domenica 28 gennaio 2018

Ripartire

Chissà se è una maledizione come quella del Vecchio marinaio, oppure se si tratta solo di ali.

So che quando sembro comodamente seduta, persino le poche volte che lo sono davvero, c'è già qualcosa che preme. C'è un movimento che si imprime e non tardo a riconoscerlo.

RIPARTIRE.

Ripartire per credere, ripartire per crescere, per fare un passo indietro e correre poi avanti. 

Non importa se il timone appaia troppo grande e le mie mani possano anche tremare.

E' quando mi siedo, un istante, che so che devo ripartire.

giovedì 18 gennaio 2018

A volte vedo doppio

A volte vedo doppio, dentro me stessa. Come un film spaccato a metà, due rivoli che si staccano dalla stessa anima.

Poi mi rendo conto che è solo un doppio monitor, qualcosa di esterno a me. E ci sorrido, perché mi vedo una, una sola, magari abbondante, ma così immersa nella mia unica e fragile umanità.

Chi ti getta in acqua (della libertà)

Quando ero piccola, c'era una radicata scuola di pensiero nella nostra piscina. Getta in acqua che imparano subito a nuotare.

Previsione scientifica, tant'è che le mie amichette ed io smettemmo di andare al corso, una dopo l'altra. Molti anni dopo, mi sono arrabbiata con coloro che mi avevano inculcato la paura di nuotare e carica dei miei vent'anni portati con relativa autorevolezza, andai in piscina pronta ad affrontare il maestro. Ne trovai uno buono, ma così buono, e paziente, così paziente, che alla fine mi applicavo per non deluderlo.

Infatti, nuotavo splendidamente, finché toccavo. Poi naufragavo, per la sua disperazione. Ricordo anche una volta particolarmente drammatica, quando entrò un mio concittadino speciale, Umberto Pelizzari e io quasi affogai, perché una ragazzina si appoggiò sulle mie spalle per ergersi a guardarlo.

Sono trascorsi altri anni, si sono accumulate le onde della vita. Ho imparato a diffidare di chi ti getta in acqua, come se fosse per il tuo bene: in realtà, più spesso non è capace lui di gestire il suo ruolo.

Non voglio più essere in balìa di chi crede di poterti strapazzare o ama scatenare la tempesta perché non sa nuotare in pace.

Ma soprattutto, ciò che voglio fare è perché lo voglio e basta. Non per reagire, non per assecondare, non per ribellarmi, non per essere una diligente alunna.

La vita è un mare troppo invitante per non calarsi in esso.



Notte, la Barbie e Rod Stewart

Mi perdonerò per aver perso il concerto di Rod Stewart: del resto, ultimamente mi perdono con una piacevole facilità.

Confesso un'ammirazione sospetta per il suo abito color argento, ostentato in una recente foto con il mio  leader Paul Stanley. Ma poi, in questi giorni di capriole nel tempo, dentro di me affiora una bizzarra immagine.

Sono a casa di una mia amica, una di quelle che hanno attraversato la mia vita e ancora è saldamente qui. Andiamo alle elementari e stiamo ingaggiando una battaglia a suon di Barbie, ma intanto una voce roca affiora dalla radio e ci chiede drammaticamente se pensiamo che lui sia sexy. Naturalmente, non abbiamo idea di ciò che sta dicendo: allora, eravamo bambine sul serio.

Tuttavia questo signore - che è pure di origini scozzesi, insomma fa di tutto per essere irresistibile ai miei occhi - ha continuato a rivolgerci questa domanda e a giurare di dedicarci ogni battito di cuore, persino a implorarci di non fargli del male. Raffiche rock, come una carezza.

La Barbie, Rod Stewart e noi in mezzo a cercare di diventare grandi.

Notte, la Barbie e Rod Stewart.

mercoledì 17 gennaio 2018

Notte e il mio ossigeno silenzioso

Mi addentro nel viale che il buio sembra spogliare un po' del suo smog, anche se forse è un'illusione. Ora respiro, tanto che mi viene da rallentare per gustare questo sapore inusuale. Mi viene in mente il bosco austriaco a Expo, con i suoi segnali di avvertimento.

Quanto ossigeno mi porto dentro. Quanto inquino anche con il mio respiro, persino con i miei pensieri forse. Quanto mi percuote tutto questo girovagare di mezzi e sbuffare di camini, nell'ammirevole resistenza della piante.

Il mio ossigeno, è quello di tutti. Condiviso, rubato, calpestato, insozzato. Eppure sempre così silenzioso, nel darsi e nel negarsi per colpa nostra.

Notte e il mio ossigeno silenzioso.

È tutto lì

È tutto lì, in un giorno, un quadro, una preghiera, un ricordo.

Fisso nel tempo che corre, ma non quanto noi. In un lampo la tua vita riassunta lì. Quando ancora non credevi di esistere, era tutto tracciato.

Forse bisogna entrare nel deserto, come Sant'Antonio. Forse restarvi senza paura o senza paura rientrare dove il tempo corre, senza inseguirlo.

martedì 16 gennaio 2018

Notte e un ciao l'unica preghiera

L'unica preghiera e tutto il cuore. Quando sei stanco, poche lettere racchiudono uno slancio che nessun discorso esprimerà.


Ciàu, Signùi.

Quel verso di vita, quel saluto che racconta tutto. Sono proprio stanco, Signore, ma ti dico ciao. La preghiera di un povero diavolo, che vuole riposare tra mani sicure.

Il mio dialetto. La voce di un poeta come Giuseppe Azzimonti, nel sussurrare della sera.

Notte e un ciao l'unica preghiera, tutto il cuore