domenica 1 ottobre 2017

Ripartire

Chissà se è una maledizione come quella del Vecchio marinaio, oppure se si tratta solo di ali.

So che quando sembro comodamente seduta, persino le poche volte che lo sono davvero, c'è già qualcosa che preme. C'è un movimento che si imprime e non tardo a riconoscerlo.

RIPARTIRE.

Ripartire per credere, ripartire per crescere, per fare un passo indietro e correre poi avanti. 

Non importa se il timone appaia troppo grande e le mie mani possano anche tremare.

E' quando mi siedo, un istante, che so che devo ripartire.

mercoledì 26 luglio 2017

Dialoghi reali - quando ci credo

- comunque te l'ho detto, per il tuo segno zodiacale è previsto un periodo terribile.

- ma no dai... ehi guarda, il tuo segno ha quattro stelle,  va a gonfie vele.

- non credo a queste cavolate


Credenza a intermittenza.

Dialoghi reali - Perdersi

- Pensa, in questo punto mi perdevo sempre.

Silenzio di concentrazione.

- Dove siamo?

- Mi sono persa.

martedì 25 luglio 2017

Tutti gli ingredienti

Una domanda prima di mettersi alla tavola della vita.

Ma quelli che si vantano di conoscere tutti gli ingredienti, perché non cucinano mai?

Notte und ich weiß nicht

Mi perdonerà, Heine, se ripasso i versi della sua Lorelei. Attraverso il vento e le rupi, finché mi infrango.

Forse per colpa di un suo verso. Non trovo irresistibile capelli dorati o la canzone riversata sul Reno.

C'è quello spezzone di canzone: non so cosa significhi che io sono così triste.

Non so. Niente è più sublime.

Notte und ich weiß nicht.

Mia - canzone per la notte

Non piangere, bambina: guarda che sei a casa.

(chissà se è così, per davvero)

E so che sono al sicuro, ma potrei esserlo ancora di più, mentre ascolto questa ninna nanna rock. Mentre il vento sussurra il mio nome.

don't you cry, the wind she's a screamin' your name.

Mia, Aerosmith, canzone per la notte.

Così sicura

Non so quante volte io ho osservato questa foto: lo sguardo che si posava su mio padre, il tempo di annebbiarsi.

Nella casa dove sono cresciuta, solo i primi anni. Quei tasselli verdi sul muro mi sembrano brillare ancora quando passo, di sfuggita.

A lungo, ho guardato solo mio padre, io minuscola e ininfluente, esposta a qualsiasi graffiata del mondo. Poi, gli occhi sono scivolati sulla mia manina. Un giorno, all'improvviso mi sono accorta di come mi aggrappassi al tuo dito. E se questa è fragilità bambina, poi mi trovo a pensare: no.

E' sicurezza. Quella di trovarti sempre, punto di appoggio e per volare, e ancora per tornare da noi, su un balconcino che ci sembra il posto più bello del mondo.