mercoledì 28 febbraio 2018

Ripartire

Chissà se è una maledizione come quella del Vecchio marinaio, oppure se si tratta solo di ali.

So che quando sembro comodamente seduta, persino le poche volte che lo sono davvero, c'è già qualcosa che preme. C'è un movimento che si imprime e non tardo a riconoscerlo.

RIPARTIRE.

Ripartire per credere, ripartire per crescere, per fare un passo indietro e correre poi avanti. 

Non importa se il timone appaia troppo grande e le mie mani possano anche tremare.

E' quando mi siedo, un istante, che so che devo ripartire.

martedì 20 febbraio 2018

Notte e ci sono io

Dentro un torrente di parole ho nuotato per ore e forse per anni.

Adesso tutto tace e posso capirci qualcosa in più.

Ci sono io, nel silenzio, nel battito del cuore, nella notte scivolosa, in un grazie e in una ribellione.

Concentrata in questo istante morbido, rientro in me e mi contemplo.

Notte e ci sono io.

Vivo di sorrisi e

Vivo di sorrisi e sbagli, ed entrambi sanno essere convincenti.

Dentro un quadro celeste in cui c'entro poco, sotto carezze distratte di piante che avanzano verso la primavera.

Vivo di sorrisi e sbagli, ed entrambi mi illuminano.




lunedì 19 febbraio 2018

Notte e la chiamano civiltà

Ci sono persone che si chinano sui più fragili, senza chiedere nulla, preoccupandosi di tutto. Mentre altrove li massacrano di veleno o indifferenza.

Qualcuno la chiama civiltà. Io forse lo chiamo amore. Quello che si sussurra o magari nemmeno quello. Quello che ti pulsa dentro, senza che tu riesca a nominarlo.

Notte e la chiamano civiltà.

Intrecci di tempo

L'autunno sbuca nell'inverno, così vivo tra la neve. E già riflessi di primavera.

Tutta la vita concentrata lì, in un frammento di prato all'ombra del bosco. E ogni creatura, vivace o sonnecchiante, ti ricorda ciò che ti aspetta, ancora.

domenica 18 febbraio 2018

Notte e frettolosamente tutt'attorno

La sera si è già vestita frettolosamente d'inverno, mentre torniamo a guardare fuori un'ultima volta.

Un clochard sepolto senza troppi sguardi, così si dimentica più rapidamente. E creature che non parlano affatto e credono nella bontà disseminata per strada, condannate dai veleni che prima vengono dal cuore.

E' questa stagione sincera e bastarda, che svela cosa troppo spesso sia il predominio dell'uomo.

Tutt'attorno, chi non sa difendersi, si ritrae.

Notte e frettolosamente tutt'attorno.

Il mio quadro perfetto

Il mio quadro perfetto, colori che non posso versare. Margini che non posso sbagliare (che poi adesso so ammetterlo: era così bello invaderli).

Una tavolozza ordinata dall'alto, senza obbligarmi a usarla: solo un grande dono ai miei occhi miopi.

Il mio quadro perfetto, colori da accarezzare e gemme di vita che guizzano da foglie fiammanti. E dietro intuisci il cielo.