mercoledì 31 maggio 2017

Ripartire

Chissà se è una maledizione come quella del Vecchio marinaio, oppure se si tratta solo di ali.

So che quando sembro comodamente seduta, persino le poche volte che lo sono davvero, c'è già qualcosa che preme. C'è un movimento che si imprime e non tardo a riconoscerlo.

RIPARTIRE.

Ripartire per credere, ripartire per crescere, per fare un passo indietro e correre poi avanti. 

Non importa se il timone appaia troppo grande e le mie mani possano anche tremare.

E' quando mi siedo, un istante, che so che devo ripartire.

venerdì 26 maggio 2017

Dialoghi reali - quando ci credo

- comunque te l'ho detto, per il tuo segno zodiacale è previsto un periodo terribile.

- ma no dai... ehi guarda, il tuo segno ha quattro stelle,  va a gonfie vele.

- non credo a queste cavolate


Credenza a intermittenza.

Twin Peaks, se sono cambiata io

Torna Twin Peaks. Tornerà tutto come prima. Io ogni sera in cui scorrono i suoi segreti e le sue incomprensibili verità, mi rintano in casa. Non posso mangiare la torta di ciliegia, ma il caffè lo preparo: ottimo e abbondante. Deve crollare il mondo per tirarmi fuori di qui.

Mi scuoto. La televisione, non la guardo quasi più. Non ho neanche quel canale, detesto gli abbonamenti alla tv e nel mio caso sarebbero pure insensati vista la scarsa attitudine a seguire qualcosa sullo schermo. Del resto, quella sera dovrei andare a un evento. Quella dopo, idem. Dovrei registrare, ogni volta. E pensare che 25 anni fa avevo perso una sola puntata, naturalmente subito catturata su videocassetta e vista la sera dopo.

Twin Peaks forse non è cambiato. Ci dice la cosa più ovvia e meno simpatica del mondo: che possiamo dare la caccia al colpevole all'infinito, ma sarà inutile finché non osiamo guardare dentro di noi.

Io però, lo sono. E questo - devo pur ammetterlo - mi lascia un velo di malinconia che non riesco a scostare.

Capisco poi

Spesso capisco dopo e me ne rammarico.

Ma prima di stracciarmi le vesti penso: a quanti capita di non capire mai. Quindi quante volte miva straordinariamente bene.

giovedì 25 maggio 2017

Felicità (piccola quel che basta)

Quando sono avvolta dal tuo mormorio blu e dal grido verde tutto attorno, riesco a impastare una definizione di felicità che non mi stia troppo stretta.

E' essere abbastanza piccoli, da amare la tua grandezza e quella dell'altro azzurro che con te gioca. Da dover chinare il capo per vedere meglio una minuscola creatura, appollaiata sotto il tetto. E da sentire che nulla dipende da me, eppure io a molto appartengo.

Felicità, per me è essere piccola quel che basta per poter amare, ancora.

Notte e se la chiave non gira

Talvolta una chiave ti fa un favore e non vuole saperne, di girare. Se ti indispettisci, un istante o una scia di attimi, è umano. Puoi scoprire che hai preso quella sbagliata, o capire che la serratura si è fatta ribelle.

Oppure ti può accade una benedizione: avere un minuto di più, una concessione quasi immeritata, in cui porti la domanda "Ma io volevo entrare qui?". E andare via.

Se la chiave non gira, può essere anche la tua salvezza.

Notte e se la chiave non gira (che benedizione).

Primi passi con fiducia

Al mio segnale scateniamo l'estate. Via scarpe e calze, è il momento di sentirci uniti fino in fondo a nostra madre terra. 
I primi passi, con timore e quindi con fiducia finalmente. I fili d'erba morbidi, le margherite da schivare dolcemente, i trifogli che sono soffici e si ritirano su prontamente. Frammenti di sassi e rovi: ci sono anche loro e non si sottraggono all'abbraccio generale.

Allora sobbalzi, strilli, magari versi una lacrima, ma poi riparti forte anche di quella piccola cicatrice di libertà che si viene a formare sulla tua pelle. Oso perché amo, e provo ad amare tutto.

La fiducia è il dono più bello che possa  fare all'estate e alla vita.