Chissà come facevi a ridere, bambina, con tutto il frastuono attorno. Io non me lo ricordo, ma me l'hai lasciata tu, questa memoria: era un mondo che ti pareva terribile, quello che ti inseguiva, solo io conosco i tuoi tentativi di libertà.
Perché me l'hai detto tu, prima di fingere di allontanarti.
Eri così fragile, tempestata da umori variabili, bullismo da quattro soldi e persino zanzare (ti ricordi la tua pelle percossa, specialmente sul Ticino). Ma ridevi, ridevi con una luce che ti invidio.
Come faccio a ridere oggi, con tutto il frastuono. Dovrei avere la scorza, eppure è sempre più sottile, sì perché non posso attribuire tutte le colpe fuori, a quel mondo che, vicino o lontano, urla sempre di più.
Lo so come facevi, a ridere così. Tu avevi i tuoi sogni. E qualcosa, dev'essere rimasto anche a me.

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