono velati di orgoglio e tristezza allo stesso tempo: così mi appare.

Gli sguardi si posano su di lei, ha il tifo quasi generale o forse sono io che mi illudo.

Io stasera ho capito qualcosa di più e sto con il controllore. Sto con le donne, che devono dire basta ai prepotenti, a chi alza la voce o le mani. Anche quando sono sole, e spesso lo sono pure in mezzo alla gente.


Distante non persa

Minuscola e distante, come l'enorme nave che si rimpicciolisce agli sguardi.

Così è la mia anima, specialmente quando incontra il mare dei pensieri.

Distante, mai persa perché la mia costa, è visibile e sincera. Come te.

domenica 23 luglio 2017

Notte e cosa conta ancora

Ripongo nei cassetti immagini, profumi ed emozioni che ancora scalpitano. Penso a quante delizie ho gustato e quanto ho imparato su di esse, eppure c'è qualcosa che va oltre. Sono gli occhi, i toni della voce, le strette di mano, le cose non dette eppure trasmesse in maniera poderosa.


Di viaggio in viaggio, con gli anni scolpiti nelle mie ossa, sono felice di sapere cosa conta ancora.

L'umanità e le creature tutte. Ciascuna una storia che non puoi raccontare, ma che ti rimane dentro.

Notte e cosa conta, ancora.

Baciata dai colori

Dal sole un bacio persistente per distrazione: sono i colori che restano con me. Quando meno me l'aspetto, quando scelgo di confondermi nella nebbia, ecco che spuntano sfumature incredibili che duellano amorevolmente con il cielo.

E io lì in mezzo, per ragionevole caso.

Baciata dai colori e dalla voglia di volare.

sabato 22 luglio 2017

Notte e non ci si può perdere

Nella folla che deve gridare qualsiasi cosa sul treno, vicino alla porta mi riposa la vista di una madre e una figlia. La prima con i capelli bianchi raccolti e occhi colore del mare, è un po' ansiosa per l'approssimarsi della meta; la seconda, la tranquillizza e allo stesso tempo benevolmente la richiama perché non si agiti per niente.

C'è un altro figlio che aspetta - apprendo - e la madre non vede l'ora di abbracciarlo. Di fronte a un moto di dolce gelosia di colei che ha vicino, spiega con tenerezza: non lo vedo da una settimana, mentre ho goduto di te in questi giorni.

Questo pensiero smorza tutto, ma non come la visione che ho poco dopo: le due donne si tengono per mano. Mi viene da chiudere gli occhi e vederle nella stessa posa, trenta, quarant'anni fa. La madre sicura che guida la bimba, la richiama perché non si faccia prendere dalla foga, perché non si perda…

Chi guida, nella notte dei timori e delle incertezze, delle ansie e dell'amore. Un tempo la madre, oggi la figlia. Eppure quella stretta mi dice che entrambe stanno tracciando la direzione a modo loro, i piani del tempo scomposti e intrecciati come quelle dita. Che non ci si può perdere.

Notte e non ci si può perdere.

Life's what you make it - canzone per la notte

Così il passato si è sbiadito, mica come la raccontavano i Beatles. Con l'aiuto di una stazione umana, mi convinco che questa versione sia più realistica, sotto i colpi dell'estate.

Quante gabbie, ragnatele e sensazioni da soffocare. Eppure dev'essere proprio così: la vita è ciò che ne facciamo noi. Lo pensi, te ne penti, ci ripensi e ti piaci moltissimo. Mentre butti tutto all'aria, per vedere i colori volare, stai quasi danzando.

La vita è ciò che ne facciamo noi, niente può cambiarlo. Per questo, sei cambiata tu.

Celebrate it
Anticipate it
Yesterday's faded

Life's what you make it, Talk Talk, canzone per la notte.

venerdì 21 luglio 2017

Un cardo morbido

Sul monte incontro un soggetto irresistibile. E non lo riconosco perché è così morbido.

Chiedo a una persona saggia e mi risponde: è un cardo. Presto seccherà e segnerà chi lo vorrà afferrare.

Ma adesso è morbido. Forse persino impaziente di farsi accarezzare.

Rosa e spina, come solo noi forse pensavamo di poter essere.

Buona notte e sotto questo cielo

Di fronte a questo cielo e a questa storia, le parole si smorzano in gola.

Quel telo macchiato di nuvole e sole scontroso, sopra la torre fiera, mi avvolge.


Matelica. Marche. Questa è una storia che proverò a raccontare, ma intanto sotto questo cielo, specchio di un'umanità che lotta restando se stessa, stasera  mi preme dire grazie. 


Notte e sotto questo cielo.

giovedì 20 luglio 2017

Scrivere

Scrivere in un cortile gentile con un pc che ti conduce nel mondo o in una stanza profumata con una macchina che ti porta dritto dentro di te.

Scrivere e, è respirare con lo sguardo che vaga per poi ritrovarsi. Silenzi e ticchettii che attraversano epoche.

Notte e il trucco che si stinge

Nella follia umana che incendia la vita, si fanno strada fuochi buoni.

È il sole che si scioglie commosso su colline e valli, come un trucco che si stinge di felicità. E allora le luci umane si fondono in armonia e io ti cerco, ancora.

Notte e il trucco che si stinge 

mercoledì 19 luglio 2017

Fermarsi per volare

Giù la testa immersa in una realtà, finché la brezza ti saluta con un fruscio per ricordartene un'altra. E tu, suggestionata, alzi gli occhi.

Sai bene che quelle creature dipinte lassù non si muovono, ma vorresti comunque inseguirle. Allora fermi ogni istante per volare più veloce.

Sotto meraviglie, puoi sentirti un capolavoro, senza farti notare. Quel fruscio, un applauso anche per te.

Capisco poi

Spesso capisco dopo e me ne rammarico.

Ma prima di stracciarmi le vesti penso: a quanti capita di non capire mai. Quindi quante volte mi va straordinariamente bene.

Notte e l'eco nella stanza

In una stanza dove arriva l'eco di voci e musica, lo spazio sembra danzare. Anche i pensieri. Li lascio correre, con i tasti, poi provo a rimetterli in ordine.

E loro, a ridermi dietro: quanto mai in ordine siamo stati?

Liberi di vagare e sbirciare anche il lago che si pettina di luci, li lascio. Quasi quasi li seguo.

L'eco nella stanza, eppure tanto silenzio di felicità respiro.

Notte e l'eco nella stanza.

Contrasti ricchi di armonia

Non trovo mai una pianta colore dell'altra, persino le foglie di uno stesso ramo lasciano intravedere di sé   luccichii diversi.

Quando i miei occhi si posano su questi spettacoli silenziosi, vedono contrasti ricchi di armonia. E si fermano su quella superficie spalmata in tante sfumature per portarne un po' nell'anima. Lampi docili di pace, che si accomodano e invitano a fare altrettanto.

martedì 18 luglio 2017

Notte e dalla torre più alta

Esistono cose da sussurrare, altre da gridare dalla torre più alta. Come raccomanda una canzone rock o un paesaggio che ti incatena, come il Monferrato.

Da quel punto dove non si scorgono scale per il cielo, perché neanche si coglie la distanza. La terra che versa nettare e sogni, le nuvole che vi sbirciano sopra. In mezzo, mura dalla storia che neanche i mattoni possono contare.

Dalla torre più alta, urli anche quando taci, incantata.

Notte e dalla torre più alta. 

lunedì 17 luglio 2017

Come un bacio alla stazione

Nel buio della stazione interrotto da luci che sbadigliano, scende una giovane donna.

Va incontro a un uomo con slancio, come se volesse dargli un bacio appassionato.

Invece rallentano entrambi e il bacio si posa leggero, scivolando poi via. Via nella luce degli occhi di lui, che quasi si sono accesi di timidezza.

Come un bacio alla stazione, che non ha bisogno di essere urlato, forse è la vita.

Notte e cassetti in cerca di sirene

Il rumore dei cassetti che si aprono, spesso per me assomiglia al canto del mare. Un canto un po' arruffato, di quelli delle notti di inverno.

Lo ascoltai vent'anni fa e non l'ho più ritrovato. Forse perché dentro c'era la voce dei tuoi pensieri, che mi proteggeva e domava il mare d'inverno.

I miei cassetti forse si muovono,  in cerca di sirene tra le tue onde per poter sognare.

Notte e cassetti in cerca di sirene 


Le canzoni come le capiamo ora

Non distrattamente, intercetto dalla tv canzoni di Giancarlo Bigazzi. Il primissimo, che stava più dietro le quinte possibile. Primo anche nelle incursioni in tempi che ancora non si fiutavano nemmeno, nella tenerezza e nell'ironia, nella malinconia e nel dissacrante.

Casco ancora su "Ti amo" e la eleggo a simbolo di una riflessione, già masticata frettolosamente in passato e ora capace di contagiare altre canzoni.

Ma perché quando riempiva l'aria, non capivo tutte le sue contraddizioni, alcune anche intrise di coraggio? Perché come piccole sognatrici ci perdevamo nell'ostinazione romantica del ritornello e non coglievamo l'ondeggiare di lui tra varie destinazioni? Parole così chiare, che non volevamo sentire veramente.

Le canzoni come le capiamo ora, sono terribili e più vere. Ma qualche volta, mi piacerebbe tornare a non capirle, come una volta, e cullarmi di qualche illusione.

http://www.nomosedizioni.it/limportanzadiesseresecondi

domenica 16 luglio 2017

Visto così

Visto così, è semplice e diretto. Per questo cado ai tuoi piedi, natura. 

Visto così, gli umani alla pari dei fili d'erba. Purtroppo, molto più superbi.

Anch'io.

Tutti ugualmente creati a uno scopo, anche se qualcuno si monta la testa.

Visto così, siamo poca cosa. E traccia di Dio. 

sabato 15 luglio 2017

Notte e i miei grandi amici

Caro cielo e cara terra, ho compiuto solenni cavolate. Mi sono fidata dell'infidabile: e se non esiste questo termine, pazienza, nel mio cuore è stampato con il fuoco.

Ma talvolta ho la lucidità di guardarmi attorno, anzi dentro. E vedere che doni immeritati ho ricevuto. Magari per anni sono dentro la mia vita e solo in questo momento mi rendo conto.


Una mail mandata a me da un amico geograficamente lontano per aiutare un'amica geograficamente (e non solo) vicina.

Un'amica oltre oceano, che ogni volta con orgoglio ricorda come il piccolo dono di un portafoglio sia sempre nella sua borsa e nel suo cuore.

E di più ancora: la mia amica, dai banchi della scuola, che non mi abbandona mai, nonostante i miei costanti temporali.

Ho grandi amici, senza doverli contare o taggare. grazie

Notte e i miei grandi amici.

Un sentiero d'oro

Mi perdo tra l'acqua e la montagna, finché non trovo un sentiero d'oro.

Il suo apparente creatore, in realtà gracile quanto noi, sembra guardarmi curioso. E anche i miei occhi lo sfiorano prima di seguire quel sentiero d'oro, ma poi amano smarrirsi ancora. Sereni perché sanno di poter riafferrare quel filo, anche quando non si fa notare. Caldo e discreto segue il corso delle speranze e le alimenta con un bacio.

venerdì 14 luglio 2017

Notte e i colori danzano sul lago

I colori di solito così discreti, ora esplodono sul lago.

Li scruto e li ascolto, come vorrei fare più spesso con ogni bellezza, compresa la mia. E se non tendo la mano per accarezzarli, è perché sono loro che sembrano avanzare arditi.

Dopo una sera in cui il lago si cullava in luci di silenzio, ora questi fuochi danzano troppo felici per gridare. E così muovono i colori miei.

Le nostre idee ci piacciono (tanto che)

Le nostre idee, uno degli spettacoli più avvincenti da contemplare, applaudire, proporre come bis.

Poi mi accade di afferrarne una, di idea, e cercare di capire come sia nata: sarà qualche virus filosofico che mi è rimasto nel sangue dell'anima. Quando la osservo con questa cura, mi sento smarrita perché in fondo non so da dove sia arrivata: gira, si sfilaccia, mi ride addosso e poi torna sfrontata da me.

quasi quasi, la cambio.

Le nostre idee ci piacciono, tanto che a volte è ancora più bello cambiarle.

giovedì 13 luglio 2017

Notte e quello che voglio fortissimamente

Occasioni in cui esplode una determinazione che non è solo mia: ogni tanto c'è qualcosa che voglio fortissimamente. Accade con una tale energia che mi sembra di poter già stringere in mano il risultato.

Non è sempre così.

Quello che voglio fortissimamente, a volte mi sorride, altre va oltre la mia esile ombra. Ma mi lascia un sorriso perché so che ho già avuto un grande regalo: la capacità di volerlo fortissimamente.

Notte e quello che voglio fortissimamente.

Il piccolo sorriso e un mondo grande

Sulla pelle porto il disagio che incontro per strada, quello di mondi che non si sanno incontrare. Salgo sul treno che non è un'isola felice.

Un signore indiano mi chiede se Milano centrale sia la prossima, io lo rassicuro: deve aspettare ancora. Lui mi risponde con un sorriso rapido e io vago altrove con lo sguardo.

Una donna velata (da donna, non lo dico compiaciuta) con una figlioletta di sette, otto anni, si siede a fianco; in braccio ha una bimba di poche settimane, ne vedo solo la nuca.

Poi, nel mio girovagare a caccia di scorci meno solitari, scorgo il suo volto e gli occhi che mi fissano curiosi. Le rivolgo un sorriso un po' buffo e lei si scioglie in una risatella silenziosa, prima di nascondere il viso sulla spalla della mamma. Pochi secondi dopo, però, mi guarda ancora e alla mia smorfia ride, ride di nuovo felice.

Sarebbe già bello così. Ma poi mi accorgo che il visitatore dall'India sta ridendo senza rumore, e una fanciulla italiana in attesa di scendere non è meno allegra.

Il piccolo sorriso e un mondo grande: il mio minuscolo cuore trova ristoro.

mercoledì 12 luglio 2017

Ci vorrebbe un cardo custode

Nella splendida Nizza Monferrato, ascolto la storia del cardo gobbo. Devo poi narrare perché sono schiava di questa creatura. Tutta colpa della ScoIa, of course.

Il cardo custode, lo chiamano gli scozzesi. E ogni volta la leggenda mi percuote. 

Quella notte in cui gli assalitori idearono una vile trovata: assaliremo gli scozzesi mentre dormono, così non potranno reagire. Per rendere il piano perfetto, si levarono le scarpe.

A volte, gli uomini non sanno indignarsi della vigliaccheria, perché la sentono parte di sé. I cardi, come ogni creatura che nasce e cresce per amore e non riesce a pensare ad altro, si ribellarono al posto loro: rimanendo immobili, forse appena scostati dal vento.

Quando i codardi scesero scalzi nelle valli, il dolore fu più forte di ogni progetto malefico: le spine li ferirono ai piedi e loro urlarono. Fu così che gli scozzesi si svegliarono e si salvarono.

Ci vorrebbe un cardo custode, che ti sveglia dagli agguati, magari anche dai tuoi. E magari, c'è pure.

Notte e il canto lieve (quanto costa la gentilezza)

Nella tempesta di un giorno, si insinua il canto lieve di una creatura che non so identificare. Un cinguettio fisso e irresistibile, che mi ispira la possibilità di stare in pace.

Eppure, il pensiero corre a una persona gentile, così gentile come raramente ricordo. Una di quelle che arriva a ogni tuo problema, sempre indossando il sorriso che ti fa sentire meno allarmata del tuo guaio. Una persona gentile, che si è fatta del male.

E mi chiedo, quanto costi la gentilezza. A che prezzo qualcuno possa dispensare tranquillità e sicurezza gli altri.

Quanto costa la gentilezza? Nessuno sa dirmelo. Forse solo quell'uccellino che ostinatamente offre un canto lieve al termine di una tempestosa giornata.

Notte e il canto lieve (quanto costa la gentilezza).

Dialoghi reali - Va bene lo stesso?

La cagnolina agguanta il signore e lo ricopre di baci con un'enfasi decisamente superiore alla media. Lui, felice, si inginocchia per concedersi alle coccole e mi viene spontaneo chiedergli di fronte al loro feeling: lei ha un cane?

Lui alza la testa: "No, ho una moglie, va bene lo stesso?".


martedì 11 luglio 2017

Notte e notte prima dell'esame di giornalismo

Dai che attribuisco tutte le colpe al recente incontro con Uolter: non è neanche un anniversario netto per ricordarlo proprio ora. Ventidue anni fa, sono in una Roma rovente e il giorno dopo devo sostenere l'esame orale di giornalismo.

Siccome sono ancora una ragazzina o così credo, la notte precedente la trascorro con un pensiero fisso. No, mica l'esame. Stavo cenando intensamente, nel locale - mi riportavano - preferito da Giannini, con la speranza di incontrare il Principe. Non ero così preparata, casomai volevo sfuggire a tutto ciò che non potevo preparare e la mia Roma era un ottimo diversivo. Allo scritto, avevo degli amici al seguito, così avremmo aggiunto una gita piacevole. All'orale, mi aveva accompagnata mia madre. Ma com'è tradizione, io quando affronto un esame voglio essere rigorosamente da sola: quindi la lasciai in albergo, dal signor Armando romanista come Dio comanda (per me).

Il mattino dopo parto dunque alla volta dell'esame e avevo irresponsabilmente dormito bene. Nonostante tutto. Cioè, nonostante non avessi incontrato Giannini. I camerieri erano più tesi di me in apparenza e mi invitarono a tornare la sera dopo, per fare un accurato resoconto dell'esame: quasi fossi una giornalista.

L'esame fu lungo, lunghissimo. Io era già al penultimo posto, quando si presentò lui, Uolter. Insomma, lasciami scherzare Walter Veltroni, tu arrivasti e ti fecero una splendida intervista. Che ne pensi di Berlusconi? E della sinistra? Ma che  deliziosi i gadget nell'Unità, come ti è venuta l'idea?

Non mi sono illusa che il mio esame sarebbe stato così e mi ricordo poche cose, a parte un simpatico battibecco con una commissaria e un suo collega che poi venne a congratularsi con me.

Tutto sfugge, rispetto a un particolare che mi ricorda mia madre. A confortarci c'era un signore credo dell'Ordine, ma il suo ruolo mi sfugge rispetto all'aspetto primario: scriveva poesia. Mi ha assistito, incoraggiato contro il caldo e il tempo che si protraeva. Io a un certo punto mi rammento della mia povera mamma in attesa e chiamo il signor Armando: la avvisi che qui ci vorrà un po' di tempo ancora.

Era il 12 o il 38 luglio e faceva molto caldo. Quando io arrivai con la mia promozione, fu festa in borgo. Io poi costrinsi mia madre a cenare ancora nello stesso locale, perché mica volevo tenere i camerieri, miei primi fans, sulle spine. In realtà speravo che almeno quella sera si presentasse Giannini.

Ero un'irresponsabile, ma anche questi sono indizi di felicità, sussurrati, perché si è arrivati a un traguardo. E quindi si sta ricominciando.

Notte e notte prima dell'esame di giornalismo.

lunedì 10 luglio 2017

Il cuore, dentro

A volte ci metto il cuore, a volte vi cade dentro.

E forse questo scivolare dolce è più vero di ogni sforzo.

Notte e anche le luci si sciolgono

Anche le luci si sciolgono, come il trucco dei pensieri rimossi alla fine della giornata.

Le scompiglia la pioggia rovente e ne porta via le sfumature.

Contro il cielo nero lampi di vita ed eco di guerra, come se fossero entrambe lontane.

Anche le luci si sciolgono, perché sanno che entrambe albergano in noi.

Notte e anche le luci si sciolgono.

domenica 9 luglio 2017

La fortuna di Tunnel of love

Macinando maldestramente chilometri, ho trovato la radio che mi indica la via meglio delle altre. Un giorno di particolare confusione, mi serve i tormentoni del rock e mi fa scivolare nell'abitacolo "Tunnel of love".

Lascio cadere la mia veste più massiccia e le consento di invadere con garbo l'abitacolo. Accordi, parole mormorate, fatte cadere quasi per caso, in cui si introducono flash di un vecchio video.

Sono un'anima che si ciba di rock molto più pesante, eppure non riesco a smettere di ascoltare. Questa canzone fa sgorgare molto di più e mi sento addosso una grande fortuna, immeritata.

Sono la generazione che ha potuto accogliere "Tunnel of love". Che si è meravigliata e ancora oggi, tempestata dalle abitudini, osa incrinarsi ai primi accordi e non riesce a sciogliersi dagli ultimi.

Grazie.

Notte e libera con un gabbiano a New York

Sfrecciando sull'acqua, penso che  mi sento libera solo perché questa si allea con l'aria. E ritorno di corsa a New York City, mentre scappo via su un battello.

Non ho detto niente a nessuno, nemmeno che ho bisogno di stare da sola. Ma un gabbiano compare sopra di me e mi segnala la via. Lo fa con un volo impeccabile, sotto il quale mi sento imperfetta creatura.

Eppure così libera. Lui va avanti, di pochi centimetri, ma non mi obbliga a seguirlo. Forse, sta persino seguendo me.

Notte e libera come un gabbiano a New York.

sabato 8 luglio 2017

Seguimi

Seguimi. Anche se siamo i primi, soprattutto per quello.

Io comincio a palesare i colori perché tu non sia timido.

In questo verde universo, i nostri petali vedono impigliati frammenti di cielo per il coraggio.

Notte e il cuscino della luna

Una fresca confusione si posa sopra di noi e quando alzo lo sguardo, stento a riconoscere la luna. Prima penso che si sia nascosta, poi mi rendo conto che si è solo messa comoda. Il suo volto posato su un cuscino di nuvola, che quasi quasi le sfilerei per gustarlo.

In cielo uno spettacolo che non ha prezzo, e noi fortunati passanti che non osano fermarsi ad applaudire.

Notte e il cuscino della luna.

Cosa è rimasto lassù (il filo tra le nuvole)

Le nuvole che non coprono la verità, ma la coccolano dopo i maltrattamenti ricevuti.

Cosa è rimasto lassù. Dio, sentenziava "Io vagabondo" e sono troppo piccola per dubitarne. Una macchia di senso, una speranza ovattata. Un filo teso tra sospiri e pensieri, che forse aspetta solo di sciogliersi tra le nuvole.

venerdì 7 luglio 2017

Notte e dire qualsiasi cosa

A volte bisognerebbe tornare dritti dentro un film di Neil Jordan, magari in "La moglie del soldato". E reclamare il diritto, sotto il peso del dolore tuo o altrui (abbracciati senza sollievo), di sentirsi dire qualcosa. Per la precisione, qualsiasi cosa.

Notte e dire qualsiasi cosa.

Onde nella vita

Ogni tanto scopro onde nella vita, non importa di che lago. 

Mi muovo sotto il sole o sotto una nuvola non meno ostinata. E solo allora, tra vapori che mi rispecchiano, percepisco che sono lì.

Onde nella vita, mi rinchiudono e mi sprigionano.

Non importa dove, perché è sempre il lago che racconta, come un vecchio saggio.

giovedì 6 luglio 2017

Notte e vigliaccamente eroi

Neanche mi ricordavo questa pennellata atroce, ma stasera mi è venuto in mente di infilare di nuovo la spina nella presa e il televisore per qualche minuto ha ripreso anima.

Donna amante mia, gente di mare, ma perché queste canzoni devono riversarsi dentro la mia vita attuale, caro Umberto Tozzi? Poi arriva "Gli altri siamo noi", che guarda caso oggi avevo pure rimuginato dopo un discorso ufficiale.

Vigliaccamente eroi. Questa frase dimenticata - c'entri tu, Giancarlo vero? - mi percuote. Penso a quanto siamo coraggiosi su questi social  superstar. Eroi a condannare, scandalizzarci, gridare.

Urlare nell'odio, muoverci a capire e aiutare un po' meno.

Notte e vigliaccamente eroi.

mercoledì 5 luglio 2017

Chi comanda

Tutti i comandi racchiusi sotto il cielo si lasciano ammirare in perfetta confusione.

Chi comanda, non la mano che li manovra; forse nemmeno la mente che sospinge verso le decisioni. Magari un lampo di cuore, compresso sotto il cielo in tempesta.

Rallenta, fermati, avanti, indietro… Chi comanda su una nave che non ti appartiene e potrebbe averti caricata per sbaglio, se gli sbagli esistono. Ma che meraviglia l'aria che ti avvolge sul mare.

Notte e perdo il conto

Nell'affollarsi degli istanti e delle emozioni, perdo il conto di molte cose. Dei pensieri e delle stelle, delle fortune e delle viltà. Un pallottoliere dell'anima che rimane sospeso.

Perdo il conto perché sono distratta, perché sono concentrata, felice o un po' folle. Forse soprattutto, perdo il conto perché non ho iniziato a tenerlo mai.

Notte e perdo il conto.

I girasoli che si inchinano

I girasoli che si inchinano al vento e magari anche a te. Non è illudersi, ma lasciarsi contagiare da tutto questo ben volere.

E io ben voglio essere felice, insieme a tanti girasoli come me.

martedì 4 luglio 2017

Notte e con la faccia di Marsiglia vado nella notte

Mi capita di dover attraversare luoghi bui, dell'umanità e dell'anima, al che mi affido alla faccia di Marsiglia. Non una maschera, bensì i muscoli contratti che ho indossato nel doverla percorrere da sola una notte di tanti anni fa.

Persino il suo profumo sincero ora mi spaventava, il vecchio porto sogghignava, la metropolitana si chiudeva ai miei piedi e alla fermata del bus scoprii che il mezzo non passava: una ragazza si era seduta, solo per sentirsi più tranquilla in mia compagnia.

Ho piagnucolato un poco, come da copione, poi sono partita in quarta e ho viaggiato con il mio passo fin troppo deciso. La faccia di Marsiglia, ho messo, quella per cui ti devi difendere che tu ne abbia bisogno o no.

Ogni tanto la tiro fuori e non è che io superi tutti i pericoli. La indosso, senza tenerla troppo a lungo.

Ma almeno con la faccia di Marsiglia io per un po' vado e un profumo sincero si posa sulla mia risata quando me ne libero.

Notte e con la faccia di Marsiglia vado nella notte.

Testa tra le nuvole

Tutte le volte in cui ho avuto la testa tra le nuvole, ho perso le mete che altri mi avevano indicato.

Ma ne ho trovate di nuove, che forse mi aspettavano.

Ho trovato più di quanto io abbia smarrito, tra le morbidezze di pensiero.

lunedì 3 luglio 2017

La fortuna o i punti di vista

Sarebbe un dialogo reale, ma è stato troppo interiore. E soprattutto mi ispira una voglia incredibile di sfogliare allo sfinimento il mio testo sacro di Boezio.

Arrivo in un luogo dove il posteggio è oro. Ammetto di aver persino mormorato una preghiera, perché ho una dannata fretta e incombe pure la tempesta.

Ma imboccata la strada, vedo un'auto che occupa gloriosamente un posteggio. E' il mio collega fotografo e mormoro: che fortuna sfacciata ha avuto.

Non faccio in tempo a concludere questa frase, che mi trovo davanti uno spazio in cui potrei parcheggiare la mia macchina moltiplicata per due. Dall'emozione, la manovra non mi viene così spontanea. Quando l'ho conclusa, ecco che nel frattempo arriva il mio collega. Dopo uno sguardo confessa: "Sai che ho pensato. Guarda quella che fortuna. Io mi sono appena accaparrato un posto così piccolo".

E io gli confido a mia volta: "Anch'io avevo sospirato sulla tua fortuna".

Al che mi viene da pensare che nessuno conosce la propria fortuna. Specialemente se sospira su quella degli altri.

Risolverò tutto in un baleno

Eppure so che risolverò tutto in un baleno.

Come se ci fossi ancora tu.

Vuoi vedere che ci sei.

Notte e tutto non è importante

Ti hanno inculcato in testa che tutto è importante e tutto reclama tutta te stessa.

Poi ti vedi correre con mani colme di sabbia e con sollievo senti le dita lievi, quanto l'anima.

No, con il cavolo che tutto è importante

Tu sei importante. Il resto scorre via, come sabbia

Notte e tutto non è importante.

domenica 2 luglio 2017

Notte e in una notte senza Jim

Quando si affaccia questa notte, si apre una finestra sugli intrecci delle nostre vite. A tre anni attraversi cose poco memorabili con la tua minuscola esistenza, eppure  ti segnano senza che tu te ne accorga: avrai tutto il tempo per scoprirle. Nel frattempo, in una notte senza tempo Jim Morrison scivolava via.

In queste ore, mi accompagna sempre la Casa dei giacinti. Per quei presagi, per quella fiducia in un unico nuovo amico, che è la fine, per quello smarrimento quando ti accorgi che un altro ha buttato via l'unica carta in cui confidavi.

In queste ore, mi trovo sempre a camminare a Parigi, sotto le finestre di una casa a chiedere che questo finale non vada in porto. Che forse, nessun finale ci sia. E quando rimetto la cassetta, per sentirmi addosso tutti questi anni con maggiore, autofustigante efficacia, ci credo davvero.

Notte e in una notte senza Jim.




http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Homepage/216334_jim_morrison_c_stato_un_tempo_ma_nulla_sa_realmente_finire/

sabato 1 luglio 2017

Miracoli ordinati

Con uno sguardo ottieni ciò che vuoi, il sole acconsente ai tuoi occhi e tutto trasforma in oro.

Miracoli ordinati tra vigneti e creature amabili, che non si fanno tanto notare.

La mattina osserva tutti, adorante, e non vuole staccarsi da questa armonia di Monferrato.

Come una canzone dei Led Zeppelin, una ragazza, persino non più ragazza, tra questi miracoli può chiedere ciò che vuole e sarà esaudita.

Notte e la luna quando decide

In una serata che flirta con la tempesta, accade che si metta di mezzo la luna.

Così lei decide che tu debba mischiare le carte e ritrovarti, scegliere chi valga la pena ascoltare e mettere alla prova il tuo giudizio, versare un vino e riversarti dentro un altro.

Schiava di libertà, ora libera grazie a incantesimi, ringrazi il Monferrato e sogni ancora.

Notte e la luna quando decide (tu taci e obbedisci)

Chi è invecchiato più di Harry Potter

Si scrive Harry Potter, si legge Flintstones. Di vent'anni fa ricordo un aspetto che mi fa sentire l'età della pietra nelle mie ossa, non solo per come mi muovo.
Sta uscendo il libro di Harry Potter, mi intriga, lo voglio conoscere. Per averlo in inglese, dovrei attendere mesi, invece la mia amica dall'Inghilterra non me lo fa sospirare. Quando arriva, lo divoro, sospirando su incantesimi e arte linguistica, rintracciandovi persino indizi di filosofia.

Eccezione, all'ultima puntata. Sono così scossa dal fatto che sia quella conclusiva (e fiuto che finirà male il mio eroe) che stringo un patto con me stessa: non lo sbranerò come al solito in pochi giorni, ma mi costringerò a leggere un solo capitolo quotidiano. Ok, qualche volta sono due, ma devo dire che mi rivelo piuttosto osservante.

L'anno scorso fiuto un libro che non è proprio la continuazione, ma almeno placa l'appetito. Lo trovo agevolmente già in inglese, in libreria. Lo appoggio un attimo, senza neanche aprirlo: al momento giusto lo gusterò e già lì dovrei insospettirmi.

Invece, me ne dimentico. Addio trepidazione. Fino a stasera, quando lo apro e scopro che è una sorta di sceneggiatura. Non mi sento nemmeno delusa. Forse perché io, per Harry Potter, non c'ero già più.

Non so se sia invecchiato Harry Potter. Io, immagino, un pochino.