mercoledì 28 aprile 2021

La città nuda

 Trafitta da un'illusione di anni Ottanta, mi sono trovata dritta qui. Naked city, era una delle canzoni che mi aveva richiamato ancora alle medie, trasportandomi dolcemente verso il rock.

Suonava bene, in qualche modo distante, mentre stasera si è posata sulla mia pelle con la pioggia indecisa. Tornando dal centro, sprazzi di luci e musica nei locali all'aperto: pochi tavolini occupati, un parlottare discreto che sfugge alle orecchie disattente, una bici ferma e sconsolata, le auto che si diradano manco fossero tutte cabriolet.

La città nuda,  è questo camminare in una serata che  non accetta di essere buia. È incontrare poche persone, ma esserne grata. È la strada che all'improvviso sembra più breve, perché hai visto l'imponente palazzo all'orizzonte, quello che comincia a rassicurarti che sei vicino a casa. Certo, sul balcone non ci sei tu a sbirciare preoccupato.

Ma neanche potresti farlo: perché la città è nuda, e tu invece ami fantastiche stoffe da cui ritaglio scampoli per le mie bambole.  La rivesti con tenerezza, mentre ascolto la mia canzone, una delle tante che ti facevano scuotere il capo e ora ascolti con me. Questa sera, nessuno diventerà di pietra, forse siamo persino meno soli.

All the victims have turned to stone,
No one is happy, they're all alone 
I'd sacrifice my social position tonight 
In New York, millionaires, and lonely people with lonely stares 
I'm not lookin' for love and I'm lost in this night 
In the naked city (in the city) (Kiss)


venerdì 23 aprile 2021

Ritrovarmi tra i perché dei bambini

Willy si è avventurato ancora tra i ragazzi, dopo un lungo tempo. Combattuto tra la gioia di vederli nelle loro aule e rattristato dal doverli incontrare attraverso uno schermo, il mio libro si è seduto tra di loro e li ha attesi, all'Istituto comprensivo De Amicis per la Settimana della lettura a Gallarate.

Ha aspettato, meglio, le loro domande, che sono arrivate prima esili, poi sempre più ardite. A quel punto, il romanzo si è rivolto direttamente a me: «Guarda che stanno chiedendo proprio di te e vediamo se troverai le risposte».

Non so, se io le abbia rintracciate davvero, da qualche parte dentro di me. Mi sono emozionata quando mi hanno chiesto cosa provo, come leggo la vita e il cielo quando sono sdraiata su un prato. Ho sorriso quando hanno indagato sul motivo per cui ho deciso che la creatura misteriosa Willy era proprio quella... così strana, anonima, nascosta e speciale. Qualcuno che puoi confondere tra tutti e tra tutti distinguere.

Ho sorriso, perché ho dovuto rispiegarlo anche a me, tornare indietro di corsa prima che l'immagine mi sfuggisse.

Ma poi quando mi hanno rivolto uno di quei "perché" che tolgono il fiato. Perché hai deciso di scrivere, nella vita? Come hai deciso che era quello che volevi fare e avresti fatto?

Che risposta posso dare, io Marilena a tratti Violetta, a questi ragazzi, quando non lo so nemmeno io? Come quando ti innamori e tutto parte dal suono di una voce, da una parola piovuta per caso, da uno sguardo che ti sembra di conoscere da sempre eppure è tutto da scoprire. Quel groviglio di sensazioni che cercano di indossare la veste della ragione e forse ci riescono davvero.

Ritrovarmi con Willy tra i perché dei bambini, il bosco che si imbroncia di sera e così mi ridà luce. Senza risposte che restino al mio fianco, è la domanda che mi tiene compagnia, sempre.

venerdì 16 aprile 2021

Il mio fuoco

 Il mio fuoco sei tu, che sai già tutto o non hai ancora capito. Il mio assopirmi su un'abitudine, interrotto da una nuova idea, mia o di un'anima così giovane da sapere tutto ciò che va ancora fatto.

Un ricordo o un progetto che si guardano in cagnesco, salvo ritrovarsi amici. Quello che avevo lasciato indietro e non ho ancora immaginato.

Il mio fuoco non continua ad ardere: forse inizia, soltanto ora, o me ne accorgo adesso ed è ciò che conta. Il mio fuoco è quando ti guarderò negli occhi e non mi riconoscerai: forse, nemmeno io.

giovedì 15 aprile 2021

La luce che non avevo acceso io


 Nel manto oscuro di una notte che non vuole finire, ci infliggiamo un rimprovero: «Hai lasciato acceso la luce nell’altra stanza».

Corro, ma non è così. È il sole che è sbucato senza troppi preamboli e sta frugando dappertutto: non si lascia fermare da nulla, più testardo della speranza.

La luce che non avevo acceso io, un dono che non posso stringere, anche per questo immenso.

sabato 10 aprile 2021

Stanotte niente polvere sui sogni

 Ci sono carezze annunciate, che poi appaiono persino più belle. Così la pioggia ci segue e scuote via ogni granello  che non ci appartiene, come ogni illusione.

Non ci racconta un lieto fine per forza, ma che da qualche parte è possibile trovare coraggio, come da qualche parte i fiori rallentano lo splendore per aspettarmi.

Questa notte, niente polvere sui sogni: siamo liberi di crearli, proprio nostri. Le paure si sono addormentate e non sarai questa pioggia a destarle.

Questa notte, niente polvere sui sogni. E loro, si sveglieranno lievi.

giovedì 8 aprile 2021

Non c'è più tempo per gli "ehm" e per i divani

 Non mi sono appassionata alla richiesta di dimissioni di Michel, perché in quella stanza c'erano tre persone. Di una, ho anche meno voglia di parlare, colui che ha accolto le autorità europee con quelle due sedie, di cui una rigorosamente per sé.

Ho letto e sentito di tutto, dal procotollo alle visite precedenti. Quello che mi resta è che non sono particolarmente colpita dall' «ehm» di Ursula von der Leyen, né sono entusiasta della sua garbata reazione.  

Perché di "ehm" noi donne ne abbiamo già pronunciati fin troppi. Perché il tempo è finito e se Dio vuole - visto che ogni tanto non sembriamo crederci troppo nemmeno noi - un tempo nuovo arriverà. Non voglio andare nel cuore della questione, non essendo un'esperta di relazioni internazionali e diplomazia, anche se mi sembra che evitare incidenti diplomatici sia utile fino a un certo punto a giudicare dai passi recenti della Turchia (LEGGI QUI).

No, io penso che ciascuna di noi possa essere Ursula von der Leyen una, due, cento volte, nel proprio cammino e debba sapere cosa fare in caso di un sofagate. Da adesso, se prima ci era sfuggito.

Io so cosa voglia fare: niente ehm, niente sospiri e sedermi sul divano. L'ho già fatto e non ho più intenzione di farlo. L'ho fatto con chi voleva sfacciatamente evitare che una donna fosse seduta al posto che le competeva, e con chi non si è accorto di ciò che vedeva: più innocente, ma più tremendo come indicatore culturale.

Io ho deciso che quando ti fanno così, o te ne vai o meglio ancora ti avvicini e dici: scusi, inavvertitamente lei ha preso il posto. E quando quello si gioca l'ultimo beneficio del dubbio che gli hai concesso per educazione («No, spetta a me»), tu puoi fare diverse cose: insistere che si sta sbagliando o prendere e andarsene dicendo ad alta voce "Allora stia da solo": 

Ma dire ehm e prendere un altro posto, "minore", no. Non perché ci si debba sentire chissà cosa, ma perché è un dovere che abbiamo nei confronti di noi stessi e di tutte le altre donne. 

Non c'è più tempo per gli ehm, né per i divani di fortuna. 

domenica 4 aprile 2021

La mia vita, un rettangolo

 La mia vita, un rettangolo dopo tanto furioso vagare. Lo sguardo si impiglia nei piedi e neanche il fiume della mia infanzia posso accarezzare.

Vi si sono posate paure e speranze, ma le seconde sono così leggere che si alzano come ali; allora, il mio sguardo è già in volo e si impiglia in sguardi di Angeli. Quella ressa buona, che affolla la mia vita. 

Un rettangolo, dove tutto mi basta.

sabato 3 aprile 2021

Storie da leggere nel cuore

Il cammino verso Pasqua ha sassi spigolosi e tratti scivolosi: così arduo restare in equilibrio.

Anche quando stai nelle fragilità altrui che fanno prove di speranza. Anziani che si aggrappano a una nuova vita, dopo un anno di buio, come al braccio di un figlio o a un bastone. 

Poi una persona ti chiede un consiglio e tu ci provi. Quando ti chiama felice e dice che l’umanità è stata più forte di un tentennamento burocratico, la strada già sembra meno pesante. Ma più tardi scopri che una delle persone più care per te al mondo, ha fatto la stessa cosa senza che tu lo sapessi, e con il medesimo esito.

Allora i piedi sfiorano appena la strada e la Pasqua già ti accoglie. Storie da leggere nel cuore, da riporre per rileggerle più avanti e osare credere nella luce che tutti abbraccia.