domenica 24 giugno 2018

Notte e c'è un altro ultimo

A volte ti sembra di aver visto un ultimo. Poi ti senti come delicatamente bussare sulla spalla dalla vita e ti indica un altro volto ancora, in cui potresti specchiare anche il tuo.

Di un umano, un animale, una pianta strappata. C'è sempre un altro ultimo in agguato, abbandonato a se stesso in nome di sorti poco magnifiche e ancor meno progressive.

Creature, di fronte alle quali qualcuno si è vestito indebitamente da creatore. Ne raccogli le lacrime o le ferite cariche di dignità, che diventano anche un po' tue.

Notte e c'è un altro ultimo.

Un bagaglio leggero

In questi giorni, nel mio bagaglio lascio poche, irrinunciabili cose. Una è la filosofia, che non riesco a intrappolare come disciplina: l'ho sempre vissuta come una forma di amore, quindi di ricerca.

Scelta con ostinazione, si è beccata anche tanti rifiuti da me, specialmente quando c'erano corsi monografici di filosofi che reputavo distanti. Stima, ma niente di più. Quanti mi hanno ripreso, lungo la via, Boezio diventato addirittura un amico imprescindibile.

Una devozione che ha sempre accompagnato i miei studi e oltre, è quella a Paul Feyerabend. Forse è iniziato con la mia deformazione personale: era il lato B di un corso, storicamente le mie canzoni preferite.

Ricordo il professor Reale quando ci ammantava di Kuhn, prima dovevamo rigorosamente conoscere Popper. Paul sullo sfondo, leggo un libro, un altro...

Contro il metodo. Il profumo dell'anarchia. C'erano tutti gli elementi per affascinarmi.

Eppure era qualcosa di più, offerto con la potenza di una carezza in Dialogo sul metodo.

C'era l'amore. La parola che sfugge così spesso a chi studia e cerca una verità, anche se dovrebbe guidarlo. C'era la voglia di conoscere, non per se stessi.

Io chiudo gli occhi e vedo quegli anni in cui ero fissata sulla filosofia della scienza, volevo farvi pure la tesi, ma la realtà l'ha portata via.

Mi è rimasto dentro quell'amore che rifiuta un metodo per cercare qualcosa oltre. E che oggi mi convince che la realtà, la possiamo cambiare. Anche con un bagaglio leggero. 

sabato 23 giugno 2018

Notte e Troppo da imparare

Poche parole affiorano, quando passo attraverso tutte le lezioni che la vita posa persino con fare distratto davanti a me.

Occhi tristi o di speranza in attesa di notizie, un cielo blu spezzato da una riga bianca, un piccione che mangiucchia e mi accompagna per un pezzo, io che gli sussurro "Domani ti porto briciole buone" e poi sulla porta leggo il cartello "Vietato nutrire i piccioni".

E penso che c'è molto da imparare, ma a volte è troppo. Troppo per una mente che si guarda attorno e dentro.

Non riesco a memorizzare, se non sensazioni sotto pelle. Brividi che compaiono all'improvviso e che mi ricordano che qualcosa non ricordo più, eppure resta ancora con me.

C'è troppo da imparare, ma non smetto di guardare attorno e dentro di me. 

Notte e troppo da imparare.

venerdì 22 giugno 2018

Notte dall'omino lanciafulmini

Tra i giochi, uno solo non ho avuto il coraggio di buttare.

È il castello incantato. Ufficialmente perché sono una scozzese impenitente che non sa sognare un maniero.

Ma c'è molto di più. Credo sia merito dell'omino lanciafulmini. Il tuo avversario terminava il percorso, tu sembravi destinato a soccombere; invece, una pallina cadeva dal camino e fermava la disfatta.

Non erano sole rose: a volte, nelle ire dell'omino lanciafulmini, incappavi pure tu, ma non riuscivi a incavolarti. Ripartivi e in fondo questo imparavi.

Che si può ripartire, sempre.

Notte dall'omino lanciafulmini.

giovedì 21 giugno 2018

Tutto (ri)passa

Sotto la luce dei ricordi, tutto appare come un'opera antica, una di quelle che è stata mirabilmente costruita, si è sgretolata, rimessa in piedi e ancora sfida la polvere.

Tutto passa, ti dicono. Ma sfogliando le pagine che non sei certa di aver scritto, spuntate imbrattate di inchiostro, sai di più per una volta.

Tutto ripassa. Pensavi di averlo riposto o più onestamente che fosse andato via. Invece torna, ti fissa senza espressione come se volesse vedere la prima tua.

Non sai che fare o dire, se non sfidare il tempo e la polvere, in silenzio e aspettare altre parole sul foglio della vita.

Notte e non basta

Ci sono notti peggiori di quelle degli esami. Quelle in cui vorresti dire a una persona cara che andrà tutto bene.

Gliel'hai già detto cento volte e non basta. Prima che affronti ciò che deve, senti che dovresti dirglielo ancora.

E le ore si consumano come sigarette, invadendo l'aria di lacrime e preghiere.

Ti ho detto che ti voglio bene?
Cento volte e non basta.

Notte e non basta 

mercoledì 20 giugno 2018

Il maestro e i piccini

Incontri un maestro che ti insegna l'immensità. Lo fa con una tale naturalezza che tu, oltre ad ascoltarlo, gli parli. E gli confidi una piccola esperienza che ti ha spalancato il mondo. 

Lui osserva, poi commenta: che belle cose si imparano.

Questa sua frase ti rimpicciolisce ancora e pensi che l'abbia pronunciata per gentilezza.

Al che ti sembra che sia ancora più grande e non vedi più i piccini che cercano di fare i maestri nella tua vita.