domenica 10 dicembre 2017

Ripartire

Chissà se è una maledizione come quella del Vecchio marinaio, oppure se si tratta solo di ali.

So che quando sembro comodamente seduta, persino le poche volte che lo sono davvero, c'è già qualcosa che preme. C'è un movimento che si imprime e non tardo a riconoscerlo.

RIPARTIRE.

Ripartire per credere, ripartire per crescere, per fare un passo indietro e correre poi avanti. 

Non importa se il timone appaia troppo grande e le mie mani possano anche tremare.

E' quando mi siedo, un istante, che so che devo ripartire.

venerdì 24 novembre 2017

Quegli animali senza emozioni

Avvicino titubante la notizia del Parlamento inglese (imprecisa, ma voglio salvare la Scozia, da bambina), mica di inciampare nelle fake news di turno. Ma indipendentemente dal fatto che si sia votata una dotta asserzione simile, so che tanti condividono quanto viene scritto.

Gli animali non provano emozioni. Non mi scandalizzo di fronte a chi afferma questo: deve intendersene, nel non provare niente, per attribuirlo ad altri esseri.

Quegli animali, senza emozioni, tranne quelle vistose e violente in abbondanza, di nome uomini.

giovedì 23 novembre 2017

Notte e il linguaggio della speranza

Brindo con nonno Pierino, quando la folla si scioglie lentamente. L'emozione di questo artista dei dolci, che ha cancellato tante amarezze nostre, si riversa in quei momenti condivisi alla pasticceria Oscar per la presentazione del libro "Pénsaghi non" con i B300. 

Eppure c'è qualcosa che mi commuove di più. Ho seguito Pierino De Tomasi, o almeno ci ho provato, in Russia, ho pianto e tremato, l'ho riabbracciato a casa, l'ho visto prodigarsi con sua moglie per costruirsi una vita, tremare ai fallimenti iniziali, sorridere ai primi segni di successo.

Ho sospirato: che bello quando gli altri dicevano "Pénsaghi non". E, accidenti, in questo periodo ho incontrato persone che in quest'epoca bollata come egoistica si sono sentite dire proprio così.

Quando penso di aver attraversato tutto, ecco che nonno Pierino con i suoi 96 anni rivolge occhi fiammanti al pubblico. Andate a votare!  

Perché se cambiare si può, pensare di potere si deve. E Antonio Colombo quando si avvicina, mi svela la vera formula magica.

Pénsaghi non, è il linguaggio della speranza. Non pensarci, qualcuno ci sta pensando per te.

Grazie nonno Pierino, è stato un onore provare a scrivere la tua storia.

Notte e il linguaggio della speranza. 
foto by Giampietro Castignone

mercoledì 22 novembre 2017

Giardini da ritrovare

Quando passo davanti al palazzo dove vivevano i nonni, lo sguardo corre al giardino che osservavo dal  balcone. Giardino pieno di ragazzini e giochi. Giardino che non c'è più.

Poi sfoglio le foto e trovo quest'immagine della nonna, tutta fiera mentre coltiva sul suo terrazzino. Lungo e stretto, così piccolo rispetto all'immenso giardino, eppure curato con orgoglio.


E penso che ci sono i giardini perduti,  ma più ancora quelli da ritrovare. Da coltivare contro vento, a volte persino contro l'umanità eppure per il suo bene. 

Notte e ogni uomo è mio fratello (ma qualcuno)

So benissimo che ogni uomo è mio fratello, rispondo piccata alla mia coscienza.Ma quanti non ho riconosciuto sulla mia strada, anche oggi.

Chi mi ha ostacolata, chi mi ha ignorata, chi mi ha usata: e ne ha fatto le spese, chi nulla di male ha compiuto.

Poi un uomo che conosco fin da piccina, mi scrive: deleghi troppo, passa a me. Ci penso io. Io ci sarò sempre.

E mi vengono in mente un sacco di volte in cui mi sembrava più piccino di me, quand'ero bambina. Anche quando combinava dolci guai. Sua madre, dolcemente tempestosa, lo rincorreva e io sorridevo fra i miei giochi e la mia serietà.

Questa sera penso con affetto che è tra i pochi che devo frenare.Tra i pochi che dice: ci penso io.

Ogni uomo è mio fratello, ma qualcuno si prende cura di me.

Notte e ogni uomo è mio fratello, ma qualcuno…

Sai che Milano

Sai che Milano, proprio non la capisco. Alza la testa e guarda in faccia il cielo.

Come una sfida, di chi ha perso la testa oppure l'ha improvvisamente trovata. E quasi quasi mi fermo anch'io a guardare lassù, non solo  l'antica bellezza.

Sai che Milano. E pure io.

martedì 21 novembre 2017

Notte e il giaciglio a cento metri

Ridiamo, scherziamo serissimi sul futuro, brindiamo. Poi si esce nella notte e c'è un angolo di oscurità che si impone,

Nel portico della chiesa, vedo un clochard che si sta preparando il giaciglio su una panca. Gli altri, stanno già dormendo.

Un povero giaciglio, il freddo che avvolge le coperte, il vuoto del silenzio. A cento metri dalle nostre vite al caldo.

Notte e il giaciglio a cento metri.