venerdì 26 gennaio 2024

Il tempo di Anna


In una mattina in cui il cielo azzurro e la foschia si contendono le mie sensazioni, mi fermo da Anna a Nebbiuno. Sono state felice recentemente di poter raccontare la sua storia, i suoi 99 anni e lei sempre al bancone con il suo sorriso. 

Entro al bar in un giorno dal sapore solo lievemente invernale e sento che lei sta lavorando in cucina, approfittando di attimi di tranquillità: è impegnata a fare marmellate, ci spiega poi.
Perché non si può buttare via il tempo, e neanche i frutti della terra: è la lezione che ci consegna, con l'umiltà dei saggi.

La ascoltiamo, prendiamo un caffè (rivedo mio papà che si siede qui, si gode un aperitivo e il lago), gustiamo briciole di tempo che si trasformano in un nutrimento incredibile. Guardo gli occhi di Anna e il cielo si è ripreso il suo colore di speranza.

Il tempo di Anna è un dono per tutti coloro che non vogliono arrendersi alle nubi e alla nebbia, che sono decisi a lottare, dolcemente e tenacemente, e a fare ciò che amano.


lunedì 22 gennaio 2024

Ti liberi, dolcemente


 

Quasi non ci credo, che le nuvole si arrendano così. Tu ti liberi, dalla oppressione dei pensieri della notte; scivoli via dalle carezze invadenti; ti riappropri del tuo pezzo di cielo.

Io, ti copierei a ogni passo. Quasi quasi lo faccio. 

Resto a fissarti, e provo persino a intrappolarti a modo mio. Fino a cedere alla tua riluttanza, che è vita, per te e per me.

Tu ti liberi, dolcemente. E quasi quasi, anch'io. È così che torna la luce e una parte di me - fragile e insopprimibile - se l'aspettava.






domenica 14 gennaio 2024

L'inverno gentile, quando ti avvicini a casa


Vicino a casa, ci scivola via l'inverno. Diventa come una carezza di una mano rugosa, che all'inizio punge; poi ammorbidisce il cuore. 

Le strade tutt'attorno lo racchiudono e poi lo sprigionano ingentilito, mentre noi camminiamo senza più avvertire l'esigenza di chiuderci nelle nostre debolezze. Domiamo il passo, sorridendo sia al sole titubante sia alle nuvole stiracchiate. Intanto, il campanile e gli alberi scrutano questo cielo pensieroso e forse anche noi che passeggiamo.

È piacevole l'inverno, quando sappiamo che tra pochi passi avvertiremo il tepore domestico. È gentile, quando ti avvicini a casa. Eppure quando siamo immersi nel calore domestico, una fitta mi percuote. 

Piomba addosso l'inverno a tutti coloro che non hanno un tetto, che dalla loro casa sono stati strappati con il terrore e a nulla è valso stringersi l'uno all'altro. A chi l'ha tolta la povertà, o l'indifferenza: spesso, tutte e due. A chi non l'ha mai avuta, davvero.

Sono giunta a casa e una parte di me sente un gelo che non si può placare.